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Il diritto di riproduzione (art. 13)

A cura dell’Avv. Giovanni d’Ammassa

Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2014

Il diritto di riproduzione è attribuito in via esclusiva all’autore dell’opera dell’ingegno e ha per oggetto “la moltiplicazione in copie diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, l’incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione“, ivi compreso il diritto di registrare l’opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata (art. 61).

L’articolo è stato riformato dal D. Lgs. 68/03., di recepimento della Direttiva 29/01/CE.

Tradizionalmente il concetto di riproduzione è sempre stato limitato alla realizzazione di copie permanenti e fissate su di un supporto materiale che rende percepibile l’opera, e mai applicato alla comunicazione dell’opera mediante esecuzione rappresentazione e recitazione o diffusione a distanza. Il requisito della fissazione distingue la riproduzione dalle altre forme di utilizzazione dell’opera, che si realizzano in forma “immateriale”.

Con l’avvento del mondo digitale la copia (intesa quale esemplare materiale) non è più identificata con il supporto che la contiene e non è più necessaria ai fini della fruizione dell’opera.

Nella nuova veste della norma è distinta la riproduzione “diretta” da quella “indiretta”, intesa come la fissazione del fonogramma o della trasmissione di una radiodiffusione o di un’altra forma di comunicazione o trasmissione dell’opera, “in qualunque modo o forma”, pertanto sia riproduzione in uno o più esemplari su qualunque tipo di supporto sia il passaggio dall’una all’altra forma, con un elenco da sempre considerato non esaustivo di modi di riproduzione dell’opera, “in tutto o in parte”, lasciando sempre aperta la questione della portata quantitativa/qualitativa della riproduzione parziale, “temporanea o permanente”. Viene così chiarito che la digitalizzazione dell’opera o di altri materiali protetti, e la fissazione delle informazioni digitali off line è senza dubbio riproduzione.

Il diritto cade non solo sull’opera nel suo complesso, ma anche su ciascuna delle sue parti, frazioni o frammenti; esso abbraccia anche tutte le successive riproduzioni della stessa che l’autore o il cessionario del diritto (colui che ha acquistato il diritto di riprodurre dall’autore) pongano nuovamente in commercio sotto forma di riedizioni e di copie, anche se contenenti aggiunte, riduzioni, miglioramenti o altro.

Se le modificazioni sono di tale natura da doversi considerare come elaborazioni, oppure contengono nuovi elementi di creazione individuale da dar origine a opere nuove, esse formeranno oggetto di un separato diritto di autore che darà luogo a un nuovo diritto di riproduzione.

La riproduzione illecita, cioè senza il consenso dell’autore, in qualunque forma essa avvenga, è sanzionata sia penalmente che civilmente. Si ha riproduzione illecita anche quando il contraffattore fabbrichi gli esemplari riproducenti l’opera senza porli in vendita.

In tema di riproduzione, la l.d.a. dedica alcuni articoli alle opere registrate su apparecchi meccanici.

L’art. 61 l.d.a. riserva all’autore il diritto esclusivo di adattare e di registrare l’opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata (comma 1, n. 1); di riprodurre, di distribuire, di noleggiare, di dare in prestito gli esemplari dell’opera così adattata o registrata (comma 1, n. 2); di eseguire pubblicamente e di comunicare l’opera al pubblico mediante l’impiego di qualunque supporto (comma 1, n. 3).
L’art. 62 stabilisce che i supporti fonografici nei quali l’opera dell’ingegno è riprodotta non possono essere distribuiti se non portino stabilmente apposte le seguenti indicazioni:
a) titolo dell’opera riprodotta;
b) nome dell’autore;
c) nome dell’artista interprete od esecutore. I complessi orchestrali o corali sono indicati col nome d’uso;
d) data della fabbricazione.

Riferimenti bibliografici:

Sena, Frassi, d’Ammassa, Giudici, Minotti, Morri, Diritto d’autore e diritti connessi nella società dell’informazione – Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 68 in attuazione della Direttiva 2001/29/CE, 2003