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Il diritto di distribuzione (art. 17)

A cura dell’Avv. Giovanni d’Ammassa

Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2014

Il primo comma dell’art. 17 l.d.a., così come innovato dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 68, di attuazione della direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore e i diritti connessi nella società dell’informazione, stabilisce che “il diritto esclusivo di distribuzione ha per oggetto la messa in commercio o in circolazione o comunque a disposizione del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, dell’originale dell’opera o degli esemplari di essa e comprende, altresì, il diritto esclusivo di introdurre nel territorio degli Stati della Comunità Europea, a fini di distribuzione, le riproduzioni fatte negli Stati extracomunitari“.

Il diritto di distribuzione è dunque uno dei diritti esclusivi, così definiti poiché conferiscono al titolare degli stessi il diritto di escludere chiunque altro dal loro godimento, che la tutela autorale costituisce in capo all’autore dell’opera per consentirne lo sfruttamento economico.

Tale diritto si concreta nella riserva a favore dell’autore dell’autorizzazione al trasferimento della titolarità dell’opera originale o di copie tangibili di essa. Il requisito della materialità, precisato dal considerando 28 della Direttiva 29/2001, afferisce specificamente al diritto di distribuzione. Infatti, con l’avvento della c.d. ?società dell’informazione? si è assistito alla crescita d’importanza della circolazione in forma digitale dell’opera, tanto che il legislatore comunitario è intervenuto, sulla scorta degli accordi internazionali raggiunti in sede WIPO, ponendo una netta linea di demarcazione tra le copie realizzate a partire dalla messa a disposizione del pubblico dell’opera ?in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente?, e le copie materiali dell’opera stessa.

Tale differenziazione concettuale si traduce nel diverso regime al quale sono sottoposte le copie stesse ed alla possibilità per l’autore di controllarne i successivi atti di trasferimento.
Nel caso della messa a disposizione interattiva dell’opera, di cui fa parte la trasmissione tramite Internet, e del suo scaricamento (download), che potrà essere legittimamente effettuato solo qualora l’autore conceda l’autorizzazione alla riproduzione, la realizzazione di tali copie non comporta l’esaurimento del diritto di distribuzione, come sancito espressamente dal terzo comma dell’art. 17.

Per quanto riguarda invece le copie materiali dell’opera, le quali sono realizzate mediante l’incorporazione dell’opera stessa su supporti fisici che ne consentono la fruizione in maniera diretta o anche indirettamente per mezzo di appositi strumenti tecnici, queste, una volta immesse nel circuito distributivo all’interno della Comunità Europea dal titolare del diritto o con il suo consenso, non saranno più soggette al controllo da parte dell’autore per quello che riguarda i successivi passaggi di proprietà.

In sostanza, in quest’ultimo caso, il diritto di distribuzione si esaurisce con il primo atto di vendita o di trasferimento ad altro titolo della proprietà all’interno di uno qualsiasi dei paesi membri della Comunità effettuato direttamente dal titolare del diritto, cioè l’autore o il suo avente causa, o da altri con la sua autorizzazione. Esaurimento del diritto significa che i successivi atti di trasferimento o locazione di quelle specifiche copie dell’opera non saranno più soggetti ad autorizzazione da parte del titolare del diritto.

Precedentemente alla novella del 2003, l’art. 17 l.d.a. non proponeva la speciale previsione contenuta nel terzo comma, la quale si è resa necessaria con l’affermarsi delle tecnologie digitali come canale di diffusione dei contenuti alternativo, spesso preponderante, rispetto a quello tradizionale. La possibilità di effettuare copie digitali, a costo zero, di qualità paragonabile all’originale ed in numero teoricamente illimitato, ha fatto nascere l’esigenza di ridefinire i contorni del diritto di distribuzione, vincolandolo al requisito della materialità delle copie e limitando a questo ambito il principio dell’esaurimento.

Per quanto concerne le copie originate dallo scaricamento dell’opera in formato digitale, entrano invece in gioco i diritti di comunicazione al pubblico e riproduzione. In questo caso, infatti, la circolazione delle copie realizzate trasferendo l’opera in formato digitale su di un supporto di memorizzazione è soggetta ad autorizzazione dal titolare del diritto di distribuzione, poiché la loro trasmissione attraverso i canali digitali non esaurisce, come già chiarito, il diritto di distribuzione.

Le copie saggio

La normativa attuale ha comunque mantenuto, in materia di esaurimento del diritto, quanto disposto dall’ultimo comma dell’art. 17, secondo il quale non costituisce esercizio del diritto di distribuzione “la consegna gratuita di esemplari delle opere, effettuata o consentita dal titolare a fini promozionali ovvero di insegnamento o di ricerca scientifica“.

Tale disposizione era stata introdotta dal D. Lgs. 16 novembre 1994, n. 685, di attuazione della Direttiva 1992/100/CE concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d’autore in materia di proprietà intellettuale.

Precedentemente all’introduzione della specifica previsione all’interno della l.d.a., il principio in oggetto era stato affermato dalla giurisprudenza in alcune pronunce relative a casi di vendita delle copie omaggio dei libri di testo destinate agli insegnanti. Infatti, i giudici hanno chiarito che, mentre per i libri usati la copia che circola nel mercato dell’usato è stata già distribuita dall’autore e su tale copia il suo diritto si è esaurito, la consegna di copie omaggio non fa venir meno il diritto dell’autore alla distribuzione (si vedano: P. Torino, 28 novembre 1990, Soc. ed. Zanichelli c. Casa del libro, P. Torino, 16 settembre 1991, La Causa Editrice, Giuseppe Principato S.p.a., Le Monnier S.r.l., la Scuola Editrice S.p.a., A.I.E. c. Casa del libro).

Il fenomeno, piuttosto diffuso prima di tali pronunciamenti, della rivendita di esemplari fuori commercio era già stato oggetto di inquadramento da parte del Piola Caselli che riteneva che la tolleranza, da parte dell’autore, della circolazione di tali esemplari ?si basa sul presupposto che non diano luogo ad un lucro?, perciò, se vengono invece venduti ?cade tale presupposto e, quindi, risorge il diritto dell’autore a domandarne la repressione?.

Riferimenti bibliografici

Nicola Alessandri, La legge sul diritto d’autore ed il fenomeno dei libri saggio, in Il diritto di autore, Milano, Giuffré, 1993, 201

Stefania Ercolani, Il diritto di distribuzione di esemplari dell’opera protetta e l’esaurimento comunitario, in Il diritto di autore, Milano Giuffré, 2004, 1

Marco Ricolfi, Comunicazione al pubblico e distribuzione, in Quaderni di AIDA, 2002, 48

Maria Teresa Scassellati Sforzolini, La direttiva comunitaria del 22 maggio 2001, n. 29, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore nella società dell’informazione, in Il diritto di autore, Milano, Giuffré, 2003, 65

Sena, Frassi, d’Ammassa, Giudici, Minotti, Morri, Diritto d’autore e diritti connessi nella società dell’informazione, Milano, Ipsoa, 2003

Eduardo Piola Caselli, Codice del diritto d’autore, Torino, UTET, 1943, 302