L'utilizzazione di un'opera musicale nella colonna sonora di una sfilata di moda senza la preventiva autorizzazione del titolare dei diritti d'autore è illecita.

Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 9382 del 25 febbraio 2010

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI MILANO

Sezione specializzata in proprietà industriale ed intellettuale

in persona dei magistrati:
dott. Marina Tavassi presidente
Cesare de Sapia giudice rel.
Paola Gandolfi giudice

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al numero di ruolo generale sopra riportato, promossa
DA
Dipiù S.r.l., elettivamente domiciliata in Milano presso lo studio dell’avv. G. D’Ammassa dal quale è rappresentata e difesa
ATTRICE

CONTRO

Givi Holding Spa, elettivamente domiciliata in Milano presso lo studio degli avv.ti N. Sbrenna, F. Boni e D. Capizzi, dai quali è rappresentata e difesa
CONVENUTA

Oggetto: violazione diritti d’autore su opera musicale
Conclusioni delle parti: come da atti introduttivi.

Fatto e diritto
Con atto di citazione notificato in data 9 gennaio 2006 la SrI Dipiù, licenziataria dei diritti di utilizzazione economica del brano musicale Until the Day, di Rafael Falcon, conveniva in giudizio, dinanzi a questo Tribunale, la Givi Holding Spa chiedendo che la convenuta fosse dichiarata responsabile dell’illecita sincronizzazione ed elaborazione nonché dell’illecito adattamento del brano musicale Until the Day, diffuso in occasione della sfilata di moda del 2 ottobre 2004 ed inserito nella relativa registrazione audiovisiva, con le conseguenti pronunce inibitorie e risarcitorie.
La Givi Hholding Spa si costituiva in giudizio eccependo, in rito l’estinzione del processo, per la tardiva riassunzione dello stesso e deducendo, nel merito, che il progetto di distribuire agli ospiti la registrazione della sfilata, era stato abbandonato e che, pertanto, il filmato rappresentava una semplice registrazione d’archivio, ad uso interno, relativamente alla quale, in ogni caso, non poteva parlarsi di sincronizzazione, ma solo di una semplice ripresa filmata, né di elaborazione, in assenza di elaborazione creativa, risultando assorbito il diritto di fissazione nella sincronizzazione.
Tanto premesso, chiedeva che fosse respinta la domanda.
Esperito il corso istruttorio, il G.l., sulle conclusioni delle parti di cui in epigrafe, rimetteva la causa davanti al collegio per la decisione.
Ciò premesso, osserva il tribunale che l’eccezione di rito riguardante la tardività della riassunzione da parte dell’attrice, sollevata dalla convenuta, non può essere esaminata in questa sede risultando assorbita dall’intervenuta dichiarazione di incostituzionalità del c.d. rito societario (C. Cost. 17 maggio 2007, n. 170), che impedisce il successivo accertamento di eventuali pregresse invalidità, configurandosi nel caso di specie un rito non applicabile, ex tunc, al processo industrialistico.
Passando all’esame del merito, rileva il Tribunale che risulta pacifico in giudizio, oltreché documentato (doc. 9 di parte attrice), che la società convenuta, in occasione della sfilata di moda tenutasi in data 2 ottobre 2004, ha realizzato una registrazione audiovisiva, che comprendeva le immagini della sfilata e le musiche che la accompagnavano, fra le quali il brano musicale Until the Day, di Rafael Falcon, del quale la società attrice è licenziataria dei diritti di utilizzazione economica (documenti 1-3 parte attrice), omettendo di richiedere il necessario consenso.
Sulla base di tale premessa di fatto non può dubitarsi della sussistenza degli illeciti dedotti in giudizio, relativamente ai quali la mancata distribuzione dei supporti può solo influire sull’ampiezza dell’illecito e conseguenza, sull’ammontare del danno causato, ma non può certo pone nel a gli illeciti già verificatisi.
Ed invero, la fissazione su di un supporto di un’opera musicale a corredo di immagini in movimento, come nel caso della colonna sonora di un’opera cinematografica, comporta l’esercizio del cosiddetto “diritto di sincronizzazione”, che rientra nell’ambito delle facoltà riservate in via esclusiva all’autore dell’opera dell’ingegno dall’art. 12, 2 co., l.a.
A tale proposito, è opportuno chiarire che tale diritto non è oggetto del mandato alla SIAE, come previsto dall’art. 1, co. 2 lett. a) dello statuto SIAE e come chiarito dal Tribunale di Milano (in data 17 ottobre 1996) e dal Tribunale di Roma (in data 2 gennaio 2002), pronunce richiamate da parte attrice.
Ulteriore conferma dell’illiceità dell’utilizzo di un brano musicale a corredo di immagini in movimento, deriva dalle pronunce della Corte d’Appello di Milano (sentenza 28 maggio 1999, in Dir. Aut. 1999, 594) e della Cassazione (sentenza 29 maggio 2003, in Dir. Aut. 2003, 538), relative all’utilizzazione a fini pubblicitari dell’opera musicale “White Christmas”.
Ne consegue che la realizzazione della sincronizzazione (abbinamento del brano musicale Unti! the Day alle immagini della sfilata), ad evidente scopo promozionale (presentazione da parte di Versace della collezione donna primavera-estate 2005, Cass. 3643/96, in Giust. civ. Mass. 1996, 596) configura violazione dei diritti di sfruttamento economico sull’opera medesima.
L’accertato comportamento della società convenuta configura, altresì, la violazione degli articoli 18 e 61 l.a., in quanto comprende la registrazione dell’opera su di un supporto riproduttore di suoni, riservata all’autore dall’articolo 61 citato, nonché, l’utilizzo dell’opera musicale quale colonna sonora di immagini in movimento, operazione che comporta l’adattamento dell’opera stessa alle immagini rappresentate e che compete in via esclusiva all’autore.
Non può dubitarsi che le facoltà previste negli articoli sopra citati possano essere utilizzate in via disgiunta l’una rispetto all’altra, considerato quanto previsto dall’art. 19, 1 co, l.a.: “I diritti esclusivi previsti dagli articoli precedenti sono fra loro indipendenti. L ‘esercizio di uno di essi non esclude l’esercizio esclusivo di ciascuno degli altri diritti”.
Risulta, quindi, accertata la sussistenza degli illeciti in esame, accertamento al quale accede la pronuncia di inibitoria dell’ulteriore abusivo sfruttamento del brano musicale Until the Day.
Deve essere. invece, disattesa la richiesta di imporre una penale da inottemperanza, in assenza di un fondato rischio di ripetizione dell’evento.
Sussistendo la potenzialità lesiva dell’illecito va, altresì, accolta la domanda risarcitoria formulata dall’attrice, in relazione alla quale deve procedersi a liquidazione equitativa, in considerazione delle evidenti difficoltà di quantificazione.
Ciò premesso, ai fini del calcolo dovrà tenersi conto dell’utilizzo effettuato dalla società convenuta, in un’unica occasione (sfilata di un’importante casa di moda), ivi compresa la sua natura promozionale, nonché delle correlative opportunità perse da parte della società attrice, che certo non potrà utilizzare il brano, anche in futuro, per un analogo evento nel settore della moda. Dovrà tenersi conto, inoltre, dei compensi percepiti per sincronizzazioni autorizzate dalla società Dipiù nell’anno 2006, peraltro riferite a differenti brani e ad utilizzi ben più ampi (doc. 10 e 11 dell’attrice), ma anche della mancata distribuzione dei cinquecento supporti realizzati.
Su tali basi, il danno subito dalla società attrice può essere equitativamente liquidato in euro 3.000,00 in moneta attuale.
La società attrice lamenta, altresì, l’intervenuta violazione della norma di cui all’articolo 15 legge d’autore, in quanto il signor Caforio, procuratore speciale della società convenuta, in sede di interrogatorio formale, ha riferito della mancata richiesta alla SEAE del permesso per la pubblica esecuzione.
Tale domanda, però, è stata formulata tardivamente, solo in sede di comparsa conclusionale e di conseguenza, non può essere esaminata in questo giudizio.
Le conclusioni raggiunte assorbono ogni altra domanda, anche istruttoria,formulata in causa.
Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
Deve essere, da ultimo, disattesa l’istanza di pubblicazione della presente sentenza, considerato che non trova riscontro la persistenza dell’illecito.

P.Q.M.

Il Tribunale definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Dipiù Srl, con allo di citazione notificato in data 9 gennaio 2006, nei confronti della Givi Holding Spa, ogni contraria istanza eccezione o deduzione disattesa, così provvede:
1) accerta la responsabilità della società convenuta per l’illecita utilizzazione del brano musicale Until the Day, di Rafael Falcon, nella colonna sonora della sfilata di moda, relativa alla collezione donna primavera-estate 2005, in danno della società attrice, Dipiù Srl;
2) condanna la Givi Holding Spa al risarcimento dei danni subiti dall’attrice, Dipiù Srl, quantificati in € 3.000,00;
3) condanna la società convenuta alla rifusione delle spese di lite sostenute dall’attrice, liquidate in € 110,00 per esborsi, € 1.440,00, per diritti ed € 2.320,00, per onorari, oltre alle spese generali.
Milano, Camera di consiglio del 25 febbraio 2010
Il Giudice rel.
(dott. C. de Sapia)
Il Presidente
(dott. M Tavassi)

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.