E' illecita e viola i diritti patrimoniali d’autore e di produttore dei filmati relativi alle partite del Campionato di calcio di serie A 2005/06, l'attività di chi ha concorso nell’illecita comunicazione al pubblico via Internet del materiale oggetto dei diritti anche mediante l’indicazione dei siti stranieri responsabili dell’illecita immissione in rete di tali contenuti, e della possibilità di sincronizzare detti filmati con commento in lingua italiana.

Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Sentenza n. 3639 del 20 marzo 2010

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI MILANO
Sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale

nella seguente composizione:
dott.ssa Marina Tavassi pres.
dott. Cesare de Sapia giud.
dott. Claudio Marangoni giud. rel. ha emesso la seguente

SENTENZA

FATTO E DIRITTO
Occorre affrontare in primo luogo alcune questioni preliminari di rito sollevate dalle parti convenute.
Il convenuto *** ha rilevato che nell’atto di citazione ad esso notificato in data 28.1.2008 difettavano le indicazioni di cui all’art. 163, n. 7, c.p.c. e che in esso – che era stato oggetto di nuova notifica disposta dal giudice all’udienza dell’8.1.2008 – non vi era alcuna menzione delle ragioni della rinnovazione della sua notifica.
Da tali vizi, secondo la parte convenuta, dovrebbe derivare la cancellazione della causa dal ruolo ex art. 291, comma 3, c.p.c. e quindi l’estinzione del giudizio ai sensi del’art. 307, comma 3, c.p.c.
Tali eccezioni sono infondate.
Quanto alla mancanza delle indicazioni di cui al comma 7 dell’art. 163 c.p.c., va rilevato che all’udienza del 27.5.2008 il convenuto *** si era già costituito in giudizio e che il giudice aveva disposto il rinvio dell’udienza ai sensi del comma 3 dell’art. 164 c.p.c. proprio in ragione dell’eccezione formulata dallo stesso convenuto, in tal modo essendosi sanato il vizio così rilevato. Quanto al vizio relativo alla rinnovazione della notifica dell’atto di citazione, va richiamato il principio, sancito in via generale dall’art. 156, comma terzo, c.p.c., secondo il quale la ità non può essere mai pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo cui è destinato, valido anche per le notificazioni, con la conseguenza che la costituzione in giudizio del convenuto, anche se intervenuta al solo scopo di eccepire la ità della notificazione dell’atto introduttivo, produce una sanatoria del vizio con efficacia retroattiva che esclude ogni decadenza (Cass. 10119/06). Va altresì respinta anche l’eccezione di incompetenza della Sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale sollevata da entrambe le parti convenute.
Invero parte attrice ha dedotto la violazione di diritti attinenti alla tutela autoriale di cui alla L. 633/41 – in particolare, tra gli altri, i diritti di cui agli artt. 78 ter e 79 L.A. – materia funzionalmente attribuita alla competenza delle Sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale dall’art. 3 D.Lgsvo 168/03.
La presente causa risulta pertanto in concreto correttamente instaurata dinanzi a questa Sezione in ragione della presenza della rispettiva residenza e sede delle parti convenute (Brescia e Milano) entro lo speciale ambito di competenza territoriale assegnato a questa Sezione dall’art. 4 D.Lgsvo 168/03.
Quanto al merito della controversia, appare opportuno rammentare in estrema sintesi presupposti dell’azione intrapresa dall’attrice ed i comportamenti che da essa vengono addebitati al convenuto ***.
Sky Italia s.r.l. ha sostenuto:
– di avere acquistato dalle squadre di calcio di serie A (tranne Lecce, e Sampdoria) i diritti necessari alla ripresa delle partite del Campionato 2005/06 e di avere prodotto ed eseguito i films di tali partite;
– per ciò che riguarda l’utilizzazione di tali filmati all’estero – ed in particolare per il territorio cinese – di avere concesso licenza a terzi dei propri diritti su detti filmati, con esclusione tuttavia di ogni comunicazione al pubblico dei medesimi via internet;
– che alcuni siti web cinesi hanno abusivamente captato, registrato e diffuso al pubblico tali filmati mediante l’utilizzazione di software del tipo coolstreaming per la visualizzazione delle immagini televisive e del tipo peer to peer (P2P) per la diffusione dei filmati stessi;
– che il sito www.tvgratis.net – di cui il convenuto *** è titolare – visualizzava all’utente italiano che intendeva usufruire della visione dei filmati di tali partite di calcio senza pagare alcun corrispettivo, così come diffuse dai siti cinesi:
a) un elenco di link a siti che offrivano il software necessario per dare luogo alla visione dei filmati, nonché le relative istruzioni in lingua italiana per l’installazione ed esecuzione di tali programmi;
b) una lista delle partite di calcio al momento visibili in rete e dei siti che diffondevano ciascuna partita (cliccando su “Speciale campionato 2005/06″), sicché selezionando uno di tali canali l’utente poteva raggiungere e vedere il filmato desiderato una volta installato il software necessario;
c) istruzioni per sincronizzare le immagini delle partite prescelte ad un audio in lingua italiana, tramite un apposito link che consentiva il collegamento con le radio che diffondevano le telecronache degli eventi sportivi (“Come sincronizzare l’audio con le immagini”).
Così sommariamente descritte le condotte attribuite al *** – in sé non contestate, nel senso che il convenuto non ha negato di avere offerto sul suo sito web tali servizi agli utenti – ed omesse tutte le ricostruzioni strettamente tecniche attinenti al concreto funzionamento dei menzionati softwares, deve rilevarsi che Sky Italia s.r.l. ha dedotto la violazione dei suoi diritti attinenti alla sfera autorale sotto diversi profili, quali in particolare dei diritti patrimoniali d’autore e dei diritti connessi sul film della partita, del diritto del produttore dei videogrammi ex art. 78 ter L.A., dei diritti dell’emittente sulle proprie emissioni (art. 79 L.A.) nonché dei diritti ad essa spettanti sui segni distintivi delle squadre che compaiono nel film della partita.
Ritiene il Collegio che parte attrice possa legittimamente rivendicare in primo luogo in suo favore i diritti patrimoniali connessi alla sua qualità di produttore dell’opera audiovisiva consistente nel film delle singole partite di calcio in questione, quale fissazione delle immagini delle stesse (art. 78 ter L.A.).
Non pare peraltro fondatamente contestabile al Collegio che l’esecuzione delle riprese in questione – non la partita di calcio in sé – costituisca anche opera dell’ingegno tutelabile, in quanto le modalità di ripresa delle azioni di gioco, la scelta di evidenziare specifici momenti dello spettacolo (anche non strettamente attinenti alle azioni di gioco), l’accoppiamento di elementi informativi e di grafica ecc. risultano tutti elementi che concorrono a determinare una determinata sequenza di immagini e di suoni che costituisce il risultato di una scelta tra più opzioni tecniche e rappresentative e che pertanto può assumere quei caratteri di creatività e di originalità che costituiscono il presupposto della tutela richiesta.
In ogni caso, deve rilevarsi che quanto ai diritti connessi la tutela apprestata dall’art. 78 ter L.A. in favore del produttore di videogrammi deve essere ricondotta in via diretta alla natura imprenditoriale dell’attività nell’ambito della quale la realizzazione del videogramma si inserisce, parallelamente cioè alla tutela apprestata in favore del produttore di fonogrammi, che appare fondata nel suo elemento costitutivo sull’esercizio di un’attività organizzativo-imprenditoriale volta a realizzare la fissazione di una determinata sequenza di suoni su di un supporto materiale.
Sul risultato di tali fissazioni si esercita dunque in maniera analoga il diritto del produttore dei videogrammi (art. 78 ter L.A.) rispetto a quello del produttore di fonogrammi (art. 72 L.A.), quanto all’esercizio delle facoltà di sfruttamento economico delle fissazioni stesse, anche a prescindere dalla presenza o meno nei videogrammi stessi di un contenuto effettivamente creativo. Non ritiene invece il Collegio che sia nel caso di specie fondatamente richiamabile in favore di parte attrice anche la tutela delle emittenti televisive prevista dall’art. 79 L.A., posto che tale norma sostanzialmente impedisce l’abusiva registrazione e ritrasmissione di emissioni radiotelevisive da parte di terzi non autorizzati.
Secondo la ricostruzione delle modalità di reperimento ed utilizzazione dei films delle partite in questione sulla rete internet così come esposta dalla stessa attrice, deve escludersi invero che l’illecito sia stato originato da una diretta acquisizione dei videogrammi in questione dalle emissioni televisive della parte attrice, posto che la stessa Sky Italia s.r.l. ha ricondotto l’indebita captazione e registrazione dei films delle partite alle emissioni televisive diffuse dalle emittenti cinesi che hanno acquisito regolare sublicenza dalla licenziataria (Sportfive International s.a.r.l.), non operante per la rete internet.
Per ciò che riguarda i diritti sui segni distintivi delle società calcistiche riprese nei filmati in questione, non si rilevano nei contratti sottoscritti da parte attrice specifiche attribuzioni ad essa di poteri di autonoma attivazione in tal senso tenuto conto dei limiti in cui detti segni sono stati oggetto di licenza nell’ambito di tali rapporti (v. ad es. contratto in doc. 11.2 parte attrice).
Così individuato l’ambito di effettiva rilevanza dei diritti di comunicazione spettanti alla società attrice quale produttrice dei videogrammi in questione e quale titolare dei diritti patrimoniali sull’opera d’ingegno costituita dal filmato delle partite, non può revocarsi in dubbio che la comunicazione al pubblico via internet di tali filmati é attività illecita, stante il fatto che parte attrice non risulta aver mai concesso a terzi alcuna licenza per la diffusione con tale mezzo dei filmati in questione (v. doc. 11.6 fasc. attr.) e che pertanto la loro ritrasmissione sulla rete web non risulta accompagnata dal consenso della titolare dei diritti sui filmati stessi né appare prospettabile alcuna forma di esaurimento del diritto di comunicazione al pubblico di tale materiale (v. in particolare l’art. 78 ter, lett. d L.A.).
Quanto alla posizione e responsabilità del convenuto ***, deve in primo luogo respingersi l’eccezione di carenza di legittimazione passiva dallo stesso sollevata in relazione alla circostanza che l’atto di citazione evocava in giudizio il *** quale “registrant/titolare del domain name www.tvgratis.com e del relativo sito”, mentre il convenuto in realtà é titolare del sito www.tvgratis.net la cui attività é in effetti oggetto delle contestazioni di parte attrice.
Del tutto evidente é la natura di mero errore materiale in cui é incorsa parte attrice nella redazione del suo atto introduttivo.
Invero l’attività illecita contestata da parte attrice si riferisce senza alcun dubbio ai contenuti del sito www.tvgratis.net e la lettura del testo dell’atto introduttivo stesso attesta senza incertezza alcuna l’esclusivo riferimento della controversia all’attività di tale sito (v. pagg. 18-21 dell’atto di citazione, nonché la documentazione ivi menzionata).
D’altra parte va altresì rammentato che l’atto di citazione ha dato luogo alla causa di merito conseguente alla precedente fase cautelare svoltasi ante causam tra le stesse parti in cui il convenuto Boizza era stato correttamente convenuto quale titolare del sito www.tvgratis.net.
Va dunque ritenuto irrilevante il mero errore materiale contenuto nell’atto di citazione ai fini della corretta identificazione della parte convenuta e dell’attività ad essa contestata – che peraltro non ha determinato alcun pregiudizio sul piano dell’effettività del contraddittorio in danno del convenuto, come può desumersi dalla circostanza che questi non ha avuto difficoltà alcuna a contraddire nel merito rispetto alle contestazioni di controparte – e deve altresì ritenersi che la rettifica eseguita da parte attrice nei termini previsti per la precisazione delle domande abbia del tutto sanato detta irregolarità.
Quanto al merito della controversia e delle contestazioni sollevate da Sky Italia s.r.l., il convenuto *** ha negato che alcuna condotta agevolatrice possa essere ipotizzata a suo carico rispetto all’attività dei siti cinesi menzionati dall’attrice, non avendo esso in alcun modo concorso con le condotte illecite prospettate.
Invero l’immissione in rete si sarebbe esaurita in territorio cinese, laddove essa è avvenuta ad opera dei siti cinesi; e che la mera presenza di un link sul sito del convenuto deve qualificarsi come mero contributo informativo, posto che la connessione sarebbe materialmente posta in essere mediante softwares di terzi rispetto ai quali il sito www.tvgratis.net – come altri siti web – si limitava a fornire la possibilità di accesso all’utente.
Peraltro – secondo quanto affermato dal convenuto *** in sede di comparsa conclusionale – dal febbraio 2009 la stessa emittente cinese titolare dei diritti ad essa ceduti da Sky Italia s.r.l. provvederebbe alla trasmissione in streaming P2P dei propri programmi televisivi, circostanza che dovrebbe dimostrare la fondatezza dell’eccezione di difetto di legittimazione attiva dell’odierna attrice in quanto l’emittente cinese sublicenziataria sarebbe titolare anche dei diritti di diffusione delle partite in questione su internet.
Ha infine reclamato il *** in suo favore l’applicabilità della disciplina di cui agli artt. 14-17 D.Lgsvo 70/03, che esclude l’esistenza di alcun obbligo di sorveglianza in capo al provider in ordine ai contenuti ed alle informazioni diffuse sui siti web che suo tramite usufruiscono della connessione alla rete.
Tali argomentazioni non possono essere condivise dal Collegio.
In via logicamente preliminare e pregiudiziale deve rilevarsi che i contratti prodotti da parte attrice (in particolare i contratti stipulati con Sportfive International sarl, in docc. 11.6 e 11.7 fasc. attr.) dimostrano in tutta chiarezza che all’epoca dei fatti (partite di calcio relative al campionato italiano di serie A 2005/06) le licenze concesse per l’estero – ivi comprese quelle relative al territorio cinese – non contemplavano tra i diritti licenziati anche la diffusione a mezzo internet dei filmati delle partite e che, in ogni caso, la qualità di produttore dei videogrammi propria dell’attrice conferma indubitabilmente la titolarità in capo ad essa dei diritti originari azionati in questa sede.
Esclusa ogni possibilità di applicazione in favore del convenuto *** degli artt. 14-17 D.Lgsvo 70/03 – risultando esso un soggetto che utilizza i servizi previsti dagli artt. 14, 15 e 16, dunque il destinatario e non già il prestatore dei medesimi – ritiene il Collegio, quanto alla natura dei contenuti diffusi tramite il sito www.tvgratis.net così come già innanzi descritti, che la condotta del convenuto sia rilevante sotto il profilo del concorso con l’illecita diffusione di materiale protetto dal diritto d’autore – posta in essere dai siti cinesi in termini di consapevole agevolazione, in quanto specificamente destinata a consentire con evidente e maggiore facilità all’utente italiano la possibilità di usufruire di tali contenuti.
Va premesso, in via generale, che qualora un evento dannoso si ricolleghi a più azioni o omissioni, il problema del concorso delle cause trova soluzione nell’art. 41 c.p. – norma di carattere generale, applicabile nei giudizi civili di responsabilità – in virtù del quale il concorso di cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, non esclude il rapporto di causalità fra dette cause e l’evento, essendo quest’ultimo riconducibile a tutte, tranne che si accerti l’esclusiva efficienza causale di una di esse (v. così da ultimo Cass. 25236/09; Cass. 11903/08).
In tale prospettiva la giurisprudenza formatasi in ambito penalistico – richiamabile in questa sede anche in relazione ai concomitanti profili di rilevanza penale delle condotte in esame (art. 171, comma 1, lett. a bis, L.A.) – ha da tempo chiarito che il contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale, ponendosi come condizione indefettibile della violazione, ma anche quando assuma la forma di un contributo agevolatore.
In tale ipotesi l’illecito, senza la condotta di agevolazione, sarebbe egualmente commesso, ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà sempre che, sotto il profilo soggettivo, sussista nel soggetto che pone in essere la condotta agevolatrice la consapevolezza del collegamento finalistico dei vari atti, ossia la coscienza e volontà di portare un contributo materiale e psicologico alla realizzazione dell’illecito, e quindi di cooperare, con il proprio operato, all’illegittima condotta posta in essere ad opera dell’autore principale (v. in via esemplificativa, tra le più recenti, Cass. pen., Sez. 5, 13 aprile 2004, n. 21082; Cass. pen., sez. 1, 14 febbraio 2006, n. 15023; Cass. pen., sez. 4, 22 maggio 2007, n. 24895).
Nel caso di specie tali presupposti risultano tutti presenti.
Invero – come già innanzi esposto – tramite www.tvgratis.net l’utente italiano era grandemente indirizzato e facilitato alla visione del materiale protetto illecitamente offerto dai siti cinesi dalla fornitura dell’elenco dei siti stessi e delle partite da essi diffuse in quel momento nonché dalla possibilità di provvedere altresì alla sincronizzazione delle immagini in questione con un commento in lingua italiana, offerta all’utente ponendo a sua disposizione sia le istruzioni tecniche per la sincronizzazione tra audio e video che l’elenco delle radio che trasmettevano i commenti stessi.
A ciò si aggiungeva l’indicazione necessaria per procurarsi il software necessario alla visione – condotta in sé lecita, ma che si inseriva funzionalmente nell’ambito della ben più ampia attività agevolativa – e le istruzioni tecniche per la sua installazione.
Né pare possibile ritenere, in tale contesto, che difettasse in capo al convenuto *** – né peraltro ciò é stato sostenuto dal medesimo nei suoi atti difensivi – la consapevolezza della presenza di diritti di terzi su detto materiale, tenuto conto che la visione di tali partite nel territorio italiano era notoriamente condizionata al pagamento da parte dell’utente di un corrispettivo in favore della parte attrice e che l’attività del sito www.tvgratis.net – come peraltro evidenziato nello stesso nome a dominio prescelto – era specificamente rivolto a consentire la visione di programmi televisivi senza la necessità di pagare quanto richiesto dai titolari dei diritti sui programmi stessi, almeno per ciò che riguardava le partite di calcio in questione.
Da quanto precede appare evidente la responsabilità del convenuto *** per il suo contributo fattivo e rilevante all’illecita diffusione del materiale protetto in questione, mediante un comportamento – posto in essere sul territorio nazionale, e per ciò soggetto alla legge nazionale – incidente in maniera diretta sul pubblico italiano, cui esso ha assicurato sia la possibilità di individuare con facilità ed immediatezza dove vi era in quel momento la libera disponibilità del materiale protetto che quella di usufruire agevolmente del medesimo e di aggiungere ad esso contenuti che ne arricchivano l’interesse e la fruibilità (commento in lingua italiana).
Deve dunque concludersi, quanto alla posizione del convenuto *** – alla cui responsabilità devono ascriversi le violazioni inerenti i diritti patrimoniali d’autore sui filmati in questione nonché dei diritti connessi del produttore televisivo spettanti a parte attrice – per la conferma dell’inibitoria già adottata in sede cautelare nonché della correlativa penale ai sensi dell’art. 156 L.A.
A tali misure segue altresì la condanna del convenuto al risarcimento del danno in favore di parte attrice ai sensi dell’art. 158 L.A., danno che la stessa Sky Italia s.r.l. ha richiesto in misura del tutto simbolica e che dunque può essere liquidato nella somma di E 1,00.
Va altresì disposta la pubblicazione del dispositivo della presente sentenza secondo le modalità specificate in dispositivo.
Per ciò che riguarda invece la posizione dell’altra convenuta Telecom Italia s.p.a., ritiene il Collegio che le domande svolte nei suoi confronti debbano essere respinte.
E’ pacifico in atti che essa nel quadro della vicenda in esame abbia rivestito il ruolo di internet access provider rispetto alle attività svolte dal Boizza tramite il sito www.tvgratis.net, avendo assicurato ad esso il solo accesso alla rete di comunicazione.
Appare dunque applicabile a Telecom Italia s.p.a. l’art. 14 D.Lgsvo 70/03, avendo essa svolto un servizio delimitato al mero accesso alla rete ed al trasporto delle informazioni immesse dal ***, senza rivestire alcun ruolo nell’origine della trasmissione e nella selezione sia del destinatario che delle informazioni immesse nella rete (“mere conduit”).
L’esenzione di responsabilità di cui al primo comma dell’art. 14 per i contenuti informativi immessi in rete e l’assenza di un obbligo generale di sorveglianza in capo all’access provider (art. 17, comma 1) risultano principi del tutto chiari in base ai quali deve essere esclusa la sussistenza di una responsabilità da parte di Telecom Italia s.p.a. per gli illeciti innanzi ritenuti sussistenti in via concorsuale rispetto a quella addebitata al *** (ed ai responsabili dei siti cinesi).
Concorda peraltro il Collegio nel ritenere – in diverso avviso rispetto all’opinione manifestata dal giudice della fase cautelare – che in ogni caso, pur in assenza di responsabilità conseguente all’attività svolta in favore di terzi, l’access provider risulta comunque soggetto alla possibilità di essere destinatario di ordini da parte dell’autorità giudiziaria destinati a determinare la cessazione di violazioni commesse dai soggetti in favore dei quali il servizio é prestato (art. 14, comma 3).
Tale ipotesi, che non può essere confinata in un ambito di mera ed eventuale esecuzione di provvedimenti già adottati nei confronti di terzi, appare finalizzata all’intento di pervenire con rapidità ed efficacia alla cessazione della violazione, imponendo anche al provider un’autonoma attivazione – ancorché in assenza di specifica responsabilità per le informazioni veicolate in rete – per ottenere lo stesso risultato sul piano tecnico, laddove evidentemente non si reputi sufficiente l’inibitoria comminata al responsabile della violazione o vi siano elementi in base ai quali presumere che essa non sarà osservata da tale soggetto.
Se, dunque, il richiamo ad un presunto concorso dell’access provider nelle violazioni connesse alle informazioni immesse nella rete appare incongruo rispetto alla disciplina prevista dall’art. 14 D.Lgsvo 70/03, l’insorgenza dei presupposti per ritenere sussistente la civile responsabilità di tale soggetto appare connessa alle sole ipotesi in cui esso non abbia prontamente ottemperato all’ordine dell’autorità giudiziaria od amministrativa di impedire l’accesso alle informazioni illecite oppure all’ipotesi in cui esso, consapevole del carattere illecito o pregiudizievole per un terzo del contenuto di un servizio di cui assicura l’accesso alla rete, non abbia provveduto ad informarne l’autorità competente (art. 17, comma 3, D.Lgsvo 70/03).
Nel caso di specie tali presupposti non sussistevano, tenuto conto che Sky Italia s.r.l. ha inviato una diffida a Telecom Italia s.p.a. in data 28.4.2006 in relazione all’attività del sito www.tvgratis.net ma che la presentazione del ricorso cautelare (4.5.2006) e la pressoché immediata cessazione dell’attività da parte del Boizza (v. verbale udienza del 30.5.2006) ha di fatto determinato quasi immediatamente il venir meno della necessità di un’autonoma attivazione da parte dell’access provider, peraltro finalizzata – come si é detto – alla sola informativa all’autorità competente e non integrante anche un obbligo di disattivazione del sito web oggetto della diffida.
Da ciò deriva per un verso l’inesistenza nel caso di specie di una condotta effettivamente rilevante sotto il profilo della responsabilità civile del convenuto provider – peraltro non rilevandosi comunque l’esistenza di un danno effettivo, attesa la cessazione immediata del comportamento illecito dopo la diffida – nonché l’attuale mancanza dei presupposti di fatto che potrebbero indurre questo Collegio ad impartire al provider un ordine di cessazione di condotte che risultano pacificamente cessate sin dal maggio 2006.
Quanto alle spese del giudizio, esse devono essere poste a carico del convenuto *** nei confronti di parte attrice mentre Sky Italia s.r.l. deve essere tenuta al rimborso del 50% delle spese sostenute dalla convenuta Telecom Italia s.p.a. – tenuto conto, ai fini della parziale compensazione, della particolarità delle questioni giuridiche sollevate e degli orientamenti non univoci registrati sulle stesse – così come rispettivamente liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni ulteriore domanda, eccezione o istanza disattesa:
1) in parziale accoglimento delle domande avanzate da SKY ITALIA s.r.l. nei confronti di *** con atto di citazione notificato in data 28.1.2008, accertata la violazione dei diritti patrimoniali d’autore e di produttore dei filmati relativi alle partite del Campionato di calcio di serie A 2005/06 spettanti all’attrice posta in essere da parte del convenuto *** che – mediante il sito www.tvgratis.net di cui é titolare – ha concorso nell’illecita comunicazione al pubblico via internet del materiale oggetto dei diritti di parte attrice, inibisce a parte convenuta l’ulteriore messa a disposizione del pubblico via web di contenuti televisivi oggetto dei diritti di esclusiva facenti capo a SKY ITALIA s.r.l. anche mediante l’indicazione dei siti stranieri responsabili dell’illecita immissione in rete di tali contenuti e della possibilità di sincronizzare detti filmati con commento in lingua italiana, fissando a titolo di penale per eventuali future violazioni di tale inibitoria la somma di C 30.000,00 per ogni giorno di inadempimento;
2) condanna il convenuto *** al risarcimento del danno in favore di parte attrice, liquidato nella somma simbolica di E 1,00;
3) respinge le domande avanzate da SKY ITALIA s.r.l. nei confronti di TELECOM ITALIA s.p.a.;
4) dispone la pubblicazione del dispositivo della presente sentenza per una volta ed a caratteri doppi del normale sul quotidiano I1 Corriere della Sera a cura ed a spese del convenuto *** entro il termine di trenta giorni dalla notificazione in forma esecutiva della presente sentenza a cura dell’attrice, autorizzando sin da ora quest’ultima – ove detto termine non fosse rispettato – a provvedere direttamente alla pubblicazione ponendo a carico del convenuto le relative spese;
5) condanna altresì il convenuto *** al rimborso delle spese del giudizio in favore dell’attrice, liquidate in C 30.000,00 (di cui e 1.000,00 per spese, C 4.000,00 per diritti ed E 25.000,00 per onorari) oltre Iva, Cpa e rimborso spese ex art. 14 T.F., nonché la stessa attrice al rimborso del 50% delle spese del giudizio in favore di TELECOM ITALIA s.p.a., liquidate – già operata detta compensazione – in E 9.800,00 (di cui E 300,00 per spese, E 1.500,00 per diritti ed 8.000,00 per onorari) oltre Iva, Cpa e rimborso spese ex art. 14 T.F.
Così deciso in Milano, nella camera di consiglio del 7 gennaio 2010.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.