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La mancata indicazione del nome dell’artista esecutore di un brano musicale diffuso per mezzo di un sito internet viola il suo diritto di paternità, che non è assorbito dall’avvenuta indicazione sul supporto su cui è impresso il brano.

Tribunale di Milano, Sentenza del 21 ottobre 2004

TRIBUNALE DI MILANO
Dott. De Sapia

Sentenza 21 ottobre 2004

Lazagna Caterina (Avv.ti V. Iuppa e R. Malagrinò) c. Pelissero Claudio (Avv.ti P. L. Maini e A. Rizzi).

Tutela della personalità dell’artista — mancata indicazione dell’artista esecutore di un brano musicale diffuso per mezzo di un sito Internet — sussistenza della violazione.

La mancata indicazione del nome dell’artista esecutore di un brano musicale diffuso per mezzo di un sito internet viola il suo diritto di paternità, che non è assorbito dall’avvenuta indicazione sul supporto su cui è impresso il brano.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di citazione notificato in data 8 febbraio 2001 Lazagna Caterina conveniva in giudizio. Dinanzi a questo Tribunale, Pelissero Claudio esponendo che essa era (co)autrice ed esecutrice del brano musicale “Let your heart dance”, che il predetto aveva inserito nel proprio sito internet, quale promo, senza indicazione del suo nominativo nel periodo settembre 1999-febbraio 2000 e chiedendo il correlativo risarcimento dei danni.
Si costituiva in giudizio Pelissero Claudio resistendo alla domanda e chiedendone il rigetto.
Esaurita l’istruzione, il G.I., sulle conclusioni delle parti di cui in epigrafe, rimetteva la causa in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE
La domanda proposta dall’attrice risulta fondata.
Ed invero, l’art. 83 legge d’autore, nel testo previdente prevede(va) che “ Gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che sostengono le prime parti dell’opera o composizione drammatica, letteraria o musicale, hanno diritto che il loro nome sia indicato nella diffusione o trasmissione della loro recitazione, esecuzione o rappresentazione e venga stabilmente apposto sul disco fonografico, sulla pellicola cinematografica o altro apparecchio equivalente”.
Da tale disposizione si ricava la sussistenza del diritto dell’artista a che il proprio nome sia indicato ogni qualvolta la propria prestazione venga diffusa.
Il diritto in esame tutela l’interesse dell’artista a vedersi attribuita la paternità della propria prestazione, affinché il pubblico venga portato a conoscenza del proprio ruolo e la prestazione stessa non venga attribuita ad altri (cfr. Trib. Milano 7/4/1966, in Ida, 66, 512).
L’inserimento in rete, nell’ambito del sito appartenente al Pelissero, relativo al gruppo musicale “Cloud9”, della prestazione musicale interpretata dall’attrice, quale, “voce”, come promo, senza alcun riferimento al nominativo della predetta, configura senza dubbio violazione di tale diritto di paternità.
Contrariamente a quanto dedotto da parte convenuta, l’indicazione del nome dell’attrice, sussistente sul supporto contenente il brano musicale in questione, non consente di ritenere assicurato il diritto di paternità dell’esecutrice, considerato che il diritto all’indicazione del nome dell’artista esecutore in occasione della diffusione della propria prestazione (prima parte dell’art. 83 l.a.), non è assorbito dall’avvenuta indicazione sul supporto su cui è impresso il brano (art. 83 l.a. seconda parte).
Le conclusioni raggiunte assorbono ogni altra questione dibattuta in causa e comportano la sussistenza della violazione lamentata, con la correlativa affermazione di responsabilità del convenuto.
Passando, ora, all’esame della domanda risarcitoria formulata dall’attrice, si osserva che a tal proposito deve procedersi ad una prudenziale valutazione equitativa, tenuto conto del (limitato) periodo della violazione e del numero di accessi al sito in questione, indicati complessivamente nel numero non contestato di 1528 (doc. n. 6 di parte convenuta), e delle verosimili occasioni perse dalla Lazagna.
Il danno in esame, su tali basi, può essere equitativamente determinato in € 2.000,00, in moneta attuale.
Le spese di lite, da distrarsi in favore dei procuratori dell’attrice dichiaratisi antistatali, seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, tenuto conto del valore della causa, dell’attività defensionale svolta e delle tariffe professionali vigenti.

P.Q.M.

Il Tribunale definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Lazagna Caterina nei confronti Pelissero Claudio con atto di citazione notificato in data 8/02/01, ogni contraria istanza eccezione o deduzioni disattesa, così provvedo:
1) dichiara l’illiceità della mancata indicazione del nome dell’attrice nel sito internet del convenuto e per l’effetto, condanna il predetto Pelissero al risarcimento del danno, liquidato in € 2.000,00;
2) condanna il convenuto alla rifusione delle spese di lite, da distrarsi in favore dei procuratori dell’attrice, liquidate in € 150,17 per esborsi, € 970,72 per competenze ed € 1.427,97 per onorari, oltre alle spese generali.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.