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T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 8886 del 9 ottobre 2003

Repubblica Italiana
In nome del popolo italiano
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. 3°-ter, composto dai Signori
Francesco CORSARO, Presidente,
Silvestro Maria RUSSO, Consigliere, relatore,
Stefania SANTOLERI, Consigliere,
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sui ricorsi riuniti n. 6801/2003, proposto dalla MERCURIO s.r.l., corrente in Roma, dalla CASA MUSICALE GIULIANA & SCHMIDL s.r.l., corrente in Milano e dalla ABICI EDIZIO-NI MUSICALI, corrente in Napoli, nonché sul ricorso n. 6971/2003, proposto dalla B&W s.r.l., corrente in Roma, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, tutte rappresentate e difese dal prof. Franco Gaetano SCOCA ed elettivamente domiciliate in Roma, alla via G. Paisiello n. 55,
CONTRO
– la SOCIETÀ ITALIANA DEGLI AUTORI ED EDITORI – SIAE, in persona del legale rap-presentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Giovanni Maria PINNA, Stefano ASTORRI e Roberto DE TILLA ed elettivamente domiciliata in Roma, al viale del-la Letteratura n. 30 e
– il MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI, in persona del sig. Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall’Avvocatura generale dello Stato, domicilia-taria
E NEI CONFRONTI
della BMG RICORDI s.p.a., corrente in Milano, della EDIZIONI CURCI s.r.l., corrente in Milano e della CARISCH s.r.l., corrente in S. Giuliano Milanese (MI), in persona dei rispet-tivi legali rappresentanti pro tempore, controinteressate, tutte rappresentate e difese dall’avv. Renato RECCA ed elettivamente domiciliate in Roma, alla via Aniene n. 14,
PER L’ANAMENTO
della deliberazione del Commissario straordinario della SIAE n. 59 del 18 giugno 2003, recante la proclamazione degli eletti all’Assemblea dell’ente, nella parte in cui, per la se-zione «Opere liriche, balletti, oratori e opere analoghe» – ctg. Editori, ha proclamato elette le Società controinteressate;
Visti il ricorsi con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio delle P.A. e dei controinteressati BMG RICORDI s.p.a. e consorti;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore all’udienza pubblica del 9 ottobre 2003 il Consigliere dott. Sil¬vestro Maria RUSSO e uditi altresì, per le parti costituite, gli avvocati COLAGRANDE (per delega del prof. SCOCA), ASTORRI, DE TILLA e RECCA;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:
FATTO E DIRITTO
1. – La MERCURIO s.r.l., corrente in Roma e consorti e la B&W s.r.l., corrente in Ro-ma, assumono d’esser tutte case editrici musicali, nonché associate alla SIAE, per la se-zione «Opere liriche, balletti, oratori e opere analoghe» – ctg. Editori.
Dette Società rendono altresì noto che, ai fini delle elezioni per l’Assemblea dell’ ente ed in base al regolamento elettorale approvato dal Ministro per i beni e le attività culturali il 3 febbraio 2003, tutti gli associati, divisi per sezioni e categorie, sono stati poi suddivisi anche per fasce reddituali, per gli editori della sezione Lirica individuate in due livelli, d’importo l’una inferiore, l’altra superiore a € 25.000.
Ora, in base all’art. 1, c. 5 del regolamento elettorale, la suddivisione per fasce reddi-tuali non s’applica quando il numero degli associati con elettorato passivo, in relazione alle varie sezioni e fasce, non raggiunga il quintuplo dei seggi da ricoprire per la categoria Au-tori ed il triplo della categoria Editori. Per la ctg. Editori della sezione Lirica s’è appunto ve-rificata tale vicenda, di talché son state presentate due liste concorrenti , n. 43 e n. 51 entrambe composte da un numero di candidati pari ai seggi da ricoprire (4), prescin-dendo dalla suddivisione in fasce reddituali. In esito alle votazioni dell’8 giugno 2003, lo spoglio, iniziato il successivo giorno 16, ha visto l’attribuzione di 14 voti alla lista n. 43, mentre solo 6 voti sono andati alla lista 51. Nondimeno, il Commissario straordinario della SIAE, con deliberazione n. 59 del 18 giugno 2003, ha proclamato eletti all’assemblea dell’ente, per il quadriennio 2003 /2007 e per la sezione Lirica, ctg. Editori, i primi tre can-didati della lista n. 51 e soltanto il primo dei candidati della lista n. 43.
2. – Avverso tale statuizione insorgono allora, con i distinti, ma identici ricorsi n. 6801/2003 e n. 6971/2003 in epigrafe, le predette Società innanzi a questo Giudice. Le ricorrenti deducono in punto di diritto: A) – la violazione degli artt. 1 e 17 del regolamento elettorale e del principio di democraticità; B) – l’illegittimità dei pareri resi dalla Commis-sione elettorale in data 9 e 15 aprile 2003 circa la corretta interpretazione delle norme sull’attribuzione dei seggi delle liste a fascia unica; C) – l’illegittima ripartizione dei seggi tra le fasce reddituali della sezione Lirica, ctg. Editori.
In entrambi i giudizi si sono costituite le Amministrazioni intimate, che concludono per l’inammissibilità e l’infondatezza della pretesa attorea. Anche le controinteressate BMG RICORDI s.p.a., corrente in Milano e consorti resistono nei presenti giudizi, eccependo l’infondatezza della pretesa attorea.
All’udienza pubblica del 9 ottobre 2003, su conforme richiesta delle parti, i due ricorsi in epigrafe sono congiuntamente assunti in decisione dal Collegio.
3. – I due ricorsi in epigrafe, per la loro connessione soggettiva passiva e vertendo sul-lo stesso oggetto, possono esser riuniti e contestualmente decisi con la presente senten-za.
4 . – Tutte le eccezioni d’inammissibilità dei ricorsi in epigrafe non hanno pregio alcuno e vanno respinte.
Le ricorrenti, si sono immediatamente e per saltum gravate innanzi a questo Giudice, senza adire l’apposita Commissione per i ricorsi in materia elettorale prevista dal regola-mento elettorale, anche se poi v’han proposto reclamo in via autonoma. L’adizione di det-ta Commissione, tuttavia, è una mera facoltà dell’associato interessato e non costituisce una condizione dell’azione giurisdizionale a guisa, cioè, di necessario previo esperimen-to di una fase conciliativa o di un contenzioso elettorale, essendo infatti stabilita non dal-la legge, bensì da un atto-fonte sub – secondario e ad evidenti fini di risoluzione immedia-ta delle controversie elettorali interne all’ente. Né alcun obbligo in tal senso può esser de-sunto dall’art. 20, c. 4 del regolamento elettorale, laddove dispone che il gravame interno «…avverso la delibera presidenziale con cui sono stati proclamati i vincitori, deve essere presentato alla commissione per i ricorsi in materia elettorale entro quindici giorni dalla pubblicazione della suddetta delibera…», giacché la parola «deve» si riferisce al termine, con ogni evidenza ritenuto decadenziale, per proporre reclamo.
Né a diversa conclusione reputa il Collegio di pervenire in relazione alle sopravvenute, nelle more dell’udienza pubblica di trattazione dei ricorsi in epigrafe, decisioni di rigetto dei reclami attorei, da parte della predetta Commissione. Infatti, queste ultime ribadiscono e non sostituiscono l’interpretazione a suo tempo resa dalla Commissione elettorale e qui contestata dalle ricorrenti, onde a aggiungono o tolgono all’originaria pretesa lesività della statuizione impugnata. È appena da osservare che il presente giudizio, in ogni caso, s’atteggia non già come appello avverso le citate decisioni, bensì come valutazione, negli ovvi limiti della domanda, dell’interesse sostanziale azionato dalle ricorrenti.
5. – Nel merito, tuttavia, la domanda attorea è infondata e, come tale, dev’esser riget-tata, per le considerazioni di cui appresso.
In sostanza, le ricorrenti muovono dall’assunto per cui, una volta verificatasi la circo-stanza della presentazione delle liste a fascia reddituale unica a causa dell’ assenza o dell’insufficienza del numero di candidati all’uopo prescritto per ciascuna categoria nell’ambito delle varie sezioni, l’assegnazione dei seggi prescinde anch’ essa dal riferi-mento censuario e prevale il voto capitario. Da ciò la censura per cui alla lista n. 41, che pure aveva riportato il maggior numero dei voti, è stato attribuito solo un seggio, mentre tre ne sono stati dati alla lista minoritaria.
Tale assunto è frutto di un evidente equivoco, perché, a differenza di quanto opina le ricorrenti, l’attribuzione dei seggi, quand’anche la votazione avvenga su liste a fascia uni-ca, non può legittimamente prescindere dal dato censuario d’appartenenza dei candidati, su cui si fonda poi la ripartizione dei seggi. Tale dato è formato sulla base di elementi og-gettivi concernenti i singoli associati e con riguardo a riferimenti cronologici precisi che sono, appunto, comunicati ad personam agli associati stessi, onde preesiste, essendone del tutto distinto sotto i profili logico e giuridico, alla procedura di formazione delle liste. Viceversa, quest’ultima è condizionata da un dato meramente accidentale e transeunte, ossia dal mancato reperimento, al momento della formazione delle liste, di un numero suf-ficiente di candidati per formare una o più liste per fascia. Tutto ciò non è che l’attuazione, in soggetta materia, del principio posto dall’art. 7 del Dlg 29 ottobre 1999 n. 419, il quale impone già allo Statuto d’assicurare l’adeguata presenza di autori ed editori negli organi dell’ente, considerando l’effettivo contributo di ciascuno di costoro alla formazione dei pro-venti. Diversamente argomentando, ossia se s’accedesse alla tesi attorea, si perverrebbe ad un’assegnazione dei seggi che non tien conto di quel necessario contemperamento del voto censuario con il voto capitario, su cui, invece, si basano il Dlg 419/1999 e lo Statuto per la formazione degli organi dell’ente.
6. – Il ricorsi in epigrafe vanno così respinti, ma, sussistendone giusti motivi, le spese del presente giudizio possono esser compensate tra tutte le parti.
P.Q.M.
il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. 3°-ter, riunisce e re-spinge i ricorso nn. 6801/2003 e 6971/2003 in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina all’Autorità amministrativa d’eseguire la presente sentenza.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 9 ottobre 2003.
Francesco CORSARO, PRESIDENTE
Silvestro Maria RUSSO, ESTEN-SORE

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.