In fase di inserimento

T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 8885 del 9 ottobre 2003

Repubblica Italiana
In nome del popolo italiano
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. 3°-ter, composto dai Signori
Francesco CORSARO, Presidente,
Silvestro Maria RUSSO, Consigliere, relatore,
Stefania SANTOLERI, Consigliere,
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sui ricorsi riuniti n. 7690/2003 e n. 8180/2003, entrambi proposti dalla WARNER CHAP-PELL MUSIC ITALIANA s.r.l., corrente in Milano e consorti (come da elenco allegato alla presente), in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, tutte rappresentate e difese dal prof. Franco Gaetano SCOCA e dagli avvocati Giorgio MONDINI e GiaComo, BONELLI ed elettivamente domiciliate in Roma, alla via G. Paisiello n. 55,
CONTRO
– la SOCIETÀ ITALIANA DEGLI AUTORI ED EDITORI – SIAE, in persona del legale rap-presentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Giovanni Maria PINNA, Stefano ASTORRI e Roberto DE TILLA ed elettivamente domiciliata in Roma, al viale del-la Letteratura n. 30 e
– la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del sig. Presidente pro tempore ed il MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI, in persona del sig. Ministro pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria
E NEI CONFRONTI
– della EMI MUSIC PUBLISHING s.r.l., della SUGAR s.r.l., della ACCORDO EDIZIONI MUSICALI s.r.l., della UNIVERSAL MUSIC ITALIA s.r.l., della MELODI CASA EDITRICE s.r.l. e della UNIVERSAL EDIZIONI MUSICALI s.r.l., tutte correnti in Milano, della SYM MUSIC s.r.l., corrente in Bergamo, della CASADEI SONORA EDIZIONI MUSICALI s.n.c., corrente in Savignano sul Rubicone (RN) e della CAM s.r.l., corrente in Roma, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, nonché dei sigg. Francesco MIGLIACCI e Giovanni NATALE, controinteressati, tutti rappresentati e difesi dall’avv. Renato RECCA ed elettivamente domiciliate in Roma, alla via Aniene n. 14,
– della SONY MUSIC PUBLISHING s.p.a., corrente in Milano, in persona del legale rap-presentante pro tempore, controinteressata, rappresentata e difesa dagli avvocati Federi-co FERRARA, Francesco VERSACI e Fabio QUOJANI ed elettivamente domiciliata in Roma, alla via G.G. Belli n. 36;
– dei sigg. Antonio MARRAPODI, Ivan CECCHINI, Diego CUGIA DI S. ORSOLA e Franco MICALIZZI, controinteressati, non costituiti nel presente giudizio,
PER L’ANAMENTO
1) – quanto al ricorso n. 7690/2003, della deliberazione commissariale n. 59/2003, nella parte in cui ha proclamato eletti all’Assemblea della SIAE, per la sezione «Musica», ctg. Editori, le controinteressate EMI MUSIC PUBLISHING s.r.l. e consorti; B) – e, quanto al ricorso n. 8180/2003, la deliberazione in data 26 giugno 2003, con cui detta Assemblea ha eletto Presidente e componenti del Consiglio d’amministrazione dell’ente i sigg. MI-GLIACCI e, rispettivamente, MARRAPODI e consorti;
Visti i ricorsi con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio delle P.A. e dei soli controinteressati EMI MUSIC PUBLISHING s.r.l. e consorti, della SONY MUSIC PUBLISHING s.p.a. e dei sigg. MI-GLIACCI e consorte;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore all’udienza pubblica del 9 ottobre 2003 il Consigliere dott. Sil¬vestro Maria RUSSO e uditi altresì, per le parti costituite, gli avvocati COLAGRANDE (per delega del prof. SCOCA), ASTORRI, DE TILLA, RECCA e VERSACI;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:
FATTO E DIRITTO
1. – La WARNER CHAPPELL MUSIC ITALIANA s.r.l., corrente in Milano e consorti assumono d’esser o case editrici musicali, oppure autori, nonché tutti associati alla SIAE.
Detta Società e consorti rendono altresì noto che, il giorno 8 giugno 2003, si sono te-nute le elezioni per i componenti dell’Assemblea della SIAE per il quadriennio 2003/2007, le cui operazioni di voto si sono svolte presso numerosi uffici elettorali sparsi su tutto il ter-ritorio della Repubblica. Le relative schede sono state poi recapitate preso la sede centra-le dell’ente in Roma e, a cura della Commissione elettorale, son state inserite in 24 grandi urne, ossia tante quanti sono i raggruppamenti degli associati, per sezioni, categorie e fa-sce reddituali. Alla fine di tale operazione, la Commissione ha dato atto, per la sezione Musica, ctg. Editori, fascia D, d’aver inserito 50 schede nell’apposita urna.
Detta Società e consorti dichiarano ancora che, relativamente alla sezione Musica, ctg. Editori, fascia D che è la più cospicua di tutto l’ente, tant’è che le sono assegnati 10 seggi sui 64 membri dell’Assemblea, si sono fronteggiate la lista n. 42 (alla quale tali Società appartengono) e la lista n. 52. Durante lo scrutinio, arrivati allo spoglio della 49° scheda, la lista n. 52 aveva finora ottenuto 25 suffragi, mentre l’altra solo 24, ma non è stata reperita nell’urna la 50° scheda. Quest’ultima, dopo varie ricerche, è stata rinvenuta in un’altra urna, a causa di un erroneo inserimento colà della stessa, ed è stata scrutinata, nonostante l’opposizione dei rappresentanti della lista n. 42, con attribuzione del voto alla lista avversaria.
In esito alla votazione, quindi, la lista n. 52 ha ottenuto 26 voti e 9 dei 10 seggi in palio per la categoria e la fascia, mentre la lista n. 42 ne ha avuti 24, spuntando solo un seggio.
2. – Avverso la proclamazione degli eletti insorgono allora, con il ricorso n. 7690 /2003 in epigrafe, la predetta Società e consorti innanzi a questo Giudice, deducendo le gravi irregolarità che hanno complessivamente inficiato tutto il procedimento elettorale, tanto da rendere inaffidabile il risultato raggiunto in sede di scrutinio.
Resiste nel presente giudizio l’intimata SIAE, che eccepisce preliminarmente l’ inam-missibilità del ricorso in epigrafe (per assenza di lesività degli atti impugnati) e, nel merito, l’infondatezza della pretesa attorea. Alla stessa conclusione perviene pure la controinte-ressata SONY MUSIC PUBLISHING s.r.l., che chiede il rigetto del ricorso in epigrafe. An-che le intimate controinteressate EMI MUSIC PUBLISHING s.r. l. e consorti si sono costi-tuite in questo giudizio, eccependo puntualmente l’infondatezza della pretesa attorea.
3. – Proclamati gli eletti, l’Assemblea della SIAE è stata convocata dal Commissario straordinario dell’ente per il giorno 26 giugno 2003, nonostante la contraria diffida del sig. Franco DALDELLO, rappresentante della lista n. 42.
Tale prima riunione ordinaria dell’Assemblea è stata fissata dal Commissario al fine d’eleggere il nuovo Presidente ed i componenti del Consiglio d’amministrazione dell’ente stesso. In quella sede, anzitutto s’è accertata la presenza di 58 membri eletti, di cui 27 per la ctg. Autori e 37 per la cgt. Editori e, quindi, il Commissario straordinario, nelle sue vesti di Presidente della seduta, ha dato lettura di alcune norme procedurali per regolare l’avvio della riunione, in mancanza del regolamento cui dovrà provvedere l’Assemblea stessa. Indi, dopo la prima votazione, risultata inefficace per il mancato raggiungimento del quo-rum prescritto per l’elezione di detti organi, 23 membri dell’Assemblea si sono allontanati dal luogo della riunione. Essendo poi risultata inefficace pure la seconda, solo in esito alla terza votazione ed all’abbassamento del quorum funzionale, l’Assemblea ha potuto eleg-gere il Presidente ed i cinque consiglieri del CDA.
Anche avverso tale elezione insorgono, con il ricorso n. 8180/2003 in epigrafe, la WARNER CHAPPELL MUSIC ITALIANA s.r.l. e consorti, deducendo in punto di diritto vari profili d’illegittimità. Con motivi aggiunti notificati il l’8 agosto 2003 e depositati il successi-vo giorno 26, i ricorrenti impugnano ancora il DPR 18 luglio 2003 (comunicato in G.U. n. 171 del 25 luglio 2003), di definizione della nomina del nuovo Presidente SIAE, nonché il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali del 22 luglio 2003, recante la nomina dei componenti del CDA, deducendo l’illegittimità della procedura per invalidità derivata dall’elezione. Si son costituite anche nel presente giudizio le Amministrazioni intimate, ec-cependo l’infondatezza della pretesa attorea. Pure gli intimati controinteressati sigg. Fran-cesco MIGLIACCI (Presidente SIAE) e Giovanni NATALE (uno dei componenti del CDA), i quali eccepiscono l’infondatezza del ricorso in epigrafe.
All’udienza pubblica del 9 ottobre 2003, su conforme richiesta delle parti, i ricorsi in e-pigrafe sono congiuntamente assunti in decisione dal Collegio.
4. – I due ricorsi in epigrafe, per la loro connessione soggettiva e per il rapporto di pre-supposizione che lega gli atti impugnati, possono esser riuniti e contestualmente decisi con la presente sentenza.
5. – Si può prescindere da ogni considerazione sull’ammissibilità del ricorso n. 7690/2003 in epigrafe, in quanto esso non ha pregio alcuno e va respinto.
Osserva preliminarmente il Collegio che i ricorrenti fan sostanzialmente valere il pro-prio interesse di candidati della lista n. 42, onde la questione non può concernere altra operazione elettorale che quella inerente all’elezione per la sezione Musica, ctg. Editori, fascia D cui detta lista ha partecipato, le vicende relative alle altre e simultanee opera-zioni appalesandosi irrilevanti in tal precipuo contesto e, come si vedrà in base ai principi enunciati infra, non irretite da ità.
Ebbene, circa il ritrovamento della 50° scheda in un’urna sì diversa da quella di com-petenza, seppur compresente nella stessa sala delle operazioni, giova osservare che tale evenienza s’è verificata per la duplice ragione dell’alto numero di simultanee operazioni di raccolta e scrutinio in detta sala e dell’identità di colore della scheda così rinvenuta con quelle inserite nella viciniore urna diversa.
Ciò posto, durante lo scrutinio, il rinvenimento di una scheda elettorale, relativa al voto scrutinato, debitamente autenticata e conteggiata tra quelle votate in base all’effettivo ac-certamento incrociato del numero degli elettori votanti, in un’urna diversa da quella di competenza costituisce solo un’irregolarità non già della procedura elettorale in sé se non, addirittura, un mero errore materiale, bensì solo del modo di conservare le schede durante le operazioni. Infatti, non ogni inosservanza delle disposizioni del procedimento elettorale implica la ità delle operazioni elettorali, in quanto il principio di strumentalità delle forme, che presiede a tale procedimento, richiede che il pericolo d’alterazione del risultato della volontà degli elettori abbia carattere di concretezza e di serietà (cfr., per tut-ti, Cons. St., V, 14 novembre 2000 n. 6104). Ebbene, siffatto rinvenimento in altra urna, in assenza di altri elementi più probanti dell’inquinamento dell’effettiva volontà degli elettori, non assurge ad elemento sicuro d’alterazione della genuinità sia del voto, sia della con-servazione del materiale, sia, infine, dell’espressione di voto (p.es., come accade nel caso di mera lacerazione del plico contenente le schede valide di un ufficio elettorale di sezio-ne, che non può esser ritenuta a guisa di pericolo d’illecita validazione di schede contesta-te). Pertanto, ove non vi si riscontri altra e/o più grave illegittimità  ossia, in assenza di concreti elementi che possano indurre la convinzione di un’effettiva manomissione del materiale elettorale, la scheda rinvenuta nell’urna viciniore non è di per sé sola, ossia unicamente per questa ragione, a e, quindi, non ha alcun effetto caducante delle ope-razioni elettorali, le cui genuinità ed affidabilità non sono così revocate in dubbio.
Rettamente, quindi, la Commissione elettorale ha ritenuto di scrutinare la 50° scheda, non essendovi alcuna legittima preclusione. È appena da far presente che, scrutinata det-ta scheda o no ed in assenza d’altra dimostrazione dell’illegittimità delle operazioni, il rela-tivo risultato non sarebbe cambiato comunque, ché la scheda stessa ha solo aggiunto un voto in più alla lista avversaria dei ricorrenti, la quale, come s’è visto e non è contestato in fatto, era già maggioritaria prima di quel voto. Occorre, al riguardo, rammentare che, nel giudizio d’impugnazione delle operazioni elettorali, vige la regola della c.d. “prova di resi-stenza”, secondo cui non si può pronunciare l’anamento di voti se la loro eventuale il-legittimità non influisca in concreto sul risultato acquisito, perché tale loro eliminazione non determinerebbe alcuna modifica, in termini di posizione di graduatoria, di quest’ultimo (così Cons. St., V, 25 febbraio 1997 n. 201).
6. – Passando all’esame del ricorso n. 8180/2003, anch’esso s’appalesa infondato e, come tale, dev’essere integralmente disatteso, in una con i relativi motivi aggiunti, per le considerazioni qui di seguito indicate.
Parte ricorrente censura anzitutto l’invalidità dell’elezione del Presidente e del CDA della SIAE per intervenuta cessazione, tra la prima e la seconda votazione nella seduta assembleare del 26 giugno 2003, del quorum strutturale dell’Assemblea, a causa dell’allontanamento di ventitré membri, illegittima essendo l’equiparazione di costoro agli astenuti.
Reputa il Collegio opportuno rammentare, incontestato essendo tale dato tra le parti, che, al momento dell’apertura della seduta assembleare e fino al completamento della prima votazione per l’elezione del Presidente della SIAE, s’è mantenuto il predetto quo-rum strutturale, ancorché, in esito alla votazione stessa, nessuno dei candidati a quella carica abbia riportato un numero sufficiente di voti validi per ottenere la nomina. Parimenti incontestata è la circostanza che, dopo detta votazione, 23 membri dell’Assemblea, sui 58 presenti, si sono allontanati dal luogo della seduta, per loro ragioni, poi fatte constare a verbale con un’apposita lettera, che ne forma un allegato.
Va altresì rammentato che i c.d. quorum strutturale e funzionale nell’attività degli orga-ni collegiali, hanno uno scopo differente, in quanto il primo opera sulla validità della seduta e fonda le proprie ragioni sul fenomeno della collaborazione, mentre il secondo concerne la validità dell’espressione della volontà deliberativa e si fonda sul fenomeno del consenso nelle votazioni (giurisprudenza consolidata: cfr., per tutti, Cons. St., IV, 4 marzo 1993 n. 238). Del pari, è assodato che l’Assemblea della SIAE è un collegio imperfetto, ché quello perfetto è un modello necessario solo per gli organi collegiali giurisdizionali, mentre per i corpi amministrativi può esser previsto, come nella specie, un quorum strutturale inferiore al plenum (cfr. Cons. St., V, 11 aprile 1991 n. 539).
Ciò posto, la diversità di compiti, al cui assolvimento sono preordinati, ciascuno per suo conto, il quorum strutturale ed il quorum funzionale, implica due dati significativi. Per un verso, i due quorum ben possono essere diversamente fissati, determinati e calcolati, tranne che non ne sia prescritta l’identità numerica o, addirittura, il plenum anche ai fini deliberativi, in relazione all’interesse pubblico perseguito; per altro verso, l’esistenza di cia-scuno di essi attiene a momenti diversi e va rilevata esclusivamente in relazione al mo-mento suo proprio. Pertanto, il quorum funzionale, quale risultante dall’esito della votazio-ne, non costituisce idonea verifica del quorum strutturale, sia perché possono esser diver-si i criteri di determinazione e calcolo, sia perché non è configurabile una verifica indiziaria a posteriori del quorum strutturale, una volta che l’organo collegiale si sia considerato le-gittimamente costituito e legittimato ad operare. Da ciò discende, nella specie, la perfetta legittimità, una volta accertato ab initio il quorum strutturale dell’Assemblea della SIAE, della procedura di votazione seguita in quella sede, anche dopo l’allontanamento di parte dei membri, ossia il passaggio ad oltranza alla seconda e, quindi, alla terza votazione per l’elezione del Presidente e del CDA, trattandosi di atti dovuti ed irrinunciabili. Né era dove-re del Presidente dell’Assemblea procedere d’ufficio, in assenza d’una specifica richiesta, alla continua verifica del c.d. “numero legale” (recte, del quorum strutturale), per la duplice considerazione che tale accertamento va condotto nella sede sua propria e non durante le votazioni (per le quali, casomai, va accertato il quorum funzionale) e che la mancanza del-la richiesta manifesta il difetto di uno specifico ed attuale interesse a tale accertamento.
Né censurabile s’appalesa l’equiparazione degli assenti agli astenuti, posto che, salvo un’espressa norma contraria nella specie non ravvisabile nel Dlg 419/1999 o nello Statu-to dell’ente, gli astenuti non concorrono a formare il quorum dei votanti, o funzionale che dir si voglia, mentre gli assenti meri non concorrono a formare quello strutturale non per il sol fatto della loro assenza, ma solo se quest’ultima sia legalmente accertata.
Non a diversa conclusione reputa il Collegio di dover pervenire, con riguardo al mezzo di gravame avente ad oggetto la manifestazione, dopo le formalità d’apertura della seduta, della deliberazione commissariale del Commissariale straordinario n. 54 del 7 giugno 2003. Tale provvedimento ha stabilito, nel più vasto ambito del quorum strutturale dell’Assemblea, uno specifico sottoquorum, anch’esso di tipo strutturale, in virtù del quale serve la compresenza di metà dei membri autori e dei membri editori. Ebbene, pure que-sta regola non sfugge alle dianzi citate modalità d’ accertamento del quorum strutturale, di talché, essendo anche ciascun sottoquorum esistente al momento dell’apertura dei lavori assembleari (ciò è pacifico tra le parti), ogni ulteriore modificazione doveva esser accerta-ta in detti modi e mai d’ufficio. Né basta: la deliberazione n. 54/2003 preesiste alla riunio-ne dell’Assemblea ed all’elezione degli organi dell’ente, di talché essa non solo è stata ret-tamente assunta dal Commissario nel legittimo esercizio dei suoi poteri, ma soprattutto non forma oggetto dell’esame o del voto dell’Assemblea, al più fungendo da regola di fun-zionamento di quel corpo.
È appena da osservare che il termine di 15 giorni, previsto dall’art. 20, c. 4 del regola-mento elettorale ai fini della proposizione del gravame interno avverso la proclamazione degli eletti, nonché le altre formalità colà previste concernono esclusivamente tale proce-dimento amministrativo contenzioso e a hanno a che vedere con gli adempimenti sta-tutari inerenti alla copertura ed al funzionamento degli organi rappresentativi e di governo dell’ente.
7. – I ricorsi in epigrafe, qui riuniti, vanno così respinti, ma giusti motivi suggeriscono l’integrale compensazione, tra le parti, delle spese del presente giudizio.
P.Q.M.
il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. 3°-ter, riunisce e re-spinge i ricorsi n. 7690/2003 e n. 8180/2003 in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina all’Autorità amministrativa d’eseguire la presente sentenza.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 9 ottobre 2003.
Francesco CORSARO, PRESIDENTE
Silvestro Maria RUSSO, ESTEN-SORE

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.