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T.A.R. Lazio sez. III, Sentenza n. 2119 del 9 marzo 2006

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Anno 2006
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE N. 696 Reg.Ric.
PER IL LAZIO – SEZIONE III TER Anno 2006
composto dai signori
Francesco Corsaro PRESIDENTE
Angelica Dell’Utri COMPONENTE, relatore
Stefania Santoleri COMPONENTE
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso n. 696/06 Reg. Gen., proposto da CODACONS, Coordinamento delle associazioni e dei comitati di tutela dell’ambiente e dei consumatori, in persona del Vice Presidente e legale rappresentante p.t. Avv. Giuseppe Ursini, e ASSOCIAZIONE UTENTI DEL DIRITTO DI AUTORE INFORMAZIONE E STAMPA, in persona del legale rappresentante Avv. Giuseppe Ursini, entrambe rappresentate e difese dall’Avv. Prof. CARLO RIENZI e dall’Avv. Luciana Selmi, il primo dei quali agisce anche in proprio quale socio SIAE, elettivamente domiciliati presso il primo in Roma, viale delle Milizie n. 9;
CONTRO
la Società Italiana degli Autori e degli Editori (SIAE), in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Stefano Astorri, Maurizio Mandel e Mario Sanino, elettivamente domiciliata presso il secondo in Roma, viale della Letteratura n. 30 (Direzione generale SIAE);
il Ministero per i beni e le attività culturali, la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Presidenza della Repubblica, in persona dei rispettivi rappresentanti legali in carica, rappresentati e difesi dall’Avvocatura generale dello Stato e domiciliati ex lege presso la medesima in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
E NEI CONFRONTI
di Assumma Giorgio, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Stefano Astorri e Lorenzo Lentini, elettivamente domiciliato presso il primo in Roma, via A. Torlonia n. 33;
di Della Valle Angelo, Cugia Diego, de Vergottini Giuseppe, Natale Giovanni, Cennamo Sabatino, Guarisco Silvano, Cecchini Ivan, Afeltra Giuseppe, Pistolesi Augusto, non costituiti in giudizio;
con l’intervento
di Sindacato Nazionale Autori e Compositori (SNAC), Federazione Editori Musicali (FEM), Unione Editori di Musica Italiani e Autori (UNEMIA), Associazione Registi della Fiction Televisiva (ART), Associazione Italiana Dialogisti Adattatori Cinetelevisivi (AIDAC), Associazione Nazionale Editori Musicali (ANEM), in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica;
nonché di Associazione Nazionale Editori Musicali (ANEM), in persona del legale rappresentante in carica;
tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Federico Sorrentino ed elettivamente domiciliati presso il medesimo in Roma, Lungotevere delle Navi n. 30;
per l’anamento
a.- della delibera del 6 ottobre 2005 recentemente conosciuta, con cui il C.d.A. SIAE ha confermato la delibera di nomina del direttore generale dott. Della Valle, delibera già sospesa dal TAR Lazio con ordinanza n. 5355/05;
b.- delle delibere del “sostituto” del Presidente che ha proceduto alla preparazione, convocazione e espletamento dell’assemblea dei soci del 20 settembre 2005, di estremi ignoti, con cui è stato proposto per la carica di Presidente l’Avv. Giorgio Assumma;
c.- delle delibere assembleari e del provvedimento di designazione da parte della SIAE e di nomina dell’Avv. Giorgio Assumma a Presidente della SIAE, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica in data 17 ottobre 2005, comunicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2005;
d.- di ogni altro atto presupposto, collegato, connesso, conseguente e, comunque, lesivo, tra cui tutte le delibere pregresse scaturite dall’anamento degli organi di gestione disposto dal CDS, tutti gli atti emessi dal Presidente designato, i pareri delle competenti commissioni parlamentari, ivi compresa la delibera di estremi ignoti con cui è stata proposta ed eventualmente approvata l’ordinanza di ripartizione dei proventi che saranno incassati dalla SIAE nell’anno 2006 per la sezione musica.
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della SIAE, del Ministero per i beni e le attività culturali, della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Presidenza della Repubblica e del controinteressata Assumma Giorgio;
Visti gli atti di intervento ad opponendum di SNAC ed altri e di ANEM;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Alla camera di consiglio del 9 marzo 2006, fissata per la trattazione della domanda cautelare avanzata dai ricorrenti, relatore il consigliere Angelica Dell’Utri, uditi per le parti gli Avv.ti Rienzi, Astorri, Sanino, Lentini, Sorrentino e l’Avv. dello Stato Sabelli;
Rese edotte le parti presenti dell’intento del Collegio di procedere ai sensi degli artt. 21, co. 10, e 26, co. 4 e 5, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034, come modificati dagli artt. 3 e 9 della legge 21 luglio 2000 n. 205, secondo i quali in sede cautelare, accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, “nel caso in cui ravvisino la manifesta fondatezza ovvero la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza del ricorso, il tribunale amministrativo regionale e il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata”;
Considerato che, nella specie, si versa nella situazione appena riferita, stante la completezza del contraddittorio, nonché dell’istruttoria, ed in quanto la Sezione ritiene il ricorso in esame manifestamente in parte irricevibile e nella restante parte inammissibile, come peraltro eccepito dalle controparti anche all’odierna camera di consiglio;
Osservato infatti che:
– i ricorrenti, quali precisati in epigrafe, impugnano con l’atto introduttivo del presente giudizio gli atti parimenti precisati in epigrafe, concernenti, quello indicato al punto a), la nomina del Direttore generale della SIAE e, quelli di cui ai punti b) e c), la nomina del Presidente della stessa SIAE, mentre gli atti di cui al punto d) sono impugnati in quanto presupposti, collegati, connessi o conseguenti dei precedenti;
– la “delibera 6 ottobre 2005 con cui il C.d.A. ha confermato la delibera di nomina del direttore generale dott. Della Valle, delibera già sospesa dal TAR Lazio con ordinanza n. 5355/05” (conforme al punto a) e le “delibere del C.d.A. che hanno proceduto alla preparazione, convocazione e espletamento della assemblea dei soci del 20 settembre 2005 di estremi ignoti con cui è stato designato – proposto per la carica di presidente l’avv. Giorgio Assumma” (conforme al punto b) risultano già impugnate con precedente ricorso datato 7 ottobre 2005, in registro generale al n. 9881 del 1005, dal “Codacons, in persona del Vice Presidente Avv. Giuseppe Ursini, assistito e difeso dall’avv. Prof. Carlo Rienzi”;
– la redazione di tale ricorso dimostra che il sunnominato Vice Presidente del Codacons, il quale anche in questa sede agisce in qualità di legale rappresentante del Codacons nonché dell’Associazione corricorrente, e l’Avv. Prof. Carlo Rienzi, pur esso corricorrente in questa sede, avevano acquisito piena conoscenza dei predetti atti già in data 7 ottobre 2005, rispetto alla quale le notificazioni del gravame in esame, da considerarsi avvenute tutte il giorno 5 gennaio 2006 in cui lo stesso gravame è stato all’uopo inoltrato – tenuto conto che la notificazione si perfeziona per la parte notificante con la consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario (cfr. Corte cost. 23 gennaio 2004 n. 28) -, è ampiamente successiva al sessantesimo giorno decorrente dalla medesima data e, quindi, tardiva;
– il provvedimento presidenziale di nomina dell’Avv. Assumma a Presidente della SIAE (punto c) risulta adottato previa deliberazione 14 ottobre 2005 n. 26 del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro per i beni e le attività culturali, ai sensi dell’art. 3 della legge 23 agosto 1998 n. 400, sicché al giudizio di cui costituisce oggetto si applicano le disposizioni dettate dall’art. 23 bis della citata legge n. 1034 del 1971, introdotto dalla l. n. 205 del 2000 parimenti citata, quindi si applica, in particolare, il secondo comma del medesimo articolo, il quale prevede la riduzione a metà dei termini processuali, salvo quelli per la proposizione del ricorso;
– dunque a norma di tale disposizione il ricorso avrebbe dovuto essere depositato entro non trenta, ma quindici giorni dall’ultima notifica, perciò entro il 20 gennaio 2006, mentre lo è stato il giorno 25 seguente;
– che la contestuale impugnazione degli altri atti di cui al punto c), da qualificarsi come endoprocedimentali in quanto preordinati all’adozione del decreto presidenziale di nomina – costituente la determinazione finale del relativo procedimento suscettibile, in ipotesi, essa sola di configurarsi come lesiva -, per tale ragione non è idonea a rendere inapplicabile la ricordata disposizione;
– l’impugnazione degli ulteriori atti di cui al punto d) è svolta, come detto, in relazione a quella degli atti di cui ai punti precedenti e quindi partecipa della sorte delle relative impugnazioni;
Rilevato, pertanto, che il ricorso non sfugge alla declaratoria di irricevibilità ed inammissibilità alla stregua delle considerazioni che precedono, assorbita restando ogni ulteriore eccezione in rito;
Ritenuto, quanto alle spese di causa, che esse non possano non essere poste a carico dei ricorrenti, nella misura liquidata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione III ter, dichiara il ricorso in epigrafe parte irricevibile e parte inammissibile.
Condanna in solido i ricorrenti al pagamento, in favore delle controparti ed in misura uguale tra le medesime, delle spese di causa che liquida in complessivi € 2.000,00 (duemila/00).
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 9 marzo 2006.
Francesco Corsaro PRESIDENTE
Angelica Dell’Utri ESTENSORE

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.