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Come faccio a provare di essere io l’autore dell’opera e non qualcun’altro?

La prova della paternità viene generalmente richiesta nei casi di plagio dell’opera (per sapere cosa è il plagio, clicca qui). Premesso che il diritto d’autore sorge in capo all’autore al momento della creazione dell’opera d’ingegno, assume rilevanza la prova del momento temporale della creazione. Mettiamo caso che il sig. Rossi componga una canzone, registrandola con l’aiuto del computer o scrivendone la partitura, senza poi diffonderla tra il pubblico, ma facendola ascoltare al sig. Bianchi. Dopo un determinato periodo di tempo, viene a conoscenza che il sig. Bianchi utilizza nelle sue serate quel brano, spacciandolo di sua composizione. Come può il sig. Rossi provare che ha composto lui per primo quella canzone e che il sig. Bianchi se ne è appropriato illeggittimamente?

Fornire una prova del genere è spesso molto difficile: infatti in termini giuridici si parla di probatio diabolica.

L’iscrizione alla Società Italiana degli Autori ed Editori può essere una soluzione: il deposito dell’opera presso questo ente fa stato della sua creazione e della relativa attribuzione di paternità. Questa prova è però superabile da altra certa e inconfutabile! Inoltre i costi non sempre giustificano questa soluzione, soprattutto se l’opera è destinata a un ristretto pubblico di amici o parenti.

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.