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Perché l’equo compenso?

Il diritto di riproduzione dell’opera dell’ingegno è un diritto esclusivo stabilito all’art. 13 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (legge sul diritto d’autore) che compete agli autori, o ai loro aventi diritto (cessionari, eredi, ecc.). Tale diritto consiste nell’impedire (ius excludendi) a qualunque terzo la riproduzione dell’opera protetta, e permane anche dopo l’acquisto dell’utente di un esemplare dell’opera.

Vi è una impossibilità pratica per l’autore di controllare chi compie atti di sfruttamento privato e quali opere gode. Pertanto è stato scelto un sistema di compensazione per i titolari dei diritti, calcolato forfetariamente, che copre tutti gli atti di sfruttamento privato dei videogrammi e audiogrammi. Di contro il diritto di riproduzione è stato limitato per permettere la copia privata.

Dalla relazione al D. Lgs. 9 aprile 2003, n. 68:
È da notare che la costante espansione del mercato dei supporti digitali di registrazione in Italia e negli altri paesi europei è trainata proprio dalla crescente diffusione tra i consumatori della pratica della copia privata di prodotti fonografici e videografici, come desumibile anche dalle campagne pubblicitarie del settore.
Del resto va osservato che il vantaggio del consumatore, beneficiario dell’eccezione per copia privata, rimane, anche dopo l’aumento del compenso, assolutamente rilevante, rispetto al prezzo corrente dei prodotti fonografici e videografici.
L’espansione della copia privata digitale è inoltre una causa decisiva all’origine della crisi del settore fonografico negli ultimi due anni (diminuzione delle vendite pari al 5,5% nel 2001, e a oltre il 14% secondo le stime di giugno 2002).

About Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.