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Tar Lazio, Sez. 1, Sentenza n. 4101 del 30 marzo 2017

N. 04101/2017 REG.PROV.COLL. N. 01985/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1985 del 2014, proposto da: Altroconsumo, Assoprovider – Associazione Provider Indipendenti, Confcommercio, Movimento Difesa del Cittadino, Assintel – Confcommercio, Associazione nazionale imprese ICT, in persona dei rispettivi …

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TAR Lazio, Sez. I, Ordinanza del 26 settembre 2014

Il TAR dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, e degli artt. 14, comma 3. 15, comma 2, e 16, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010. Dichiara altresì rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle medesime disposizioni in relazione agli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

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T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 6957 del 11 luglio 2013

Il Commissario straordinario, nell’ambito della sua discrezionalità e in relazione alle finalità di risanamento e riequilibrio finanziario, ha operato un bilanciamento tra gli interessi di tutti gli associati e la necessità di adottare misure idonee al riassetto economico generale della Società, riconducendo il Fondo in questione nell’ambito delle mere finalità solidaristiche evidenziate nella nuova stesura dello Statuto e del Regolamento impugnati.

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T.A.R. Lazio, sez. II-quater, Ordinanza del 21 ottobre 2010

Non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare della sospensione del provvedimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 13.7.2010, prot. MBAC-UDCM Gabinetto 0013520- 13.07.2010 Cl.14.00.00/394 che ha comunicato il mancato accoglimento dell'istanza di approvazione dello Statuto della Associazione Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori Imaie, sia perché difetta il requisito della gravità ed irreparabilità del pregiudizio, sia perché il ricorso non pare assistito – da un primo sommario esame – da sufficienti elementi di fumus boni juris, considerato che lo statuto non appare conforme alla previsione recata dall’art. 7 del D.L. 64/10 conv. in L. 102/10

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T.A.R. Lazio sez. I, Sentenza n. 13897 del 28 maggio 2010

Deve dichiararsi l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché emerge una voluntas legis di riferire (recte: di trasferire) compiti e funzioni del vecchio Imaie al nuovo Imaie. Pertanto solo quest’ultimo soggetto giuridico è quello che deve ritenersi abilitato a svolgere – attraverso una procedura che appare in parte semplificata – quel ruolo di tutore degli interessi delle categorie degli interpreti ed esecutori prima assolto dal vecchio Imaie. A fronte di tale ius superveniens diviene cedevole l’interesse azionato dai ricorrenti sia con riguardo a coloro che hanno agito in qualità di soci i quali (pur prescindendo dalle riflessioni sovra estese in ordine alla mancata notifica del gravame introduttivo all’Imaie in liquidazione nonché in ordine alla mancata impugnativa del provvedimento prefettizio di riesame dell’iniziale determinazione) possono riacquisire tale qualitas nel nuovo Imaie, senza alcun pregiudizio delle competenze già maturate e/o da riscuotere, sia con riguardo a coloro che hanno agito in qualità di componenti e/o di Presidente l.r. dell’Imaie, posto che tale ente deve considerarsi legislativamente privato, dal 14.7.2009, dei compiti e delle funzioni di tutela che la novella del 1992 gli attribuiva.

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T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 1037 del 7 febbraio 2005

Le funzioni istituzionali della SIAE attengono sia alla tutela del diritto d’autore che a quella del diritto connesso La SIAE è tenuta a gestire unitariamente la tutela dei diritti spettanti ai loro titolari. L’accertamento dell’illegittimità del silenzio, anche qualora non possa essere seguito dall’affermazione dell’obbligo di provvedere per fatti sopravvenuti, non preclude l’accoglimento della domanda risarcitoria. Il danno derivante da un mero comportamento omissivo, in violazione dei principi di correttezza e buona amministrazione, può liquidarsi in via equitativa, come nel caso di danno derivante da perdita di chance, trattandosi di danno difficilmente quantificabile.

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