Elenco

Corte di Appello di Roma, Sentenza del 20 novembre 2005

L’abbinamento delle immagini di un artista, stampate in un disco ufficiale dell’artista e fornite dalla casa discografica ai soli fini promozionali, a una musicassetta contenente otto brani a suo tempo registrati dal medesimo artista, viola i diritti di sfruttamento delle immagini, spettanti alla casa discografica, e integra il compimento di atti di concorrenza sleale (nella specie una casa editrice è stata condannata a risarcire i danni alla casa discografica dell’artista per aver utilizzato le immagini ufficiali di un disco dello stesso nella copertina di una musicassetta, contenente altre registrazioni del medesimo artista, abbinata a un periodico e venduta in edicola).

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Tribunale di Firenze, Sentenza n. 3137 del 31 agosto 2005

Sussiste il carattere creativo di una elaborazione di opere musicali di pubblico dominio quando il curatore dell’edizione critica sceglie la versione che appare come la più aderente alla concezione artistica dell’autore stesso; ciò non vuoi dire semplicemente scegliere una delle diverse versioni bensì formulare una versione che è il frutto dell’opera di ricostruzione che considera l’intera tradizione nonché le fonti secondarie ed il contesto; le scelte operate dal curatore sulla base della valutazione delle diverse fonti incidono sul contenuto del testo e determinano in misura rilevante il risultato esecutivo.

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Tribunale di Milano, sezione lavoro, Sentenza n. 1864 del 27 aprile 2005

Il c.d. “danno professionale” si configura qualora un artista esordiente, vincolato da un contratto di esclusiva con una casa discografica, non abbia potuto, in ragione dell'inadempimento di quest'ultima, portare a conoscenza del pubblico il proprio prodotto musicale e, in conseguenza di ciò, sia stata privata di quella prospettiva di crescita professionale che, verosimilmente, la pubblicazione di alcuni album le avrebbe riservato. Il danno da dequalificazione professionale può consistere sia nel danno patrimoniale derivante dall'impoverimento della capacità professionale acquisita dal lavoratore e dalla mancata acquisizione di una maggiore capacità, sia nel pregiudizio subito per perdita di chance ossia di ulteriori possibilità di guadagno, sia in una lesione all'immagine.

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Tribunale di Bolzano, ufficio del GIP, Sentenza del 31 marzo 2005

Non basta che un programma sia in uso presso un professionista o una ditta per realizzare il richiesto “scopo imprenditoriale” La prova del reato non può essere desunta sic et simpliciter dal possesso di un CD privo del contrassegno SIAE o di etichette originali, ma in ogni caso bisogna risalire alla fonte del programma, stabilire a chi è stato venduto originariamente, seguire le sue vicende successive, fino ad ottenere la prova dell'acquisizione illecita. In mancanza di questi accertamenti manca la prova che il programma sia una copia illegale e, quantomeno, che il detentore fosse a conoscenza di tale illegalità.

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Tribunale di Milano, Ordinanza del 7 settembre 2004

L’opera parodistica ha la natura di opera autonoma, in quanto implicante comunque una (seppur modesta) attività creativa, e dunque una protezione ai sensi degli artt. 1 e 2 L.A. in quanto dotata di propria autonoma individualità. L’opera parodistica sfugge alla necessità di un preventivo consenso da parte dell’autore dell’opera originaria o comunque del soggetto cui essa risulta indirizzata, consenso che difficilmente sarebbe concesso - in ragione del rapporto di radicale antinomia e di rovesciamento concettuale che la parodia riveste rispetto all’opera di derivazione o al soggetto coinvolto - e la cui mancanza determinerebbe un’intollerabile compressione di una forma espressiva direttamente e storicamente ricollegabile all’esercizio del diritto di critica e di manifestazione del pensiero. L’elaborazione in chiave parodistica dell’home page del sito di Trenitalia S.p.a., ricollegando i riconoscibili elementi formali e grafici a vicende di indubbio rilievo politico al fine di manifestare in chiave satirica un evidente e severo giudizio critico sul contributo posto in essere dalla società alla movimentazione di mezzi militari e dunque - secondo la tesi che fonda tale elaborazione - all’indebita partecipazione del nostro Paese ad eventi bellici in ossequio a direttive politiche di parte, non costituisce violazione delle norme di diritto d’autore..

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Tribunale di Arezzo Sentenza n. 442 del 21 agosto 2003

Associazione culturale senza fine di lucro avente a oggetto la creazione di una mediateca a disposizione dei soli soci - violazione dell’art.171 quater L.633/41 - non sussiste Associazione culturale senza fine di lucro avente a oggetto la creazione di una mediateca a disposizione dei soli soci - violazione dell’art.171 quater L.633/41 - presunzione di simulazione di noleggio - non sussiste.

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Corte di Appello di Trento, Sentenza del 27 febbraio 2002

La norma di cui all'art. 171-ter, comma 2°, lett. a) della legge sul diritto di autore, che punisce il fatto di chi vende o pone in commercio abusivamente "oltre 50 copie o esemplari di opere protette", non è figura autonoma di reato, ma costituisce aggravante dell'ipotesi analoga di reato di cui al comma 1°, lett. d) dello stesso art. 171-ter. Quindi, a parità di fatto, il dato specializzante di più di 50 copie o esemplari dell'opera altro non è se non la circostanza che determina l'aggravamento della pena.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 24 gennaio 2002

La ripresa e successiva pubblicazione di un servizio fotografico relativo alla cerimonia di un matrimonio in cui era presente, come simbolica partecipazione, un personaggio politico di particolare rilievo è lecita, anche se si trattava di cerimonia strettamente privata, purché sia giustificata da un interesse all'informazione.

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Tribunale di Firenze, Sentenza del 8 gennaio 2002

L'inadempienza dell'obbligo, assunto in un contratto di edizione fonografica, di affidare ad una nota casa distributrice la distribuzione del prodotto fonografico costituisce causa di risoluzione del contratto con obbligo, per il produttore fonografico,di restituzione di quanto ad esso versato per l'esecuzione del contratto.

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Tribunale di Bologna, Sentenza del 26 novembre 2001

La critica, a differenza della cronaca, che è esposizione obiettiva di fatti allo scopo di informare, consiste in una attività essenzialmente valutativa volta ad esprimere il proprio consenso o dissenso rispetto alle opinioni o alle condotte poste in essere da altri. L'esercizio del diritto di critica costituisce una ulteriore forma di estrinsecazione della libertà di pensiero rispetto al diritto di cronaca e può, dunque, essere connessa, ad esso, anche una valenza aggressiva nei confronti del suo destinatario. Tuttavia, la critica, per essere legittima, deve trarre spunto da fatti veri e non artatamente manipolati. Inoltre, anche la critica, al pari della cronaca, è soggetta al limite della continenza della forma espositiva e del perseguimento dell'interesse pubblico. È necessario che la rappresentazione del fatto, oggetto di critica, esuli dai confini di una interpretazione forzata, buffa o maliziosa di un accadimento reale per divenire, invece, allusione gratuita a circostanze prive del benché minimo riscontro oggettivo. Il caricamento di un'opera nella memoria di un computer collegato in rete costituisce riproduzione e la trasmissione da un computer ad un altro costituisce diffusione. Per il compimento di tali attività che siano in violazione di legge e lesive di diritti altrui il content provider è responsabile a norma dell'art. 2043 del codice civile.

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Corte di Appello di Bologna, Sentenza del 23 novembre 2001

In tema di critica di opera letteraria o scientifica non spetta al giudice pronunciarsi sulla bontà metodologica dell'opera recensita né sugli appunti critici della recensione. È sufficiente, per affermare la liceità dell'esercizio del diritto di critica letteraria, che non siano superati i limiti imposti dal dovere di rispetto dell'onore della persona.

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