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Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale, Ordinanza del 22 settembre 2006

1.L’art 24 del D Lgs 196/2003 consente pacificamente l’accesso ai dati personali senza il consenso dell’interessato nei casi in cui tali dati risultino essenziali alla realizzazione della tutela giurisdizionali dei diritti. 2. La tutela dei diritti economici impone l’attivazione in tempi ristretti da parte del titolare al fine di scoraggiare la reiterazione dei comportamenti illeciti da parte dei vari utenti della rete Internet, sicché l’eventuale messa a disposizione dei dati personali degli autori degli illeciti solo all’esito di un eventuale giudizio di merito verso i gestori telematici renderebbe vano o particolarmente difficile anche l’esito delle azioni dirette risarcitorie o inibitorie verso tali soggetti da parte del titolare dei diritti, con conseguente valutazione positiva dell’irreparabilità del danno in caso di conservazione di tale stato di cose che la condotta omissiva del provider realizza.

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Tribunale di Roma, sezione feriale, Sentenza del 18 agosto 2006

1. Le misure previste dagli artt. 156 e 156 bis l. 633/1941 sono suscettibili di tutela cautelare, in quanto qualsiasi diritto capace di essere tutelato in via ordinaria lo è anche, per ciò solo, per via cautelare, eccezion fatta per le ipotesi di incompatibilità ontologica tra l’azione e le forme del rito cautelare. 2. Il modo in cui i dati degli utenti che utilizzavano sistemi di condivisione di files peer-to-peer sono stati recuperati è affidabile, accettabile e soprattutto lecito, posto che colui il quale utilizza un programma di file sharing manifesta, per ciò solo, la volontà di accettare che il proprio indirizzo IP sia conoscibile da tutti gli altri utenti che utilizzano il medesimo programma. 3. L’esibizione consentita dall’art. 156-bis l. 633/41 non è inibita da alcuna norma del d. lgs. 96/2003. 4. quanto più viene protratta la illecita attività di upload, tanto maggiore il numero di persone che possono acquisire il file e, di conseguenza, a loro volta offrirlo in upload ad altri utenti che ancora non l’abbiano. Dunque la possibilità di perseverare in tale condotta funge da moltiplicatore degli effetti della condotta illecita. Le sconfinate dimensioni del web, la incontrollabilità della rete, la facilità con la quale è possibile procurarsi un programma di file sharing (normalmente offerto gratuitamente proprio sul web) sono circostanze che rendono serio e concreto il pericolo di sviamento di clientela paventato dal titolare dei diritti.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 13 giugno 2006

Posta una norma generale, quella dell’art. 72 l.d.a., di divieto di utilizzazione dei diritti del produzione di fonogrammi, salva la autorizzazione del produttore, la norma speciale dell’art. 73 ne permette tuttavia la utilizzazione mediante comunicazione al pubblico a scopo di lucro con i mezzi elencati in via esemplificativa nella disposizione, chiusa dalla menzione di “qualsiasi altra pubblica utilizzazione”, che abbia carattere di analogia con quelle cinematografica, radiofonica e televisiva; al titolare del diritto spetta comunque un compenso. L’utilizzazione a scopo di lucro con il mezzo di diffusione televisivo dei fonogrammi è regolato dall’art. 73 l.d.a., in deroga al diritto di utilizzazione senza autorizzazione del produttore e degli altri aventi diritto, salvo il loro credito per il compenso, incontestatamente già regolato da contratto tra i terzi enti di gestione collettiva e la Rai.

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Tribunale di Milano, Sentenza del 3 giugno 2006

Il prestatore del servizio della società dell’informazione, a meno che non compia attività incisive sulla trasmissione e le informazioni, non è solidalmente responsabile con l’autore dell’illecito commesso dall’utente. Commette un illecito ai sensi dell’articolo 78-ter e 79 l.d.a. chi inserisce in un sito collegamenti telematici che consentano di fruire di contenuti televisivi inseriti in rete da siti stranieri in asserita violazione dei diritti d’esclusiva dell’ente di emissione televisiva o radiofonica.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 30 maggio 2006

IMAIE ha diritto, ai sensi della legge 93/1992 e, della legge 633/1941 e norme connesse, di ricevere dal produttore di fonogrammi il 50% di quanto esso abbia percepito da terzi e percepirà in futuro per la utilizzazione da parte di terzi dei supporti fonografici non destinati allo sfruttamento commerciale diretto comunemente denominati “basi musicali fuori commercio”.

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Tribunale di Milano, Ordinanza del 11 maggio 2006

La distribuzione sul territorio nazionale dei supporti di case discografiche straniere non costituisce elemento in sé sufficiente — in quanto specificamente contestato per i supporti oggetto di causa — a delineare una effettiva compartecipazione della parte reclamata nella condotta illecita dedotta del distributore, se non vi è prova concreta che i prodotti in questioni siano effettivamente commercializzati sul territorio nazionale.

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Tribunale di Forlì, Sentenza del 31 marzo 2006

1. L’impossessamento dei masters da parte di uno dei coproduttori in mancanza del consenso dell’altro coproduttore e la loro mancata restituzione al secondo comporta, oltre ad un’infrazione degli accordi intervenuti fra i comproprietari, anche una violazione del disposto dell’art. 1102 c.c. 2. Di conseguenza, in applicazione dell’art. 72 l.d.a., risulta senza dubbio fondata la richiesta di privativa avanzata dal coproduttore delle registrazioni nel senso che deve essere inibito a tutti i convenuti, in mancanza dei consenso di entrambi i coproduttori, la duplicazione e la registrazione di prodotti mediante il ricorso al fonogramma originale (cd. masters). 3. Viola il disposto dell’art. 96 l.d.a. la pubblicazione dell’immagine dell’artista sulla copertina del disco senza l’esplicito consenso di questi. Per la quantificazione del danno, da operarsi in termini equitativi ai sensi dell’art. 1226 c.c., è bene considerare la posizione dell’artista danneggiato, figura di contorno e di limitata notorietà agli occhi del grande pubblico.

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Tribunale di Milano, sez. XI penale, Ordinanza del 9 marzo 2006

L'ampia accezione di opera dell'ingegno presuppone un pur minimo carattere di creatività, quale espressione della personalità e della individualità dell'autore. Tale carattere risulta poter essere difficilmente ravvisato nella filmatura di un evento sportivo. L'aver indicato il percorso per scaricare dalla rete immagini, immesse abusivamente in rete da altri, non configura il reato di cui all'art. 171 lett. f) della legge sul diritto d'autore Questa disposizione sanziona solo le condotte di registrazione, ritrasmissione e smercio di trasmissioni radiofoniche o, secondo una interpretazione estensiva, di trasmissioni televisive.

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Tribunale di Siena, Sentenza n. 530 del 2 marzo 2006

La mancanza in concreto del contrassegno S.I.A.E. non rileva di per sé sul piano penale, bensì nella misura in cui riveli la non originalità del prodotto (contraffazione) e l'evasione degli obblighi S.I.A.E. collegati La detenzione per la vendita di prodotti privi di contrassegno S.I.A.E. assume rilevanza penale laddove si dimostri in concreto che la carenza di questo sia riconducibile alla natura contraffatta di quelli.

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Tribunale di Bologna, Sezione Specializzata per la Proprietà Industriale e Intellettuale Ordinanza del 20 febbraio 2006

La specifica tutela in tema di diritto d'autore va senz'altro riconosciuta anche per i “fumetti” e per i “cartoni animati”. Il nome del personaggio e la sua immagine costituiscono segni distintivi del prodotto. Meritano protezione secondo le norme della legge 633/1941 esclusivamente entro il limiti dei principi generali del diritto d'autore, i quali impediscono l'illecito altrui vietando l'abusiva riproduzione delle varie “forme rappresentative”, senza tuttavia fornire una “privativa autonoma” anche alla sottostante idea base.

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Tribunale di Roma, Sentenza n. 23865 del 19 dicembre 2006

1. La S.I.A.E. deve qualificarsi come ente pubblico economico. 2. Non appare qualificabile come atto pubblico il programma musicale restituito alla S.I.A.E. dopo ogni manifestazione per la quale sia stato chiesto il permesso all'uso. 3. La richiesta dell'autorizzazione all'uso del repertorio tutelato da S.I.A.E. in assoluta mancanza dell'avvenimento in cui il repertorio sarebbe stato utilizzato, e la conseguente consegna del programma musicale falsamente compilato ai fini del percepimento dei proventi così maturati da parte della S.I.A.E., configura l'ipotesi di truffa aggravata a danno della S.I.A.E. 4. La falsa compilazione del programma musicale con l'indicazione di composizioni musicali non eseguite, ai fini del percepimento dei proventi così maturati da parte della S.I.A.E., configura l'ipotesi di truffa aggravata a danno della S.I.A.E. 5. La S.I.A.E., quale parte lesa, ha diritto al risarcimento del danno.

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Tribunale di Milano, Sentenza del 17 febbraio 2006

È valida e deve essere onorata l’obbligazione che prevede a favore del consulente una percentuale delle quote di proventi maturati e incassati dall’editore per le utilizzazioni di opere musicali i cui autori sono stati presentati dal consulente stesso, non trattandosi di mera presentazione di cortesia, ma di una prestazione professionale oggetto dell’obbligazione dedotta.

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Tribunale di Bolzano, Sentenza del 2 febbraio 2006

1. Fotografie che appaiono pregevoli sotto il profilo del raggiunto standard tecnico–”artigianale”, ma prive di quel quid pluris che potrebbe fare di una fotografia un’opera d’arte “figurativa”, sono da considerarsi, ai sensi dell’art. n. 7 del co. 1 dell’art. 2 l. 22.4.1941 n. 633, aggiunto con l’art. 1 d.P.R. 8.1.1979 n. 19, “semplici fotografie protette ai sensi delle norme del capo V del titolo Il” della medesima legge. 2. Il giudizio sulla sussistenza di un’opera d’arte meritevole di tutela più ampia di quella comunque gia accordata dagli artt. 87 ss. l. 633, appare dover essere compiuto dal punto di vista dell’epoca in cui le riprese sono state realizzate, e a a può quindi rilevare che in noi posteri esse possano, oltre a rappresentarci visivamente la realtà storica, anche “evocare” “suggestioni”. 3. Ai sensi dell’art. 11 l.d.a. spettano all’ente pubblico tutti i diritti di utilizzazione sull’opera che sia stata creata a spese e soprattutto per conto dell’ente, il quale determina, dirige e controlla l’attività creativa.

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Tribunale di Milano, sez. I, Sentenza n. 96 del 5 gennaio 2006

L'attribuzione a eventi sportivi di un interesse pubblico alla loro conoscenza fa ritenere che le notizie ad essi relativi attengano all'ambito dell'informazione e della cronaca. La natura di vero e proprio spettacolo comporta la conseguenza che la notizia relativa ad essi ne possa ricomprendere legittimamente anche l'immagine, laddove rivolta ad illustrare un momento saliente dell'evento insieme alla mera informazione ed esposizione descrittiva. L'attività informativa non deve tuttavia sconfinare nella rappresentazione dello spettacolo stesso e le finalità perseguite devono in ogni caso essere fondate sulla legittima disponibilità delle fonti informative stesse. L'attività svolta dalle società calcistiche non può ritenersi tutelabile dalla normativa in tema di diritto d'autore per l'evidente carenza di qualsiasi elemento di creatività nel risultato di tale attività, posto che lo spettacolo da esse organizzato è affidato a regole tecniche che sovrintendono allo svolgimento delle partite calcistiche. L'attività organizzativa dell'evento deve ritenersi giuridicamente rilevante solo sotto il profilo concorrenziale rispetto allo sfruttamento e godimento delle utilità economiche connesse.

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Tribunale di Bolzano, sez. penale, Sentenza del 20 dicembre 2005

1. Non costituisce reato l’inserimento di una scheda di espansione modchip in una Playstation 2. La scheda opera aggiungendo un’informazione software atta a permettere di sfruttare in pieno le potenzialità della Playstation 2. La scheda non può essere considerata come destinata in via prevalente o principale alla elusione delle misure di protezione del diritto d’autore contenute nei supporti dei giochi. 2. Colui che acquista una Playstation, come ogni altro personal computer, può modificarla, in quanto proprietario, ampliandone le funzionalità. L’acquirente per legge deve essere libero di disporre del bene nel modo più amplio ed esclusivo.

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Tribunale di Milano, Ordinanza n. 449 del 19 dicembre 2005

1. Il coautore della sola parte letteraria di un'opera musicale ha legittimità processuale nella causa tesa a tutelare, sotto l'aspetto morale e patrimoniale, l'integrità dell'opera. L'autore della parte musicale non ha infatti la titolarità, ma il mero esercizio dei diritti di utilizzazione dell'opera. 2. La coincidenza di espressioni che richiamano un tema poetico riferibile ad un comune patrimonio universale non è determinante ai fini dell'accertamento del plagio di un'opera, essendo elemento insuscettibile di appropriazione. Ciò vale in particolar modo se l'espressione è tradotta in forme specifiche e inserita in contesti complessivi da ritenersi sufficientemente differenziati. 3. La ripresa di una parte priva di sufficiente originalità e creatività non costituisce illecito, in quanto detta parte non è tutelabile dalla legge sul diritto d'autore.

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Tribunale di Milano, Sezione Specializzata per la Proprietà Industriale e Intellettuale Ordinanza del 19 dicembre 2005

1. Il diritto del produttore fonografico alla fissazione dell'opera musicale a mezzo di un "qualsiasi apparecchio o congegno atto a riprodurre suoni" può essere legittimamente esercitato riproducendo le registrazioni su supporti non tecnicamente disponibili all'epoca della stipulazione contrattuale. 2. L’utilizzazione del nome dell’artista interprete è consentita in sede di commercializzazione del supporto fonografico al fine descrittivo di informare il pubblico delle caratteristiche salienti del prodotto. In ogni caso, la notorietà dell'artista non può di per sé sola consentire lo sfruttamento commerciale della sua immagine. 3. La circostanza che immagini dell'artista interprete siano presenti su siti web, e dunque da essi prelevabili da qualsiasi utente, non rende legittima l'utilizzazione a scopi commerciale dell'immagine stessa.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 12 dicembre 2005

1. È abusiva e configura una violazione della legge sul diritto d’autore la sincronizzazione di opere musicali a sequenze di immagini in movimento senza il consenso del titolare dei diritti. 2. Non rileva che siano state utilizzate le registrazioni di un concerto dove le opere erano eseguite; tale fatto non assume rilevanza ai fini dell’accertamento della utilizzazione abusiva, giacché la giurisprudenza si è pronunciata nel senso della illiceità per lesione del diritto d’autore dei c.d. bootlegs cioè delle registrazioni dal vivo di concerti, non qualificabile come esercizio del diritto di cronaca.

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Tribunale di Roma, sez. IX, Ordinanza del 2 dicembre 2005

Il concessionario di un contratto di rappresentazione è obbligato ex lege a rappresentare l'opera senza apporvi aggiunte, tagli o variazioni non consentite dall'autore e a non mutare, senza gravi motivi, i principali interpreti dell'opera. Non viola questi obblighi il concessionario che sostituisca due degli attori inizialmente indicati con due attrici di sesso femminile, che interpretino comunque, con trucco ed abiti corrispondenti, sempre i ruoli maschili creati dall'autore. Non è infatti configurabile alcuna lesione del diritto all'integrità dell'opera in quanto non risulta modificata la percezione della personalità dell'autore e della sua opera presso il pubblico.

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