Elenco

Tribunale di Milano, Sentenza del 26 febbraio 1998

Una frase poetico - musicale di uso comune in quanto appartenente al gergo sportivo non è tutelabile quale opera dell'ingegno, anche se ha raggiunto una notorietà come frase tipica di un personaggio televisivo. Costituisce una violazione dei diritti dell'autore ai sensi dell'art. 100 della legge sul diritto d'autore la riproposizione del medesimo titolo in una canzone dello stesso genere e come tale dà luogo al risarcimento del danno, non potendosi comunque procedere al ritiro e all'inibitoria dell'ulteriore circolazione del supporto prodotto in violazione del diritto sul titolo in quanto il supporto non è più presente sul mercato. Costituisce illecito concorrenziale la comunicazione ad alcuni primari distributori della diffida a mettere in commercio un supporto fonografico già esistente, recante lo stesso titolo di un diverso supporto successivamente prodotto e distribuito dagli autori della diffida stessa. La campionatura della voce di un artista, per quanto possa violare il diritto connesso di riproduzione, non sostanzia la violazione del diritto all'immagine o del diritto al ritratto.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 24 febbraio 1998

Non costituiscono opere dell'ingegno, ma solo immagini tutelate ai sensi degli art. 87 e ss. l. n. 633 del 1941, le fotografie di opere d'arte che, ancorché di altissimo livello qualitativo, si limitino a riprodurre fedelmente le opere ritratte, senza alcuna personale e sostanziale rielaborazione delle immagini da parte del fotografo.

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Tribunale di Milano, Sentenza del 12 febbraio 1998

La direttiva Cee n. 98 del 1993 prescrive l'adozione delle misure necessarie per proteggere i diritti dei terzi, in relazione al prolungamento della durata o all'eventuale ripristino della protezione dei diritti. A tutela dei diritti acquisiti, l'art. 17 comma 4 l. 6 febbraio 1996 n. 52, come modificata dalla l. 23 dicembre 1996 n. 650 prevede, per quanto riguarda il diritto connesso del produttore fonografico, che sia consentita limitatamente al periodo di tre mesi successivo al 24 dicembre 1996 la distribuzione dei dischi fonografici ed apparecchi analoghi contenenti opere o fonogrammi i cui diritti risultino ripristinati dall'attuazione della direttiva. Considerata la necessità di accertare se detta norma sia compatibile con la protezione dei diritti acquisiti dai terzi, spetta alla Corte di giustizia pronunciarsi in via pregiudiziale circa l'interpretazione dell'art. 10 dir. Cee 93/98.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 23 gennaio 1998

Non è ammissibile tutela cautelare - per mancanza di "fumus boni iuris" e di "periculum in mora" - in presenza di una c.d. "colonna effetti", la quale non può considerarsi vera e propria opera filmica, ai fini dell'applicazione della disciplina sui diritti d'autore, tanto più se risalente ad anni lontani e superata per il venir meno di ogni accordo circa la produzione associata della progettata ma non realizzata opera filmica di cui alla detta "colonna effetti".

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Tribunale di Milano, Sentenza del 18 dicembre 1997

La rielaborazione di brani di musica classica (nella specie, opera lirica) consistente nella giustapposizione o sovrapposizione di temi melodici o armonici sostanzialmente estranei ai testi originari costituisce violazione del diritto esclusivo di modificazione dell'opera spettante al titolare dei relativi diritti di autore a norma dell'art. 18 l. 22 aprile 1941 n. 633.

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Tribunale di Genova, Sentenza del 3 dicembre 1997

La riproduzione di notizie ed informazioni con modalità tali da pregiudicarne l'utilizzabilità da parte dell'agenzia o del giornale che ne abbia acquisita la facoltà di pubblicazione costituisce violazione dell'art. 101 l. d.a., norma che si pone in rapporto di "species a genus" rispetto all'art. 2598 c.c. e che sanziona l'impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica. Sussiste violazione dell'art. 65 l. d.a. in caso di riproduzione di articoli di giornale in rassegna stampa elettronica, se l'editore ha riservato a se stesso il diritto di riproduzione dell'articolo.

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Tribunale di Torino, Sentenza del 5 novembre 1997

In un contratto con il quale la casa editrice non si obbliga ad eseguire le obbligazioni tipiche del contratto di edizione ma si limita a conferire all'autore l'incarico di eseguire una traduzione con riferimento alla quale la casa editrice diviene unica titolare di tutti i diritti di utilizzazione economica compreso quello di pubblicare o di non pubblicare l'opera, non sussiste la causa tipica del contratto di edizione ma quella atipica di esecuzione di una determinata opera con contestuale cessione definitiva del diritto di utilizzazione dietro pagamento di un unico corrispettivo iniziale predeterminato, con la conseguenza che a tale contratto non è applicabile il limite temporale "ex lege" previsto espressamente per il contratto di edizione.

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Tribunale di Alba, Sentenza del 14 ottobre 1997

La certificazione del funzionario della S.I.A.E. concernente somme di cui l'Ente si pretenda creditore per l'utilizzazione in trasmissioni radio di brani musicali del repertorio amministrato per conto degli autori non è conforme al disposto degli art. 635 e 642 c.p.c. in relazione all'art. 164 l. n. 633 del 1941 e pertanto non consente l'emissione di decreto ingiuntivo nè tanto meno la concessione dell'esecuzione provvisoria dello stesso.

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Tribunale di Roma, Sentenza del 7 ottobre 1997

Accertata la titolarità esclusiva dei diritti di utilizzazione economica di un'opera musicale, la richiesta di risarcimento del danno per utilizzazione abusiva di brani di detta opera non può essere accolta in assenza di elementi certi, tali da consentire di valutare e quantificare la lesione subita dalla sfera patrimoniale della parte attrice, in capo alla quale è l'onere della prova.

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Tribunale di Belluno, Sentenza del 3 ottobre 1997

All'art. 1 comma 58, l. n. 650 del 1996 non è attribuibile un'efficacia innovativa e parzialmente modificativa dell'art. 2 n. 4 l. n. 633 del 1941 nel senso del superamento del requisito della scindibilità. La finalità della prima parte del comma 58 ed il silenzio della disposizione in ordine alla immediata modificazione della normativa vigente attestano che il legislatore nel dicembre del 1996 intese esclusivamente conferire una delega al Governo. L'art. 27 comma 1, l. n. 266 del 1997, abrogando il comma 58, art. 1, l. n. 650 del 1996, ha revocato in base ad una sopravvenuta valutazione d'inopportunità, la delega parlamentare conferita al Governo per modificare la legge sul diritto d'autore eliminando il requisito della scindibilità. L'art. 27 l. n. 266 del 1997, disciplinando nel comma 2 la durata della protezione del diritto d'autore, intende parificare tale durata a quella prevista nell'art. 9 r.d. n. 1411 del 1940 sulla protezione dei modelli e disegni ornamentali ma non incide sulla vigenza dell'art. 2 l. n. 633 del 1941 sulla protezione del diritto d'autore nella parte in cui subordina la tutela del requisito della scindibilità, sicché l'operatività di tale requisito permane.

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Giudice di pace di Caltanisetta, Sentenza del 2 ottobre 1997

L'attestato di credito sottoscritto da un direttore di sede della S.I.A.E. (Ente pubblico economico avente quale fine istituzionale la tutela degli autori delle opere protette) rappresenta nel giudizio di opposizione, per la peculiare natura pubblica dell'organo che lo ha emesso, senza dubbio un indizio probatorio e riveste "fede privilegiata" sufficiente in ordine sia all'esistenza che all'ammontare del credito.

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Tribunale di Vicenza, Sentenza del 30 settembre 1997

La normativa introdotta dalla l. n. 92 del 1992 (diritto a compenso per le registrazioni da parte di privati, senza scopo di lucro, di opere e di prodotti fonovideografici) non crea ostacolo alla libera circolazione delle merci nella comunità. In effetti, al di là del fatto che la protezione accordata a diritti di rilievo costituzionale come il diritto un autore è sicuramente destinata a prevalere sui meccanismi della circolazione delle merci in ambito comunitario, che trovano, comunque, il loro limite nel conflitto con la tutela della proprietà industriale, devesi anche considerare che la normativa in questione non crea alcuna discriminazione tra prodotti nazionali e prodotti provenienti da altri Stati della Cee.

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Pretura di Menaggio, Sentenza del 19 giugno 1997

Il valore probatorio dell'attestato di credito allegato alla domanda monitoria della S.I.A.E. è esplicitamente riconosciuto dall'art. 164 n. 3 l.d.A. La forza probante di tale documento permane anche nel successivo giudizio di opposizione. L'equiparazione della programmazione radiofonica all'opera collettiva, oltre che di difficile configurazione giuridica, non esime comunque l'esercente la radio dall'obbligo di ottenere il consenso degli autori delle opere inserite nella programmazione stessa (art. 3 l.d.A). Il regime derogatorio del diritto d'autore, previsto negli art. 51 e ss. l.d.A., si applica esclusivamente a favore dell'ente radiofonico pubblico, in considerazione dei fini di interesse generale dallo stesso perseguiti, e solo nei limiti delineati dall'art. 53 e cioè nei casi di trasmissione dell'opera da luoghi pubblici. Invece, nel caso di diffusione dell'opera dai locali dell'emittente, si applica il regime ordinario, persistendo la necessità, anche per l'ente di Stato, della preventiva autorizzazione. La distinzione fra utilizzazione dell'opera e utilizzazione della sua esecuzione si appalesa irrilevante, in quanto il diritto di radiodiffondere un'esecuzione dell'opera artistica ha un valore economico autonomo e distinto rispetto al diritto di riprodurre e commercializzare l'opera stessa.

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Tribunale di Napoli, Sentenza del 5 agosto 1997

Al fine del riconoscimento della tutela di cui alla legge sul diritto d'autore, non può considerarsi opera d'arte applicata all'industria, quale associata ad un prodotto la cui specifica destinazione non è la rappresentazione intellettuale di un'idea creativa, quanto piuttosto l'utilizzazione industriale dell'idea (nella specie, si trattava di un oggetto tridimensionale -. cui si pretendeva di attribuire la qualifica di "scultura" - che, grazie ai particolari materiali utilizzati, consentiva la realizzazione di un numero infinito di forme diverse).

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Tribunale di Cuneo, Sentenza del 23 giugno 1997

Il "service provider" che si limiti a concedere l'accesso alla rete, nonché lo spazio nel proprio "server" per la pubblicazione dei servizi informativi realizzati dal fornitore di informazioni, non è responsabile della violazione del diritto d'autore eventualmente compiuta da quest'ultimo. Una tabella contenente i dati relativi alle quotazioni di borse e valute internazionali - contraddistinta da una specifica e originale veste grafica e munita di un titolo dalla non indifferente qualità distintiva - che sia inclusa in una rubrica pubblicata su Internet, è qualificabile come opera dell'ingegno e come tale protetta dalla disciplina del diritto d'autore. L'introduzione di informazioni su Internet ha natura di pubblicazione ai sensi dell'art. 12 l. n. 633 del 1941, con tutte le implicazioni giuridiche che ne conseguono sia sul piano civilistico che penalistico. La gratuità dell'accesso ad Internet non esclude che l'utilizzo dell'opera assuma natura economica, come veicolo di raccolta pubblicitaria diretta o indiretta.

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Tribunale di Milano, Sentenza del 29 maggio 1997

L'art. 1 comma 58 l. n. 650 del 1996 non ha fatto venir meno il requisito della scindibilità, si che alle opere di "design" si applica tuttora la disciplina di diritto d'autore di cui all'art. 2, comma 4 l. autore. Il potenziale carattere innovativo del principio affermato nella norma - vale a dire la possibilità di un'ampia tutela del disegno industriale a livello di legislazione in atto - è - infatti - concretamente rimesso all'attuazione e coordinamento con il resto del sistema nonché con la stessa legislazione sul diritto d'autore.

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Pretura di Torino, Sentenza del 23 maggio 1997

Il diritto esclusivo dell'autore di utilizzazione economica dell'opera in ogni sua forma, e il mandato esclusivo "ex lege" conferito per delega alla S.I.A.E. non possono trovare un limite nell'art. 70 l. autore, quando la riproduzione di opere (nella specie arte figurativa) sia effettuata per finalità diverse da quelle critiche, di insegnamento, o prettamente culturali, specificamente previste all'art. 70 l. autore.

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Tribunale di Napoli, Sentenza del 14 maggio 1997

Avverso i provvedimenti di accoglimento o di rigetto della misura cautelare è ammesso il reclamo al giudice processualmente sovraordinato anche per motivi attinenti alla giurisdizione. Se la Sovrintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Napoli e provincia con ordinanza abbia ordinato la rimozione o la cancellazione di un dipinto eseguito senza la prescritta autorizzazione, l'eventuale lesione del diritto morale d'autore che astrattamente potrebbe giustificare il ricorso al pretore non rileva in quanto, a fronte del potere pubblicistico dell'amministrazione, quel diritto affievolisce, acquistando natura e consistenza di mero interesse legittimo.

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