Elenco

Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. 402/85 del 9 aprile 1987

1) gli artt. 30 e 36 del trattato CEE vanno interpretati nel senso che non ostano all’applicazione di una normativa nazionale che consenta ad una società nazionale di gestione di diritti d’autore di riscuotere, per l’esecuzione pubblica a mezzo di supporti del suono, oltre al diritto di rappresentazione, un compenso detto diritto complementare di riproduzione meccanica, anche qualora un siffatto diritto complementare non sia contemplato nello stato membro in cui detti supporti sono stati regolarmente messi in commercio. 2) L’art. 86 del trattato CEE va interpretato nel senso che i divieti da esso stabiliti non si applicano al comportamento di una società nazionale di gestione dei diritti d’autore per il semplice fatto che la stessa riscuote, per l’esecuzione pubblica a mezzo di supporti del suono, oltre al diritto di rappresentazione, un compenso detto diritto complementare di riproduzione meccanica, anche qualora un siffatto diritto complementare non sia contemplato nello stato membro in cui detti supporti del suono sono stati regolarmente messi in commercio.

Leggi di più »

Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. 262/81 del 6 ottobre 1982

il contratto che concede un diritto esclusivo di rappresentazione di un film per un periodo determinato nel territorio di uno stato membro, da parte del titolare del diritto d’autore su tale opera, non e colpito di per se dai divieti contemplati dall’art. 85 del trattato, ma spetta se del caso, al giudice nazionale verificare di volta in volta se le modalità d’esercizio del diritto esclusivo concesso con tale contratto si inseriscano in un contesto economico o giuridico avente lo scopo o l’effetto d’impedire o di restringere la distribuzione di pellicole cinematografiche o di alterare la concorrenza sul mercato cinematografico, tenuto conto delle peculiarità di questo.

Leggi di più »

Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. 270/80 del 9 febbraio 1982

l’esercizio dei diritti d’autore tutelati dalla legge di uno stato membro, da parte del titolare o dei suoi aventi causa, per opporsi all’importazione e alla messa in commercio di dischi fonografici legittimamente fabbricati e messi in circolazione nella repubblica portoghese da licenziatari del titolare, e giustificato da motivi inerenti alla tutela della proprietà industriale e commerciale ai sensi dell’art. 23 dell’accordo 22 luglio 1972 tra la Comunità economica europea e la repubblica portoghese (gu n. l 301, pag. 165) e pertanto non costituisce una restrizione agli scambi vietata dall’art. 14, n. 2, dello stesso accordo. tale esercizio non costituisce un mezzo di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata al commercio tra la Comunità e il Portogallo ai sensi del suddetto art. 23.

Leggi di più »

Corte di Giustizia Europea, sez. II, Sentenza n. 58/80 del 22 gennaio 1981

1) Gli artt. 30 e 36 del trattato CEE vanno interpretati nel senso che l’autorità giudiziaria di uno stato membro non può vietare, in forza di un diritto di autore o di un diritto al marchio, la messa in commercio, nel territorio di questo stato, di una merce cui si riferisca uno di questi diritti, qualora la merce stessa sia stata messa in vendita in modo lecito, nel territorio di un altro stato membro, dal titolare di detti diritti o col suo consenso. 2) L’art. 30 del trattato CEE va interpretato nel senso - che l’importazione, in uno stato membro, di una merce messa in vendita in modo lecito in un altro stato membro non può, in quanto tale, essere qualificata di pratica commerciale scorretta o sleale, salva restando tuttavia l’eventuale applicazione delle leggi dello stato d’importazione che reprimano pratiche del genere in considerazione di circostanze o di modalità della messa in vendita indipendenti dal fatto stesso dell’importazione, e - che un accordo fra singoli, diretto a vietare l’importazione di una merce del genere, non può essere invocato ne preso in considerazione onde qualificare lo smercio di detta merce come una pratica commerciale scorretta o sleale.

Leggi di più »

Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. 55 e 57/80 del 20 gennaio 1981

gli artt. 30 e 36 del trattato vanno interpretati nel senso che essi ostano all’applicazione di una legge nazionale che consenta ad una società per la gestione di diritti d’autore, autorizzata a far valere i diritti d’autore dei compositori di opere musicali registrate su dischi o altri supporti del suono in un altro stato membro, di invocare tali diritti per esigere, nel caso in cui detti supporti del suono vengono distribuiti sul mercato nazionale e siano stati messi in libera circolazione in detto altro stato membro dai titolari dei diritti d’autore o col loro consenso, il versamento di un compenso corrispondente ai diritti di licenza abitualmente riscossi per la messa in commercio sul mercato nazionale, detratti i diritti di licenza meno elevati pagati nello stato membro di fabbricazione.

Leggi di più »

Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. 22/79 del 25 ottobre 1979

essere considerata come un’impresa che sfrutta abusivamente una posizione dominante sul mercato comune o su una parte so stanziale di questo, la circostanza che tale sfruttamento riguardi, in taluni casi, soltanto l’adempimento in paesi terzi di contratti stipulati nel territorio d’uno stato membro da parti dipendenti da tale stato non osta all’applicazione dell’art. 86 del trattato.

Leggi di più »

Corte di Giustizia Europea, Sentenza n. 78/70 del 8 giugno 1971

1) Il fabbricante di riproduzioni sonore che si vale del diritto esclusivo di metterle in commercio - diritto attribuitogli dalle leggi di uno stato membro - onde vietare la messa in circolazione in questo stato di prodotti da lui stesso ( o col suo consenso ) smerciati in un altro stato membro, adducendo come unico motivo che la messa in commercio non e avvenuta nel territorio del primo stato membro, agisce in modo incompatibile con le norme relative alla libera circolazione delle merci nel mercato comune. 2) a) il fabbricante di riproduzioni sonore, titolare di un diritto esclusivo di messa in commercio attribuitogli dalle leggi nazionali, non occupa una posizione dominante ai sensi dell’art.86 del trattato per il solo fatto di esercitare tale diritto.la situazione e diversa quando, date le circostanze concrete, egli può ostacolare una concorrenza effettiva su una parte rilevante del mercato di cui trattasi. b ) la differenza tra il prezzo imposto e il prezzo del prodotto reimportato da un altro stato membro, benché non sia di per se sufficiente come prova dell’abuso di posizione dominante, può tuttavia divenirlo, in considerazione della sua entità, ove non appaia obiettivamente giustificata.

Leggi di più »