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Corte dei Conti, Sez. III Giuris. Centr. Appello, Sentenza del 9 aprile 2009, n. 143

La tesi di laurea è tutelabile ai sensi della legge sul diritto d'autore, e, di conseguenza, l'appropriazione senza preventiva autorizzazione del contenuto di una tesi di laurea è sanzionabile ai sensi dell'art. 171 l.d.a. La condanna di un dipendente pubblico per usurpazione di paternità può causare un danno all'immagine dell'ente stesso, e come tale è risarcibile.

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Corte dei Conti Roma, sez. contr. Enti, Sentenza n. 56 del 28 gennaio 1994

La persistente contestazione operata dalla S.I.A.E. in ordine al proprio assoggettamento al controllo della Corte dei conti rende indilazionabile l'adozione di un provvedimento legislativo che, da una parte, elimini ogni residua perplessità dell'ente circa la sussistenza di detto controllo e, dall'altra, assimili le procedure del controllo a quelle degli enti controllati secondo il modulo previsto dall'art. 12 della legge n. 259 del 1958 che consente l'accesso diretto del magistrato delegato al controllo alla documentazione contabile dell'ente.

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Corte dei Conti Roma, sez. contr. Enti, Sentenza n. 33 del 22 ottobre 1992

Prescindendo dalla normativa regolamentare, che ne inquadra la figura nell'ambito del personale dipendente, il direttore generale della S.I.A.E. è, a termini di statuto, organo della società, ha poteri di supremazia gerarchica nei confronti del personale, nomina e revoca gli agenti, interviene con voto consultivo alle adunanze degli organi collegiali ed esercita tutte le funzioni che gli sono delegate; ne deriva che l'affidamento e lo svolgimento dei precitati compiti può spettare esclusivamente ad una persona che sia astretta da un vincolo di subordinazione gerarchica, dal quale derivi il suo inserimento stabile nell'organizzazione dell'ente e nel contempo la legittimazione ad operare in nome e per conto dello stesso, nell'esplicazione di un rapporto di immedesimazione organica.

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Corte dei Conti Roma, sez. contr. Enti, Sentenza n. 1969 del 26 aprile 1988

Si appalesano quali elementi di incongruità nello statuto della S.I.A.E., sia la mancata attribuzione della qualificazione di organo al collegio dei revisori - generalmente riconosciuta nei paralleli ordinamenti e prevista dal codice civile nelle società per azioni sia la limitazione delle funzioni dello stesso collegio alla verifica delle scritture ed alla revisione del consuntivo, atteso che, nell'ambito dei soggetti pubblici e soprattutto nelle società commerciali, siffatti compiti si estendono, di regola, ben oltre il mero riscontro contabile. La normativa sul diritto di autore va adeguata alle nuove forme di utilizzazione dell'opera dell'ingegno, sia attraverso una organica disciplina delle radioteletrasmissioni, che restringa l'elusione dell'obbligo della prescritta autorizzazione, sia mediante disposizioni che assicurino migliore tutela agli autori, cui viene sottratto il giusto compenso, per effetto delle moderne tecniche di riproduzione, ritenute lecite dall'attuale ordinamento.

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Corte dei Conti Roma, sez. contr. Enti, Sentenza n. 1724 del 24 maggio 1983

La società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), oltre ai compiti di intermediazione del diritto d'autore, svolge funzioni delegate di esattore di diritti erariali, con conseguente obbligo di resa del conto giudiziale e di sottoposizione alla giurisdizione della corte dei conti. La mancanza del fine di lucro, istituzionalmente previsto per la società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), incide negativamente anche sulla funzione delegata di esattore dei diritti erariali, in quanto induce la società ad esercitare i suoi compiti fino al limite del realizzo per la copertura delle spese e non oltre.

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