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Giorgia Crimi

Avvocato, opera nel settore musica e media, collabora con lo Studio legale d'Ammassa & Partners. Legal coach per artisti, cantante jazz, compositrice e autrice musicale.

Bilancio SCF: in aumento per il 2018 i ricavi per i diritti connessi

Il 18 aprile scorso l’Assemblea dei soci di SCF s.r.l., società che gestisce per conto delle principali case discografiche italiane ed internazionali i diritti connessi del produttore di fonogrammi, ha approvato il bilancio 2018, dal quale si ricavano due dati di particolare importanza per gli aventi diritto e per tutto il comparto musicale.

Il primo consiste nell’incremento dei ricavi per i diritti connessi (pari al 4,17%), legati alle utilizzazioni di musica registrata.

Il secondo dato è che per la prima volta questo valore è superiore a quello della vendita dei supporti “fisici” (CD e vinili).

L’Italia così si colloca all’ottavo posto nella classifica internazionale dei ricavi generati da diritti connessi, occupando una quota del 2,2% di quelli globali.

Per vedere cosa cambierà con la Direttiva Copyright, che ha rafforzato la protezione dei diritti connessi sul web, dovremo attendere l’iter di recepimento nell’ordinamento nazionale e i meccanismi che all’uopo prevederà il nostro legislatore.

Per approfondimenti: https://www.scfitalia.it/notizie/scf-diritti-di-produttori-e-artisti-per-pubbliche-utilizzazioni-e-broadcasting-4-17-nel-2018.kl e https://www.fimi.it/news/scf-cresciuti-del-4-17-i-diritti-di-produttori-e-artisti-per-le-pubbliche-autorizzazioni-e-broadcasting-nel-2018.kl.

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Il caso del mosaico della “Madonna della Pace” dell’artista Giovanni Ria: il Gip di Biella respinge la richiesta di archiviazione del PM

Dopo due richieste di archiviazione già respinte dalla Procura di Lecce e il trasferimento del procedimento per competenza alla Procura di Biella, il Gip, nel respingere l’ennesima richiesta di archiviazione, ha invece ritenuto debba essere disposto un approfondimento d’indagine, in linea con le richieste della parte offesa.

Il complesso caso, che parte nel 2015, vede l’artista salentino Giovanni Ria accusare il noto colosso dell’e-commerce Bonprix, che a Biella ha la sede italiana, per avere illecitamente riprodotto la predetta opera, il mosaico della “Madonna della Pace”, sui taluni dei capi in vendita on line.

Ci si chiede se sia stata scelta esclusivamente la via penalistica o se l’azione sia stata parallelamente avviata in sede civile dal legale incaricato.

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/04/27/biella/lite-sui-diritti-dautore-respinta-larchiviazione-bonprix-resta-indagata-qsfx66NqD6QXieGhrAsPlK/pagina.html

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Corte di Cassazione: sentenza in tema di responsabilità dell’hosting provider

Stavolta è la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. del 19 marzo 2019, si è pronunciata in tema di responsabilità dell’hosting provider per avere ospitato materiali protetti senza il consenso dell’avente diritto.

Nel caso di specie, su Yahoo erano state pubblicate sequenze di immagini in movimento tratte dalle trasmissioni “Amici” e “Striscia la notizia”, in violazione dei diritti di utilizzazione economica esclusiva di RTI.

A accogliendo in buona parte il ricorso di RTI, la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza con rimessione alla Corte d’Appello di Milano, affermando una serie di principi.

Innanzitutto, in linea con la Giurisprudenza della Corte Eu e con la Direttiva in corso di approvazione, ha stabilito che sia da qualificarsi come servizio di hosting “attivo, sottratto al regime generale di esenzione di cui all’art. 16 d.lgs. n. 70 del 2003 e soggetto alle regole comuni della responsabilità civile, quello offerto da un provider che goda di tecnologie avanzate, come ad esempio, di ottimizzazione, gestione dei file, di valutazione comportamentale degli utenti, anche nel senso dei vantaggi economici che ne derivano.

Dette circostanze vanno accertate dal Tribunale di merito che deve ricercare in concreto “indici di interferenza” con i contenuti caricati dall’autore principale.

La responsabilità dell’hosting provider, in particolar modo, sussiste in capo al provider che non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti quando: a) abbia conoscenza (in qualunque modo acquisita, quindi anche dietro semplice diffida dell’avente diritto) dell’illecito; b) l’illecito sia constatabile alla luce di un criterio di diligenza che è ragionevole attendersi da un operatore professionale della rete in un determinato momento storico; c) abbia la possibilità di attivarsi utilmente, in quanto reso edotto in modo sufficientemente specifico dei contenuti protetti da rimuovere.

Per leggere il testo integrale della sentenza: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20190319/snciv@s10@a2019@n07708@tS.clean.pdf

Sullo stesso tema la nostra notizia di ieri sulla vittoria di RTI contro Facebook.

RTI vs Facebook: vittoria del diritto d’autore


Il Tribunale di Roma ha condannato Facebook per violazione del diritto d’autore, riconoscendone la responsabilità per il “linking” a contenuti protetti.

La portata della sentenza è innovativa perché, per un verso, è stato puntualizzato che pubblicare un link a un materiale protetto senza autorizzazione è attività vietata (nella specie, lesiva del diritto del titolare alla comunicazione al pubblico) e, per altro verso, che sussiste la responsabilità civile e risarcitoria del prestatore di servizi internet (anche provider passivo) ogni qualvolta non si attivi prontamente per la rimozione dei contenuti protetti comunque abbia acquisito la conoscenza della relativa illiceità (quindi non solo se appresa per il tramite di un provvedimento delle autorità competenti o a seguito di esplicita diffida del titolare dei diritti).

Nel caso di specie, i link presenti su Facebook portavano a video (“caricati” a propria volta illecitamente su YouTube) tratti dal cartone animato giapponese “Kilari”, trasmesso da Italia 1, i cui diritti di utilizzazione economica sono di titolarità esclusiva dell’attrice RTI.

Facebook si era attivata solo dopo ben due anni, nonostante apposita diffida di RTI; vieppiù i contenuti erano corredati da svariati commenti offensivi degli utenti nei confronti dell’artista che ne aveva interpretato la sigla e della rete televisiva stessa.

Il Giudice Italiano ha quindi condannato Facebook al risarcimento del danno patrimoniale da violazione dei diritti di utilizzazione economica esclusiva spettanti a RTI, in applicazione del criterio del “prezzo del consenso” di cui all’art. 158 LDA, nonché al risarcimento di tutti i danni non patrimoniali derivanti alla società e all’artista per la lesione dell’onore, del decoro e della reputazione, conseguenti alle frasi offensive pubblicate a corredo dei contenuti illeciti.

Per leggere il testo integrale della sentenza: https://sistemaproprietaintellettuale.it/giurisprudenza/procedimenti-giurisdizionali/merito/13969-tribunale-roma-15-02-2019.html

Oltre 200 associazioni di autori, editori ed operatori del settore artistico-culturale sottoscrivono una lettera a sostegno della Direttiva Europea sul Copyright

Una lettera, una vera e propria petizione indirizzata al Parlamento Europeo, sottoscritta da oltre 200 associazioni rappresentative di autori, editori, artisti ed operatori del settore artistico-culturale di tutta Europa.

Con essa le associazioni in parola, che hanno lanciato l’ashtag #yes2copyright, qualificano la Direttiva EU sul copyright come una grande opportunità per il settore e ne sostengono l’adozione, in funzione del voto finale.

Tra le organizzazioni italiane hanno aderito SIAE, AIE, PMI, AUDIOCOOP.

Come noto, la Direttiva risponde alla logica di subordinare al pagamento l’accesso ai contenuti creativi digitali, garantendo così condizioni di parità con la tutela dei diritti d’autore vigente al di fuori del web.

Sul campo, si scontrano gli interessi di Autori, Editori e i cospicui investimenti dell’industria culturale europea che coinvolge svariate figure di professionisti del settore e quelli dei colossi digitali, che vorrebbero invece un internet più “libero”.

Per leggere il testo integrale della lettera clicca qui.

Direttiva copyright: l’industria culturale e creativa italiana, con una lettera congiunta, chiede agli europarlamentari italiani “una convinta approvazione”

L’industria culturale e creativa italiana, in tutte le sue componenti, si muove unita per dire SI alla direttiva copyright, in agenda nella seduta dell’Europarlamento a fine marzo. E chiede agli europarlamentari italiani – con una lettera congiunta (vedi link a fondo pagina) – “una convinta approvazione della Direttiva comunitaria che favorirà lo sviluppo dei contenuti nell’era digitale nel rispetto del diritto d’autore. (…) Un voto importante a tutela del nostro DNA di italiani ed europei, creatori e coltivatori di emozioni”.

Ben diciannove le associazioni firmatarie, rappresentative di tutte le componenti industriali e creative del settore culturale: 100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva, AFI – Associazione Fonografici Italiani, AIE – Associazione Italiana Editori, ALI – Associazione Italiana Librai, ANAC- Associazione Anazionale Autori Cinematografici, ANART – Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali, ANEM – Associazione Nazionale Editori Musicali, ANES – Associazione Nazionale Editoria di Settore, CCI – Confindustria Cultura Italia, Confindustria Radio TV – Associazione dei media televisivi e radiofonici italiani, EMUSA – Editori Musicali Associati, Federazione Autori, FEM – Federazione Editori Musicali, Federazione Carta e Grafica, FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, INDICAM – Istituto Centro Marca per la lotta alla contraffazione, Nuovo IMAIE – Nuovo Istituto Mutualistico per la Tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, PMI – Produttori Musicali Indipendenti, Writers Guild Italia – Sindacato degli scrittori di cinema, tv e web.

L’Italia creativa – proseguono le associazioni – produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l’Europa. (…) L’Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure professionali che, con talento e passione, quotidianamente operano nelle industrie creative e culturali e che, con la rivoluzione digitale, necessitano di particolare attenzione e tutela. (…) La Direttiva sostanzialmente (…) aggiorna la normativa vigente al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro di autori, artisti, imprese e del milione di persone che vi lavorano. In altre parole: rafforza autori, imprese e lavoratori europei nei confronti di giganti del web d’Oltreoceano e aumenta le garanzie degli utenti finali nei confronti di entrambi”.

“La creatività è il cuore e il cervello di questo Paese, che deve pensare al proprio futuro e tornare ad essere messaggero di arte e bellezza in Europa e nel mondo. Ci appelliamo a Voi – concludono – affinché siate testimoni orgogliosi di questo patrimonio”.