Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Online l’archivio della storica rivista “Musica e Dischi”

Per 70 anni, dal 1945 al 2014, il mensile specializzato “Musica e Dischi” ha testimoniato la crescita dell’industria musicale italiana, contribuendo a favorirne lo sviluppo grazie ai servizi d’informazione, alle notizie in anteprima e alle interviste esclusive, documentandone inoltre i vari aspetti attraverso recensioni curate da esperti nei vari settori, classifiche realizzate ad hoc, elenchi delle emissioni pubblicate sul mercato e iniziative dedicate agli operatori professionali.

Dal mese di Luglio 2014, cessata l’attività editoriale, “Musica e Dischi” ha trasformato il suo sito: dalle sue funzioni di aggiornamento quotidiano d’informazione il servizio offre l’accesso a una vasta gamma di contenuti, selezionati fra tutto il materiale raccolto e pubblicato da M&D nel corso dei suoi 70 anni di vita, e oggi messi a disposizione di quanti sono interessati alla storia della discografia italiana da più punti di vista (culturale, economico, di costume, d’intrattenimento, di spettacolo, ecc.) attingendo all’unica fonte ufficiale che ne ha seguito le vicende fin dalle sue origini.

Per maggiori informazioni:

www.musicaedischi.it

Pubblicato dal MIBACT il Rapporto 2013 sul mercato e l’industria del cinema in Italia

E’ stato presentato lo scorso 9 luglio, presso il Salone del Consiglio Nazionale del MiBACT (via del Collegio Romano 27, Roma), la sesta edizione del Rapporto 2013. Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia, la
pubblicazione edita dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) in partnership con la Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).
Un’analisi statistica (a breve interamente consultabile e scaricabile gratuitamente in formato pdf sul sito www.cineconomy.it, dove sono già presenti tutte le precedenti edizioni del Rapporto, in italiano e in inglese) che
fotografa il mondo delle 6.204 aziende del settore.

Ecco alcuni dati essenziali del Report:
– Un’annata eccezionale. La quota degli incassi registrati dalle pellicole italiane ritorna al 30% del totale, risalendo rispetto alla violenta flessione del 2012 che l’aveva vista fermarsi al 25%. Il 2013 è stato un anno storico per il cinema italiano per almeno due ragioni: il film di Paolo Sorrentino La grande bellezza ha vinto l’Oscar come miglior film straniero; Sole a catinelle di Checco Zalone ha fatto registrare il record assoluto di tutti i tempi in termini di incassi e presenze al cinema per un’opera italiana (8 milioni di spettatori nei primi tre mesi e un incasso totale di 51,83 milioni di euro).

– Distribuzione in crescita. In aumento dal 2010 il numero dei titoli distribuiti. In particolare, nel circuito Cinetel, tra il 2012 e il 2013 si è passati da 833 a 979 pellicole (+13,7%).

– Il boom dei debutti. È questo il fronte caldo della competizione internazionale, ma l’Italia risponde bene. Nel 2013 le prime opere uscite nel circuito Cinetel hanno toccato quota 453, rispetto alle 364 del 2012 con un incremento del 24,79%.

– Addio Cinema Paradiso. Prosegue la crisi dei monosala. Nel 2006 erano 713. Nel 2013 sono passati a 530. In merito agli incassi, dal 2006 al 2013, i monosala hanno perso il 39,4%.

– Il crollo degli investimenti. Nonostante la spinta in avanti dell’attività produttiva, in un solo anno (tra il 2012 e il 2013) gli investimenti sono calati da 493,1 a 357,6 milioni di euro.

– Quanto costa fare un film. Il costo medio di un film in Italia si aggira intorno ai 2,1 milioni di euro. La spesa media scende a 1,69 milioni per le pellicole al 100% nazionali.

– Il Fus in calo. Il sostegno finanziario (diretto e indiretto) del Fondo Unico per lo Spettacolo destinato al cinema cala ancora a 91 milioni di euro (erano 99,7 milioni nel 2012 e 137,7 milioni nel 2007).

A corredo del Rapporto 2013 alcuni dei protagonisti del mondo del cinema hanno firmato una serie di Focus (MEDIA Salles, Microcinema, Nexo Digital, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Testimonianze
(Associazione Produttori Televisivi – APT, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, CFS Legal, Fondazione Cinema per Roma | Festival Internazionale del Film di Roma, Istituto Luce-Cinecittà, Officina della Comunicazione, Rai Cinema, Schermi di Qualità).
Presente anche una sezione dedicata alle Film Commission in cui sono presenti i contributi di Italian Film Commissions, Apulia Film Commission, Lucana Film Commission, Roma Lazio Film Commission.

«Il settore cinematografico – dichiara il Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Ivan Maffeis – è un settore chiave dal punto di vista economico, perché da solo produce una ricchezza annuale pari a 4,4 miliardi di euro. Dati importanti, che confermano la centralità dell’industria dell’audiovisivo nel tessuto produttivo italiano».
«Anche per questo – prosegue Maffeis – dobbiamo promuovere strategie e progetti condivisi che sostengano il mondo del cinema e lo aiutino ad attraversare questa stagione di crisi. I primi segnali incoraggianti sono evidenti. È necessario a questo punto che ognuno faccia la propria parte per tutelare questo avamposto strategico del patrimonio culturale italiano».
Dello stesso avviso è il Direttore Generale per il Cinema, Nicola Borrelli, che ricorda come «la Conferenza Nazionale del Cinema, cui il Rapporto 2013 dedica ampio spazio, è stata promossa dal Ministero proprio nel segno di un forte coinvolgimento di tutti gli operatori del settore per raccogliere proposte e contribuire a definire le linee di intervento idonee ad affrontare le nuove sfide del contesto digitale».
Un obiettivo che il Direttore Generale reputa «prioritario per il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, cui la cinematografia italiana, stando ai dati del Rapporto, si presenta con numeri confortanti e successi di livello internazionale. Risultati importanti, tanto più perché ottenuti nonostante le difficoltà attuali di reperimento delle risorse».

Il Press Kit con il materiale del Rapporto 2013 è scaricabile dal seguente link:
http://www.cinematografo.it/documenti/presskit_rapporto_2013.zip

SIAE: Vivaverdi compie dieci anni e si rinnova

Il secondo numero del 2014 della rivista Vivaverdi, il Giornale degli Autori e degli Editori, è disponibile nella sezione Edicola del sito Siae. Quest’anno Vivaverdi, diventato col tempo un biglietto da visita e una vetrina della Società Italiana degli Autori ed Editori, festeggia un compleanno importante: sono passati infatti dieci anni dall’uscita del primo numero, nella primavera del 2004. Da allora la rivista, che aveva raccolto l’importante eredità dello storico Bollettino della Siae, è passata dal formato cartaceo alla versione online, fruibile attraverso il sito istituzionale, per trasformarsi, con il numero appena pubblicato, in un webmagazine dalla grafica elegante e raffinata e con un taglio multimediale. Gli articoli sono arricchiti infatti con photogallery, video, clip audio e frammenti filmati.

La copertina del nuovo numero di Vivaverdi è dedicata a Vasco Rossi, il “provocautore2 dell’estate. Nel suo articolo, Emiliano Coraretti propone un identikit del rocker di Zocca raccontando in sette voci la fenomenologia di una star che ha conquistato tutto. Il direttore editoriale della rivista Gian Luigi Rondi ci parla invece del film “Le Meraviglie”, un altro successo per il cinema italiano. La regista Alice Rohrwacher, con l’unica pellicola italiana in concorso all’ultimo Festival di Cannes, si è aggiudicata infatti il Gran Premio della Giuria.

Dopo la firma del decreto che ha aggiornato i compensi per copia privata, “uno strumento necessario a garantire la libertà di tutti i creativi in Italia”, come ha commentato il presidente Gino Paoli, Vivaverdi torna sull’argomento con un articolo di Paolo Agoglia dal titolo “Copia privata. Verità e bugie”.
Non poteva mancare sul Giornale degli Autori e degli Editori un ricordo del grande Eduardo De Filippo, figura fondamentale del teatro e di tutta la cultura italiana, a trent’anni dalla morte, scritto da Gianfranco Capitta. Franco Mussida firma un articolo in cui parla di CO2, il suo progetto sperimentale che vuole portare la musica nelle carceri attraverso le stazioni d’ascolto. In un’intervista realizzata da Massimo Nardi, il maestro Stelvio Cipriani, autore di migliaia di brani musicali, ripercorre la sua lunga e fortunata carriera che lo ha portato a collaborare con superstar e a comporre oltre trecento colonne sonore.

E’ passato un secolo esatto dall’inizio della Prima Guerra Mondiale e per la prima volta le immagini raccontavano il conflitto armato attraverso i documentari di propaganda.

L’articolo di Franco Montini ci fa rivivere i film di fiction che hanno mostrato l’orrore e l’inutilità dei campi di battaglia, da “La grande guerra” di Mario Monicelli a “Uomini contro” diretto da Francesco Rosi, fino al recentissimo “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi.
Oltre alle consuete rubriche e agli aggiornamenti sulle attività per gli associati, Vivaverdi ospita in questo numero tanti altri contributi per offrire una panoramica sul mondo della cultura e dello spettacolo e sulle numerose attività solidaristiche che la Siae sostiene.

La riorganizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

La riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) trae origine, come è noto, dalle politiche di spending review attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014. In base ai tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero era tenuto a dotarsi di un nuovo regolamento di organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica. Il MIBACT adempie, finalmente, a tale obbligo e ridisegna se stesso in modo fortemente innovativo, riducendo le figure dirigenziali. L’adeguamento ai numeri della spending review è divenuto perciò l’opportunità per intervenire sull’organizzazione del Ministero e porre rimedio ad alcuni problemi che da decenni segnano l’amministrazione dei beni culturali e del turismo in Italia.

Si tratta di disfunzioni e lacune riconosciute ed evidenziate molte volte e da più parti:
1) la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo;
2) la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia;
3) il congestionamento dell’amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni;
4) la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limitano grandemente le potenzialità;
5) il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione.
La riforma è stata costruita innanzitutto per risolvere questi cinque “nodi” e può essere quindi descritta lungo sei linee di azione: 1) una piena integrazione tra cultura e turismo; 2) la semplificazione dell’amministrazione periferica; 3) l’ammodernamento della struttura centrale; 4) la valorizzazione dei musei italiani; 5) la valorizzazione delle arti contemporanee; 6) il rilancio delle politiche di innovazione e di formazione e valorizzazione del personale MIBACT.
Nel complesso, la riorganizzazione propone il taglio di 37 dirigenti (6 di I fascia, 31 di II fascia).

1. VERSO UN VERO MiBACT PER LA CULTURA E IL TURISMO
È divenuto prioritario e improrogabile per il Paese assicurare la piena integrazione tra i due ambiti strategici di intervento del Ministero, cultura e turismo. A tale scopo, in linea con quanto previsto con il recente decreto legge n. 83 del 2014, vengono potenziati i collegamenti tra gli uffici operanti nei due settori:
1) le Direzioni regionali, trasformate in uffici di coordinamento amministrativo, sono dotate di specifiche competenze in materia di turismo, rafforzando l’interazione con Regioni ed enti locali, nonché di promozione delle attività culturali;
2) le Direzioni generali centrali competenti per i beni culturali sono arricchite di funzioni rilevanti anche per il turismo, come ad esempio la realizzazioni di itinerari e percorsi culturali e paesaggistici di valenza turistica;
3) le competenze della Direzione generale Turismo sono aggiornate per assicurare la massima integrazione tra i due settori.

2. VERSO UN MIBACT PIÙ SNELLO MA PIÙ FORTE SUL TERRITORIO
Allo scopo di risolvere l’“ingorgo” burocratico venutosi a creare negli anni a causa della moltiplicazione delle linee di comando e dei frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze, l’amministrazione periferica è stata ripensata, mantenendo, secondo quanto previsto dalla ipotesi di riforma dell’amministrazione centrale, il livello regionale quale ambito ottimale di riferimento. Sono state perciò adottate le seguenti misure:
1) le Direzioni regionali sono trasformate in Segretariati regionali del MIBACT, con il compito di coordinare tutti gli uffici periferici del Ministero operanti nella Regione. Viene così pienamente riconosciuto il ruolo amministrativo di tali uffici, tutti dirigenziali di II fascia, senza però sovrapporsi alle competenze tecnico-scientifiche delle Soprintendenze;
2) la linea di comando tra amministrazione centrale e Soprintendenze è ridefinita e semplificata: le Soprintendenze archeologiche sono articolazioni periferiche della relativa Direzione centrale; quelle miste, belle arti e paesaggio, lo sono della relativa Direzione. Nel rispetto della distribuzione territoriale, sono quindi accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici con quelle per i beni architettonici, come già avveniva in diversi casi e come già era e rimarrà al centro, con una sola Direzione centrale;
3) l’amministrazione dei beni archivistici è razionalizzata, prevedendo che i direttori degli archivi di Stato delle città capoluogo di Regione, tutti dirigenti di II fascia dipendenti dalla Direzione generale centrale Archivi, svolgano anche le funzioni di sovrintendente archivistico, anche avvalendosi dei direttori degli archivi di stato non dirigenziali, che conservano piena autonomia tecnico scientifica;
4) l’amministrazione delle biblioteche è razionalizzata, da un lato, mantenendo l’autonomia scientifica degli istituti indipendente dalla loro natura dirigenziale; dall’altro, prevedendo che sia la Biblioteca nazionale centrale di Roma, sia la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, uffici dirigenziali di II fascia, svolgano anche le funzioni di poli bibliotecari comprendenti le biblioteche operanti nel territorio comunale, ferma restando la vigilanza della Direzione generale centrale Biblioteche, istituti culturali e diritto dell’autore;
5) la collegialità delle decisioni sul territorio è rafforzata, in quanto il comitato di coordinamento regionale, presieduto dal segretario regionale e composto dai soprintendenti, diviene il luogo in cui sono assunte le decisioni un tempo adottate dalla direzione regionale, come la dichiarazione e la verifica di interesse culturale.

3. VERSO UN MIBACT PIÙ EFFICIENTE E PIÙ MODERNO AL CENTRO E PIÙ AUTOREVOLE A LIVELLO INTERNAZIONALE
Le riforme operate negli anni hanno progressivamente accorpato le Direzioni generali del Ministero, portando però a sacrifici eccessivi nei confronti sia del buon andamento dell’amministrazione, sia di settori di grande importanza per il Paese. La struttura centrale è stata quindi ripensata allo scopo di:
1) rafforzare i poteri di indirizzo, di impulso e di coordinamento del Segretariato generale, affidando a tale ufficio i compiti di natura trasversale e rilevanti per l’intero Ministero, come ad esempio il coordinamento della programmazione dei fondi comunitari diretti e indiretti e l’attuazione e il monitoraggio delle norme sulle agevolazioni fiscali (il c.d. ArtBonus);
2) costituire due Direzioni trasversali di supporto, una per l’organizzazione e il personale e una per il bilancio, così da rendere più efficiente la gestione e il funzionamento del Ministero;
3) dare maggior importanza alle politiche di promozione, valorizzazione e formazione;
4) riconoscere la valenza internazionale degli istituti d’eccellenza del MIBACT e rafforzare le politiche di cooperazione culturale all’estero.

4. VERSO UN “SISTEMA MUSEALE ITALIANO”
Un punto dolente dell’amministrazione dei beni culturali in Italia è sempre stata la sotto-valutazione dei musei: privi di effettiva autonomia, essi sono tutti, salvo casi sporadici e non legati a un disegno unitario, articolazioni delle soprintendenze e dunque privi di qualifica dirigenziale.
La riforma intende mutare radicalmente questo aspetto, assicurando al contempo che sia mantenuto il legame dei musei con il territorio e con le Soprintendenze e fatte salve le prioritarie esigenze di tutela e dell’unitarietà del patrimonio culturale della Nazione. Sono state quindi previste le seguenti misure:
1) una nuova Direzione generale musei, cui affidare il compito di attuare politiche e strategie di fruizione a livello nazionale, favorire la costituzione di poli museali anche con Regioni ed enti locali, svolgere i compiti di valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura, dettare le linee guida per le tariffe, gli ingressi e i servizi museali;
2) conferire a 20 musei (si veda lista allegata) la qualifica di ufficio dirigenziale riconoscendo così il massimo status amministrativo ai musei di rilevante interesse nazionale, i cui direttori potranno essere scelti tramite selezione pubblica tra interni o esterni all’amministrazione anche stranieri;
3) creare in ogni Regione i poli museali regionali, articolazioni periferiche della Direzione generale musei, incaricati di promuovere gli accordi di valorizzazione previsti dal Codice e di favorire la creazione di un sistema museale tra musei statali e non statali, sia pubblici, sia privati.

5. VERSO UN MIBACT PIÙ ATTENTO ALLE ARTI CONTEMPORANEE
Per riconoscere piena dignità all’arte e all’architettura contemporanea e alla riqualificazione delle periferie urbane è prevista un’apposita direzione generale.
La direzione generale ‘Arte e architettura contemporanee e periferie urbane’ si occupa della promozione del contemporaneo promuovendone la qualità e partecipando direttamente all’ideazione di opere pubbliche, anche fornendo indicazioni per la loro progettazione. La direzione promuove anche la riqualificazione ed il recupero delle periferie urbane.

6. VERSO UN MIBACT PIÙ TRASPARENTE E PIÙ ATTENTO ALL’EDUCAZIONE, ALLA FORMAZIONE E ALLA RICERCA
È sempre stato lamentato il ritardo del Ministero nei settori della innovazione e della formazione. La riforma intende colmare questa lacuna mediante le seguenti azioni, tutte finalizzate a valorizzare le professionalità del personale MIBACT:
1) creare una apposita direzione generale per l’educazione e la ricerca, cui affidare il compito di lavorare con il MIUR, il CNR e altri enti di ricerca, le università e le scuole per assicurare la realizzazione di adeguati percorsi formativi, anche d’intesa con le Regioni;
2) rafforzare l’attività di studio, formazione e ricerca delle strutture periferiche del Ministero, in particolare delle Soprintendenze, anche mediante convenzioni con le università, le scuole e gli istituti di formazione;
3) attivare risorse straordinarie per la crescita professionale del personale MIBACT e il rafforzamento organizzativo delle strutture;
4) aggiornare le competenze di tutte le strutture centrali e periferiche del Ministero, al fine di potenziare la digitalizzazione, la raccolta delle informazioni e, soprattutto, la pubblicità e la trasparenza dell’azione amministrativa

Per maggiori informazioni:

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_378112305.html

Confindustria Cultura Italia: Polillo (AIE) confermato presidente per il nuovo triennio

Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), è stato confermato per il secondo mandato presidente di Confindustria Cultura Italia, il sistema federativo delle Associazioni di Confindustria delle imprese editoriali, discografiche, cinematografiche, multimediali, dei videogiochi, televisive, dell’intrattenimento audiovisivo e dal vivo, nonché delle imprese distributrici di tali beni e servizi parte del sistema Confindustria.

Un comparto che conta circa 300mila addetti per 17mila imprese e un fatturato annuo di 16 miliardi di euro, e che riunisce in una sola realtà oltre ad AIE (editoria) anche AESVI (videogiochi), AFI (fonografici), AGIS (spettacolo dal vivo), ANES (editoria periodica specializzata), ANICA (cinema e audiovisivo), APT (produttori televisivi), FEM (editoria musicale), FIMI (discografici), PMI (produttori musicali indipendenti), UNIVIDEO (home entertainment).

Marco Polillo è stato confermato dal consiglio generale per il prossimo triennio: “Ci impegneremo a fondo per continuare ad affrontare le problematiche che quotidianamente ci si presentano – ha sottolineato Polillo – e rappresentano le sfide del nostro mondo non solo a livello nazionale, ma sempre di più anche a livello comunitario e internazionale. Sono onorato di poter proseguire il lavoro nella direzione della difesa del diritto d’autore e della valorizzazione dell’industria dei contenuti”.

Obiettivo principale di CCI è infatti la tutela dei diritti e degli interessi collettivi degli associati sul piano nazionale, comunitario ed internazionale, la lotta alla pirateria audiovisiva, discografica, editoriale e multimediale in ogni sua modalità di espressione.

Due i vice presidenti: nuova elezione per Enzo Mazza (FIMI), conferma alla vicepresidenza per Riccardo Tozzi (ANICA).

Direttore della Federazione è stato nominato Fabio Del Giudice di AIE.

Tribunale di Torino: ordine a Youtube di rimuovere i video di proprietà di Delta Tv

Delta Tv, reclamando un’ordinanza del 5 maggio scorso, ha ottenuto dal Tribunale di Torino un’inibitoria contro Youtube per la rimozione di diversi episodi di telenovelas pubblicati nel noto portale, di cui sui quali la stessa deteneva i diritti esclusivi.

Il Tribunale, in seduta collegiale, ha completamente ribaltato la decisione del Giudice unico, ordinando al portale di cancellare i video illeciti di proprietà della Delta Tv, oltre a imporre di evitare ulteriori caricamenti di tali contenuti, a propria cura e spesa.

Secondo la notizia diffusa da Ansa, il collegio ha motivato la propria decisione sostenendo che, con l’evoluzione della rete informatica, YouTube non può essere considerato un mero prestatore di servizi, totalmente estraneo alle informazioni memorizzate, e non guadagna più solo “vendendo lo spazio“, ma “sotto forma di introiti pubblicitari, in ragione dei servizi che lui stesso crea organizzando e manipolando quei contenuti“.

Possiamo ipotizzare che con queste motivazioni si possa arrivare prossimamente a sostenere la responsabilità del portale per contenuti pubblicati senza autorizzazione dell’avente diritto.

SIAE: pubblicato l’Annuario delle Spettacolo 2013. In ripresa la spesa per gli spettacoli

La rivoluzione digitale ha sconvolto l’industria culturale italiana, e di fronte a un tale mutamento di scenari, la SIAE rappresenta un presidio di libertà per tutti gli autori e gli editori italiani, per tutti coloro che vogliono mettere la propria creatività al servizio di tutto il Paese.

Per questo, anche la SIAE deve cambiare, per essere sempre capace di vincere la sfida con la modernità e garantire, anche in un’epoca di innovazione e cambiamento come questa, la tutela di tutti gli artisti italiani, in particolar modo dei più giovani che hanno meno strumenti per competere nel mondo.
La nuova gestione della SIAE, tenacemente guidata dal Presidente Gino Paoli, opera ispirata dalla trasparenza e dall’innovazione, nel rispetto dei propri associati, del bene pubblico e con rigore di bilancio e di normative che la rendono una delle collecting society più competitive al mondo.

L’Ufficio Statistica SIAE, grazie al quale è possibile pubblicare ogni anno l’Annuario dello Spettacolo, ha messo in evidenza come l’innovazione e la digitalizzazione consentono di recuperare importanti dati di archivio, come, per esempio, le oltre 3000 tabelle contenute nello storico volume statistico “Spettacolo in Italia” che la SIAE ha pubblicato dal 1936 al 1999 (consultabili su siae.it). Un altro importante progetto (in collaborazione con la Oxford Brookes University) è un prezioso database contenente le schede di incasso dei film tra il 1950 e il 1970 e tanti altri dati utili per le ricerche di settore, che nei prossimi mesi sarà completato per lo studio sull’attività cinematografica del nostro Paese dal ’70 fino ai nostri giorni.

L’Annuario dello Spettacolo della SIAE presenta un 2013 in positivo con importanti segnali di ripresa, sebbene in un contesto di crisi ancora evidente. E’ aumentata, infatti, la spesa al botteghino (+1,17%) in linea con l’accresciuta offerta di spettacoli (+2,14%) e degli spettatori (ingressi + 1,24%), nonostante la compressione del volume d’affari complessivo (-1,43%). I settori che nel 2013 hanno conseguito i migliori risultati sono stati l’attività concertistica, le mostre ed esposizioni, il cinema e le attività con pluralità di generi.

Ottanta anni fa nasceva la prima relazione sulla ‘Situazione dello Spettacolo Italiano’, era il 1934 e fu presentata presso l’Accademia dei Lincei dall’allora presidente della SIAE Dino Alfieri, qualche mese dopo, la prima pubblicazione SIAE sui dati statistici dello spettacolo dal titolo ‘La vita dello spettacolo in Italia nel decennio 1924-1933’. Oggi, per celebrare un così importante anniversario, si è deciso di mettere il volume a disposizione di tutti pubblicandolo sul sito SIAE e ci fa piacere che questo anniversario coincida con un anno di ripresa per lo spettacolo italiano. – dichiara Gaetano Blandini, Direttore Generale di SIAE – Da quel lontano 1934 la SIAE con l’Ufficio Statistica, grazie al suo Osservatorio dello Spettacolo, pubblica ogni anno l’Annuario dello Spettacolo che, nel tempo, è diventato referente principale di Ministeri, associazioni, istituti di ricerca nella produzione di elaborazioni focalizzate sui diversi settori dello spettacolo e della cultura.
Da sempre la SIAE sostiene la cultura, la creatività, lo spettacolo, con la tutela del diritto d’autore, prima fra tutte, ma anche con la tutela della creatività, promuovendo Festival, Accademie, Istituzioni. La SIAE è presente su tutto il territorio nazionale collaborando ai maggiori eventi culturali e sociali, e sostenendo concretamente i giovani autori con lo stanziamento di numerose borse di studio. La pubblicazione dell’Annuario dello Spettacolo – conclude Blandini -, che vuol dire mesi e mesi di capillare lavoro, è per la SIAE un fiore all’occhiello perché aiuta a comprendere la situazione italiana, offrendo le giuste indicazioni ai nostri autori ed editori“.
Il numero di spettacoli
Nel 2013 la SIAE ha rilevato circa 4 milioni e 200mila spettacoli, di cui poco più di 3 milioni registrati nel settore cinematografico. Seguono le attività di ballo e concertini con oltre 750mila eventi mentre lo sport ha superato quota 141mila eventi. Rispetto ai risultati dell’anno precedente, il numero di spettacoli ha registrato un deciso incremento, pari al 2,14%. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna sono le regioni nelle quali è stata rilevata la massima concentrazione di spettacoli.

Gli ingressi
Lo scorso anno il numero di ingressi agli spettacoli ha registrato un incremento dell’1,24% rispetto al 2012. Molto significativo l’aumento nel macroaggregato dei concerti, pari all’11,20%, grazie all’ottimo risultato conseguito dai concerti di musica leggera (+19,49%). La regione che ha prodotto più ingressi è stata la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna e dal Lazio.

Le presenze
Rispetto all’anno precedente, nel 2013 il computo delle presenze – utilizzato per quantificare i partecipanti a manifestazioni per le quali non è previsto il rilascio di titoli d’accesso – ha fatto registrare un dato negativo (-6,35%). Il numero maggiore di presenze è stato rilevato in Lombardia, regione che ha preceduto il Veneto e l’Emilia Romagna.

La spesa al botteghino
Segno positivo per la spesa al botteghino nel 2013: +1,17% rispetto all’anno precedente. In particolare, la spesa al botteghino per i concerti è aumentata del 24,51%, grazie alla crescita dei concerti di musica leggera (+32,17%). La Lombardia è la regione con la spesa al botteghino più elevata, seguita dal Lazio e dal Veneto.

La spesa del pubblico
Nel 2013 la spesa del pubblico ha riportato una leggera flessione rispetto all’anno precedente (-0,21%). L’attività concertistica ha fatto registrare, tuttavia, un aumento della spesa pari al 24,15%, con un +30,77% per i concerti di musica leggera. La Lombardia – con una spesa del pubblico superiore a quella complessiva delle regioni del sud e delle isole – ha ottenuto il valore più elevato, davanti all’Emilia Romagna e al Veneto.

Il volume d’affari
Rispetto all’anno precedente, il volume d’affari ha subìto complessivamente una lieve flessione (-1,43%). Tuttavia i concerti hanno riportato un aumento superiore al 23% e per i concerti di musica leggera il volume d’affari è cresciuto del 29,65%, La Lombardia ha fatto registrare il valore più elevato anche per il volume d’affari, seguita dall’Emilia Romagna e dal Veneto.

Il cinema
L’attività cinematografica, nel 2013, ha invertito la tendenza negativa registrata nei due anni precedenti. Rispetto al 2012, è aumentato infatti il valore di tutti gli indicatori, ad eccezione delle presenze: numero di spettacoli +1,04%; ingressi +5,59%, spesa al botteghino +0,98%, spesa del pubblico +2,16% e volume d’affari +1,81%. Il cinema esprime da solo il 71,88% di tutti gli spettacoli allestiti in Italia nel 2013. Importante notare, inoltre che quello cinematografico è il comparto dello spettacolo con la distribuzione territoriale più equilibrata in termini di numero di spettacoli, ingressi e volume d’affari.

L’attività teatrale
Nel 2013 l’attività teatrale ha vissuto un periodo particolarmente difficile, confermando una tendenza negativa che si protrae da alcuni anni. Il segno positivo compare nell’offerta di spettacoli (+0,66%) e nelle presenze (+3,30%), mentre tutti gli altri indicatori sono in territorio negativo: ingressi -2,44%; spesa al botteghino -1,92%, spesa del pubblico -3,06%, volume d’affari -2,96%. Si consideri che, rispetto al 2010, il volume d’affari del comparto teatrale è diminuito del 12,54%.

I concerti
L’attività concertistica è stato il comparto che ha conseguito i migliori risultati del 2013. Il settore trainante è stato, senza dubbio, quello dei concerti di musica leggera, con variazioni positive degli indicatori economici intorno al 30%. Le variazioni in percentuale (ad eccezione delle presenze che lamentano una flessione del 24,54%) mostrano incrementi di tutto rilievo. L’offerta di spettacoli è cresciuta dell’1,13%; gli ingressi sono aumentati dell’11,20%. Incrementi ancora più rilevanti da parte degli indicatori economici: spesa al botteghino +24,51%; spesa del pubblico +24,15% e volume d’affari +23,03%.

Lo sport
Per l’attività sportiva il 2013 è stato un anno praticamente stazionario. Sono aumentate l’offerta di spettacoli (+4,01%), la spesa al botteghino (+0,76%) e la spesa del pubblico (+2,83%). In calo, invece, gli ingressi (-3,70%), le presenze (-6,84%) e il volume d’affari (-2,20%). Nel comparto, il settore più attivo è stato quello degli sport individuali. Da sottolineare che lo sport è il settore dello spettacolo che genera il volume d’affari più elevato.

Attività di ballo e concertini
In termini di presenze e spesa del pubblico, l’attività di ballo e concertini è il primo settore in assoluto. Per numero di spettacoli e di ingressi è il secondo dopo il cinema, mentre per volume d’affari è preceduto soltanto dallo sport. Tuttavia, nel 2013 il macroaggregato è stato contrassegnato da una decisa tendenza negativa. Solo l’andamento dell’offerta di spettacoli ha mostrato il segno positivo, +5,80%. In diminuzione gli ingressi, -4,34%; le presenze, -1,68%; la spesa al botteghino, -6,70%; la spesa del pubblico, -7,18% ed il volume d’affari, -7,27%. In particolare, il settore del ballo ha perso, dal 2007, oltre il 17% del proprio volume d’affari.

Attrazioni dello spettacolo viaggiante
Particolarmente critica nel 2013 la situazione delle attrazioni dello spettacolo viaggiante, tenuto conto anche delle rilevanza degli investimenti necessari al funzionamento delle strutture permanenti. Tutti gli indicatori hanno tendenza negativa: numero di spettacoli, -4,07%; ingressi, -6,65%; presenze, -24,04%; spesa al botteghino, -8,09%; spesa del pubblico, -10,55%; volume d’affari, -10,04%. Il settore dei parchi da divertimento ha fatto registrare i risultati più preoccupanti.

Mostre ed esposizioni
Risultati di tutto rilievo per il settore delle mostre ed esposizioni nel 2013, con un aumento significativo dell’offerta di spettacoli, pari al 10,31%. In leggero aumento anche gli ingressi, che hanno fatto registrare un incremento dello 0,45%. In crescita anche gli indicatori economici: spesa al botteghino, +4,42%, spesa del pubblico, +4,21% e volume d’affari, +3,59%.

Attività con pluralità di generi
Nel settore rientrano le manifestazioni all’aperto prive di una connotazione spettacolistica univoca. Complessivamente, i dati del 2013 registrano buoni risultati in termini di affluenza di pubblico e di ritorno economico. In particolare: spettacoli, +11,92%; ingressi, +11,06%; presenze, -0,51%; spesa al botteghino, -2,26%; spesa del pubblico, +6,74% e volume d’affari, +2,79%.

Le classifiche
Il film campione d’incassi del 2013 è stato “Sole a catinelle” di Checco Zalone mentre “Ammutta muddica” di Aldo, Giovanni e Giacomo è lo spettacolo risultato in vetta alla top ten per il teatro. Tra i concerti, la prima posizione spetta a quello di Bruce Springsteen il 3 giugno al Meazza di Milano. Per la lirica, si è attestato al primo posto il “Nabucco” all’Arena di Verona.

Per scaricare l’annuario:

http://www.siae.it/statistica.asp?link_page=Statistica_BibliotecaDelloSpettacoloDal2006.htm&open_menu=yes

Nella finestra “Scegliere un anno”, bisogna inserire 2013.

Singapore: il Parlamento approva il blocco dei siti che violano il copyright

Lo scorso 8 luglio, in terza lettura, il Parlamento di Singapore ha approvato un disegno di legge che introduce una procedura per il blocco dei siti web, a modifica della legge locale per la tutela del diritto d’autore.

Le nuove misure entreranno in vigore quando il Presidente firmerà la legge. Con la nuova normativa, i titolari dei diritti potranno ottenere ingiunzioni dalla High Court di Singapore nei confronti degli ISP, ai quali potrà essere richiesto di bloccare l’accesso degli utenti a siti web che violano palesemente il copyright.

Frances Moore, amministratore delegato di IFPI, ha dichiarato: “l’industria discografica si compiace del fatto che Singapore ha aderito alla lista delle nazioni che considerano il blocco dei siti uno strumento proporzionato ed efficace per combattere la pirateria digitale. Il blocco è un modo importante per ridurre le violazioni e per stimolare lo sviluppo di un mercato legale della musica digitale. Esortiamo i responsabili politici di altri paesi a introdurre misure analoghe a quelle previste da Singapore”.

NuovoIMAIE: cinque milioni di euro a disposizione di tutti gli artisti

Cinque milioni di euro, una cifra di straordinaria importanza, a disposizione di tutti gli Artisti Interpreti Esecutori del settore audiovisivo. Le autorità vigilanti, dopo un lungo esame, hanno approvato il Regolamento ai sensi dell’art. 7 L. 93/92, che disciplina l’utilizzo delle somme incassate da NUOVOIMAIE e per legge destinate a attività di studio, promozione, formazione e sostegno degli artisti.

I cinque milioni di euro componenti il fondo e derivati dal 50% delle somme spettanti agli artisti per la copia privata video, saranno così ripartiti: quattrocentomila euro per gli artisti che versano in stato di indigenza; tre milioni di euro per la produzione cinematografica e audiovisiva; ottocentomila euro per la produzione teatrale; settecentomila euro per la distribuzione dei progetti audiovisivi e teatrali finanziati. E infine centomila euro per aiutare le attrici in maternità.

Sono stati proprio gli artisti a decidere come orientare il fondo, e l’hanno fatto attraverso un sondaggio online che ha coinvolto tutti gli appartenenti al settore video. E per l’accesso ai fondi al centro ancora una volta la trasparenza: criteri chiari e inequivocabili per l’ammissione dei progetti ai finanziamenti. Il bando per accedere ai finanziamenti sarà presentato a settembre.
“Siamo orgogliosi e contenti che NUOVOIMAIE adotti un Regolamento così trasparente e a vantaggio della categoria” dichiara Lorenzo Lavia. “È un altro passo avanti rispetto al passato, ora sì che viviamo una nuova fase” afferma Gianmarco Tognazzi.

Dopo 7 anni gli artisti hanno nuovamente dei fondi per la promozione dei loro progetti.

Nell’attuale mercato liberalizzato, che vede le collecting contendersi la rappresentatività degli Artisti Interpreti Esecutori, l’articolo 7 è il punto di incontro di tutta la categoria, una grande opportunità per unire tutti gli Artisti, cancellare il passato e voltare definitivamente pagina.

Note Legali a PianoForte Sostenibile, seminario gratuito in provincia di Arezzo

Quattro giorni, 88 ore di musica, oltre 90 concerti con protagonisti grandi artisti e giovani talenti italiani del pianoforte, incontri, eventi formativi e mostre.

E’ la seconda edizione di PianoForte Sostenibile, che si terrà dal 17 al 22 luglio a Pratovecchio Stia in provincia di Arezzo, con la direzione artistica della Banda Osiris – i cui membri sono tutti soci di Note Legali! – e la collaborazione dell’Associazione PratoVeteri. Il programma della manifestazione è ricchissimo di appuntamenti: dai concerti con Stefano Bollani, Paolo Jannacci, Antonello Salis, Rocco de Rosa, Banda Osiris, Danilo Rea e molti altri, alle master class con la Banda Osiris, ai dibattiti con Don Ciotti e l’Associazione Libera.

Tra gli incontri, anche un appuntamento dedicato a “Musica e Diritti”, tenuto dal presidente dell’associazione Andrea Marco Ricci: si parlerà di diritti d’autore, diritti connessi, previdenza per i musicisti, e molto altro. L’appuntamento con Note Legali è per venerdì 18 luglio alle 17.30 in Piazza Maccioni a Pratovecchio, presso l’aula Banda.

Per le informazioni sulla manifestazione e il programma completo:
www.pianofortesostenibile.it