Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

I Metallica contro Napster

Guerra sul web tra i Metallica, la famosa band di heavy-metal, e Napster, il provider di musica su internet, accusato dal gruppo musicale americano di estorsione e infrazione dei diritti d’autore.

Musica gratis, grazie a Napster.com
Il principio alla base del funzionamento di Napster è semplice e può essere definito un baratto di musica on line. Qualsiasi navigatore di internet può infatti cliccare sul sito di Napster e scaricare la musica che preferisce, scegliendola a seconda del titolo del brano o del nome dell’artista.

La canzone viene cercata e scaricata dal computer di altri utenti di Napster, che l’hanno a loro volta scaricata allo stesso modo, o l’hanno convertita per l’utilizzo in rete dalla versione originale. Le canzoni non vengono infatti salvate su cassette o cd, ma sull’hard drive, nell’ormai celebre formato speciale Mp3.

In questo modo, è evidente, non c’è più bisogno di correre al negozio di musica e spendere soldi per l’acquisto di un nuovo album, dal momento che basta un click in rete per poterlo ascoltare.

“Mentre un utente di Napster scarica alcune canzoni sul proprio computer ‘ dice Howard King, avvocato dei Metallica ‘ altri utenti possono duplicare le canzoni che lui ha salvato sul proprio hard drive. Tutto diventa una colossale festa in cui si copiano cd”.

L’avvocato dei Metallica, Howard King
I Metallica hanno deciso di intervenire legalmente contro Napster, accusandola di violare in modo lampante le regole federali in materia di diritti d’autore. “Questa festa deve finire adesso”, ha intimato King.

L’avvocato ha detto alla CNN che all’inizio gli artisti hanno preferito rimanere in silenzio, nel timore di mettersi contro i propri fans, che sembravano non averne abbastanza di musica gratuita. Ma poi, ha spiegato, “i Metallica si sono resi conto che serviva un artista di rilievo che si schierasse e parlasse degli effetti di Napster sui diritti e il benessere di tutti coloro che scrivono e suonano musica”.

I Metallica hanno così consegnato alla Napster i nomi di ben 335.000 utenti che hanno scaricato le loro canzoni dal sito sotto accusa, chiedendo a Napster di impedire che questi continuino in futuro a copiarne i lavori.

Il 10 maggio, Napster ha fatto sapere di aver agito per fermare 317.000 di questi utenti, sostenendo di avere la tecnologia necessaria per assicurare che gli utenti che hanno copiato illegalmente i dischi dei Metallica non possano tentare di farlo di nuovo attraverso uno “screen name” diverso.

Una soluzione parziale che non accontenta però il gruppo dei Metallica, né tantomeno il loro avvocato, che preferirebbe Napster eliminasse direttamente le loro canzoni dalla propria lista.

Laurence Pulgram, avvocato di Napster
L’avvocato di Napster si appella innanzitutto alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, secondo la quale lo scopo dei diritti d’autore è innanzitutto quello di “promuovere il progresso” nel campo della scienza e dell’arte, mentre i compensi monetari sono secondari. “I diritti d’autore ‘ dice l’avvocato Laurence Pulgram ‘ esistono negli Stati Uniti a beneficio del pubblico, e il pubblico interesse richiede che le nuove tecnologie siano rese disponibili dove potenzialmente non trasgrediscano la legge”.

Pulgram sostiene infatti che soltanto una frazione minima, il 2% dei gruppi esistenti sul mercato, riesce a firmare un contratto con le principali case discografiche. Il resto, dice, è abbandonato a se stesso e costretto a lottare per costruirsi una carriera, senza disporre delle risorse necessarie per promuovere la propria musica per radio, in televisione o in concerto. Napster offrirebbe quindi un valido aiuto ai nuovi artisti, e nelle ultime settimane ne avrebbe già lanciati cinquemila.

Inoltre, controbatte l’avvocato, che dire dei diritti di quei fans che hanno regolarmente acquistato i dischi dei Metallica o di altri artisti nei negozi e che vogliono comunque aver l’opportunità di ascoltare la musica con il proprio computer’ “I Metallica sostengono forse che questi fans non hanno il diritto di scaricare le copie in Mp3′”, chiede Pulgram.

Napster mette infine sotto accusa anche l’accuratezza con cui sono stati selezionati i 335.000 fans, cui i Metallica hanno chiesto sia impedito di scaricare la propria musica da Napster. Trentamila di essi, sostiene l’avvocato, hanno detto di essere stati erroneamente identificati.

Fonte: CNNItalia.it

MP3.com, accordo extragiudiziale con Time Warner e BMG

MP3.com ha raggiunto a Los Angeles un accordo extragiudiziale con i colossi Warner Music Group della Time Warner e BMG Entertainment di proprietà della Bertelsmann, con il quale MP3 potrà continuare a distribuire online i files relativi ai brani musicali prodotti dalle due case discografiche dietro pagamento di un importo non ancora precisato ogni volta che un utente ascolta o scarica uno di questi dal sito My.MP3.com. Non si hanno altri particolari dell’accordo.
Le trattative di MP3 peraltro proseguono con le altre case discografiche (EMI, Sony Music e Universal Music) che lo scorso aprile avevano iniziato cause per violazione dei diritti d’autore.

Fonte: Cnn.com

Ammontano a 59.2 miliardi di dollari in cinque anni le perdite causate dalla pirateria del software

Secondo un rapporto di ricerca presentato alla stampa il 24 maggio 2000, elaborato dalla Software & Information Industry Association (SIIA) e dalla Business Software Alliance (BSA), la pirateria del software ha determinato a livello mondiale perdite di ricavi pari a 12,2 miliardi di dollari nel solo 1999 e ben 59 miliardi di dollari nell’ultimo quinquennio.
Secondo questo rapporto i paesi che registrano le più elevate perdite di ricavi per la pirateria del software sono in ordine di importanza USA , Giappone, Inghilterra, Germania, Cina, Francia, Canada, Italia, Brasile e Olanda.
La perdita totale per i primi 10 paesi è stata nel 1999 pari a 8,4 miliardi di dollari, cioè il 70% delle perdite a livello mondiale.
Per quanto riguarda il tasso di diffusione della pirateria, lo studio stima che più di otto applicazioni sw su dieci attualmente in uso sono illegali in 19 paesi, fra cui Vietnam, Cina e Russia.
Nell’Europa Occidentale, le maggiori perdite di per pirateria nel 1999 sono state individuate in Inghilterra ($680 milioni), Francia ($652 milioni) and Germania ($548 milioni).
Per il secondo anno consecutivo, i più elevati livelli di pirateria del sw sono stati rilevati in Grecia (71%), Spagna (53%) e Irlanda (51%).

Fonte: patnet.it – siia.net

Condannata MP3.com per violazione del copyright

Mp 3, il popolare sito di musica da cui è possibile scaricare gratuitamente le canzoni del momento, viola le leggi americane sui diritti d’autore. Lo ha stabilito il giudice federale di New York Jed Rakoff con una sentenza che ha avuto un effetto drammatico sulla quotazione in Borsa del titolo, che in pochi minuti ha perso il 40 per cento del proprio valore.

In gennaio la Recording Industry Association of America (Riaa), l’associazione che riunisce le principali case discografiche, si era rivolta al giudice lamentando di subire un ingente danno economico a causa della facilità con cui gli utenti potevano scaricare musica dal sito Mp 3.

Nella causa che la opponeva alla Riaa, la Mp3 è stata condannata per concorrenza sleale, violazione dei diritti d’autore, pratiche di ‘cartello’, monopolio. “Siamo molto soddisfatti” ha dichiarato l’amministratore delegato della Riaa Hilay Rosen.

La Mp3 ha fatto invece sapere che ha intenzione di presentare appello. Nel frattempo il sito rimarrà attivo in Rete. E tale rimarrà , fa sapere l’amministratore delegato, anche se alla società verrà impedito di distribuire la musica delle maggiori case discografiche. Gli appassionati potranno comunque scaricare sui loro computer le canzoni di diverse migliaia di musicisti poco noti o sconosciuti.

La Riia aveva intentato la causa contro Mp3 in seguito al lancio del servizio My.Mp3.com e ai servizi ‘Instant Listening’ e ‘Beam-it”, che permettono ai visitatori di Mp3.com di ascoltare ovunque sul computer la musica di un Cd precedentemente acquistato e che hanno a casa.

Per poter permettere la riproduzione su richiesta dei clienti, la Mp3.com ha immagazzinato in maniera digitale oltre 80.000 dischi musicali . La Riaa sostiene che la Mp3.com non è stata autorizzata dagli artisti e dalle loro case discografiche a fornire questo tipo di servizio, che quindi viola le leggi sul diritto d’autore.

Dopo l’esempio della Riaa, anche altre case discografiche, compresa quella del’ex Beatle Paul McCartney, hanno intentato cause simili alla Mp3.

In febbraio l’azienda distributrice di musica di Internet ha risposto presentando una controdenuncia alla Riaa per calunnia, diffamazione, intenzionale danno economico e sleale metodo d’affari.

Tuttavia in una conferenza stampa, il numero uno della Mp3.com Robertson ha sostenuto che le accuse sono state ritirate circa sei settimane fa. Alla domanda sulle motivazioni di una tale scelta, Robertson ha risposto con una battuta “perché siamo bravi ragazzi”.

My.Mp3.con è un servizio gratuito e non produce entrate dirette per la società . Secondo gli analisti, se anche venisse bloccato, questo non significherebbe in alcun modo la fine di Mp3. La mossa delle maggiori case discografiche andrebbe piuttosto letta nel senso di una volontà , che si fa sempre più chiara, dell’industria musicale di controllare in proprio la distribuzione della musica su Internet.

Fonte: CNNItalia.it con il contributo di ANSA

Corso di formazione della Ecap Scarl sul diritto d’autore

Ecap Scarl, sede di Bologna, ente cooperativo di formazione professionale, nell’ambito dell’Avviso Pubblico della Provincia di Bologna, ha presentato un corso di formazione in “Esperta di nuove tecnologie riguardanti il Diritto d’Autore” rivolto a 16 donne disoccupate laureate in Giurisprudenza, Economia, Scienza Politiche e Scienze della Comunicazione.
Per maggiori informazioni, scaricate il file volantino

La redazione

Rassegna stampa, varrà il diritto d’autore

Chi fotocopia libri o giornali, anche per confezionare, per esempio, rassegne stampa, dovrà corripsondere un compenso ad autori ed editori. E’ questa la principale novità contenuta nel provvedimento sul diritto d’autore appena approvato dal comitato dei Nove dellla commissione Giustizia della Camera, che ora andrà all’esame in aula.
In sede di comitato dei Nove, il governo ha infatti presentato un emendamento che reinserisce nel testo la disposizione secondo cui i centri di riproduzione (per esempio, proprio quelli per le fotocopie) dovranno comunque pagare ad autori ed editori delle varie opere dell’ingegno un compenso forfettario, la cui determinazione arriverà sia attraverso un accordo tra le parti sia per decreto. Una disposizione, questa, che era stata eliminata in sede di commissione Giustizia grazie al voto “trasversale” di esponenti di diversi partiti.
Fonte: Corriere della Sera, 30 marzo 2000

Indagine BSA sulla pirateria

L’Italia conquista la quarta posizione nel mondo, ma il primato non le fa onore: si tratta infatti della classifica della pirateria informatica, stilata dalla Bsa, l’organizzazione internazionale che combatte il fenomeno.
Con un giro d’affari di oltre 700 miliardi di lire l’anno, il Belpaese si è dunque piazzato al quarto posto dopo Russia, Cina e Brasile. Soltanto sul fronte musicale lo scorso anno sono stati sequestrati 1 milione e 620 mila cd, 750 mila musicassette e 268 impianti (in prevalenza masterizzatori): le persone arrestate sono state 22 e quelle denunciate a piede libero 190. I dati sono stati resi noti nella prima giornata del “Corso interforze sulla criminalità informatica e la tutela delle opere dell’ingegno”, organizzato da Bsa, associazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa della lotta contro la duplicazione illegale del software, Fapav (Federazione antipirateria audiovisiva) e Fpm (Federazione contro la pirateria musicale), in collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino e il Politecnico.
“La criminalità informatica – ha precisato Claudia Pavoletti, responsabile antipirateria di Bsa – costituisce un problema non solo economico, ma anche sociale, visto che negli ultimi tre anni questo fenomeno ha mandato in fumo oltre 200 mila posti di lavoro”. Nel mondo il mercato della pirateria elettronica vale oltre cinque miliardi di dollari e rappresenta il 33% delle vendite complessive.
Secondo Enzo Mazza, presidente della Fpm, i nuovi formati di riproduzione e trasporto della musica, come il cosiddetto Mp3, “hanno favorito l’ulteriore diffondersi della pirateria musicale via Internet”. “Nel mondo – è stato precisato – sono presenti 3mila siti in 30 Stati con oltre 800 mila file mp3 non autorizzati. I brani musicali che vengono messi in rete ogni mese sono 70 mila e gli Stati con maggiore pirateria Internet sono gli Stati Uniti e il Canada, seguiti da Austria, Olanda e Cile. Ogni giorno ci sono tre milioni di downloading, cioè di scaricamenti sul proprio computer di brani musicali”. I siti illegali chiusi dalla Fpm sono stati, nel 1999, oltre 500.
La Procura di Torino, attraverso i magistrati che compongono il gruppo denominato “colpa professionale, tutela del territorio e reati informatici”, è stato il primo ufficio giudiziario italiano ad attivarsi su questa materia. “La Procura – ha spiegato il pm Cesare Parodi che, con il collega Andrea Calice, è tra i più attivi magistrati su questo fronte – ha chiesto alcune modifiche al codice di procedura penale che metterebbero la polizia giudiziaria in grado di estendere a tutti i reati gli strumenti disposti dal governo italiano in materia di pedofilia telematica. Bisogna rendersi conto che il codice è totalmente inadeguato per rispondere efficacemente e tempestivamente sulla materia informatica e telematica”.
Fonte: Il Sole 24 Ore ‘ 22/03/00

Presso l’Università di Lecce convegno sul tema “Profili giuridici del commercio elettronico”

Si terrà il 31 marzo presso l’Università di Lecce un convegno sul tema “Profili giuridici del commericio elettronico in collaborazione con
‘BANCA 121’ SERVIZIO BANCA TELEMATICA Banca del Salento e il CENTRO STUDI GIURIDICI ‘Michele De Pietro’.
Questo il programma:

9.30 Apertura
Parte I ‘ Aspetti di diritto internazionale
Moderatore: Prof. Alberto Mazzoni, Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e Università di Lecce

10.00 Dott. Renaud Sorieul , UNCITRAL
Uniform Law and electronic commerce: the work of the UNCITRAL and other international organizations.

10.30 Dott. Taizo Nakatomi, OECD
OECD’s activities on electronic commerce

11.00 Dott. Timothy Fenoulhet, Commissione Europea
Creating a Single Electronic Market in the EU

11.30 Dott. Richard Schlechter, Commissione Europea
A European Framework for Electronic Signatures

12.00 Prof.ssa Stefania Bariatti, Università di Milano
Giurisdizione e legge applicabile nel commercio elettronico

12.30 Buffet

Parte II ‘ Aspetti di diritto italiano
Moderatore: Dott. Lorenzo Gorgoni, Banca del Salento

14.30 Prof. Vincenzo Franceschelli, Università di Milano
Contratti virtuali e Internet

15.00 Prof. Vincenzo Zeno Zencovich, Università La Sapienza di Roma
Profili di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

15.30 Prof. Ugo Ruffolo, Università di Bologna
La tutela del consumatore

16.00 Coffee Break

16.30 Prof. Luigi Mansani
Diritti di proprietà intellettuale e Internet

17.00 Dott.ssa Giusella Finocchiaro, Università di Bologna
Profili giuridici della firma digitale

17.30 Dott. Francesco Di Carlo, Università Cattolica di Milano
Tecniche di comunicazione a distanza nei prodotti finanziari

18.00 Prof. Antonio Martino, Università di Pisa
Cosa cambia e cosa rimane della sicurezza.

18.30 Dibattito

Università degli Studi di Lecce
ISUFI Istituto Universitario di Formazione Interdisciplinare
“Settore Diritti e Politiche Euromediterranee”
Centro Congressi Ecotekne
Via per Monteroni
73100 LECCE (Italy)