Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Gli “hacker” rigettano la proposta SDMI’

Non sembra aver avuto una accoglienza molto positiva il premio messo a disposizione dalla SDMI a chi riuscirà a violare il loro codice di protezione digitale dei brani musicali.
I 10.000 dollari offerti non hanno invogliato gli hacker, che avrebbero a disposizione la possibilità di crackare i sistemi di sicurezza di ben sei tecnologie diverse sviluppate da SDMI.
In realtà , gli hacker si sono organizzati per boicottare l’iniziativa. “Grazie, ma no grazie, non faremo il lavoro sporco per voi” scrive Don Marti, direttore tecnico del Linux Journal, un giornale speciaizzato nel sistema operativo open-source Linux.
E’ anche girata la voce che le informazioni ottenute da SDMI e dalle case discografiche sarebbero state poi utilizzate per persequire gli hacker.
Il sito dove è possibile prendere visione del challenge di SDMI è:
www.hacksdmi.org
Il sito SDMI: www.sdmi.org

La redazione – Fonte: CNN

La protezione digitale dei brani musicali è quasi pronta

Dopo due anni di propositi, riunioni e controversie, sta per entrare nell’arena di Internet il Secure Digital Music Initiative (SDMI).
SDMI è la risposta delle case discografiche ai cambiamenti posti dalla musica digitalizzata. In futuro, molti, forse tutti i CD saranno SDMI-compliant, ovvero ciascuna canzone sarà protetta da una chiave digitale. Questa chiave determina come una canzone può essere copiata, quante volte può essere copiata e chi deve pagare le copie e quando.
Sin dalla sua nascita nel dicembre 1998, SDMI, che rappresenta 180 aziende, è andata avanti lentamente. “Questo perché è stato difficile mettere d’accordo tutti”, dice Mike Reed, membro dell SDMI e direttore marketing della RIO, una divisione della S3.
Non solo, SDMI non permette di suonare i file MP3 sui lettori MP3 non compatibili. Cosa difficile da far accettare ai consumatori.
Il prossimo meeting è fissato per l’11-13 ottobre, a Los Angeles. In tale occasione saranno discusse le ultime iniziative della SDMI, come l’Hack SDMI challenge, e l’implementazione della Fase 2, per permettere ai file protetti da SDMI di essere suonati dai lettori non compatibili.
La redazione – Fonte: CNN

Nuovi documenti su dirittodautore.it

Vi segnaliamo, ricordandovi che dirittodautore.it è aggiornato ogni giorno, alcuni nuovi documenti in formato PDF disponibili nell’area download del nostro sito. Nella sezione Facsimili/Licenze, abbiamo inserito quattro facsimili di licenze software, tra cui la famosa licenza GNU, mentre nella sezione Documenti è disponibile il rapporto musica 1998 della S.I.A.E.La redazione

L’Antitrust archivia il caso riguardante le classifiche di vendita dei dischi

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comunicato che nella sua adunanza del 14 settembre 2000 ha disposto l’archiviazione del caso riguardante una presunta violazione delle norme sulla concorrenza da parte delle classifiche di vendita dei dischi redatte da AC Nielsen CRA per conto di FIMI, Federazione industria musicale italiana.
La Top of the Music by Ac Nielsen, la classifica ufficiale dei dischi più venduti in Italia offre ogni lunedì l’elenco dei 50 titoli più commercializzati in Italia. Il sistema è basato sulla rilevazione di un campione di 275 punti vendita rappresentativi dei negozi specializzati e della grande distribuzione.
La redazione – Fonte: FIMI

Le registrazioni audio sono di proprietà dei committenti’

Segnaliamo un interessante articolo che potrebbe far “rabbrividire” più di un autore. Infatti, lo scorso novembre il Congresso americano aveva approvato una norma, modificativa della legge sul copyright, che affermava che le registrazioni di suoni (sound recordings) fossero, in circostanze particolari, di proprietà del committente (p.e. la casa discografica) e non di chi aveva creato l’opera musicale.Più precisamente, il Congresso affermava che le registrazioni audio potessero rientrare nello Status di “work-made-for-hire”, ovvero lavoro svolto per conto del committente, come avviene in alcuni casi per il brevetto.
Ora questa norma è in procinto di essere emendata.
Per leggere sull’argomento, con una analisi della professoressa Marci Hamilton, vi rimandiamo al sito della CNNLa redazione

Le ultime di Napster

Napster contro tutti, o meglio, tutti contro Napster, a sentire le ultime notizie che provengono dagli Stati Uniti. Mentre è stato richiesto alle università americane di non permettere agli studenti di utilizzare il noto software di “file sharing”, il Massachussets Institute of Technology (MIT), l’Università di Stanford e la Harvard University rispondono che non hanno alcuna intenzione di chiudere ai propri studenti l’accesso a Napster, respingendo la richiesta della band dei Metallica, del rapper Dr.Dre e di altri.
Nel frattempo, la band canadese Barenaked Ladies ha scaricato in Internet files MP3 dei propri brani nei quali ha inserito frasi pubblicitarie del cantante Steven Page e del batterista Tyler Stewart che promuovono il nuovo album della band.
In attesa del due ottobre, quando si riaprirà il processo contro Napster…
La redazione – Fonte: CNN

Le case discografiche sbagliano, dice il rapporto Forrester

Forrester Research, uno dei maggiori osservatori di mercato, ha divulgato un rapporto ove afferma che entro il 2005 le case discografiche perderanno 3,1 miliardi di dollari di potenziali vendite di musica, a fronte di un aumento progressivo della pirateria digitale e del numero di artisti che si produrrà da sé grazie a Internet.
Per l’editoria cartacea, la previsione di perdite è di 1, 5 miliardi di dollari.
“Il pubblico vuole avere libero accesso alle informazioni” sostiene Eric Scheirer, analista, “e nessuna legge o restrizione fermerà i pirati”.
Per Forrester la soluzione è nella riorganizzazione. Se avviene, il mercato potenziale che si aprirà è enorme e destinato a rappresentare una miniera di opportunità per l’industria. Scheirer consiglia ai produttori di competere con quanto è già sul mercato, come Napster, e di fornire contenuti nel modo voluto dal pubblico.
Forrester inoltre boccia senza appello il DRM (Digital Rights Management), la tecnologia che le etichette vorrebbero adottare per fermare il file-sharing, introducendo restrizioni all’uso e alla portabilità dei contenuti, al numero di copie che possono essere fatte e via dicendo.
Secondo Forrester non funzionerà , da una parte perché non fermerà il file-sharing e dall’altra perché questi sistemi rappresentano limitazioni all’uso e continueranno a spingere gli utenti verso le alternative come Napster o Gnutella.

La redazione – Fonte: Forrester

Incontro a porte chiuse per la lotta alla pirateria informatica

L’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni, in collaborazione con il Consolato generale Usa di Napoli, ha organizzato nella sede del centro
direzionale un seminario tecnico-operativo per discutere iniziative concrete ed efficaci nella lotta alla pirateria informatica.
L’incontro a porte chiuse verra’ introdotto dal commissario Alessandro Luciano.
I lavori prevedono l’intervento di esperti americani nella lotta alla pirateria informatica. Il tema, molto sentito negli Stati Uniti,
verra’ approfondito attraverso numerosi interventi, allo
scopo di confrontare le strategie messe in atto in Europa e
Oltreoceano.
E’ annunciata anche la presenza del nuovo
console generale Usa a Napoli, Clyde Bishop.
La redazione – Fonte: ASCA

Master in Intellectual Property a Verona

Parte a Novembre e si concluderà nel Maggio 2001 il nuovo Master in Intellectual Property promosso congiuntamente dal Mip, la Business School del Politecnico di Milano e da Ipc Intellectual Property Centre di Verona, per formare esperti nella gestione della proprietà intellettuale, destinati a ricoprire un ruolo di collegamento tra la consulenza brevettuale, l’assistenza legale e la gestione strategica.
Con questo Master, caratterizzato da forte interdisciplinarietà , da un approccio formativo “pratico e operativo”, dalla presenza integrata di elementi tecnico-brevettuali, giuridici ed economico-gestionali, il MIP riconferma la propria vocazione di Business School a 360°, impegnata nella formazione permanente di laureati in una vasta gamma di discipline, fortemente orientati verso il mondo manageriale, imprenditoriale e professionale che punta sulla innovazione tecnologica.
Questo Master, unico nel suo genere in Italia, riunendo in un progetto formativo- innovativo e di alto profilo l’Istituzione pubblica e una autorevole Organizzazione privata, è emblematico di questo approccio formativo a tutto campo. Perché un Master in Intellectual Property, proprio ora ‘ Perché nel mercato sempre più aperto e globale della knowledge economy, dove sembrano esservi spazi e opportunità per tutti, e dove il vero asset strategico delle imprese e dei singoli sono le conoscenze e le idee, la tutela dei marchi, dei brevetti, dei processi industriali, dei diritti d’autore e, più in generale, delle nuove idee, diventa elemento strategico per sviluppare efficacemente e in modo competitivo la propria attività . Da qui l’esigenza per le imprese, per il mondo della consulenza tecnica e per i giuristi, di inserire nei propri organici, o di reperire sul mercato, le professionalità e le competenze necessarie a tutelare e a gestire il patrimonio di idee e di progetti elaborati da persone o da imprese. Un patrimonio, non dimentichiamo, che le libere frontiere della New Economy rendono ancora più vasto e accessibile e che, proprio per questo, deve essere maggiormente tutelato.
Vale la pena ricordare, a tale proposito, che presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti che ha sede a Monaco di Baviera solo il 6,15% è rappresentato da funzionari italiani (attualmente 144) e che lo stesso Istituto mette a disposizione ogni anno un numero abbastanza rilevante di posizioni di alto profilo, destinate a esperti internazionali in questo settore. L’Italia sembra essere l’unico Paese a non coprire per intero le disponibilità occupazionali, non disponendo di un numero adeguato di esperti veramente qualificati che possano accedere a questi ruoli, laddove l’auspicio è quello di arrivare ,entro breve, tempo a collocare presso questa Istituzione almeno 300 funzionari provenienti dall’Italia. In questo contesto, l’acquisizione di nuove competenze di cui i mercati internazionali fanno crescente richiesta, apre nuove e interessanti prospettive anche sul fronte occupazionale.
Per rispondere a questa esigenza il mondo della consulenza dovrà ampliare e perfezionare la propria capacità di “advisor”; gli “incubatori” della New Economy dovranno avere strumenti più evoluti per valutare correttamente e per tutelare gli start-up che intendono promuovere e finanziare, gli studi legali potranno approfondire e aggiornare le proprie competenze in relazione all’evoluzione tecnologica e alle nuove opportunità che questo progresso continuamente pone. Per questo il Mip ha scelto un partner fra i più accreditati e cioè proprio l’Ipc Centre di Verona, unica Istituzione in Italia che dalla sua costituzione opera ai massimi livelli nazionali ed internazionali nel campo della tutela della Proprietà Intellettuale.
Il nuovo percorso formativo offerto dal Master in Proprietà Intellettuale, consentirà : ai tecnici di indirizzarsi verso la consulenza in gestione e sfruttamento della proprietà intellettuale, verso l’impiego presso gli Uffici Brevetti Europei, verso l’assunzione da parte delle imprese che intendano sviluppare al loro interno la funzione manageriale di gestione, sfruttamento e tutela dell’innovazione; ai giuristi di acquisire le conoscenze necessarie a gestire professionalmente , per i propri clienti, i problemi legati alla tutela brevettale; agli economisti di acquisire le più ampie competenze per valutare strategicamente l’impatto delle innovazioni messe a punto dalle imprese.
La struttura didattica prevede due filoni generali e cioè: Innovazione/Brevetti, Marchi/ Design. Ognuno di questi filoni verrà affrontato percorrendo cinque distinte aree culturali: l’area giuridica (normativa e giurisprudenza); quella tecnica (brevetti); l’area del Management, quella degli Strumenti di Supporto (lingue, strumenti informatici) e l’area delle Testimonianze, con interventi aperti al pubblico e riferiti a temi di grande attualità , a cura di docenti e relatori nazionali ed internazionali di indubbio prestigio.
Il Master, che si terrà a Verona presso Ipc Centre e che avrà come lingue ufficiali l’italiano e l’inglese, durerà 6 mesi con lezioni 5 giorni alla settimana. Si tratta pertanto di un corso full time con piena frequenza.Il costo di partecipazione è di 15 milioni (circa 7,746.8 Euro) con ampia possibilità di accedere a stages presso aziende, borse di studio e agevolazioni finanziarie.
La Direzione del Corso è affidata al Professor Roberto Cigolini, del Dipartimento Economia e Produzione del Politecnico di Milano e all’Avvocato Giovanni Casucci, direttore dell’Intellectual Property Centre di Verona (Ipc), attualmente operante in “internship” presso la Corte Suprema degli Stati Uniti.Il Comitato Scientifico di riferimento e la Faculty sono caratterizzati da una forte internazionalità del corpo docente, proveniente dalle migliori entità accademiche, normative e professionali europee.Per informazioni: [email protected] Infolink: www.mip.polimi.it

Il primo Festival online per musicisti

Sabato 23 settembre si terrà a San Martino (Na) il VitaNetShow, una vetrina per musicisti e cantanti che puntano su Internet per far conoscere la propria musica. L’evento è gratuito e consisterà in una
serata dedicata totalmente alle nuove proposte musicali selezionate da Vitaminic, il sito web che promuove e distribuisce musica in formato digitale.
La redazione – Fonte: Asca