Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Tribunale Penale di Firenze: condanna per la distribuzione dei “modchip”. Il plauso di AESVI

AESVI, l’Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, esprime la sua soddisfazione per l’importante sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale Penale di Firenze a carico dei titolari delle due società “PC Box” “Modchip.it” per la vendita, distribuzione e installazione illegale di chip di modifica (“mod chip”) e di game copiers che eludono le misure tecnologiche di protezione delle console per videogiochi dalla pirateria.

I due soggetti coinvolti sono stati condannati ai sensi dell’articolo 171 ter della legge sul diritto d’autore in materia di elusione delle misure tecnologiche di protezione a un anno e due mesi di reclusione e a 5.000 euro di multa ciascuno. È stata inoltre ordinata la distruzione dei materiali sequestrati da parte della Guardia di Finanza, oltre che il pagamento di 3.000 euro di costi.

Anche se la Corte di Cassazione ha ripetutamente sancito l’illegalità della condotta in questione, questo è un caso molto importante, perché è la prima sentenza pronunciata dopo la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dello scorso gennaio, nella quale la Corte ha riconosciuto la legittimità delle misure di protezione tecnologica incorporate sia nei supporti fisici dei videogiochi sia nelle console per videogiochi che richiedono un’interazione tra i due elementi” – ha dichiarato Andrea Persegati, Presidente AESVI – “È da anni che la nostra Associazione lotta contro la distribuzione dei dispositivi di elusione tecnologica. Siamo molto soddisfatti che il Tribunale Penale di Firenze abbia riconosciuto e confermato ancora una volta l’illegalità di questi dispositivi e della loro vendita e distribuzione ai sensi della legge italiana“.

Il Tar Lazio boccia il ricorso di Artisti 7607 contro Nuovoimaie

Il TAR Lazio ha respinto il ricorso presentato dall’associazione Artisti 7607 contro il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri del settembre 2010 di approvazione dello statuto del NUOVOIMAIE.

Il TAR ha ribadito la correttezza dell’operato del NUOVOIMAIE, sottolineando che, come altre associazioni, l’associazione Artisti 7607 aveva “(…) partecipato ad incontri nella fase di predisposizione dello statuto e di costituzione dell’Ente (…)“.

Non c’è, dunque, alcuna ragione fondata a sostegno della tesi di 7607 per la mancata partecipazione al procedimento di approvazione dello statuto del NUOVOIMAIE.

Altro argomento oggetto del ricorso, è stato la pretesa dell’associazione 7607 di trasferire automaticamente le iscrizioni dei soci dal vecchio Imaie al NUOVOIMAIE.

È evidente che sarebbe stato contrario ai più elementari principi giuridici, perché come confermato dal TAR, essendo il NUOVOIMAIE un’associazione di diritto privato, non solo “(…) la necessità dell’iscrizione all’associazione come espressione della volontà di associarsi deriva da una normativa civilistica (…)” ma, aggiunge il TAR, “(…) il vecchio Imaie era composto dalle associazioni sindacali di categoria e non dai singoli artisti, che invece sono gli unici soggetti che possono far parte della nuova associazione (…)“.

Il TAR Lazio ha altresì ritenuto insussistente la paventata discriminazione tra artisti professionisti e non professionisti, che sarebbe contenuta nello statuto del NUOVOIMAIE, visto che è presente nella legge istitutiva dell’istituto, precisando, altresì, che non c’è stata nessuna incostituzionalità dell’art. 7 della legge 100/10, rispetto alla previsione della vigilanza pubblica, perché il NUOVOIMAIE gestisce il denaro degli artisti e la vigilanza è giustificata dal “(…) differente regime in funzione dell’attività svolta ed essendo numerose nell’ordinamento le ipotesi di attività privata sottoposta a vigilanza pubblica, quali l’attività bancaria, l’attività delle quotate in borsa, le attività svolte da società di servizi pubblici (…)“.
Sotto ogni profilo, il ricorso si è rilevato infondato, chiarendo che il NUOVOIMAIE ha agito nei termini di legge e nell’esclusivo interesse degli artisti: dalle parole ai fatti il passo è breve, e la sentenza conferma che alla propaganda strumentale si oppone sempre l’oggettività delle prove documentali.
Esprime soddisfazione il Presidente dell’Istituto, avvocato Andrea Miccichè.
Il TAR Lazio” – dichiara – “non ha fatto altro che confermare quanto noi sosteniamo da anni. Ovvio, dunque, che sono soddisfatto. Non posso non ricordare che proprio sulla scorta di quanto argomentato avanti al TAR, l’Associazione Artisti 7607 ha creato la prima frattura con l’Istituto, così dividendo la categoria degli attori“.

Editoria e tecnologia si incontrano, grazie al progetto TISP, nelle prime line guida operative europee nel campo dell’innovazione

Il mondo editoriale e quello delle tecnologie individuano per la prima volta a livello europeo delle basi comuni nel percorso verso l’innovazione grazie alle raccomandazioni politiche elaborate all’interno del network TISP (Technology Innovation for Smart Publishing), il progetto europeo coordinato da AIE che conta 25 organizzazioni del settore editoriale e tecnologico distribuite in 12 paesi europei.

Il documento redatto congiuntamente dalle organizzazioni europee di rappresentanza di entrambi i settori FEP (Federazione Editori Europei) e DigitalEurope e pubblicato ieri sullo Smart Book di TISP – www.smartbook-tisp.eu – rappresenta una presa di posizione comune dei due mondi sulle azioni necessarie a sostenere l’innovazione, proponendo delle linee guida operative di politica industriale sulla base delle analisi dei bisogni concreti delle imprese.

Le raccomandazioni si concentrano infatti sugli strumenti a disposizione dei policy makers per garantire la crescita del mercato editoriale e ICT e la soddisfazione dei consumatori. Richiamano l’attenzione sulla necessità di maggiori investimenti pubblici per sostenere la Ricerca e Sviluppo in entrambi i settori e adeguate politiche sulla formazione delle nuove professionalità digitali.

Le raccomandazioni scaturiscono dal dialogo tra mondo editoriale e aziende tecnologiche e dal più ampio dibattito generato dai convegni e seminari di TISP, dai business case individuati nel corso del progetto e da ulteriori riflessioni ed esperienze portate dai partner. Le indicazioni spaziano dal rafforzamento della cooperazione e della condivisione delle conoscenze tra i due settori per favorire lo sviluppo delle digital skills, al facilitare l’accesso alla ricerca; dal finanziamento di iniziative per aumentare l’accessibilità degli e-book a persone con disabilità visive, al promuovere modelli di integrazione tra editoria e ICT efficaci sul piano commerciale, per la creazione di prodotti e innovativi e per la loro ricercabilità online.

Secondo Pierre Dutilleul, Presidente di FEP, “gli editori si impegnano per accrescere l’innovazione del settore e a tenere il passo con l’evoluzione digitale, con l’obiettivo di offrire ai propri lettori nuovi prodotti e servizi, sempre più attraenti e coinvolgenti“.

Dal punto di vista di John Higgins, Direttore di Digital Europe: “l’industria digitale europea guarda con soddisfazione all’impegno con cui gli editori europei si stanno muovendo in direzione dell’innovazione tecnologica per potere valorizzare al meglio gli strumenti offerti dall’ICT. Siamo felici di come TISP stia promuovendo la contaminazione reciproca dei due settori che consente a entrambi di rispondere tempestivamente all’evoluzione delle esigenze dei nostri consumatori“.

Marco Polillo, Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), che coordina il progetto, ha sottolineato: “le raccomandazioni di TISP sono un risultato importante del dialogo in atto tra i due settori, le cui prospettive convergono nell’identificazione di esigenze comuni e nella messa a punto di linee guida realistiche per i policy makers europei. È significativo che questa presa di posizione congiunta sia il frutto di un progetto coordinato da un’organizzazione italiana durante il semestre italiano di presidenza europea“.

Dal 26 al 28 settembre a Faenza arriva il Mei e celebra i suoi 20 anni

Anche quest’anno il MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, che si svolgerà nella sua ventesima edizione il 26, 27 e 28 settembre a Faenza (Ravenna), ospitera’ oltre 200 stand ed espositori della nuova  musica italiana indipendente ed emergente, grazie al supporto di AudioCoop e Rete dei Festival, al quale fanno riferimento oltre 170 etichette discografiche indipendenti e oltre 120 festival e contest per emergenti  presenti in tutta Italia.

Il MEI è la più importante manifestazione rivolta alla scena musicale indipendente italiana, dedicata quest’anno a Roberto Freak Antoni, a cui sarà intitolata un’apposita area con live, presentazioni di libri e mostre, curata dall’associazione We Love Freak di Oderso Rubini.

Come ogni anno, Faenza si trasformerà per tre giorni in una vera e propria città della musica con live, workshop didattici, convegni e premiazione delle migliori realtà indie italiane, richiamando più di 30mila visitatori, 400 artisti e 200 espositori. Le adesioni alla kermesse sono aperte fino al 21 settembre (per aderire: [email protected]).

I temi centrali di quest’anno saranno il sabato 27 settembre la musica live e i festival e domenica 28 settembre l’innovazione e le startup italiane legate al web nell’ambito musicale con convegni, premi e riconoscimenti.

Sabato 27 settembre si riunirà a Faenza l’intergruppo parlamentare sulla musica e si svolgerà la Notte Bianca, dove oltre 30 spazi della città saranno inondati dalla musica, con artisti come Tre Allegri Ragazzi Morti accompagnati dall’Orchestra Abbey Town in chiave jazz e swing, che celebrano i 20 anni di attivita’ come il Mei,  Rezophonic, Zibba, Francesco Baccini e Ylenia Lucisano. Nella stessa giornata saranno inoltre premiate diverse realtà live, tra le quali si segnalano il Meeting del Mare e il Barezzi Live tra i festival e Le Scimmie e il Blue Note di Milano tra i club  e saranno consegnati i premi PIMI, PIVI e la Targa Giovani con Eugenio Finardi , che celebra 40 anni di carriera, e Arturo Stalteri al Teatro Masini come testimonial.

Domenica 28 settembre sarà dato spazio a dibattiti e convegni sul mondo dell’innovazione e le startup legate alla musica, conospiti come Enrico Silvestrin, e riconoscimenti a ai protagonisti della musica indipendente on line come WebNotte di Repubblica con Ernesto Assnate e Gino Castaldo, Roxy Bar di Red Ronnie, Casa Bertallot di Alesio Bertallot e Ghiaccio Bollente di Carlo Massarini oltre ai migliori siti e blog premiati da Musicletter e alle migliori web radio e web tv premiate da RadUni. Inoltre si terra’ la premiazione di coloro che si sono distinti per il loro impegno contro le mafie, insieme a Ponti di Memoria e daSud, come Luca Macciacchini, Alfonso Depietro ed altri, con Cultura contro le Mafie, con ospiti Cristiano Godano e GianCarlo Onorato. La kermesse si chiuderà con la festa dei 10 anni di Maninalto!, dando spazio ad artisti della scena ska, hip hop e folk con la finale dell’Hip Hop Mei curato da Piotta con Marti Stone e Debbit, come il cantautore piacentino Daniele Ronda, che presenterà brani tratti dai suoi dischi “Daparte in folk”, “La sirena del Po” e “La Rivoluzione” e la chiusura con gli Ex Cccp, nella reunion dei 30 anni.

Venerdì 26 settembre si svolgerà invece l’anteprima della manifestazione con la finale del MEI Superstage (iscrizioni aperte fino al 30 luglio), con ospiti I Corvi, la prima indie band della storia italiana, che ricevera’ la Targa per i 50 anni di carriera, e l’evento dedicato ai 60 anni di Romagna Mia, dove giovani artisti reinterpreteranno brani di Casadei.presentati da Moreno Conficconi e Letizia Valletta.

Oltre alla musica sarà dato spazio anche all’arte, con la mostraVinyl Art(il meglio delle copertine indie italiane) e la mostra organizzata grazie alle opere caricate sulla piattaforma online Piazza delle Arti, e al food and beverage, con un mercato di prodotti a kilometri zero con birre e vini prodotti artigianalmente.

Tra gli oltre 200 espositori già prenotati segnaliamo le aree espositive di Arci con Arci Real,  con i circoli e i club del piu’ importante circuito di concerti live per indipendentei ed emergenti in Italia, AudioCoop, con tutte le sue piccole indies, vero motore di innovazione nel settore della nuova musica italiana,  Rete dei Festival, con tutti i suoi festival sparsi in ogni parte d’italia e già oltre 100 artisti pronti ad esibirsi al Mei 2014, vincitori di altrettanti contest in Italia, Dismamusica, con uno speciale store di strumenti musicali, una enorme area media che ospita oltre 100 media partner, una significativa area dedicata al Vinile e una mostra per il Cassette Day con tutte le cassette ricevute dal mei nei suoi 20 anni di attivita’ e una innovativa area Food & Beverage, abbinata al Vintage, che presenta, con un mercatino dell’artigianato locale, per la prima volta al Mei per i suoi 20 anni le migliori birre e vini indipendenti e un ampia area di prodotti a Km Zero di grande qualita’ e di prodotti da Street Food, oltre a un’importantissima area editoria e libri curata da Nda Distributori Indipendenti con il quale il MEI ha attivato una importante partnership.

Tutti coloro che fossero interessati di queste aree merceologiche si segnala che ci si puo’ iscrivere fino al 30 agosto scrivendo a [email protected] . Sconto del 50% a tutti gli iscritti alle Associazioni Musicali di Discografici, Promoter, Artisti e del Settore.

SIAE: Apple discrimina i consumatori italiani

La SIAE prende atto con rammarico dell’incremento dei prezzi dei dispositivi Apple, fatto che dimostra ancora una volta come la multinazionale americana abbia come unico obiettivo quello di aumentare i propri profitti attraverso la discriminazione dei consumatori italiani rispetto a quelli degli altri Paesi europei dove,pur in presenza di una copia privata più elevata, i prezzi restano notevolmente più bassi, come risulta palese dalla tabella allegata.

La SIAE inoltre reagirà con determinazione rispetto alla proditoriaindicazione “tassa sul copyright”, utilizzata da Apple.

Inoltre, per dimostrare la scorrettezza del colosso americano, laSIAE si riserva di vendere in Italia iPhone ai prezzi francesi, favorendo così i consumatori ed evitandone l’ingiustificata depredazione decisa dall’azienda di Cupertino.

La SIAE invita, infine, tutte le associazioni dei consumatori a unirsi alla Società per difendere i consumatori italiani e la cultura del nostro Paese.

Tabella comparativa prezzi

Online l’archivio della storica rivista “Musica e Dischi”

Per 70 anni, dal 1945 al 2014, il mensile specializzato “Musica e Dischi” ha testimoniato la crescita dell’industria musicale italiana, contribuendo a favorirne lo sviluppo grazie ai servizi d’informazione, alle notizie in anteprima e alle interviste esclusive, documentandone inoltre i vari aspetti attraverso recensioni curate da esperti nei vari settori, classifiche realizzate ad hoc, elenchi delle emissioni pubblicate sul mercato e iniziative dedicate agli operatori professionali.

Dal mese di Luglio 2014, cessata l’attività editoriale, “Musica e Dischi” ha trasformato il suo sito: dalle sue funzioni di aggiornamento quotidiano d’informazione il servizio offre l’accesso a una vasta gamma di contenuti, selezionati fra tutto il materiale raccolto e pubblicato da M&D nel corso dei suoi 70 anni di vita, e oggi messi a disposizione di quanti sono interessati alla storia della discografia italiana da più punti di vista (culturale, economico, di costume, d’intrattenimento, di spettacolo, ecc.) attingendo all’unica fonte ufficiale che ne ha seguito le vicende fin dalle sue origini.

Per maggiori informazioni:

www.musicaedischi.it

Pubblicato dal MIBACT il Rapporto 2013 sul mercato e l’industria del cinema in Italia

E’ stato presentato lo scorso 9 luglio, presso il Salone del Consiglio Nazionale del MiBACT (via del Collegio Romano 27, Roma), la sesta edizione del Rapporto 2013. Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia, la
pubblicazione edita dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) in partnership con la Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).
Un’analisi statistica (a breve interamente consultabile e scaricabile gratuitamente in formato pdf sul sito www.cineconomy.it, dove sono già presenti tutte le precedenti edizioni del Rapporto, in italiano e in inglese) che
fotografa il mondo delle 6.204 aziende del settore.

Ecco alcuni dati essenziali del Report:
– Un’annata eccezionale. La quota degli incassi registrati dalle pellicole italiane ritorna al 30% del totale, risalendo rispetto alla violenta flessione del 2012 che l’aveva vista fermarsi al 25%. Il 2013 è stato un anno storico per il cinema italiano per almeno due ragioni: il film di Paolo Sorrentino La grande bellezza ha vinto l’Oscar come miglior film straniero; Sole a catinelle di Checco Zalone ha fatto registrare il record assoluto di tutti i tempi in termini di incassi e presenze al cinema per un’opera italiana (8 milioni di spettatori nei primi tre mesi e un incasso totale di 51,83 milioni di euro).

– Distribuzione in crescita. In aumento dal 2010 il numero dei titoli distribuiti. In particolare, nel circuito Cinetel, tra il 2012 e il 2013 si è passati da 833 a 979 pellicole (+13,7%).

– Il boom dei debutti. È questo il fronte caldo della competizione internazionale, ma l’Italia risponde bene. Nel 2013 le prime opere uscite nel circuito Cinetel hanno toccato quota 453, rispetto alle 364 del 2012 con un incremento del 24,79%.

– Addio Cinema Paradiso. Prosegue la crisi dei monosala. Nel 2006 erano 713. Nel 2013 sono passati a 530. In merito agli incassi, dal 2006 al 2013, i monosala hanno perso il 39,4%.

– Il crollo degli investimenti. Nonostante la spinta in avanti dell’attività produttiva, in un solo anno (tra il 2012 e il 2013) gli investimenti sono calati da 493,1 a 357,6 milioni di euro.

– Quanto costa fare un film. Il costo medio di un film in Italia si aggira intorno ai 2,1 milioni di euro. La spesa media scende a 1,69 milioni per le pellicole al 100% nazionali.

– Il Fus in calo. Il sostegno finanziario (diretto e indiretto) del Fondo Unico per lo Spettacolo destinato al cinema cala ancora a 91 milioni di euro (erano 99,7 milioni nel 2012 e 137,7 milioni nel 2007).

A corredo del Rapporto 2013 alcuni dei protagonisti del mondo del cinema hanno firmato una serie di Focus (MEDIA Salles, Microcinema, Nexo Digital, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Testimonianze
(Associazione Produttori Televisivi – APT, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, CFS Legal, Fondazione Cinema per Roma | Festival Internazionale del Film di Roma, Istituto Luce-Cinecittà, Officina della Comunicazione, Rai Cinema, Schermi di Qualità).
Presente anche una sezione dedicata alle Film Commission in cui sono presenti i contributi di Italian Film Commissions, Apulia Film Commission, Lucana Film Commission, Roma Lazio Film Commission.

«Il settore cinematografico – dichiara il Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Ivan Maffeis – è un settore chiave dal punto di vista economico, perché da solo produce una ricchezza annuale pari a 4,4 miliardi di euro. Dati importanti, che confermano la centralità dell’industria dell’audiovisivo nel tessuto produttivo italiano».
«Anche per questo – prosegue Maffeis – dobbiamo promuovere strategie e progetti condivisi che sostengano il mondo del cinema e lo aiutino ad attraversare questa stagione di crisi. I primi segnali incoraggianti sono evidenti. È necessario a questo punto che ognuno faccia la propria parte per tutelare questo avamposto strategico del patrimonio culturale italiano».
Dello stesso avviso è il Direttore Generale per il Cinema, Nicola Borrelli, che ricorda come «la Conferenza Nazionale del Cinema, cui il Rapporto 2013 dedica ampio spazio, è stata promossa dal Ministero proprio nel segno di un forte coinvolgimento di tutti gli operatori del settore per raccogliere proposte e contribuire a definire le linee di intervento idonee ad affrontare le nuove sfide del contesto digitale».
Un obiettivo che il Direttore Generale reputa «prioritario per il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, cui la cinematografia italiana, stando ai dati del Rapporto, si presenta con numeri confortanti e successi di livello internazionale. Risultati importanti, tanto più perché ottenuti nonostante le difficoltà attuali di reperimento delle risorse».

Il Press Kit con il materiale del Rapporto 2013 è scaricabile dal seguente link:
http://www.cinematografo.it/documenti/presskit_rapporto_2013.zip

SIAE: Vivaverdi compie dieci anni e si rinnova

Il secondo numero del 2014 della rivista Vivaverdi, il Giornale degli Autori e degli Editori, è disponibile nella sezione Edicola del sito Siae. Quest’anno Vivaverdi, diventato col tempo un biglietto da visita e una vetrina della Società Italiana degli Autori ed Editori, festeggia un compleanno importante: sono passati infatti dieci anni dall’uscita del primo numero, nella primavera del 2004. Da allora la rivista, che aveva raccolto l’importante eredità dello storico Bollettino della Siae, è passata dal formato cartaceo alla versione online, fruibile attraverso il sito istituzionale, per trasformarsi, con il numero appena pubblicato, in un webmagazine dalla grafica elegante e raffinata e con un taglio multimediale. Gli articoli sono arricchiti infatti con photogallery, video, clip audio e frammenti filmati.

La copertina del nuovo numero di Vivaverdi è dedicata a Vasco Rossi, il “provocautore2 dell’estate. Nel suo articolo, Emiliano Coraretti propone un identikit del rocker di Zocca raccontando in sette voci la fenomenologia di una star che ha conquistato tutto. Il direttore editoriale della rivista Gian Luigi Rondi ci parla invece del film “Le Meraviglie”, un altro successo per il cinema italiano. La regista Alice Rohrwacher, con l’unica pellicola italiana in concorso all’ultimo Festival di Cannes, si è aggiudicata infatti il Gran Premio della Giuria.

Dopo la firma del decreto che ha aggiornato i compensi per copia privata, “uno strumento necessario a garantire la libertà di tutti i creativi in Italia”, come ha commentato il presidente Gino Paoli, Vivaverdi torna sull’argomento con un articolo di Paolo Agoglia dal titolo “Copia privata. Verità e bugie”.
Non poteva mancare sul Giornale degli Autori e degli Editori un ricordo del grande Eduardo De Filippo, figura fondamentale del teatro e di tutta la cultura italiana, a trent’anni dalla morte, scritto da Gianfranco Capitta. Franco Mussida firma un articolo in cui parla di CO2, il suo progetto sperimentale che vuole portare la musica nelle carceri attraverso le stazioni d’ascolto. In un’intervista realizzata da Massimo Nardi, il maestro Stelvio Cipriani, autore di migliaia di brani musicali, ripercorre la sua lunga e fortunata carriera che lo ha portato a collaborare con superstar e a comporre oltre trecento colonne sonore.

E’ passato un secolo esatto dall’inizio della Prima Guerra Mondiale e per la prima volta le immagini raccontavano il conflitto armato attraverso i documentari di propaganda.

L’articolo di Franco Montini ci fa rivivere i film di fiction che hanno mostrato l’orrore e l’inutilità dei campi di battaglia, da “La grande guerra” di Mario Monicelli a “Uomini contro” diretto da Francesco Rosi, fino al recentissimo “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi.
Oltre alle consuete rubriche e agli aggiornamenti sulle attività per gli associati, Vivaverdi ospita in questo numero tanti altri contributi per offrire una panoramica sul mondo della cultura e dello spettacolo e sulle numerose attività solidaristiche che la Siae sostiene.

La riorganizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

La riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) trae origine, come è noto, dalle politiche di spending review attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014. In base ai tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero era tenuto a dotarsi di un nuovo regolamento di organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica. Il MIBACT adempie, finalmente, a tale obbligo e ridisegna se stesso in modo fortemente innovativo, riducendo le figure dirigenziali. L’adeguamento ai numeri della spending review è divenuto perciò l’opportunità per intervenire sull’organizzazione del Ministero e porre rimedio ad alcuni problemi che da decenni segnano l’amministrazione dei beni culturali e del turismo in Italia.

Si tratta di disfunzioni e lacune riconosciute ed evidenziate molte volte e da più parti:
1) la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo;
2) la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia;
3) il congestionamento dell’amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni;
4) la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limitano grandemente le potenzialità;
5) il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione.
La riforma è stata costruita innanzitutto per risolvere questi cinque “nodi” e può essere quindi descritta lungo sei linee di azione: 1) una piena integrazione tra cultura e turismo; 2) la semplificazione dell’amministrazione periferica; 3) l’ammodernamento della struttura centrale; 4) la valorizzazione dei musei italiani; 5) la valorizzazione delle arti contemporanee; 6) il rilancio delle politiche di innovazione e di formazione e valorizzazione del personale MIBACT.
Nel complesso, la riorganizzazione propone il taglio di 37 dirigenti (6 di I fascia, 31 di II fascia).

1. VERSO UN VERO MiBACT PER LA CULTURA E IL TURISMO
È divenuto prioritario e improrogabile per il Paese assicurare la piena integrazione tra i due ambiti strategici di intervento del Ministero, cultura e turismo. A tale scopo, in linea con quanto previsto con il recente decreto legge n. 83 del 2014, vengono potenziati i collegamenti tra gli uffici operanti nei due settori:
1) le Direzioni regionali, trasformate in uffici di coordinamento amministrativo, sono dotate di specifiche competenze in materia di turismo, rafforzando l’interazione con Regioni ed enti locali, nonché di promozione delle attività culturali;
2) le Direzioni generali centrali competenti per i beni culturali sono arricchite di funzioni rilevanti anche per il turismo, come ad esempio la realizzazioni di itinerari e percorsi culturali e paesaggistici di valenza turistica;
3) le competenze della Direzione generale Turismo sono aggiornate per assicurare la massima integrazione tra i due settori.

2. VERSO UN MIBACT PIÙ SNELLO MA PIÙ FORTE SUL TERRITORIO
Allo scopo di risolvere l’“ingorgo” burocratico venutosi a creare negli anni a causa della moltiplicazione delle linee di comando e dei frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze, l’amministrazione periferica è stata ripensata, mantenendo, secondo quanto previsto dalla ipotesi di riforma dell’amministrazione centrale, il livello regionale quale ambito ottimale di riferimento. Sono state perciò adottate le seguenti misure:
1) le Direzioni regionali sono trasformate in Segretariati regionali del MIBACT, con il compito di coordinare tutti gli uffici periferici del Ministero operanti nella Regione. Viene così pienamente riconosciuto il ruolo amministrativo di tali uffici, tutti dirigenziali di II fascia, senza però sovrapporsi alle competenze tecnico-scientifiche delle Soprintendenze;
2) la linea di comando tra amministrazione centrale e Soprintendenze è ridefinita e semplificata: le Soprintendenze archeologiche sono articolazioni periferiche della relativa Direzione centrale; quelle miste, belle arti e paesaggio, lo sono della relativa Direzione. Nel rispetto della distribuzione territoriale, sono quindi accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici con quelle per i beni architettonici, come già avveniva in diversi casi e come già era e rimarrà al centro, con una sola Direzione centrale;
3) l’amministrazione dei beni archivistici è razionalizzata, prevedendo che i direttori degli archivi di Stato delle città capoluogo di Regione, tutti dirigenti di II fascia dipendenti dalla Direzione generale centrale Archivi, svolgano anche le funzioni di sovrintendente archivistico, anche avvalendosi dei direttori degli archivi di stato non dirigenziali, che conservano piena autonomia tecnico scientifica;
4) l’amministrazione delle biblioteche è razionalizzata, da un lato, mantenendo l’autonomia scientifica degli istituti indipendente dalla loro natura dirigenziale; dall’altro, prevedendo che sia la Biblioteca nazionale centrale di Roma, sia la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, uffici dirigenziali di II fascia, svolgano anche le funzioni di poli bibliotecari comprendenti le biblioteche operanti nel territorio comunale, ferma restando la vigilanza della Direzione generale centrale Biblioteche, istituti culturali e diritto dell’autore;
5) la collegialità delle decisioni sul territorio è rafforzata, in quanto il comitato di coordinamento regionale, presieduto dal segretario regionale e composto dai soprintendenti, diviene il luogo in cui sono assunte le decisioni un tempo adottate dalla direzione regionale, come la dichiarazione e la verifica di interesse culturale.

3. VERSO UN MIBACT PIÙ EFFICIENTE E PIÙ MODERNO AL CENTRO E PIÙ AUTOREVOLE A LIVELLO INTERNAZIONALE
Le riforme operate negli anni hanno progressivamente accorpato le Direzioni generali del Ministero, portando però a sacrifici eccessivi nei confronti sia del buon andamento dell’amministrazione, sia di settori di grande importanza per il Paese. La struttura centrale è stata quindi ripensata allo scopo di:
1) rafforzare i poteri di indirizzo, di impulso e di coordinamento del Segretariato generale, affidando a tale ufficio i compiti di natura trasversale e rilevanti per l’intero Ministero, come ad esempio il coordinamento della programmazione dei fondi comunitari diretti e indiretti e l’attuazione e il monitoraggio delle norme sulle agevolazioni fiscali (il c.d. ArtBonus);
2) costituire due Direzioni trasversali di supporto, una per l’organizzazione e il personale e una per il bilancio, così da rendere più efficiente la gestione e il funzionamento del Ministero;
3) dare maggior importanza alle politiche di promozione, valorizzazione e formazione;
4) riconoscere la valenza internazionale degli istituti d’eccellenza del MIBACT e rafforzare le politiche di cooperazione culturale all’estero.

4. VERSO UN “SISTEMA MUSEALE ITALIANO”
Un punto dolente dell’amministrazione dei beni culturali in Italia è sempre stata la sotto-valutazione dei musei: privi di effettiva autonomia, essi sono tutti, salvo casi sporadici e non legati a un disegno unitario, articolazioni delle soprintendenze e dunque privi di qualifica dirigenziale.
La riforma intende mutare radicalmente questo aspetto, assicurando al contempo che sia mantenuto il legame dei musei con il territorio e con le Soprintendenze e fatte salve le prioritarie esigenze di tutela e dell’unitarietà del patrimonio culturale della Nazione. Sono state quindi previste le seguenti misure:
1) una nuova Direzione generale musei, cui affidare il compito di attuare politiche e strategie di fruizione a livello nazionale, favorire la costituzione di poli museali anche con Regioni ed enti locali, svolgere i compiti di valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura, dettare le linee guida per le tariffe, gli ingressi e i servizi museali;
2) conferire a 20 musei (si veda lista allegata) la qualifica di ufficio dirigenziale riconoscendo così il massimo status amministrativo ai musei di rilevante interesse nazionale, i cui direttori potranno essere scelti tramite selezione pubblica tra interni o esterni all’amministrazione anche stranieri;
3) creare in ogni Regione i poli museali regionali, articolazioni periferiche della Direzione generale musei, incaricati di promuovere gli accordi di valorizzazione previsti dal Codice e di favorire la creazione di un sistema museale tra musei statali e non statali, sia pubblici, sia privati.

5. VERSO UN MIBACT PIÙ ATTENTO ALLE ARTI CONTEMPORANEE
Per riconoscere piena dignità all’arte e all’architettura contemporanea e alla riqualificazione delle periferie urbane è prevista un’apposita direzione generale.
La direzione generale ‘Arte e architettura contemporanee e periferie urbane’ si occupa della promozione del contemporaneo promuovendone la qualità e partecipando direttamente all’ideazione di opere pubbliche, anche fornendo indicazioni per la loro progettazione. La direzione promuove anche la riqualificazione ed il recupero delle periferie urbane.

6. VERSO UN MIBACT PIÙ TRASPARENTE E PIÙ ATTENTO ALL’EDUCAZIONE, ALLA FORMAZIONE E ALLA RICERCA
È sempre stato lamentato il ritardo del Ministero nei settori della innovazione e della formazione. La riforma intende colmare questa lacuna mediante le seguenti azioni, tutte finalizzate a valorizzare le professionalità del personale MIBACT:
1) creare una apposita direzione generale per l’educazione e la ricerca, cui affidare il compito di lavorare con il MIUR, il CNR e altri enti di ricerca, le università e le scuole per assicurare la realizzazione di adeguati percorsi formativi, anche d’intesa con le Regioni;
2) rafforzare l’attività di studio, formazione e ricerca delle strutture periferiche del Ministero, in particolare delle Soprintendenze, anche mediante convenzioni con le università, le scuole e gli istituti di formazione;
3) attivare risorse straordinarie per la crescita professionale del personale MIBACT e il rafforzamento organizzativo delle strutture;
4) aggiornare le competenze di tutte le strutture centrali e periferiche del Ministero, al fine di potenziare la digitalizzazione, la raccolta delle informazioni e, soprattutto, la pubblicità e la trasparenza dell’azione amministrativa

Per maggiori informazioni:

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_378112305.html

Confindustria Cultura Italia: Polillo (AIE) confermato presidente per il nuovo triennio

Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), è stato confermato per il secondo mandato presidente di Confindustria Cultura Italia, il sistema federativo delle Associazioni di Confindustria delle imprese editoriali, discografiche, cinematografiche, multimediali, dei videogiochi, televisive, dell’intrattenimento audiovisivo e dal vivo, nonché delle imprese distributrici di tali beni e servizi parte del sistema Confindustria.

Un comparto che conta circa 300mila addetti per 17mila imprese e un fatturato annuo di 16 miliardi di euro, e che riunisce in una sola realtà oltre ad AIE (editoria) anche AESVI (videogiochi), AFI (fonografici), AGIS (spettacolo dal vivo), ANES (editoria periodica specializzata), ANICA (cinema e audiovisivo), APT (produttori televisivi), FEM (editoria musicale), FIMI (discografici), PMI (produttori musicali indipendenti), UNIVIDEO (home entertainment).

Marco Polillo è stato confermato dal consiglio generale per il prossimo triennio: “Ci impegneremo a fondo per continuare ad affrontare le problematiche che quotidianamente ci si presentano – ha sottolineato Polillo – e rappresentano le sfide del nostro mondo non solo a livello nazionale, ma sempre di più anche a livello comunitario e internazionale. Sono onorato di poter proseguire il lavoro nella direzione della difesa del diritto d’autore e della valorizzazione dell’industria dei contenuti”.

Obiettivo principale di CCI è infatti la tutela dei diritti e degli interessi collettivi degli associati sul piano nazionale, comunitario ed internazionale, la lotta alla pirateria audiovisiva, discografica, editoriale e multimediale in ogni sua modalità di espressione.

Due i vice presidenti: nuova elezione per Enzo Mazza (FIMI), conferma alla vicepresidenza per Riccardo Tozzi (ANICA).

Direttore della Federazione è stato nominato Fabio Del Giudice di AIE.