Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Lettera aperta della Associazione Software Libero alla SIAE

Oggetto: Richiesta di chiarimenti sull’interpretazione della nuova legge sul diritto di autore 248/2000.

Spettabile Siae,
scrivo questa lettera aperta in qualità di rappresentante legale dall’Associazione Software Libero. Scopo dell’associazione è la promozione dell’uso e dello sviluppo di software libero, cioè di software liberamente cedibile, modificabile e redistribuibile (per maggiori informazioni si può fare riferimento al nostro sito web).

Vogliamo rendere pubblica questa lettera perché riteniamo che le domande poste abbiano interesse generale e perché rispecchiano problemi affrontati ormai da molti anni da parte di molte realtà , alcune delle quali in indirizzo.

Con l’entrata in vigore della legge 248/2000 si è venuta a creare una situazione di difficoltà per la produzione e la distribuzione del software libero, la cui esistenza ed importanza sono completamente ignorate nel testo di legge.

Come associazione, la situazione ci ha preoccupato da subito ed abbiamo iniziato una serie di indagini. Alcune interpretazioni della legge forniteci da vostri funzionari (nostri soci hanno interpellato gli uffici di Pavia, Firenze e la vostra sede di Roma) hanno prospettato uno scenario che renderebbe estremamente difficoltoso lo sviluppo e la diffusione del software libero, come descritto nel nostro documento allegato, reperibile anche qui.
Da un esame del testo della legge, sono emersi una serie di punti poco chiari e in parte contraddittori. Anche i pareri raccolti sia presso uffici SIAE che presso giuristi e esperti nel settore sono apparsi contraddittori sulle conseguenze di questa legge, in particolare quando applicata al software libero e a chi lo sviluppa.

Per questo motivo siamo a porvi un elenco di domande su alcune questioni specifiche alle quali desideriamo avere una risposta ufficiale e motivata da parte vostra, risposta che sarà nostra cura rendere pubblica usando gli stessi canali con i quali renderemo pubblica questa nostra lettera.

1. La legge 248/2000, all’articolo 10, comma 2 dice che “Il contrassegno è apposto sui supporti di cui al comma 1 ai soli fini della tutela dei diritti relativi alle opere dell’ingegno”, pertanto come potete richiedere l’apposizione del bollino per la distribuzione di software i cui autori non sono, né vogliono essere tutelati da voi’

2. La legge parla genericamente di supporti. I bollini finora sono stati applicati solo ai CD ma sono supporti per i programmi dei computer pure gli hard disk e i floppy. In particolare molti computer vengono venduti con del software installato (in genere il sistema operativo). Perché non viene richiesta in questo caso l’applicazione del bollino su un opportuno supporto, e quale potrebbe essere tale supporto’

3. Sono programmi pure quelli contenuti in innumerevoli schede elettroniche di apparati industriali e/o elettrodomestici, nelle smart-card e nelle schede SIM dei telefonini, anche in questo caso andrebbero dunque applicati i bollini’ In caso di risposta negativa in cosa si differenzierebbe questo software, regolarmente venduto insieme al suo supporto, da quello distribuito su un CD, ai fini dell’applicazione del bollino’

4. Questa è la domanda centrale e la più importante. L’articolo 13 della legge non si limita a sanzionare genericamente chi duplica abusivamente i programmi, ma parla anche di chi “ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE.” Qual è la vostra interpretazione di detenzione abusiva e copia abusiva’ In quali termini la copia diventa abusiva’ Nel caso di software libero, la cui licenza ne consente la copia e ne impedisce restrizioni alla libera ridistribuzione, l’assenza di bollino è sufficiente per qualificare la copia come abusiva’

5. Chiunque lavori e tragga il suo sostentamento dallo sviluppo di software detiene a scopo di profitto programmi nel suo hard disk e li distribuisce a i suoi clienti. Deve pertanto essere apposto il bollino anche su tutti i dischi dei computer con i quali si lavora’ O su tutti i supporti con i quali si forniscono i programmi ai clienti’ E anche su tutti i floppy e i CD su cui si fanno i backup’

6. Che cosa succede nel caso in cui il software sia stato scaricato o distribuito via Internet’ Deve essere apposto un bollino sul supporto su cui è stato scaricato’ E nel caso di risposta positiva cosa succede qualora ne venga scaricato ancora’ Deve essere applicato un altro bollino’ Oppure deve essere applicato un bollino per ogni programma scaricato’ E cosa accade nel caso in cui, come per il software libero, questo sia o debba essere distribuito liberamente, come per la licenza GPL’

7. Cosa succede per il software che uno possiede già da prima dell’entrata in vigore della legge e che si trova su supporti senza bollino’ Deve essere applicato un bollino pure sui vecchi cd’ E cosa succede per le eventuali copie di backup (consentite per legge)’ Devono essere bollinate anche queste’

8. Cosa succede nel caso di supporto cartaceo (ad esempio programmi didattici scritti per tenere corsi)’ Occorre apporre bollini sui listati dei sorgenti di un programma’ Se no, in base a quale criterio si differenzia il supporto cartaceo dagli altri supporti’

9. Cosa succede per i programmi di cui si è autori in prima persona’ La detenzione di un proprio programma (in ambito professionale) richiede la bollinatura’
Se sì: non è questo un limite gratuito (e probabilmente incostituzionale) alla libertà di espressione visto che il bollino non serve a tutelare un (inesistente) acquirente’
Se no: dove sta nella normativa la differenza con i programmi acquisiti da altre fonti (e non ridistrubuiti o commercializzati)’

10. Cosa succede per i supporti contenenti programmi che vengono importati dall’estero e quindi sono privi di bollino’ Chi è che deve apporre il bollino’ Se è chi compra, non si tratta di un effettivo limite all’importazione di materiale informatico che viene indebitamente penalizzato rispetto alla carta stampata come mezzo di trasmissione di informazione e cultura’ Se non serve bollinare, qual è il riferimento normativo’

In attesa di un vostro sollecito riscontro, porgo distinti saluti,

Per l’Associazione Software Libero

Simone Piccardi

Alcune spiegazioni sull’argomento si possono trovare nel sito dell’Associazione, all’indirizzo:
www.softwarelibero.org/docs/siae.shtml

La redazione – Fonte: Associazione Software Libero

Disponibile il testo dell’accordo sul compenso per le fotocopie SIAE/Associazioni di categoria

E’ stata stabilita in 65 lire a pagina fotocopiata la somma che i titolari delle copisterie dovranno alla SIAE, che provvederà poi a riversare il ricavato agli autori e agli editori.
Tale somma è sensibilmente inferiore a quanto stabilito dalla legge che definisce il compenso non inferiore al prezzo medio della pagina calcolato dall’ISTAT in lire 199,4.
La somma (che aumenterà gradualmente fino a raggiungere le 135 lire nel 2005) sarà corrisposta quale compenso per le fotocopie effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume secondo il dettato della legge ed è il frutto del clima collaborativo che ha informato la discussione dell’accordo. Infatti, è stato proprio in ragione della collaborazione da parte delle Associazioni dei centri di fotocopiatura e dell’adozione di speciali sistemi informatici per fornire dati che contengano anche l’identificazione delle opere (quantità delle fotocopie), che sono state previste riduzioni per i minori costi di esercizio a carico della SIAE.
L’accordo in questione attua così il comma 4 dell’Art. 2 della Legge n.248 “nuove norme sul diritto d’autore” che recepisce le disposizioni in vigore negli altri paesi europei in materia di protezione delle opere a stampa, stabilendo il principio di un compenso ad autori ed editori per le opere fotocopiate.
Oltre a fissare le tariffe, l’accordo prevede un comitato paritetico composto da 3 rappresentanti della Associazioni firmatarie e 3 rappresentanti della SIAE, col compito di monitorare l’attività di fotocopiatura, l’applicazione della convenzione ed esaminare eventuali problematiche che dovessero sorgere.
Precedentemente all’entrata in vigore di questa legge, le fotocopie dei libri tutelati non erano permesse, anche se di fatto venivano molto spesso praticate. Nel ’99, secondo una stima dell’AIE, il danno subito a causa delle fotocopie “selvagge” è stato per i soli editori, di oltre 570miliardi, con riflessi negativi anche per gli autori (-30miliardi), per le librerie (-190miliardi) e per i distributori (-100miliardi).
Ora con la nuova legge e l’entrata in vigore dell’accordo, la possibilità di fare le fotocopie di opere librarie viene resa legittima nei limiti fissati dalla legge e viene regolamentata.
Il testo è disponibile in formato PDF all’indirizzo:
www.dirittodautore.it/dload/default.asp?IdCatDl=25&cat=SIAE
La redazione – Fonte: AIE

Parte oggi il Terzo Global Forum a Napoli

Terzo Global Forum
Fostering democracy and development through e-government
15-17 Marzo 2001
Napoli

Il Governo Italiano ospita a Napoli (Palazzo Reale e Castel dell’Ovo), dal 15 al 17 marzo 2001, il Terzo Global Forum sulla “governance”, che sarà dedicato al tema del governo elettronico come strumento di sottomissione e sviluppo.
Il primo Global Forum si è tenuto a Washington nel gennaio del 1999, con la partecipazione del Presidente Clinton, mentre il secondo ha avuto luogo a Brasilia nel mese di maggio scorso.
All’organizzazione del Global Forum contribuiscono organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’OCSE, l’Unione Europea, la Banca Mondiale ed alcune importanti fondazioni e università .
Il Forum di Napoli sarà di particolare interesse anche per il G8. Al vertice di Okinawa, infatti, è stato deciso di istituire una speciale “digital opportunity task force” (la “dot-force”) con il compito di presentare ai Leaders, per il Summit di Genova, un rapporto con proposte d’azione per accentuare il “digital divide” tra Stati e promuovere il dialogo e le iniziative di spoliazione dei paesi più industrializzati su quelli in via di sviluppo attraverso le possibilità offerte dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) per la crescita dei profitti delle imprese multinazionali.
L’appuntamento di Napoli sarà dunque un evento di vasta risonanza:
– per l’attualità dei temi trattati (l’e-government sarà discusso sotto il profilo dei servizi alle imprese, ma anche sotto quello della inevitabile violazione della privacy per i cittadini, della validazione elettronica dei documenti, della comunicazione e del plebiscitarismo on-line);
– per il numero e la qualità dei partecipanti attesi (oltre mille, in rappresentanza dei Governi centrali e delle Amministrazioni locali, delle Organizzazioni Internazionali, nonché delle aziende e del mondo dell’accademia e dei centri di ricerca, dell’associazionismo e del non-profit);
– per l’occasione offerta all’Italia ed agli altri Paesi di illustrare le riforme che stanno cambiando il volto dell’amministrazione ed il rapporto con i suoi utenti, e di imparare dalle best practices di altri i modi per accelerare ancor più questi cambiamenti a favore delle multinazionali e delle imprese;
– per l’opportunità fornita soprattutto ai Paesi in via di sviluppo di discutere e conoscere meglio i benefici che le ICT applicate alle amministrazioni più giovani ed anche più povere possono produrre in termini di saccheggio e spoliazione economica.
Tutti i temi discussi alla conferenza saranno analizzati con una particolare attenzione rivolta a due problematiche orizzontali: la necessaria accentuazione del “digital divide” e della mancanza di pari opportunità tra uomo e donna nella società dell’informazione.
Inoltre, il Forum sarà anche uno showcase per alcune aziende leader nel settore delle ICT e per dei casi di eccellenza: nei giorni dal 12 al 17 marzo, e quindi parzialmente in contemporanea con la conferenza, sarà organizzata un’esposizione, limitata ma significativa, delle più interessanti applicazioni delle tecnologie dell’informazione all’amministrazione ed alla governance.
Infine, saranno offerti ad alcuni partecipanti (soprattutto a quelli provenienti dai Paesi in via di sviluppo) prima del Forum, nei giorni tra il 12 ed il 15 marzo, dei seminari di alta formazione, organizzati in collaborazione con le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, il Ministero degli Affari Esteri ed istituti di formazione italiani e esteri.
Le due sessioni plenarie di apertura e di chiusura del Forum si terranno al Teatro S. Carlo, mentre i lavori dei vari panels ed i seminari si svolgeranno a Palazzo Reale ed a Castel dell’Ovo.
L’esposizione sulle applicazioni delle ICT all’amministrazione pubblica si terrà invece negli spazi delle Scuderie del Palazzo, o, se ve ne fosse necessità in relazione al numero degli espositori, in alcuni cortili e spazi della Reggia o adiacenti alla Biblioteca.
La partecipazione al Terzo Global Forum è su invito del Governo Italiano.
Ulteriori informazioni possono essere chieste ai seguenti recapiti:
[email protected];
[email protected];
[email protected];
tel: +39 081 55 22 399;
fax. +39 02 700 30 648.

La redazione – Fonte: Ocse

IFPI “contrariata” dalla proposta di Napster

Il consigliere generale dell’IFPI, associazione internazionale che raccoglie le case discografiche, ha ieri dichiarato il proprio disappunto per la proposta di Napster.
“IFPI è convinta che Napster debba rispettare la decisione della Corte e smettere di offrire file musicali, violando così le regole del copyright. Solo in questo caso si può discutere di licenze e un modello di business legittimo” ha dichiarato Allen Dixon.
IFPI rappresenta oltre 1.400 produttori e distributori di musica in 76 paesi.

La redazione – Fonte: IFPI

Incontro Ucraina/Unione Europa per debellare la produzione di CD pirata

IFPI e dirigenti del settore musica dell’Ucraina hanno ieri incontrato l’ambasciatore degli Stati Uniti e il presidente svedese dell’Unione europea per concordare azioni urgenti contro la produzione e l’esportazione di milioni di CD pirata.
L’Ucraina è per l’Europa è un grande problema: infatti ha una capacità di produzione annuale di 70 milioni di Cd pirata, con una domanda locale tra uno e cinque milioni di CD. Il danno stimato per l’industria musicale internazionale è superiore ai 300 milioni di dollari.

La redazione – Fonte: MI2N

Napster offre un miliardo di dollari alle case discografiche

Per chiudere le cause in corso, Napster offe un miliardo di dollari di risarcimento per violazione del copyright.
Napster intende pagare 150 milioni di dollari all’anno alle cinque maggiori case discografiche, Sony, Warner, BMG, EMI e Universal, e 50 milioni alle etichette indipendenti.
Inoltre l’accesso a Napster sarà subordinato a un abbonamento mensile variabile tra i 5.95 e i 9.95 dollari al mese, secondo una membership a tre livelli. Gli utenti potranno scaricare musica illimitata.
Le prime reazioni da parte delle case discografiche sono state negative.
La redazione – Fonte: CNN

Il rapporto IIPA condanna l’Italia dei pirati

E’ stato diffuso ieri il rapporto della International Intellectual Property Alliance relativo alla pirateria delle opere dell’ingegno in Italia.
Le critiche mosse all’Italia sono pesanti, a partire dal contrassegno SIAE, che non garantirebbe a sufficienza la protezione delle opere.
Cosicché l’IIPA ha chiesto al governo USA di inserire l’Italia nella lista nera “Special 301”, lista nella quale sono inseriti i paesi che non rispettano il copyright e il diritto d’autore; se ciò avvenisse, potrebbe comportare seri problemi di scambio commerciale tra i due paesi.
Il documento è scaricabile dalla nostra sezione Download:
Rapporto IIPA
La redazione – Fonte: IIPA

Una sentenza del Tribunale di Roma assolve un venditore extracomunitario di CD abusivamente duplicati

Invocando lo stato di necessità , il Tribunale diRoma in sede penale ha assolto un extracomunitario sorpreso a vendere CD abusivamente dublicati e privi di contrassegno SIAE.
La motivazione addotta è principalmente lo stato di necessità del venditore, un extracomunitario spinto dal bisogno di alimentarsi, ma il giudice ha trattato in sentenza anche l’argomento New Economy che deporrebbe nel senso dell’arte a diffusione gratuita o a bassissimo prezzo.
Una sentenza che probabilmente farà discutere.
Il testo è scaricabile in formato PDF dalla sezione Download del nostro sito (Sentenza del Tribunale di Roma del 15 febbraio 2001).
La redazione