Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Dai Garanti europei le prime regole per Internet

GARANZIE MINIME PER GLI UTENTI DI INTERNET. LA RACCOMANDAZIONE DEI GARANTI EUROPEI PER LA RACCOLTA DI DATI PERSONALI ONLINE

Arrivano le prime regole specifiche per il cyberspazio. Il 17 maggio le autorità per la protezione dei dati dell’Unione europea, presiedute da Stefano Rodotà , hanno adottato una Raccomandazione, indirizzata al Consiglio d’Europa, alla Commissione, al Parlamento europeo ed agli Stati membri, che fissa alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali online.

La Raccomandazione nasce dall’esigenza di fornire indicazioni concrete sia agli operatori del settore responsabili del trattamento di dati personali nell’ambito di siti web (i “titolari”, secondo la definizione della Direttiva) sia ai singoli cittadini; essa è rivolta anche agli enti che intendono creare un “bollino di qualità ” che certifichi la rispondenza delle procedure di trattamento utilizzate alle direttive dell’UE in materia.

L’aspetto significativo risiede anzitutto nella distinzione tra un primo gruppo di notizie che ciascun sito deve fornire a tutti i visitatori, in modo snello e visibile, e un nucleo più articolato di informazioni che il sito può fornire in altre pagine web evidenziando l’intera privacy policy del sito stesso.

Le indicazioni riguardano, in particolare, le modalità , i tempi e la natura delle informazioni che i titolari devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento. I Garanti sottolineano che i requisiti indicati sono un nucleo “minimo” e che potranno essere integrati, in futuro, da ulteriori raccomandazioni di natura più specifica (ad esempio, per quanto riguarda il trattamento di dati “sensibili” o relativi a minori, oppure i trattamenti per scopi di natura sanitaria).

La Raccomandazione si applica a tutti i trattamenti effettuati da titolari che siano stabiliti in uno degli Stati dell’UE, oppure che non siano stabiliti nell’UE ma utilizzino, ai fini del trattamento, apparecchiature o dispositivi situati sul territorio di uno Stato membro dell’UE – secondo quanto prevede la direttiva 95/46/CE in materia di protezione dei dati personali.

I Garanti raccomandano pertanto:

di fornire preventivamente a chiunque si colleghi ad un sito web che preveda la raccolta di dati personali le informazioni indicate nella direttiva: identità e indirizzo (elettronico o meno) del titolare, finalità del trattamento, obbligatorietà delle informazioni richieste all’utente (vi possono essere dati necessari per fornire un servizio richiesto da un utente, mentre altri sono opzionali), modalità per esercitare i diritti di accesso, rettifica, cancellazione, opposizione al trattamento, destinatari eventuali delle informazioni raccolte (e in tal caso l’utente deve avere la possibilità di opporsi alla trasmissione dei suoi dati ad altri soggetti, per scopi diversi da quelli per cui gli vengono richiesti dal sito – ad esempio cliccando su una casella specifica), eventuale utilizzo di procedure automatiche per la raccolta dei dati (è il caso, ad esempio, dei cookies), misure di sicurezza adottate per garantire l’integrità e la riservatezza dei dati richiesti;
di fornire le informazioni sopra elencate direttamente sul monitor del singolo utente, prima che avvenga la raccolta dei suoi dati, così da garantire che il trattamento avvenga in modo leale come prescrive la direttiva; per farlo si può ricorrere alle varie possibilità messe a disposizione dalla tecnologia attuale: finestre “a scomparsa”, caselle da cliccare, messaggi “pop-up”. E’ opportuno inoltre che sulla pagina di accoglienza del sito vi sia un’indicazione chiara e comprensibile dell’esistenza di un’informativa sulla privacy (ad esempio “Questo sito raccoglie e tratta dati personali che la riguardano. Per ulteriori informazioni, clicchi qui”);
di tenere presente che i titolari hanno anche altri obblighi sanciti sempre dalla direttiva, oltre al dovere di informare adeguatamente gli interessati. In particolare, è necessario che la raccolta di dati personali sia necessaria per le finalità specificate: pertanto, se l’obiettivo che il titolare si prefigge (fornire un servizio, un’informazione, ecc.) può essere raggiunto senza elaborare dati personali, questi non devono essere raccolti. Nella stessa ottica, si sottolinea l’opportunità di favorire ed accettare l’impiego di pseudonimi quando questi ultimi permettano comunque di svolgere determinate transazioni. Inoltre, non devono essere raccolti più dati di quelli necessari per lo scopo dichiarato (è il principio cosiddetto di “pertinenza”), e i dati raccolti devono essere conservati solo per un periodo giustificato dalle finalità del trattamento;
di non utilizzare indirizzi di posta elettronica ricavati da “aree pubbliche” di Internet (ad esempio, gruppi di discussione) per attività di marketing, nel caso in cui i diretti interessati non ne sono stati informati; se invece gli interessati sono stati informati della possibilità che i dati forniti in una sede determinata vengano utilizzati per scopi di marketing diretto, e hanno avuto la possibilità di dare il proprio consenso a questa forma di utilizzazione (magari cliccando online su una casella apposita), in tal caso l’uso di indirizzi di e-mail per fini di marketing è da ritenersi lecito. I titolari devono inoltre garantire che l’utente abbia la possibilità di ritirare il consenso all’uso dei suoi dati per fini commerciali.
La redazione – Fonte: Garante della Privacy

Convegno a Lecce su E-commerce

Il Centro Studi SCiNT di Lecce, con la collaborazione del Centro Studi Ateneo di Forlì, dell’ ISUFI, di Maggioli Editore, e con il prezioso supporto del Gruppo Monte dei Paschi di Siena e di Cliocom, organizza e promuove, per il 15 e 16 giugno p.v. un incontro di studio dal titolo ‘E-commerce: profili giuridici e opportunità di mercato’.
Il programma è disponibile in formato RTF:
Clicca qui per scaricare
La redazione

Novità su Dirittodautore.it

In questi giorni abbiamo apportato alcune modifiche alla veste grafica del sito, che acquista una maggiore leggibilità .
Abbiamo inoltre integrato la sezione Shop Online – Libri con gli ultimi titoli disponibili.
Infine mettiamo a disposizione per i giuristi che si occupano della materia una Mailing List, uno strumento valido ed efficace per scambiarsi opinioni, pareri e quant’altro possa essere utile per una pacata e proficua discussione.
Alla mailing ci si iscrive al seguente indirizzo:
http://www.dirittodautore.it/page.asp?idpagina=136

La redazione

Convegno sulla musica online organizzato da Adincom

Si terra’ a Milano il prossimo 8 giugno presso lo IULM il convegno dedicato alla Musica online organizzato da Adincom , l’Associazione di Diritto, Informazione, Comunicazione Multimediale, durante il quale saranno approfondite le tematiche inerenti alle nuove forme di distribuzione di musica permesse dalle Rete e le normative applicabili. La partecipazione e’ libera e gratuita.

Al convegno, il cui inizio e’ previsto alle ore 9, interverranno Federico Kujawska di Emi Music Italy, Otello Angeli di Imaie e Cathy Horton di Squire Sanders & Dempsey LLP. Inoltre il dibattito sara’ arricchito anche dalle testimonianze di Benno Senoner di Gnutella.it, Gianluca Neri di Clarence.com, Vincenzo Marabita di MP3 Italy – Filippo Gasparro di SIAE, Ettore del Borrello di SCF e Eduardo Fiorillo di Match Music. Michele Bertani dell’Universita’ IULM chiudera’ la sessione dei lavori con una relazione giuridica.

Per maggiori informazioni: ADINCOM
via Donizetti, 39 – 20122 Milano
tel. 02/784843 – fax. 02/794206
tel. 02/77721507 – fax. 02/77721515
E-mail: [email protected]
http://www.adincom.it

La redazione – Fonte: Immediapress

FIMI annuncia “Agenda Musica”. Le richieste del mondo discografico al nuovo Governo e Parlamento.

In occasione dell’assemblea annuale FIMI, Federazione industria musicale italiana, tenutasi il 30 giugno, il presidente Alberto Pojaghi ha annunciato “agenda musica”, il piano che i discografici sottoporranno al nuovo esecutivo al fine di rilanciare la produzione musicale italiana.
Gli obiettivi di “agenda musica” riguardano l’immediata riproposizione della legge musica, la norma quadro sul settore, con particolare riferimento allo sviluppo della musica emergente, la creazione di un ufficio per la promozione della musica italiana all’estero, oggi sempre più protagonista nelle charts di tutto il mondo e l’adeguamento dell’Italia alle direttive europee in materia di commercio elettronico e proprietà intellettuale, al fine di consentire all’industria discografica nazionale di entrare di fatto nell’era della musica on-line.
FIMI chiede inoltre al nuovo Governo, una forte azione sul fronte della riduzione dell’IVA. Parte integrante di “agenda musica” vi è anche la richiesta di una più incisiva lotta alla pirateria che possa sfruttare in maniera efficace la normativa recentemente approvata.
FIMI è l’associazione di categoria che rappresenta oltre 100 aziende discografiche italiane, dalle maggiori imprese del settore alle etichette indipendenti.

La redazione – Fonte: FIMI

Aimster in Tribunale

Anche Aimster, finisce in tribunale. Infatti le principali case discografiche del mondo, seguite da Aol Time Warner, hanno intentato una azione legale contro Aimster per violazione del diritto d’autore.
Aimster, secondo un principio simile a Napster, è un sito che consente lo scaricamento di file di musica, video e immagini tra gli utenti, utilizzando il servizio di messaggeria istantanea di Aol Time Warner, un sistema che, all’epoca del lancio del sito, venne considerato a prova di legge sul copyright. L’unica differenza, hanno riferito i legali dei discografici, è che lo scaricamento di file avviene tra gruppi di utenti registrati e non tra internauti anonimi, come nel caso di Napster.
Secondo fonti giudiziarie, Aol Time Warner ed alcune sue filiali come Warner Music e Atlantic Records, hanno deciso di intentare una causa autonomamente rispetto alle grandi case discografiche perché ritengono che Aimster costituisca una minaccia per molte loro attività , nel campo della musica, ma anche in quello del cinema.
“Aimster è come Napster” ha spiegato l’avvocato Matt Oppenheim, che difende i discografici. “La grande differenza tra i due siti è che Aimster consente di scaricare anche film, software e immagini”. Il legale ha aggiunto che la causa, che si discuterà a New York, punterà ad ottenere una condanna simile a quella imposta a Napster, con il blocco dei file non autorizzati.
Tra le case discografiche che hanno intentato causa alla corte federale di Manhattan, figurano Universal Music del colosso francese Vivendi, Sony Music, Emi Group e Bmg della tedesca Bertelsmann.
Aimster,a sua volta, aveva citato in giudizio l’associazione americana dei professionisti del disco che in precedenza aveva tentato di obbligarlo a interrompere l’attività .

La redazione – Fonte: Yahoo – Reuters

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