Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Mercato della musica: diffusi i dati SNEP sulla Francia

Il Syndicat National de l’Édition Phonographique – l’associazione francese che riunisce editori, produttori e distributori di fonogrammi (i cui aderenti realizzano circa l’80% del volume d’affari nazionale) – ha diffuso i dati sulle vendite di musica preregistrata nel primo semestre 2014. 
Secondo l’indagine SNEP, lo streaming ha superato il download come modalità di fruizione della musica digitale e rappresenta il 53% dei ricavi di questo settore contro il 42% del download mentre la telefonia mobile si attesta al 5%.

Il mercato francese complessivo della musica ha fatto registrare nel primo semestre di quest’anno un calo del 9,2%, con un volume d’affari di 197,7 milioni di euro. Le vendite di supporti fisici sono diminuite del 13,6% e, per la prima volta, anche il download di brani digitali ha fatto registrare un segno negativo (-18%). L’aumento dei ricavi dello streaming (+33%) ha compensato il calo del download ma non la flessione globale del mercato. 
In diminuzione anche lo spazio dedicato alla musica francese che in sette anni ha perso 5,5 punti di quota di mercato.

Fonte: SIAE

Artelibro: dal 18 settembre, in occasione del Festival, l’ebook AIE Le voci dell’arte. Rapporto sull’editoria d’arte 2014

Racconta la «grande bellezza» del nostro Paese il secondo Rapporto sull’editoria d’arte 2014. Un approfondimento a trecentosessanta gradi – a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per la collana degli instant e-book del «Giornale della Libreria» – in uscita il 18 settembre in occasione della undicesima edizione di Artelibro – Festival del libro e della storia dell’arte come contributo alla manifestazione, promossa anche da AIE.

Una fotografia del settore, della “filiera” produttiva che lo compone (dalle carte speciali alla stampa di qualità) e delle sue dinamiche, rivolto certamente al pubblico italiano che visita mostre d’arte e musei, frequenta le librerie, ma sempre più – attraverso coedizioni o libri pubblicati direttamente in inglese per il mercato internazionale – anche a quello straniero.

È un segmento che risente delle generali difficoltà di tutto il settore editoriale (per dare un primo dato, si registra il -2,3% di titoli d’arte prodotti nel 2013 rispetto all’anno precedente), ma anche di una profonda trasformazione degli interessi del pubblico dei lettori.

Non sarebbero sufficienti le cifre per fotografarlo in modo adeguato. Ecco il perché delle “voci”: alcuni tra i maggiori rappresentanti di questo settore, come Marzia Corraini, Gareth Long, Chiara Medioli, Luca Panini, Matteo Vercelloni e Massimo Vitta Zelman, sono stati chiamati a raccontare come l’editoria d’arte risponda al momento e alle sue difficoltà in termini di innovazione di prodotto, di ricerca di nuovi mercati internazionali, di nuove “nicchie” di mercato (i bambini, la fotografia, ecc.).

Oggi il segmento che racconta la «grande bellezza» è sfaccettato e multiforme: è anche quello che racconta la sua qualità e l’eccellenza (scientifica e iconografica, produttiva), è il mondo dei cataloghi e libri d’arte, anche per bambini, è quello di edizioni facsimilari che recuperano (tra artigianati di eccellenza, rigore filologico, qualità delle carte e della stampa) un patrimonio nazionale fatto di codici miniati resi così accessibili al pubblico delle biblioteche (spesso internazionali) o dei collezionisti. E’ un mondo che ha già accettato la sfida del digitale (app, banche dati, ecc.).

L’e-book Le voci dell’arte. Rapporto sull’editoria d’arte 2014, 17esimo titolo dei rapporti curati dall’Ufficio studi dell’AIE e pubblicati a cura del «Giornale della Libreria», sarà disponibile dal 18 settembre sulle principali piattaforme on-line al costo di 3,99 euro.

Il numero di settembre del «Giornale della Libreria», con una specifica sezione dedicata all’editoria d’arte, è disponibile – in occasione di Artelibro – anche nello spazio riservato alle riviste di settore allestito al Palazzo di Re Enzo (Bologna).

Corte di Giustizia Europea: a determinate condizioni, le biblioteche pubbliche possono digitalizzare i libri senza il consenso degli aventi diritto

La Corte di Giustizia Europea si è nuovamente pronunciata sulla interpretazione della Direttiva 2001/29/CE, in tema di eccezioni e limitazioni al diritto d’autore.
Con la sentenza dell’11 settembre, nella causa C‑117/13, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Bundesgerichtshof (Germania), con decisione del 20 settembre 2012, pervenuta in cancelleria il 14 marzo 2013, nel procedimento Technische Universität Darmstadt contro Eugen Ulmer KG, la Corte si esprime sulla nozione di “vincoli di vendita o di licenza” e in particolare, afferma che uno Stato membro può concedere alle biblioteche accessibili al pubblico, il diritto di digitalizzare le opere contenute nelle proprie collezioni, qualora tale atto di riproduzione risulti necessario ai fini della messa a disposizione degli utenti di tali opere, su terminali dedicati, nei locali delle istituzioni stesse.

Di seguto le massime:

1) La nozione di «vincoli di vendita o di licenza», di cui all’articolo 5, paragrafo 3, lettera n), della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, dev’essere interpretata nel senso che il titolare dei diritti e un’istituzione menzionata in tale disposizione, quale una biblioteca accessibile al pubblico, devono aver concluso un contratto di licenza o di utilizzo dell’opera in questione che indichi le condizioni alle quali tale istituzione possa utilizzarla.

2) L’articolo 5, paragrafo 3, lettera n), della direttiva 2001/29, in combinato disposto con il paragrafo 2, lettera c), del medesimo articolo 5, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che uno Stato membro conceda alle biblioteche accessibili al pubblico, menzionate in tale disposizione, il diritto di digitalizzare le opere contenute nelle proprie collezioni, qualora tale atto di riproduzione risulti necessario ai fini della messa a disposizione degli utenti di tali opere, su terminali dedicati, nei locali delle istituzioni stesse.

3) L’articolo 5, paragrafo 3, lettera n), della direttiva 2001/29 dev’essere interpretato nel senso che esso non riguarda atti quali la stampa di opere su carta o la loro memorizzazione su chiave USB, realizzate da utenti a partire da terminali dedicati situati in biblioteche accessibili al pubblico, menzionate in tale disposizione. Tali atti possono però, eventualmente, essere autorizzati sulla base della legislazione nazionale di trasposizione delle eccezioni o limitazioni di cui all’articolo 5, paragrafo 2, lettere a) o b), della direttiva medesima, purché, in ciascun singolo caso, le condizioni imposte da tali disposizioni siano soddisfatte.

La sentenza è disponibile nel testo integrale nella nostra banca dati Giurisprudenza.

Un nuovo Direttore generale per la CISAC

La Confederazione Internazionale delle Società di Autori e Compositori CISAC ha annunciato la nomina a Direttore generale di Gadi Oron, avvocato ed esperto di diritto internazionale della proprietà intellettuale.

Dal 2012 Oron è stato Segretario generale della CISAC e coordinatore della strategia giuridica e politica dell’organizzazione a livello internazionale. Prima di entrare a far parte della CISAC è stato Vice Direttore per la politica giuridica mondiale presso l’IFPI. E’ autore di numerose pubblicazioni ed è docente di diritto delle industrie creative presso l’Università Queen Mary di Londra dove è Visiting Senior Lecturer.

Il Presidente della CISAC Jean Michel Jarre ha espresso la propria soddisfazione per la nomina: “Gadi Oron si è rivelato un grande difensore degli autori in tutto il mondo… Conoscendo le sue competenze e la sua passione, sono convinto che saprà guidare la CISAC verso nuovi orizzonti“.

Il neo eletto Gadi Oron ha dichiarato: “Sono felice di assumere l’incarico di Direttore generale. La CISAC è una organizzazione unica che svolge un ruolo fondamentale per gli autori di tutto il mondo. Siamo in un periodo di grandi sfide ma anche di grandi opportunità per gli autori. Spero di poterli aiutare, direttamente o attraverso le loro Società, a promuovere un ambiente che protegga e ricompensi la creatività“.

Fonti: www.siae.it, www.cisac.org

Reprografia e diritto di seguito: SIAE replica agli articoli sul Fatto Quotidiano

Riportiamo integralmente il comunicato SIAE in risposta agli articoli pubblicati sul giornale “Il Fatto Quotidiano” nei giorni scorsi in tema di reprografia e diritto di seguito.

In alcuni articoli apparsi sulla versione online de “Il Fatto Quotidiano”, il Sig. Guido Scorza segnala una presunta imperizia della SIAE a proposito delle attività di ripartizione dei diritti di reprografia (fotocopie) e del diritto di seguito.

Il giudizio stentoreo e di censura (profondamente errato) emesso dal Sig. Scorza è accompagnato da un misto di toni inutilmente scandalistici e sarcastici che la scrivente Società non condivide ma ai quali non intende replicare.

Prima peraltro di correggere le inesattezze volutamente strumentalizzate dal Sig. Scorza, e per amore della verità, va premesso che il Sig. Guido Scorza ha ricoperto e ricopre tutt’ora, in diversi settori e giudizi pendenti, il ruolo di avvocato-procuratore alle liti di soggetti che sono stati o risultano “avversari” della SIAE (per la verità, giudizi tutti persi dal medesimo Sig. Scorza fatta eccezione per una vicenda riguardante il bollino).

Il Sig. Scorza, dunque, pur presentandosi all’esterno quale “docente, avvocato, giornalista”, e apparentemente terzo disinteressato (o, peggio, asserito esperto), risulta in realtà motivato da evidente conflitto (attuale e non solo potenziale) nei confronti della Società. E ciò, in presumibile spregio dei vincoli posti dalla stessa carta dei doveri del giornalista (ovviamente per l’attività svolta in tale veste).

Ciò precisato, è utile distinguere tra reprografia (fotocopie) e diritto di seguito.

Con specifico riguardo alla reprografia, deve essere stigmatizzato come gli articoli in questione si fondino su una (voluta) alterazione di quanto riportato sul sito della SIAE.
Diversamente da quanto sostenuto, invero, la SIAE non qualifica gli autori citati dal Sig. Scorza come “irreperibili” in sé (termine volutamente utilizzato dall’articolo nel senso fuorviato e fuorviante di “introvabile” o “ignoto”). Sul sito della SIAE è invece riportato esattamente quanto appresso (grassetto presente sul sito).

(…) La SIAE ha concluso un accordo raggiunto con le principali associazioni rappresentative degli autori ed editori (AIE, SNS, SLSI e UIL-UNSA), per la disciplina dell’intera materia – accordo che ha ricevuto l’autorizzazione del Ministero vigilante – con cui è stato stabilito che la ripartizione dei diritti d’autore relativi all’attività di reprografia avvenga in base ad un sistema di campionamento le cui operazioni di rilevazione e di elaborazione dati sono state affidate, dietro compenso, alle suddette associazioni rappresentative degli autori ed editori. A conclusione delle attività di rilevazione e campionamento, le associazioni rappresentative degli autori ed editori forniscono le liste dei nominativi degli aventi diritto alla SIAE che provvede a contattare gli aventi diritto individuati per liquidare loro quanto di propria spettanza. Al fine di individuare gli esatti recapiti di tutti gli autori o dei loro eredi viene messo a disposizione in questo sito l’elenco degli autori i cui recapiti non sono stati reperiti, quelli su cui esistono dubbi di omonimia, quelli i cui eredi non sono stati individuati e quelli che non hanno fornito riscontro alle comunicazioni della SIAE.
Detto elenco viene aggiornato periodicamente.
I titolari di diritti che si riconosceranno in detto elenco potranno contattare direttamente gli uffici della SIAE secondo le istruzioni fornite nell’elenco stesso“.

Dal sito, dunque, emerge chiaramente (per chi abbia la pazienza di leggere e di non affidarsi a sintesi storpiate e “titolistiche”) una situazione assai diversa.

(A) La SIAE opera (per legge e non per scelta) la raccolta dei diritti di reprografia non solo per i propri associati o mandanti (dei quali evidentemente possiede tutti i dati), ma anche e soprattutto per la generalità degli autori ed editori, anche non legati a SIAE da alcun rapporto e dei quali SIAE fatalmente non possiede tutti i dati necessari ad operare il successivo pagamento dei diritti raccolti.

(B) Proprio con riguardo ai “non associati e mandanti SIAE”, peraltro, SIAE stessa esegue le attività di ripartizione sulla base di uno specifico accordo, risalente al 15 luglio 2004, espressamente approvato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

(C) In ragione della citata convenzione, l’attività di individuazione dei beneficiari (o aventi diritto) ed i relativi dati identificativi (o recapiti), inclusi quelli necessari a provvedere al pagamento, sono forniti dalle “principali associazioni delle categorie interessate” così come anche previsto dall’art. 181-ter, comma 2, della legge sul diritto d’autore.

(D) Fermo quanto sopra, SIAE pubblica un apposito elenco nel quale viene dettagliato “l’elenco degli autori i cui recapiti non sono stati reperiti, quelli su cui esistono dubbi di omonimia, quelli i cui eredi non sono stati individuati e quelli che non hanno fornito riscontro alle comunicazioni della SIAE”.

(E) Come espressamente indicato, l’elenco contempla al proprio interno situazioni di diversa natura, per l’appunto comprendenti sia i casi di “assenza di recapiti” (sul punto vd. anche oltre), sia i casi di omonimia,sia i casi inerenti l’individuazione esatta di eredi, e sia ancora i casi di autori che non rispondono alle comunicazioni della Società (eseguite a valle dei dati forniti dalle citate associazioni).

(F) Ma soprattutto, nell’elenco vengono inclusi i soggetti per i quali “non sono stati reperiti i recapiti”, con ciò segnalandosi una fattispecie radicalmente diversa dalla “irreperibilità” in sé; sotto tale profilo, è utile sottolineare come l’attività di SIAE non sia volta al mero “rintracciamento fisico” di un dato soggetto, quanto all’ottenimento da esso dei dati necessari (i recapiti, appunto) volti a consentire il pagamento. E’ certo che tutti “conoscono” (per fare uno degli esempi mediaticamente ma malamente utilizzati dal Sig. Scorza) il Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, ma pochi (forse pochissimi) sanno riferirne l’IBAN (o se si preferisce, il recapito bancario). Allo stesso tempo, nonostante nessuno (o pochissimi) conoscano il Sig. Scorza e nonostante questi non sia un associato della SIAE, la SIAE stessa è stata in grado (attraverso il più volte citato accordo con le associazioni di categoria) di individuare ed esporre come dovuto un diritto di credito dello stesso Sig. Scorza per reprografia. Credito che il Sig. Scorza, come gli altri aventi diritto, potrà incassare a valle di un paio di click sul sito SIAE, come è avvenuto per il Sig. G.P. (nominativo già contenuto nell’elenco) che ha ottenuto il pagamento del proprio diritto di reprografia in data 19 agosto 2014 dopo aver segnalato i propri recapiti in data 24 luglio 2014 (ovvero in 16 giorni lavorativi senza considerare il periodo estivo).

Per completezza, può anche segnalarsi come la procedura inserisca in automatico nell’elenco (come è giusto che sia) tutti coloro per i quali non sono disponibili tutti i dati necessari così da consentire agli stessi interessati di provvedere al relativo completamento attraverso il portale (anche a prescindere dalle ricerche effettuate o da effettuare). Ed ancora, va specificatamente rappresentato che le comunicazioni degli aventi diritto ad opera delle associazioni rappresentative – vd. accordo sopra citato – avviene a cadenza annuale con successiva integrazione (a cadenza superiore all’annuale) dei dati disponibili (o recapiti); il tutto, potendo SIAE operare le proprie verifiche aggiuntive solo a distanza fisiologicamente ciclica rispetto al momento dell’incasso.

Dunque, è vero che l’articolo falsifica volutamente il contenuto del sito della SIAE al fine di rappresentare una condizione confusoria o di imperizia oggettivamente inesistente, e tanto meno imputabile alla Società.
D’altro lato, se per un verso è inevitabile segnalare come la SIAE possa operare pagamenti solo una volta certa della correttezza del pagamento stesso (certezza impossibile in assenza di tutti i dati necessari), per altro e decisivo verso, è opportuno segnalare come lo stesso articolo del Sig. Scorza ometta di segnalare che l’elenco (strumentalmente, ma falsamente, irriso come di “irreperibili”) è pubblicato dalla SIAE unitamente a tutte le (per vero semplici) istruzioni per potere fornire le informazioni richieste ed ottenere il dovuto pagamento.

Piuttosto, può essere utile segnalare come nel corso degli anni di svolgimento dell’attività in questione (raccolta della reprografia e relativa ripartizione attraverso le associazioni di categoria maggiormente rappresentative), l’accordo a suo tempo sottoscritto da SIAE (come detto con l’approvazione del Mibact) ha portato ad una identificazione dei beneficiari nel 100% dei casi (l’identificazione è ovviamente questione diversa dalla disponibilità dei recapiti). Ancora, la distribuzione materiale dei proventi (invece dipendente non solo dalla identificazione, ma anche dalla già citata disponibilità dei dati) è avvenuta con una media di circa l’80% dei diritti incassati. Dunque, con un “non distribuito” giacente (comunque perfettamente accantonato, disponibile ed in attesa di fisica assegnazione) da considerarsi sostanzialmente ridotto se rapportato alla platea indistinta degli aventi diritto (che contempla anche e soprattutto soggetti non associati SIAE).

Infine, è altresì utile segnalare come, nonostante quanto appena riferito, la Direzione Generale della Società – nel marzo 2014 (e quindi ben prima dell’articolo in oggetto) – ha condiviso con il Consiglio di gestione (deliberazione specificamente assunta in data 10 marzo 2014) la revisione del sistema sino ad oggi adottato al fine di offrire un meccanismo che consenta di raggiungere la totalità della ripartizione secondo tempistiche e costi inferiori rispetto a quelli indotti dall’accordo ereditato dal passato.

Discorso sostanzialmente identico può farsi per il diritto di seguito.
Per tale ultimo settore, l’attività della SIAE (anche in questo caso rivolta non solo ad associati SIAE) è espressamente disciplinata dalla legge in ogni singolo passaggio; in particolare dal D.lgs. n. 118/2006 (recepimento della direttiva comunitaria n.39/2002) che ha modificato le norme della legge n. 633/1941 e del relativo regolamento di esecuzione.

Sulla base di tali disposizioni SIAE:

(a) trasmette agli artisti o loro eredi, che abbiano già un rapporto associativo/di mandato/di amministrato con SIAE trimestralmente una comunicazione che contiene l’elenco delle vendite incassate nel trimestre precedente, attendendo un termine di 60 gg per eventuali osservazioni;

(b) pubblica (con aggiornamento trimestrale) su apposita sezione del sito istituzionale l’elenco completo delle vendite per le quali ha ottenuto un incasso;

(c) pubblica un elenco, costantemente aggiornato, dei nominativi degli autori per i quali non siano stati ancora rintracciati i recapiti;

(d) pubblica sulla Gazzetta Ufficiale, semestralmente, l’elenco degli artisti i cui recapiti non siano ancora stati trovati; (e) integra l’elenco degli artisti con le informazioni trasmesse dall’ex Enap ora Fondo separato INPS.
Tutto quanto sopra è puntualmente descritto sul sito (cui si rinvia), ove pure sono indicate le procedure di riconoscimento necessarie ad ottenere i pagamenti dovuti.

Sempre per massima completezza, è anche utile segnalare che sempre con riguardo al diritto di seguito il “non ripartito” (accantonato ed in attesa di assegnazione), non supera il 4% del totale degli incassi (dunque con un ripartito superiore al 96%).

In conclusione, la scrivente Società non si ritiene esente da critiche (molte delle quali per vero derivanti da una storia difficile, oggi radicalmente mutata). Nè essa ritiene di non dover ricercare continui ed ulteriori miglioramenti (a presidio dei quali vi è oggi il profilo e l’impegno indiscutibile del Presidente Gino Paoli). La Società ritiene però che debbano essere rigettati con serena fermezza i puri pregiudizi (peggio se silentemente interessati) che siano ripetuti ossessivamente senza alcuna effettiva contestualizzazione ed in realtà rispondenti ad un disegno di gratuita e velenosa distorsione.

Gaetano Blandini
Direttore Generale S.I.A.E.

Bologna: KeepOn Festival il 12 e 13 settembre

Il prossimo raduno del circuito KeepOn, che raggruppa con il sostegno di Tuborg oltre un centinaio fra promoter, direttori artistici e manager di altrettanti club italiani, è in calendario venerdì 12 e sabato 13 settembre, per la prima volta nella città di Bologna.

Il festival di KeepOn ha trovato casa sotto le due torri grazie alla partnership con Modernista (www.modernista.org) ed è associato a Tutto Molto Bello, il torneo di calcetto per etichette indipendenti organizzato da Sfera Cubica e Locomotiv Club, in programma sabato 13 e domenica 14 settembre.

Venerdì 12 è in agenda KeepOn LIVE MUSIC Conference, una giornata di confronto, discussione e lavoro che avrà luogo in una sede prestigiosa e simbolicamente rilevante quale il Museo Internazionale della Musica di Bologna (www.museomusicabologna.it), al cui interno si svolgerà una serie di incontri, tavole rotonde, workshop e presentazioni riservata agli addetti ai lavori.
Da non perdere il convegno sulla riforma del diritto d’autore in Italia con gli interventi dei parlamentari Francesca Bonomo, Celeste Costantino e Andrea Romano.

Per maggiori informazioni:
http://www.keepon.it/portal/IT/pages/homepage

USA: nominato un nuovo responsabile per la tutela del diritto d’autore

Il presidente americano Barak Obama ha nominato Danni Marty come responsabile della tutela del diritto d’autore e della proprietà intellettuale, figura istituita negli Stati Uniti nel 2008 con lo scopo di rafforzare la lotta alla pirateria.

Finora l’incarico era stato ricoperto da Victoria Espinel che si è dedicata soprattutto all’attuazione del piano strategico per la proprietà intellettuale e ai rapporti con le aziende tecnologiche per ridurre il flusso di investimenti pubblicitari ai siti web che favoriscono la pirateria.

Fonte: www.siae.it

NUOVOIMAIE a Venezia71 lancia un fondo da 5 milioni di euro a sostegno del settore dell’audiovisivo

NUOVOIMAIE, la collecting per i diritti degli artisti, ha presentato venerdì scorso alla Mostra del cinema di Venezia il bando per l’assegnazione di finanziamenti a favore della produzione e distribuzione cinematografica e teatrale e a sostegno di artisti in difficoltà e attrici madri. “Sono qua per dare fiducia al NUOVOIMAIE – dice Beppe Fiorello presente per sostenere l’iniziativa – Stiamo iniziando un percorso nuovo, vedo il cambiamento, la creatività. Non assecondiamo chi in questo momento vuole dare un colore politico ai diritti”.

Sono stati proprio gli artisti consultati con un questionario online a decidere come suddividere il fondo. I 5 milioni di euro, destinati agli attori e doppiatori iscritti e non al NUOVOIMAIE, sono così ripartiti: tre milioni di euro per la produzione cinematografica e audiovisiva, ottocentomila euro per la produzione teatrale, settecentomila euro per la distribuzione dei progetti audiovisivi e teatrali finanziati, quattrocentomila euro per gli artisti che versano in stato di indigenza, e infine centomila euro per aiutare le attrici in maternità.

NUOVOIMAIE distribuirà agli artisti che ne faranno richiesta, a partire dal 15 settembre, finanziamenti per sostenere la produzione di un film o di un cortometraggio” dice il presidente Andrea Miccichè, e continua “La nostra scelta è chiara, vogliamo finanziare tanti progetti, sostenere più artisti, perché crediamo che così si possa innescare un circolo virtuoso in un settore vitale come quello dell’arte audiovisiva e teatrale, che risente profondamente della crisi che stiamo attraversando”. Ma non finisce qui. NUOVOIMAIE distribuirà agli artisti che ne faranno domanda, e che avranno i requisiti, un assegno una tantum da 5 mila euro “Sono 400 euro in più al mese – fa notare il Presidente – come in questo momento il Paese richiede”.

Luisa Ranieri, madrina del festival, intervenuta oggi alla presentazione dell’iniziativa ricorda l’attenzione che NUOVOIMAIE ha dedicato alle attrici madri “Da mamma ho capito che è importante sentirsi aiutate. Noi artisti siamo precari in tutto, ma è bello sapere che c’è un istituto che si occupa di noi”. Ma l’attività dell’Istituto non si esaurisce qui, e il Presidente Miccichè anticipa il lavoro che NUOVOIMAIE sta portando avanti con il Comune di Roma, il DAMS e il Conservatorio per creare un grande centro per le arti che diventi un collettore della creatività.

Ma da dove arrivano i 5 milioni di euro? Il fondo deriva interamente dalla copia privata. NUOVOIMAIE, che è un ente privato che lavora sotto la vigilanza del MIBAC, del Ministero del Lavoro e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, deve destinare per legge il 50% dell’introito da copia privata ad attività di studio, ricerca, promozione, formazione e sostegno degli artisti. E che cos’è la copia privata? “Quando acquistiamo un device tecnologico o un supporto vergine capace di copiare 1, 10, 100 volte un brano musicale o un film – spiega ancora il presidente – paghiamo una sorta di “compensazione”, un piccolo dovuto riconoscimento, all’artista che dalla copia di un’opera non riceve i diritti che gli spetterebbero se quella stessa opera fosse acquistata”.

Nell’attuale mercato liberalizzato, che vede le collecting contendersi la rappresentatività degli Artisti Interpreti Esecutori, questo fondo è il punto di incontro di tutta la categoria, una grande opportunità per unire tutti gli Artisti, cancellare il passato e voltare definitivamente pagina.

Indicam: lo “Sblocca italia” spalanca le porte alla contraffazione nel design

Secondo Federlegno e Indicam (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione) il pacchetto “Sblocca Italia” messo a punto dal Governo introduce un provvedimento che – se approvato – spalancherebbe le porte alla copia libera delle opere di design e avrebbe effetti pesantissimi sul settore arredo-design.
L’articolo 37, infatti, consentirebbe la sola tutela dei disegni registrati, ma non riconoscerebbe il valore artistico delle opere di design e quindi la protezione attraverso il diritto d’autore. Il provvedimento provocherebbe danni rilevanti a un settore strategico per l’economia nazionale, costituito da 68mila aziende, che danno occupazione a 370mila addetti, contribuisce per il 2% al prodotto interno lordo ed esprime un fatturato export di oltre 12 miliardi di euro, con un saldo positivo di quasi 8,5 miliardi di euro.

“L’eccellenza italiana, frutto di capacità di innovazione, creatività ed originalità, che tutto il mondo ci riconosce, è costantemente sotto assedio da parte dei contraffattori”, sottolineano Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo, e Mario Peserico, presidente di INDICAM. “Ed è paradossale che in un provvedimento varato per sostenere le imprese sia inserito un articolo che in realtà le rende vulnerabili”.

FederlegnoArredo e INDICAM rilevano, inoltre, che l’articolo 37 riprende il testo di una proposta di legge sul design che di fatto concede a un limitato numero di imprese che operano nel settore dell’arredamento il via libera alla riproduzione dei classici del design. Il rischio di tale norma, non prevedendo la tutela tramite diritto d’autore, è di rendere l’Italia un luogo sicuro per la copia libera dei grandi oggetti di design, pregiudicando un sistema di valori strategici, ancor prima che economici, che invece andrebbero preservati.

La modifica che si vorrebbe introdurre risulta inoltre in contrasto con le convenzioni internazionali in materia di diritto d’autore, alle quali anche l’Italia ha aderito. “Ci auguriamo che il Governo”, precisano Snaidero e Peserico, “così sensibile al tema del Made in Italy, prenda sul serio le nostre osservazioni e operi affinché questo decreto rappresenti un reale strumento di progresso e di competitività. Se il nostro Paese non è in grado di tutelare i prodotti delle imprese italiane, come si può pretendere di promuovere l’eccellenza italiana nel mondo?”