Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Salone Torino – Il segno “meno” si riduce (ancora) nel primo quadrimestre 2015, in base ai dati Nielsen per AIE. Il 15 maggio la presentazione

Non è ancora un segno “+”. Ma rallenta, fino a dimezzarsi, il trend negativo che ha caratterizzato l’andamento del mercato del libro negli anni e nei mesi precedenti. Il settore, relativamente ai soli canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione, escluso Amazon) nei primi quattro periodi dell’anno (da gennaio al 18 aprile), ha fatto segnare un ulteriore rallentamento nel segno negativo che lo sta caratterizzando dal 2011 con un -2,6% a valore e un -4,0% a copie, dimezzando i valori negativi dello stesso periodo del 2014 (quando il segno meno era ben più importante: -4,9% a valore e -7,4% a copie). È quanto emerge dai primi dati dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) che sarà presentata venerdì, 15 maggio, dalle 12 alle 14 nell’ambito del convegno Il paesaggio dopo la tempesta. Sette parole per raccontare il 2015, in programma nella Sala Blu del Salone.

Un momento di riflessione organizzato da AIE, in collaborazione con il Salone internazionale del Libro di Torino, per fotografare il mondo del libro nel 2014 e a inizio 2015. Ma soprattutto uno sguardo sul futuro, dati alla mano, su cui confrontarsi attraverso sette parole chiave: lettura, e-book, tascabili/mass-market, grande distribuzione, e-Commerce, best-seller, efficienza.

Sette parole per leggere lo spiraglio che sembra intravvedersi con il calmarsi della tempesta. E per individuare i cosiddetti punti di ripartenza del mercato del libro.

Se teniamo presente infatti che in questi primi dati non sono comprese le vendite di ebook e che tradizionalmente la prima parte dell’anno non è mai stata un periodo in cui le case editrici pubblicano i titoli di maggior richiamo, esce confermato il quadro di chiusura del 2014: la parte più drammatica della “tempesta perfetta” è passata e gli italiani – anche se in modo diverso rispetto a quattro anni fa quando tutto è iniziato – ricominciano a pensare di spendere in “lettura”.

Quella che infatti, sbrigativamente, si è chiamata “crisi” è stata anche un acceleratore di processi di cambiamento nelle organizzazioni e nei processi aziendali, nello sviluppo di nuovi prodotti (di cui l’e-book è solo la parte più evidente e mediatica), di nuovi strumenti di comunicazione meglio rispondenti a un lettore e a un cliente che cambia, che compra e legge sempre più in mobilità.

Interverranno, introdotti dal saluto del presidente di AIE Marco Polillo e moderati dall’Ufficio studi AIE Giovanni Peresson, Sandro Ferri (E/O), Monica Manzotti (Nielsen), Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), Alessandro Monti (Feltrinelli).

Mercato unico digitale: gli editori italiani molto interessati a partecipare. Polillo (AIE): “Fa piacere constatare che la Commissione sottolinei il ruolo delle industrie creative in questo scenario”

“E’ l’inizio di un percorso cui siamo molto interessati a partecipare”, è il primo commento del Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo al documento presentato la settimana scorsa dalla Commissione europea sulla Strategia per il mercato unico digitale.

“Fa piacere constatare – ha aggiunto Polillo – come la Commissione sottolinei il ruolo delle industrie creative, e quindi anche dell’editoria, nello sviluppo dell’Europa digitale, e negli obiettivi di crescita e occupazione che sono alla base della sua strategia”.

Il documento della Commissione evidenzia l’importanza della tutela del diritto d’autore per garantire lo sviluppo delle industrie creative, e lo affronta a 360 gradi, proponendo una serie di temi su cui annuncia necessari approfondimenti per arrivare in tempi rapidi a concrete proposte normative. Molti gli argomenti affrontati: la territorialità, e in particolare la possibilità per i consumatori che acquistino accessi legali in un paese di utilizzarli anche in un altro paese dell’Unione; l’armonizzazione delle eccezioni, alla ricerca di “soluzioni che massimizzino l’offerta disponibile per gli utenti e aprano nuove opportunità per gli autori preservando al contempo l’equilibrio economico dei media e dei contenuti innovativi europei”; la lotta alla pirateria in Internet, che sia efficace anche cross-borders; la necessità di un ruolo più attivo degli intermediari del web nella rimozione dei contenuti illegali pubblicati attraverso i propri servizi. Si preannuncia un pacchetto organico di misure sulle quali la Commissione dovrà fare i necessari approfondimenti così da avere un nuovo quadro generale equilibrato. “Certo, la posizione italiana sullo stesso tema, pubblicata a fine marzo, è ancora più incisiva, richiamando ad esempio la necessità di sostenere soluzioni contrattuali innovative, basate su licenze, per favorire l’accesso legale ai contenuti – ha sottolineato Polillo – ma anche su questo il documento della Commissione lascia aperte le porte a soluzioni autenticamente innovative”.

L’interesse degli editori non è limitato al diritto d’autore. Proprio perché protagonisti del digitale, guardano con interesse anche a quanto il documento dice a proposito di IVA, quando ripropone all’ordine del giorno l’IVA sugli ebook. “Anche in questo caso il testo avrebbe potuto essere più coraggioso – ha proseguito Polillo – perché il riferimento alla riforma generale dell’IVA in Europa rischia di implicare tempi molto lunghi, ma è importante che il tema sia sul tappeto”.

Altro tema di grande rilevanza è quello della concorrenza tra industrie creative e grandi intermediari di Internet, il cui potere di mercato “preoccupa” la Commissione, che di conseguenza si impegna a condurre un’analisi di vari aspetti del problema: dall’uso delle grandi quantità di dati raccolti dalle piattaforme online ai rapporti tra queste e i fornitori dei contenuti, e alla necessità di garantire ai consumatori la portabilità dei contenuti, oggi spesso bloccata dalla mancanza di interoperabilità. “Forse si sarebbe potuto aggiungere anche qui un cenno al tema fiscale – ha aggiunto Polillo – giacché quando in uno stesso mercato gli operatori non sono soggetti agli stessi regimi fiscali, la concorrenza rischia di essere semplicemente una chimera”.

Nel complesso, il documento della Commissione apre un percorso, che dovrà passare da analisi di impatto, approfondimenti, ricerca di equilibrio tra esigenze diverse. “La Federazione europea degli editori FEP – ha ricordato il delegato AIE nella Federazione, Stefano Mauri – ha immediatamente dato la sua disponibilità a collaborare pubblicando un primo commento che condividiamo a pieno. Non poteva essere altrimenti, considerato che gli editori italiani sono particolarmente attivi nel dibattito europeo”.

Tutti i Numeri del Cinema Italiano anno 2014

Presentati il 5 maggio, a cura della Direzione Generale per il Cinema – MiBACT e ANICA, alla Multisala Barberini di Roma, alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini i dati Cinema del 2014: produzione film in Tv e in Sala.

Nicola Borrelli DG Direzione Cinema MiBACT, Riccardo Tozzi Presidente Anica, Francesca Cima Presidente Produttori Anica, Andrea Occhipinti Presidente Distributori Anica, hanno messo in evidenza alcuni elementi significativi sulla filiera cinematografica. In sintesi: effervescenza creativa, con qualche contraddizione; fragilità crescente dell’industria e delle strutture in grado però di confrontarsi con un mercato sempre più competitivo. Nel 2014, la produzione è cresciuta ed è aumentato il numero dei film italiani realizzati, 201 in totale rispetto ai 167 dell’anno precedente; in cima agli incassi c’è la commedia Un boss in salotto ma nessun titolo italiano ha raggiunto i livelli di incasso dei due anni precedenti e la classifica evidenzia una generale riduzione di presenze, fino a scendere per la prima volta sotto la soglia delle 800mila per il titolo in decima posizione; la quota di mercato ha retto arrivando al 27% ma mostra un preoccupante calo nel primo trimestre 2015, dove scende al 25% (-8 punti percentuali sullo stesso periodo del 2014).

Il rapporto tra grande e piccolo schermo va assolutamente migliorato, così forte nel segmento della produzione non è altrettanto solido sul fronte della programmazione: i titoli italiani recenti (prodotti dal 2009) programmati su tutte le reti generaliste in prima serata sono solo 62, di cui 45 su Canale 5. Si inserisce anche la riduzione delle coproduzioni, che indica un ripiegamento sulla produzione 100% nazionale (+ 43 titoli).

Le risorse economiche destinate alla produzione non aumentano proporzionalmente al numero di film: +38 film di iniziativa italiana prodotti corrispondono a solo +12 milioni di euro rispetto al 2013, quindi forte frammentazione degli investimenti e calo del budget medio per film. Rimane invariato, infatti, il numero di titoli che hanno dichiarato un costo medio superiore a 2,5 milioni, budget già di gran lunga inferiore alle medie internazionali. Mentre aumentano significativamente i film con budget fino a 0,8 milioni di euro (da 80 a 112), assorbendo quasi completamente la variazione positiva del numero rispetto all’anno precedente.

Gli investimenti pubblici statali sono sempre più spostati verso misure automatiche e indirette (le varie forme del credito di imposta) e i contributi diretti (destinati a lungometraggi di Interesse Culturale, Opere Prime e Seconde, Sceneggiature originali) pesano ormai solo per circa l’8% sul totale, mostrando anch’esse segnali di ulteriore frammentazione. Di grande interesse l’aumento graduale del peso dei contributi regionali (Fondi e Film Commission), che incidono nel 2014 per circa il 4% del totale, ed è quasi raddoppiato il numero degli interventi di tax credit esterno, con un +62% di valore degli investimenti, e del tax credit distribuzione.

Di grande rilievo anche l’aumento di progetti e di Paesi interessati dal tax credit internazionale.

Convenzione Siae-Comune di Milano per l’Expo

E’ in vigore l’accordo tra il Comune di Milano e la Siae per garantire semplificazioni procedurali e agevolazioni sul diritto d’autore nel periodo dell’Expo. La convenzione si applica a tutti gli operatori che organizzano iniziative ed eventi live che rientrano nel calendario di Expo in città e che si tengono nel capoluogo lombardo e nell’area metropolitana milanese.

Gli operatori culturali e gli organizzatori di eventi live del palinsesto di Expo in Città possono sbrigare tutte le pratiche autorizzative e relative al calcolo dei diritti d’autore e dei depositi cauzionali presso lo Sportello Manifestazioni Expo in città del Comune di Milano, invece di doversi recare presso l’agenzia mandataria della Siae competente per la zona dove dovrà svolgersi l’evento. A questo sportello un addetto della Società Italiana degli Autori ed Editori fornisce consulenza e supporto amministrativo per il disbrigo delle pratiche Siae a coloro che ne hanno bisogno.

Grazie alla convenzione le manifestazioni gratuite, con esecuzioni musicali di repertorio, godono di una riduzione del 10% dei compensi fissi per diritto d’autore. Gli organizzatori di eventi live sono inoltre esonerati dal versamento di depositi cauzionali a garanzia del diritto d’autore, laddove il dovuto per il periodo di durata dell’evento sia inferiore ai mille euro. “Agevolazioni non di poco conto – ha evidenziato Filippo del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano – considerato che a beneficiarne saranno gli organizzatori del 50% circa degli eventi del calendario Expo in città“. La convenzione col Comune di Milano prevede anche che la Siae promuova progetti di creatività giovanile, e non solo, che saranno individuati dal Comitato di Expo in città.

Expo 2015 è un’occasione unica ed una vetrina imperdibile per valorizzare il nostro repertorio culturale. In conseguenza, la Siae ha ritenuto importante stipulare con il Comune di Milano una convenzione finalizzata a facilitare l’organizzazione degli eventi che, nell’ambito di Expo in città, interesseranno tutte le arti creative – dichiara Gaetano Blandini, Direttore Generale della Siae – La convenzione, inoltre, rappresenta un ulteriore tassello dell’attenzione della Siae per incrementare le iniziative dei giovani nel campo della creatività. E va ad aggiungersi a quanto la Società ha già avviato con la gratuità dell’iscrizione fino ai 30 anni di età e l’apertura di un nuovo sito giovani.siae.it, primo importante passo nel processo di trasformazione digitale della Siae attualmente in corso”.

Fonte: SIAE

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS invita i governi di Italia e di Germania a non ostacolare la ratifica da parte dell’UE del Trattato di Marrakech sul diritto alla lettura

Comunicato stampa

Sono passati quasi due anni dalla firma a Marrakech di un trattato che segna un fondamentale passo in avanti per la realizzazione del pieno accesso ai libri da parte delle persone cieche e ipovedenti. Tuttavia, il governo tedesco e quello italiano, a nostro avviso, si stanno adoperando affinché gli Stati membri dell’Unione europea blocchino la ratifica da parte dell’UE del Trattato di Marrakech. Questa riluttanza non è dovuta tanto a tecnicismi legali, ma quanto alla carente volontà politica di garantire a tutte le persone non vedenti, ipovedenti e con altre disabilità di lettura il pieno accesso al patrimonio librario dell’umanità indipendentemente dai vincoli del diritto d’autore.

Il Presidente dell’Unione Europea dei Ciechi (EBU), Wolfgang Angermann, ha detto: “Come cittadino tedesco con disabilità visiva e anche come cittadino europeo, sono profondamente deluso dalla riluttanza della Germania ad accettare la ratifica da parte dell’UE di questo trattato. Sollecito il governo tedesco a rivedere le proprie posizioni e a offrire il proprio sostegno a un accordo per la rapida ratifica da parte dell’Unione europea che verrà discusso la prossima settimana durante la riunione del Consiglio dell’Unione europea”.

Il governo tedesco, come scusa per opporsi alla ratifica UE, fa riferimento ad alcune affermazioni false e inconsistenti secondo le quali questo settore non è di esclusiva competenza dell’UE, nonostante sia i servizi giuridici della Commissione sia quelli del Consiglio abbiano insistito sull’evidenza della competenza esclusiva dell’UE, fatto supportato da molteplici giudizi della Corte europea (http://kluwercopyrightblog.com/2015/05/03/blocking-marrakesh-an-argument-based-on-a-house-of-cards/).

Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, ha espresso il proprio disappunto per la posizione assunta dal governo italiano il quale, ostacolando la ratifica del Trattato di Marrakech, non rispetta i suoi obblighi nei confronti delle persone con disabilità ai sensi dell’art. 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. “Il nostro governo non trae alcun vantaggio da questa posizione e perde, invece, una grande occasione per porre fine alla “carestia dei libri” assicurando a milioni di persone cieche e ipovedenti in tutto il mondo l’accesso all’educazione, alla cultura e allo svago attraverso la lettura”.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS non riesce a comprendere le ragioni per cui l’Italia, che ha una legislazione particolarmente avanzata riguardo alle eccezioni al diritto d’autore in favore delle persone disabili, abbia assunto in seno al Consiglio dell’Unione europea una posizione chiaramente contrastante con le esigenze delle persone non vedenti in Europa e nel resto del mondo. La scorsa settimana la Commissione europea ha proposto un compromesso che rispetta la sovranità dei singoli Stati membri dell’UE per quanto concerne la ratifica del Trattato di Marrakech pur affermando il principio della competenza giuridica dell’Unione europea. Respingendo questo compromesso, i governi dell’Italia e della Germania hanno dimostrato scarsa flessibilità, al punto da compromettere un possibile accordo.

Se dovesse concretizzarsi il blocco della ratifica del Trattato di Marrakech da parte dell’Unione europea le barriere del diritto d’autore all’accesso alla cultura da parte dei non vedenti continueranno ad esistere ancora per molti anni e i cittadini non vedenti e ipovedenti dovranno attendere che la Corte di giustizia europea esprima il proprio parere (indubbiamente favorevole alla competenza esclusiva dell’UE riguardo alla ratifica) e che l’UE adotti una nuova normativa quadro comunitaria sul diritto d’autore. Questo ritardo, probabilmente di molti anni, non appare né ragionevole né giustificabile.

Invitiamo caldamente il governo italiano a mostrare maggiore sensibilità nei confronti delle esigenze di milioni di persone cieche e ipovedenti e a dare sostegno a una rapida ratifica del Trattato di Marrakech in tutto il mondo.

Altre informazioni sul Trattato di Marrakech

Il punto centrale di questo trattato è un articolo che autorizza le organizzazioni e le biblioteche dei ciechi a condividere le proprie raccolte di titoli accessibili con altre comunità parlanti la stessa lingua in tutto il mondo. Per es. la Spagna e l’Argentina sarebbero in grado di condividere il proprio patrimonio librario accessibile di oltre 150.000 titoli con tutti i paesi dell’America Latina, non appena il governo di ciascun paese beneficiario avrà ratificato e adottato le misure per far entrare in vigore il Trattato. In sintesi, esso stabilisce il quadro giuridico fondamentale per l’adozione di deroghe nazionali in materia di diritto d’autore in quei paesi che ne sono privi e stabilisce un regime per lo scambio transnazionale di libri in formato accessibile.

Presentazione del Quinto osservatorio UELCI sull’editoria religiosa, Salone del Libro di Torino, 14 maggio 2015

 

Sempre di più e sempre più giovani. Ma – e questa è la vera novità – anche sempre più non praticanti (o non credenti). Sono anche loro il nuovo “pubblico” dell’editoria religiosa, che si affianca a quello più “tradizionale”, così come emerge dal Quinto osservatorio sull’editoria cattolica, commissionato dall’Unione editori e librai cattolici italiani (UELCI) e curato dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana editori (AIE) e dal Consorzio Editoria Cattolica (CEC) che per la prima volta, eccezionalmente, sarà presentato a tutti nell’ambito dell’incontro Editoria religiosa tra dinamiche di mercato e ricerca di senso, in programma per giovedì 14 maggio alle 14 nell’Area Professionale del Padiglione 1 del Salone internazionale del Libro di Torino.

Un osservatorio e un’indagine unica perché mettono a sistema tutti i dati reali di editori e distributori del settore ma soprattutto un esempio significativo di uno dei più evidenti casi di trasformazione di un settore, quello dell’editoria religiosa. Anche questa ha attraversato – e attraversa – la tempesta che ha investito tutta l’editoria italiana, non solo nelle dinamiche di mercato. L’editoria religiosa, anche con le sue librerie, si trova infatti oggi a fare i conti con la concorrenza di quella “laica”, con gli store on-line e gli e-book, tutti elementi che segnalano da un’altra angolazione le trasformazioni del suo pubblico.

Appunto, il pubblico, i lettori. Chi legge oggi i libri religiosi? Tanti, sempre di più. Se si mettono a confronto due indagini sulla lettura – quella Istat del 2000 (che rilevava gli italiani con più di 6 anni di età lettori di almeno un libro all’anno) e quella Ipsos 2014 (che rileva quella degli italiani con più di 18 anni lettori) – si vede chiaramente che, pur con metodologie diverse di ricerca, in 14 anni i lettori di libri di argomento religioso sono letteralmente raddoppiati. E raggiungono oggi quota 5,7 milioni.

Non basta. La vera curiosità nasce dal fatto che una fetta consistente di questi quasi 6 milioni di lettori è composta da non praticanti e non credenti. Parliamo di ben 4 italiani su 10: il 37,7% per la precisione. È l’onda lunga della testimonianza di Papa Bergoglio e dei fenomeni mediatici legati alla rinuncia di Benedetto XVI o invece il bisogno di ricerca di un senso ad allargare la platea del mercato? E come giocano in questo processo editori “laici” e librerie sia laiche che religiose? O lo stesso e-commerce (fisico o digitale)?

Interverranno, moderati da Giovanni Peresson, Andrea Angiolini (direttore editoriale de Il Mulino), Pier Luigi Cabri (direttore editoriale di EDB), Enzo Pagani (libreria Ancora e Vice presidente Uelci), Antonio Spadaro (direttore di «Civiltà Cattolica»).

Ufficio Siae nel Centro Servizi Expo

Un ufficio Siae è presente nel Centro Servizi all’interno del Quartiere Fieristico di Expo 2015, la manifestazione in programma a Milano da maggio a fine ottobre.

Aperto fino a pomeriggio inoltrato, dal lunedì al venerdì, ha lo scopo di fornire assistenza e supporto immediato ai partecipanti all’Expo per qualsiasi esigenza e necessità (inerente alla partecipazione all’evento).

In particolar modo il Centro Servizi è una sede operativa di amministrazioni centrali e periferiche dello Stato. Nel grande salone Siae sarà possibile ottenere le autorizzazioni e le licenze per l’utilizzazione delle opere dell’ingegno ma si potranno anche definire le procedure di accertamento e liquidazione dell’IVA e delle imposte sugli intrattenimenti ( se dovute).

Lo sportello Siae si trova presso il Partecipants Service Center (PSC) – padiglione E16 di Rho Fiera Milano, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 17,00 (numeri telefonici: 02 36629076, 02 36629077, 02 36629049), mail: [email protected]

“La direttiva enforcement antitrust (e la direttiva enforcement IP)”, Milano, 15 maggio 2015 (convegno AIDA)

DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA

XXVII incontro di Aida
La direttiva enforcement antitrust (e la direttiva enforcement IP)

Milano, Venerdì 15 maggio 2015
Sala Ricci – Centro Culturale San Fedele
Piazza San Fedele 4

Programma

ore 9.15 – Saluti
Fabio Rugge, Rettore all’Università di Pavia
Francesca Fiecconi, Corte di appello Milano, Scuola Superiore della Magistratura
Marina Tavassi, Presidente Sezione Specializzata, Tribunale di Milano

Presiede
Luigi Carlo Ubertazzi, professore ordinario all’Università di Pavia

Relazioni
Gli enforcement privato e pubblico
Giuliano Fonderico, ricercatore all’Università Luiss Guido Carli di Roma

Il danno risarcibile
Mario Todino, LLM Bruges

Il trasferimento del sovrapprezzo
Enrico Camilleri, professore ordinario all’Università di Palermo

La responsabilità solidale
Cristoforo Osti, professore ordinario all’Università degli studi del Salento – Lecce

La prescrizione
Massimiliano Granieri, professore associato all’Università di Brescia

Onere probatorio e prove
Marco De Cristofaro, professore ordinario all’Università di Padova

Consumatori ed enforcement antitrust
Josef Drexl, direttore Max Planck Institute for Innovation and Competition, Monaco

ore 14.00
Presiede
Josef Drexl, direttore Max Planck Institute for Innovation and Competition, Monaco

Relazioni
Accertamento amministrativo e giudizio risarcitorio
Biagio Giliberti, Università di Bari

L’accesso alle prove del procedimento amministrativo
Michele Trimarchi, dell’Università Luiss Guido Carli di Roma

La divulgazione delle prove
Giuseppe Finocchiaro, professore associato all’Università di Brescia

Attorney privilege e attorney product
Valeria Falce, professore associato all’Università Europea di Roma

Le sanzioni dell’ingiunzione di divulgazione
Emanuela Arezzo, professore aggregato all’Università di Teramo

Direttiva e principi del processo civile italiano
Andrea Giussani, professore ordinario all’Università di Urbino Carlo Bo

Conclude
Roberto Pardolesi, professore ordinario alla LUISS

Segreteria organizzativa del convegno
Paluc s.r.l. [email protected]

Gli atti del convegno saranno pubblicati da Giuffrè in Aida 2015

Con il patrocinio di
Commissione UE – Rappresentanza Milano

Il Convegno è accreditato
dall’Ordine degli Avvocati di Milano con 6 crediti
dall’Ordine dei Commercialisti di Milano con 8 crediti
dall’Ordine dei consulenti IP con 5 crediti

Mercato unico UE: le nuove strategie

Dalla revisione dell’Iva agli investimenti nella banda larga, dal diritto d’autore alla fine del blocco a contenuti e acquisti negli altri paesi europei. E’ l’obiettivo della strategia Ue che mira entro fine 2016 a gettare le basi del mercato unico digitale europeo, concorrenziale a quello Usa.

Un’iniziativa attesa e tra le priorità della Commissione Juncker, che ha riscosso il plauso di operatori, consumatori ed eurodeputati. Nei mesi a venire dovranno essere discusse con Europarlamento e stati membri le proposte legislative, con la speranza che questa volta le iniziative non restino lettera morta.

Oggi gettiamo le basi per il futuro digitale dell’Europa, voglio vedere reti tlc pancontinentali e servizi digitali transfrontalieri“, ha dichiarato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

Lunga la lista delle misure-chiave che dovranno essere prese entro la fine del 2016. In arrivo nuove regole contrattuali per gli acquisti online sia di prodotti reali (dai vestiti agli elettrodomestici) che virtuali (app, film, musica, e-book), una revisione della protezione dei consumatori, e nuove norme contro i costi eccessivi delle spedizioni via corriere. Oltre alla fine del geo-blocking ingiustificato e un copyright rivisto, si faciliterà anche la vendita dei diritti per il settore creativo e verrà estesa la direttiva su cavo e satellite ad alcuni servizi online simili, più la revisione della direttiva media e un’analisi delle piattaforme online.

Altro punto chiave, la revisione dell’Iva per armonizzarla tra i 28, i paesi extra-Ue e tra i prodotti fisici e online come gli e-book. Sul fronte degli operatori, ci saranno nuove regole per la gestione dello spettro, a cui gli stati membri finora si sono opposti, e per gli investimenti nella banda larga.

E poi ancora, protezione dei dati personali e cybersicurezza, uso dei ‘big data’ e creazione di un cloud europeo, oltre a un nuovo piano per l’e-governement.

Fonte: ANSA

Diritto d’autore, anche quest’anno l’Italia fuori dalla lista nera degli USA

Anche nel 2015 l’Italia non figura nella Watch List degli Stati Uniti. Nell’ultima edizione del Report Special 301 dell’ufficio del commercio statunitense (United States Trade Representative – USTR), pubblicato il 30 aprile scorso, il nostro Paese è infatti fuori dalla lista nera dei Paesi sotto osservazione per lo stato della tutela della proprietà intellettuale.

Il Governo americano ha nuovamente riconosciuto gli sforzi intrapresi dall’Italia nella lotta al downloading illegale grazie in particolare al Regolamento Agcom sul diritto d’autore online. Il provvedimento è stato approvato dall’Autorità il 12 dicembre 2013 ed è entrato in vigore dal 31 marzo 2014, introducendo una serie di procedure di notice-and-takedown per contrastare la pirateria su larga scala.

Per gli USA, l’applicazione delle norme ha prodotto effetti “positivi” in particolare con importanti e numerose azioni “nei confronti di diversi siti web che offrivano contenuti in violazione del diritto d’autore”. “Questi siti – si legge nel Report – hanno cessato di operare in Italia, rimosso i contenuti illegali o cominciato a cooperare con i titolari dei diritti d’autore”.

L’Italia è fuori dalla Watch List dal 2014, dopo venticinque anni in cui veniva considerato un Paese critico per quanto riguarda la protezione dei diritti e la tutela del copyright.

Fonte: SIAE