Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Parlamento Europeo e riforma del diritto d’autore: risoluzione (non vincolante) lo scorso 9 luglio per la promozione della diversità culturale e l’accesso ai contenuti

Nella riunione di giovedì 9 luglio scorso, i deputati del Parlamento Europeo hanno dichiarato che le prossime proposte di riforma per adattare il diritto d’autore all’era digitale devono garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi dei creatori e dei consumatori. Il Parlamento chiede inoltre di migliorare l’accesso ai contenuti online a livello transfrontaliero, pur riconoscendo l’importanza delle licenze territoriali, specialmente per quanto riguarda la produzione audiviovisiva e cinematografica.

Il Parlamento ha ascoltato le preoccupazioni degli europei e definitivamente respinto la proposta di limitare il diritto di fotografare liberamente lo spazio pubblico. Questa decisione esemplifica il messaggio centrale della relazione: l’imminente proposta di riforma da parte del Commissario Oettinger deve riflettere il ruolo essenziale e poliedrico delle eccezioni – dando agli autori lo spazio per creare, agli utenti la certezza del diritto per le loro azioni quotidiane e l’accesso a tutti alla cultura e alla conoscenza” ha dichiarato Julia Reda (Greens/EFA, DE), a conclusione del voto.

La risoluzione non vincolante, che valuta l’attuazione degli aspetti fondamentali del diritto d’autore nell’UE, in vista della prossima proposta di modernizzazione del diritto d’autore della Commissione, è stata approvata con 445 voti a favore, 65 contrari e 32 astensioni.

Migliorare l’accessibilità transfrontaliera per la cultura e la conoscenza

Il Parlamento afferma che ai consumatori è negato troppo spesso l’accesso ad alcuni servizi legati ai contenuti per ragioni geografiche, sottolineando che le pratiche di blocco geografico adottate dall’industria non dovrebbero impedire alle minoranze culturali che vivono negli Stati membri dell’UE di accedere ai contenuti o ai servizi, sia gratuiti che a pagamento, offerti nella loro lingua; Esorta quindi la Commissione a proporre soluzioni adeguate per migliorare l’accessibilità transfrontaliera dei servizi e dei contenuti protetti da diritto d’autore per i consumatori.

Tuttavia, Il Parlamento prende atto anche dell’importanza delle licenze territoriali, specialmente per la produzione audiovisiva e cinematografica, che riflettono la ricca diversità culturale dell’Europa. Nella risoluzione si dichiara anche che, sebbene il copyright implichi intrinsecamente la territorialità, non vi è alcuna contraddizione tra quest’ultima e la portabilità dei contenuti e che si esprime sostengo per le iniziative finalizzate a migliorare la portabilità.

Norme sul copyright per l’era digitale e giornalismo

La Commissione dovrebbe rivedere le eccezioni esistenti per le norme sul copyright al fine di adattarle meglio all’ambiente digitale. Si dovrebbe inoltre valutare l’introduzione di un’eccezione che consenta alle biblioteche pubbliche e egli enti di ricerca di concedere legalmente in prestito al pubblico opere in formato digitale nonché “l’estrazione di dati e testi” per finalità di ricerca.

l Parlamento chiede misure volte a garantire una remunerazione equa e adeguata per tutte le categorie di titolari dei diritti, anche per quanto riguarda la distribuzione digitale delle loro opere, e migliorare la posizione contrattuale degli autori ed esecutori rispetto ad altri titolari di diritti e intermediari.

Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di esaminare l’impatto del titolo unico europeo sul diritto d’autore che copra tutto il territorio dell’Unione europea.

Immagini di edifici pubblici e opere d’arte

Per quanto riguarda il diritto di creare e pubblicare le immagini e le fotografie di edifici pubblici e opere d’arte, i deputati hanno preferito mantenere la situazione attuale eliminando la proposta presente nel progetto di risoluzione dove l’utilizzo commerciale di tali immagini sarebbe stato consentito solo previa richiesta di autorizzazione preventiva ai titolari dei diritti. Secondo le norme attuali sul diritto d’autore UE, gli Stati membri hanno la possibilità di inserire la cosiddetta clausola sulla “libertà di panorama” nelle propria legislazione sul copyright, per consentire a chiunque di usare tali riproduzioni senza previa autorizzazione.

Prossime tappe

La Commissione deve presentare una proposta entro la fine del 2015 per modernizzare il diritto d’autore UE in modo da adattarlo all’era digitale.

SIAE: accolto il ricorso in Commissione Tributaria Regionale sulla questione della legittimità del bollino prima del 2009

Con una sentenza depositata il 6 luglio, la Commissione Tributaria Regionale di Roma ha accolto il ricorso in appello proposto dalla Siae contro la Edizioni Master. Una vicenda che ribadisce la piena legittimità del contrassegno Siae, anche negli anni precedenti al 2009, anno di emanazione del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che ha confermato l’obbligatorietà del bollino e risolto i precedenti dubbi sollevati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nel 2012, in primo grado presso la Commissione Tributaria Provinciale di Roma, la società Edizioni Master aveva ottenuto il rimborso delle somme versate per i contrassegni tra il 2004 e il 2008.

Il 6 luglio è stata depositata la decisione di appello – di cui nei prossimi giorni verranno pubblicate le motivazioni – che riconosce il corretto operato della Siae e annulla eventuali obblighi di rimborso di quest’ultima.

Fonte: www.siae.it

Università di Bologna: Master diritto delle nuove tecnologie e informatica giuridica a.a. 2015/2016

L’Università di Bologna, il CIRSFID e la Facoltà di Giurisprudenza, in collaborazione con l’EULISP (European Legal Informatics Study Programme) promuovono, per l’anno accademico 2015/2016, la XV edizione del “Master Universitario in Diritto delle nuove tecnologie e Informatica giuridica”.

Il Master persegue l’obiettivo di fornire ai partecipanti approfondite conoscenze e capacità di studio ed analisi nei settori dell’informatica giuridica, del diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie. Lo scopo è la formazione di professionisti in possesso di preparazione scientifica, metodologica e tecnologica idonea ad affrontare con piena padronanza le problematiche giuridico-informatiche nel contesto della information society.

Il bando di ammissione (con scadenza 11 dicembre 2015) e maggiori informazioni sul Master sono reperibili sulla seguente pagina internet:
http://www.unibo.it/it/didattica/master/2015-2016/diritto_delle_nuove_tecnologie_e_informatica_giuridica

Gianfranco Negri-Clementi, Silvia Stabile, Il Diritto dell’Arte (Vol. 3, La protezione del patrimonio artistico)

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Il Diritto dell'Arte Vol 3Il terzo volume della collana Il Diritto dell’Arte è dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale nell’ordinamento italiano

 I saggi contenuti nel volume affrontano il tema delle novità legislative e delle politiche del settore della cultura, del turismo e del territorio nel sistema italiano e internazionale (UNESCO), della tutela e della valorizzazione dei beni culturali pubblici e privati, anche immateriali e digitali, analizzando alcuni aspetti specifici relativi alla tutela e valorizzazione del brand “culturale”, della teoria del rischio applicata al patrimonio artistico, dell’art advisory, della custodia, conservazione e gestione del patrimonio artistico, delle copie e dei falsi in arte, dei furti di opere d’arte, del traffico illecito di opere d’arte e della loro esportazione definitiva al di fuori dei confini nazionali, con cenni ai sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR) come la mediazione e l’arbitrato per l’arte e i beni culturali.

Gianfranco Negri-Clementi è avvocato in Milano, professore a contratto di Corporate Governance presso il Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca e socio fondatore dello Studio Legale Associato Negri-Clementi, specializzato, tra le altre materie, in diritto dell’arte (con al suo interno un proprio dipartimento dedicato alla assistenza a clienti del settore).
Silvia Stabile è avvocato e professore a contratto di diritto dell’arte contemporanea al Master in Progettazione e Promozione di Eventi Artistici e Culturali, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali, e di diritto della fotografia al Master in Photography & Visual Design, NABA. È IP & ART Partner di Negri-Clementi Studio Legale Associato e autrice di numerose pubblicazioni su diritto d’autore, beni culturali, arte e proprietà intellettuale.

Collana: Saggi
Editore: Skira
Anno: 2014
ISBN: 885722627
Dimensioni: 16.5 x 24 cm
Pagine:288
Rilegatura: Cartonato

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Università Cattolica di Milano: aperte le iscrizioni al Master in comunicazione musicale

Sono aperte le iscrizioni al master in comunicazione musicale, il primo corso universitario post-laurea dedicato al mondo dell’industria della musica e dei media, che compie quindici anni e propone anche quest’anno la sua collaudata formula: artisti (tra tutti Omar Pedrini e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz), operatori del settore e docenti universitari salgono in cattedra per formare a 360 gradi i professionisti della musica di domani.

Il 6 luglio alle ore 18.00, all’interno dell’Open Evening post-graduate dedicato ai master dell’Università Cattolica di Milano, presso la sede di largo Gemelli 1 a Milano, verrà presentata l’edizione 2015/2016 del Master, alla presenza del responsabile del corso Gianni Sibilla. Quest’anno il termine per l’invio delle domande di ammissione è il 12 ottobre, i colloqui di selezione si svolgeranno il 22 e 23 ottobre, mentre le lezioni della quattordicesima edizione cominceranno il 9 novembre 2015.

Il master in Comunicazione musicale, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano, è stato il primo corso universitario in Italia, rivolto a laureati di tutte le facoltà e/o diplomati in Conservatorio, specificatamente dedicato all’industria della musica pop e al suo rapporto con il mondo della comunicazione. Il percorso prevede un periodo di stage finalizzato all’inserimento formativo del corsista nel contesto reale della comunicazione musicale presso aziende convenzionate che hanno maturato una consolidata collaborazione con il master, oltre ad altre che vengono ricercate ogni anno in base all’andamento del mercato del lavoro.

Per tutte le informazioni:
http://almed.unicatt.it/ComunicazioneMusicalewww.youtube.com/mastermusica; www.facebook.com/MasterComunicazioneMusicale; www.twitter.com/mastermusica; www.slideshare.com/mastermusica

Agibilità ex ENPALS: critiche alla nuova procedura INPS e richiesta di ripristino della vecchia procedura

Ripristinare per almeno tre mesi, quindi fino a settembre, le procedure per il certificato di agibilità per lo spettacolo (ex ENPALS): lo chiede all’INPS il tavolo Legalità e Sicurezza delle aziende del settore. Il punto è che, dallo scorso primo giugno, l’istituto di previdenza ha cambiato le procedure per questo documento, indispensabile per ogni attività, proseguendo sulla strada di unificazione dei servizi ex-ENPALS.

Innanzitutto, segnala il tavolo Legalità e Sicurezza, la nuova procedura non funziona bene (nei primi dieci giorni del mese era inutilizzabile, dal 12 giugno funziona a momenti alterni) e comunque non sembra compatibile con tutti i sistemi operativi. Più in particolare, si contesta la novità in base a cui la richiesta può essere inoltrata direttamente dall’artista o tecnico, perché comporta la «totale deresponsabilizzazione del datore di lavoro in merito agli obblighi di direzione e controllo, sicurezza, rispetto degli orari di lavoro e riposi».

Il punto è che non solo la nuova procedura implica una singola richiesta per ogni lavoratore (per esempio, una produzione con 30 musicisti prevederebbe 30 diversi certificati), ma sfugge al controllo del datore di lavoro, che è responsabile dei versamenti contributivi ENPALS. Si segnala una situazione particolarmente complicata per i lavoratori intermittenti, per i quali il certificato di agibilità sostituisce la comunicazione preventiva alla DTL (direzione territoriale del lavoro). Il datore di lavoro, se retribuisce un professionista dello spettacolo senza certificato di agibilità, rischia una sanzione di 800 euro.

La proposta, come detto, è quella di sospendere la nuova procedura per tre mesi, tornando alle vecchie modalità. Nel frattempo, il tavolo formula una proposta: limitare la delega al lavoratore alla sola pre-compilazione della richiesta, prevedendo poi una successiva autorizzazione o convalida del datore di lavoro.

Fonte: www.pmi.it

Di seguito il precedente comunicato del Tavolo Legalità e Sicurezza nello Spettacolo dell’8 giugno scorso.

Dal 1 gennaio 2015 gli adempimenti contributivi per il settore Spettacolo sono stati definitivamente trasferiti dall’Enpals all’INPS.

Tuttavia, il sistema flussi informatici dell’INPS ad oggi non è ancora in grado di elaborare le denunce UNIEMENS con i tutti i dati dei lavoratori dello spettacolo. Di conseguenza, la maggior parte delle aziende dello spettacolo non risulta in regola con le denunce proprio a causa dell’inadeguatezza dello stesso sistema informatico INPS.

Questo disservizio comporta gravi conseguenze sia per le aziende che per i lavoratori.Per le aziende comporta DURC interno negativo, con conseguente perdita di benefici contributivi oltre che problemi finanziari dovuti all’impossibilità di incassare dai clienti; per i lavoratori comporta l’assenza di dati contributivi negli archivi INPS con conseguente impossibilità di accedere alla NASPI o addirittura di andare in pensione.

Non bastasse questo disservizio, con il messaggio 3575 diffuso il 27 maggio 2015, l’INPS ha comunicato che dal 1 giugno (quindi solo tre giorni dopo l’avviso) sarebbero cambiate radicalmente le modalità di richiesta agibilità, il documento indispensabile per ogni attività di spettacolo.

Il messaggio prevede che un datore di lavoro, per il quale rimane sia l’obbligo sia la responsabilità dell’adempimento, possa abilitare i singoli lavoratori a effettuare la richiesta di agibilità per sé stessi, previo rilascio di una specifica delega e di una dichiarazione di responsabilità che va presentata all’INPS.

L’idea è buona: serve a snellire le procedure e assicura la “messa in regola” del lavoratore. Il problema è che, ancora una volta, il sito dell’INPS non è pronto.

Ergo, dal 1 giugno ci sono migliaia di lavoratori che rischiano di non andare a lavorare perché non hanno il certificato di agibilità per colpa dell’INPS, o che accettano di lavorare “in nero” perché in questo settore “the show must go on”. Non si possono cancellare il teatro, la musica, la danza e lo spettacolo dal vivo tanto atteso per colpa dell’incompetenza e arroganza di qualche funzionario.

Ancora più paradossale è la situazione dei lavoratori dello spettacolo intermittenti, per i quali il certificato di agibilità sostituisce la comunicazione preventiva alla DTL. Senza certificato di agibilità, il datore di lavoro che retribuisce in busta paga un intermittente, senza comunicarlo preventivamente, rischia 800,00 € di sanzione (più onerosa della sanzione per il lavoro “nero”).

L’INPS non risponde alle numerose richieste di spiegazioni per il blocco delle agibilità: potremmo ipotizzare che, poiché la richiesta del certificato è subordinata alla regolarità di tutti gli adempimenti contributivi, il sistema blocchi le richieste di agibilità proprio a causa del disservizio dello stesso INPS!

L’INPS, dopo aver incamerato milioni di utili della gestione Enpals, sta dimostrando ancora una volta la totale mancanza di rispetto per il lavoro dello spettacolo,decidendo di cambiare procedure in tre giorni senza testarne la validità e costringendo il settore alla paralisi, a costi burocratici insostenibili, e impedendo di fatto ai lavoratori di accedere a disoccupazione, malattia, maternità.

L’INPS deve rispettare i diritti dei lavoratori dello spettacolo, perché uno Stato che dichiara a parole di onorare l’arte ma dimentica di difendere gli artisti tradisce la sua storia oltre che i diritti dei lavoratori di oggi, costringendoli a cambiare lavoro – rinunciando così ai propri talenti dopo anni di studio – oppure a emigrare in paesi dove l’arte è davvero valorizzata: “Il vigore e la vitalità della creazione artistica dipendono soprattutto dal benessere materiale e intellettuale degli artisti in quanto individui e in quanto collettività” (Commissione Cultura del Parlamento Europeo, nella relazione approvata il 25 febbraio 1999)

Ci viene il dubbio che il fine di questo arrogante disprezzo per il settore sia quello di estendere l’applicazione dei voucher a tutte le attività di spettacolo, disconoscendone il valore economico e sociale, ma incassando al contempo milioni di contributi per prestazioni che artisti e tecnici dello spettacolo non vedranno mai.

Tavolo Legalità e Sicurezza nello Spettacolo

Antitrust: andrebbe ripensato regime diritto d’autore, tenere conto innovazioni

Andrebbe ripensato il regime del diritto d’autore in modo da contemperare le innovazioni riguardanti l’uso dei contenuti nella rete con l’esigenza di assicurare la remunerazione delle imprese che quei contenuti producono“.

Lo ha osservato il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, presentando la relazione annuale al Parlamento il 18 giugno scorso.

Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor

Convegno su enforcement dei diritti di proprietà intellettuale oggi a Roma a partire dalle ore 15

Oggi lunedì 22 giugno, a Roma, si terrà all’Istituto Luigi Sturzo (Palazzo Baldassini, Via delle Coppelle, 35) il convegno “L’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale e industriale in Italia. Stato dell’arte e soluzioni per il futuro“, organizzato dalla Bsa (Business Software Alliance).

Dalle ore 15 dopo i saluti della presidente Simonetta Moreschini, gli interventi di Renato Esposito (Aie), Federico Bagnoli Rossi (Fapav), Claudio Bergonzi (Indicam), Fabrizio Carotti (Fieg), Andrea Franceschi (Confindustria Radiotv), Enzo Mazza (Fimi), Paolo Agoglia (Siae).

Di seguito approfondimenti sulla normativa con gli avvocati Castiglioni, Sirani e Vaglio e tavola rotonda con la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Posteraro (Agcom), Gabriella Muscolo (Agcm), Mario Catania (Presidente commissione anticontraffazione), Carmine Pirozzoli (Ministero Giustizia), Paola Riccio (Ministero Sviluppo Economico) e del Generale Gennaro Vecchione della Guardia di Finanza. Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario del Ministero della giustizia, Cosimo Ferri.

Fonte: www.siae.it

“Patrimonio culturale digitale tra conoscenza e valorizzazione. accesso, informazioni, diritti”, Roma, 2 luglio 2015

Accademia Italiana del Codice di Internet

PATRIMONIO CULTURALE DIGITALE TRA CONOSCENZA E VALORIZZAZIONE
 Accesso, informazioni, diritti

Roma, 2 Luglio 2015

Ore 9.00 – 14.00

Archivio Storico della Presidenza della Repubblica

Palazzo Sant’Andrea – Via del Quirinale, 30

Il quadro normativo europeo nel quale si inserisce il Convegno si compone della direttiva 2003/98/CE in materia di Public Sector Information (PSI), recentemente modificata dalla direttiva 2013/37/UE, in corso di recepimento da parte del nostro ordinamento e, in ambito nazionale, del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs 82/2005), come modificato dall’articolo 9 del decreto legge n. 179/2012, cd. Decreto Crescita 2.0, convertito con legge n. 221/2012, che ha sancito il principio dell’Open Data by default.

Il Convegno intende approfondire le problematiche e i quesiti aperti sul tema della gestione di documenti e informazioni nel settore pubblico. L’esigenza della massima divulgazione della conoscenza e della migliore valorizzazione del patrimonio materiale e digitale di proprietà pubblica comporta infatti l’individuazione di un sistema di licenze d’uso che assicuri il bilanciamento tra i principi di riutilizzo dei dati pubblici e la disciplina in materia di diritto d’autore e di tutela dei dati personali.

La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

È necessario accreditarsi entro e non oltre il 25 giugno 2015 inviando una email con nome, cognome, luogo e data di nascita all’indirizzo di posta elettronica [email protected]

Programma

Apertura

Marina Giannetto
Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica

Introduce e modera

Alberto M. Gambino
Presidente dell’Accademia Italiana del Codice di Internet
Ordinario di Diritto privato Università Europea di Roma

Relazioni

Gustavo Ghidini
Ordinario di Diritto industriale Università Statale di Milano – Direttore dell’Osservatorio di Proprietà intellettuale, Concorrenza e Comunicazione LUISS

Giuseppe Piperata
Associato di Diritto amministrativo IUAV Venezia

Antonia Pasqua Recchia
Segretario Generale Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo

Conclusioni

Angelo Rughetti
Sottosegretario per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione

Tavola rotonda

Introduce e modera

Antonello Cherchi
Il Sole 24 Ore

Intervengono

Valentina Grippo
Accademia Italiana del Codice di Internet

Roberta Guizzi
Servizio Giuridico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Andrea Marcucci
Commissione Istruzione pubblica, beni culturali – Senato

Flavia Piccoli Nardelli
Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati

Marco Pierani
Altroconsumo

Riccardo Pozzo
Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale – Consiglio Nazionale delle Ricerche

Eugenio Prosperetti
Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Roberto Rampi
Commissione Cultura, Scienza e Istruzione – Camera dei Deputati

Ferdinando Tozzi
Comitato consultivo Permanente per il Diritto d’Autore

Conclusioni

Silvia Costa
Presidente Commissione Cultura Unione Europea

È stato richiesto l’accredito per la formazione continua degli Avvocati e dei Commercialisti.

L’evento si inquadra nell’ambito del Progetto Scientifico PRIN “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”.