Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

SIAE: online il nuovo sito

E’ online il nuovo sito della Società Italiana Autori ed Editori.

Il nuovo sito cambia radicalmente faccia, e vede una redistribuzione dei contenuti, divisi in più portali: feste private ed eventi gratuiti, autori ed editori, organizzatori professionali, oltre ai contenuti istituzionali dell’ente.

Dalla nuova Home Page si accede a sei macrocategorie relative alle opere in tutela all’ente: Arte e Letteratura, Teatro, Musica, Cinema, Lirica e Balletto, Opere Radiotelevisive, oltre alle News e al portale SIAE News, e a un sistema di ricerca delle licenze offerte dall’ente.

Infine, il sito offre una sezione dedicata al diritto d’autore: https://www.siae.it/it/diritto-dautore.

Per maggiori informazioni:
SIAE

La redazione

Tutti i numeri dello spettacolo: pubblicato l’annuario SIAE 2014

Le tendenze del settore economico dello Spettacolo nel 2014

Si registra la sostanziale tenuta del numero di Spettacoli (+0,04%), l’aumento della Spesa al botteghino (+0,31%), dellaSpesa del pubblico (+2,71%) e del Volume d’affari* (+3,00%), mentre risultano in flessione gli Ingressi (-2,24%) e lePresenze (-3,62%).

Chi sale, chi scende

I settori che, nel 2014, hanno conseguito i migliori risultati sono stati l’Attività sportiva, le Mostre ed esposizioni e, in misura più contenuta, l’Attività teatrale, le Attrazioni dello spettacolo viaggiante e le Attività con pluralità di generi.Andamento negativo del Cinema, dei Concerti e del settore del Ballo e concertini.

(*Il Volume d’affari è l’ammontare complessivo degli introiti del settore economico dello Spettacolo rilevato, a fini statistici, dalla Siae)

L’Annuario dello Spettacolo 2014 completo è pubblicato nella sezione dedicata all’Osservatorio dello Spettacolo del sito SIAE.

11° Rapporto Annuale Federculture – Cultura, identità e innovazione la sfida per il futuro

Mercoledì 8 luglio alle ore 10:30 presso la Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia è stato presentato l’11° Rapporto Annuale di Federculture dal titolo “Cultura, identità e innovazione la sfida per il futuro”. La pubblicazione, presentata nell’ambito dell’Assemblea Generale della Federazione ed edita dal Sole 24 Ore, analizza annualmente lo stato dell’arte della cultura in Italia e si è trasformata negli anni in un punto di riferimento per gli operatori del settore grazie anche all’obiettivo di creare una piattaforma di proposte per orientare le scelte verso una nuova qualità dello sviluppo, centrato sulla valorizzazione dell’identità territoriale e sulle potenzialità delle produzioni culturali.

L’analisi condotta sull’immenso patrimonio artistico e culturale italiano mostra numerose criticità che vanno dalle risorse finanziarie limitate ai complessi meccanismi di collaborazione pubblico-privato che stanno trasformando questa ricchezza in un elemento potenziale e non concretamente competitivo. La difesa, la valorizzazione e il rilancio del patrimonio e delle attività culturali e artistiche sono operazioni essenziali da mettere in atto urgentemente per restituire il giusto valore alle istituzioni culturali e riportare le politiche culturali al centro degli interessi della società civile. La cultura, infatti, superandone la concezione come fenomeno di consumo e mero intrattenimento può e deve divenire il vero fattore in grado di risollevare la società dal declino morale e civile attuale, nel quale la progressiva perdita dei valori mina la pace e la convivenza civile.

Lo studio comprende anche un focus su scenari alternativi di estrema attualità come il crowdfunding o l’art bonus che si vanno affermando sempre più come risultato della progressiva riduzione delle forme di finanziamento pubblico.

Tra gli interventi presenti nel volume la prefazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i contributi del Ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, del direttore del Louvre Jean-Luc Martinez e del fondatore dell’associazione Libera don Luigi Ciotti.

Alla presentazione del volume, i cui contenuti sono stati illustrati dalla relazione del Presidente di Federculture Roberto Grossi, ha partecipato anche il Ministro Dario Franceschini.

Per maggiori informazioni:
http://www.federculture.it/xi-rapporto-annuale-federculture/

NUOVOIMAIE lancia la prima Assistenza Sanitaria per gli artisti iscritti

NUOVOIMAIE è la prima collecting in Italia a prevedere una copertura sanitaria per gli artisti iscritti: ha infatti stipulato una convenzione con CAMPA (Cassa Nazionale Assistenza Malattie Professionisti Artisti e Lavoratori Autonomi) riservata esclusivamente agli artisti soci e mandanti di NUOVOIMAIE.
La copertura sanitaria denominata “Assistenza Sanitaria NUOVOIMAIE” è estendibile anche ai familiari e comprende i ricoveri, la diagnostica specialistica, le cure odontoiatriche, l’assistenza medica e il trasporto sanitario, i trattamenti riabilitativi.
L’ammontare dei contributi annuali per beneficiare della copertura sanitaria varia in base alla fascia d’età.
I contributi annui versati dai Soci alle Società di Mutuo Soccorso operanti esclusivamente nei settori di cui all’art. 1 della Legge 3818/1886 – come la CAMPA – sono detraibili dalle imposte al 19%, mentre per la somma coperta da NUOVOIMAIE non è previsto alcun rimborso: nella fascia compresa tra i 36 e i 65 anni, ad esempio, il costo della polizza annuale è di euro 600,00, il NUOVOIMAIE rimborsa il 20% ovvero 120,00 euro, dunque per tale importo non è prevista la detrazione del 19% nella dichiarazione dei redditi, mentre la restante quota di € 480,00 può essere portata in detrazione per un importo pari a euro 91,20. La quota effettiva a carico dell’artista è quindi pari a euro 388,80.

NUOVOIMAIE si impegna a rimborsare a tutti gli artisti soci e mandanti dell’Istituto che vorranno aderire alla polizza sanitaria, un importo pari al 20% del premio per il primo anno di sottoscrizione e del 10% del premio per il secondo anno. Il rimborso avverrà congiuntamente alla liquidazione semestrale dei diritti.

Il presidente Andrea Micciché ha dichiarato: “Il nostro compito non è esclusivamente incassare e ripartire i diritti, ma deve essere anche quello di supportare gli artisti nella loro quotidianità spesso non facile e nel loro diritto alla salute. Perché tutelare i nostri artisti a 360 gradi significa anche proteggere il patrimonio audiovisivo e musicale, che è parte dell’identità e della crescita del nostro Paese”.

Per informazioni rivolgersi a:

tel. 051/269967 oppure 051/230967 – selezionare interno 5

Referenti: Antonella e Silvia

Fax: 051/6494190-  Cellulare: 389/0055789

e-mail: [email protected]

Parlamento Europeo e riforma del diritto d’autore: risoluzione (non vincolante) lo scorso 9 luglio per la promozione della diversità culturale e l’accesso ai contenuti

Nella riunione di giovedì 9 luglio scorso, i deputati del Parlamento Europeo hanno dichiarato che le prossime proposte di riforma per adattare il diritto d’autore all’era digitale devono garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi dei creatori e dei consumatori. Il Parlamento chiede inoltre di migliorare l’accesso ai contenuti online a livello transfrontaliero, pur riconoscendo l’importanza delle licenze territoriali, specialmente per quanto riguarda la produzione audiviovisiva e cinematografica.

Il Parlamento ha ascoltato le preoccupazioni degli europei e definitivamente respinto la proposta di limitare il diritto di fotografare liberamente lo spazio pubblico. Questa decisione esemplifica il messaggio centrale della relazione: l’imminente proposta di riforma da parte del Commissario Oettinger deve riflettere il ruolo essenziale e poliedrico delle eccezioni – dando agli autori lo spazio per creare, agli utenti la certezza del diritto per le loro azioni quotidiane e l’accesso a tutti alla cultura e alla conoscenza” ha dichiarato Julia Reda (Greens/EFA, DE), a conclusione del voto.

La risoluzione non vincolante, che valuta l’attuazione degli aspetti fondamentali del diritto d’autore nell’UE, in vista della prossima proposta di modernizzazione del diritto d’autore della Commissione, è stata approvata con 445 voti a favore, 65 contrari e 32 astensioni.

Migliorare l’accessibilità transfrontaliera per la cultura e la conoscenza

Il Parlamento afferma che ai consumatori è negato troppo spesso l’accesso ad alcuni servizi legati ai contenuti per ragioni geografiche, sottolineando che le pratiche di blocco geografico adottate dall’industria non dovrebbero impedire alle minoranze culturali che vivono negli Stati membri dell’UE di accedere ai contenuti o ai servizi, sia gratuiti che a pagamento, offerti nella loro lingua; Esorta quindi la Commissione a proporre soluzioni adeguate per migliorare l’accessibilità transfrontaliera dei servizi e dei contenuti protetti da diritto d’autore per i consumatori.

Tuttavia, Il Parlamento prende atto anche dell’importanza delle licenze territoriali, specialmente per la produzione audiovisiva e cinematografica, che riflettono la ricca diversità culturale dell’Europa. Nella risoluzione si dichiara anche che, sebbene il copyright implichi intrinsecamente la territorialità, non vi è alcuna contraddizione tra quest’ultima e la portabilità dei contenuti e che si esprime sostengo per le iniziative finalizzate a migliorare la portabilità.

Norme sul copyright per l’era digitale e giornalismo

La Commissione dovrebbe rivedere le eccezioni esistenti per le norme sul copyright al fine di adattarle meglio all’ambiente digitale. Si dovrebbe inoltre valutare l’introduzione di un’eccezione che consenta alle biblioteche pubbliche e egli enti di ricerca di concedere legalmente in prestito al pubblico opere in formato digitale nonché “l’estrazione di dati e testi” per finalità di ricerca.

l Parlamento chiede misure volte a garantire una remunerazione equa e adeguata per tutte le categorie di titolari dei diritti, anche per quanto riguarda la distribuzione digitale delle loro opere, e migliorare la posizione contrattuale degli autori ed esecutori rispetto ad altri titolari di diritti e intermediari.

Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di esaminare l’impatto del titolo unico europeo sul diritto d’autore che copra tutto il territorio dell’Unione europea.

Immagini di edifici pubblici e opere d’arte

Per quanto riguarda il diritto di creare e pubblicare le immagini e le fotografie di edifici pubblici e opere d’arte, i deputati hanno preferito mantenere la situazione attuale eliminando la proposta presente nel progetto di risoluzione dove l’utilizzo commerciale di tali immagini sarebbe stato consentito solo previa richiesta di autorizzazione preventiva ai titolari dei diritti. Secondo le norme attuali sul diritto d’autore UE, gli Stati membri hanno la possibilità di inserire la cosiddetta clausola sulla “libertà di panorama” nelle propria legislazione sul copyright, per consentire a chiunque di usare tali riproduzioni senza previa autorizzazione.

Prossime tappe

La Commissione deve presentare una proposta entro la fine del 2015 per modernizzare il diritto d’autore UE in modo da adattarlo all’era digitale.

SIAE: accolto il ricorso in Commissione Tributaria Regionale sulla questione della legittimità del bollino prima del 2009

Con una sentenza depositata il 6 luglio, la Commissione Tributaria Regionale di Roma ha accolto il ricorso in appello proposto dalla Siae contro la Edizioni Master. Una vicenda che ribadisce la piena legittimità del contrassegno Siae, anche negli anni precedenti al 2009, anno di emanazione del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che ha confermato l’obbligatorietà del bollino e risolto i precedenti dubbi sollevati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nel 2012, in primo grado presso la Commissione Tributaria Provinciale di Roma, la società Edizioni Master aveva ottenuto il rimborso delle somme versate per i contrassegni tra il 2004 e il 2008.

Il 6 luglio è stata depositata la decisione di appello – di cui nei prossimi giorni verranno pubblicate le motivazioni – che riconosce il corretto operato della Siae e annulla eventuali obblighi di rimborso di quest’ultima.

Fonte: www.siae.it

Università di Bologna: Master diritto delle nuove tecnologie e informatica giuridica a.a. 2015/2016

L’Università di Bologna, il CIRSFID e la Facoltà di Giurisprudenza, in collaborazione con l’EULISP (European Legal Informatics Study Programme) promuovono, per l’anno accademico 2015/2016, la XV edizione del “Master Universitario in Diritto delle nuove tecnologie e Informatica giuridica”.

Il Master persegue l’obiettivo di fornire ai partecipanti approfondite conoscenze e capacità di studio ed analisi nei settori dell’informatica giuridica, del diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie. Lo scopo è la formazione di professionisti in possesso di preparazione scientifica, metodologica e tecnologica idonea ad affrontare con piena padronanza le problematiche giuridico-informatiche nel contesto della information society.

Il bando di ammissione (con scadenza 11 dicembre 2015) e maggiori informazioni sul Master sono reperibili sulla seguente pagina internet:
http://www.unibo.it/it/didattica/master/2015-2016/diritto_delle_nuove_tecnologie_e_informatica_giuridica

Gianfranco Negri-Clementi, Silvia Stabile, Il Diritto dell’Arte (Vol. 3, La protezione del patrimonio artistico)

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Il Diritto dell'Arte Vol 3Il terzo volume della collana Il Diritto dell’Arte è dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale nell’ordinamento italiano

 I saggi contenuti nel volume affrontano il tema delle novità legislative e delle politiche del settore della cultura, del turismo e del territorio nel sistema italiano e internazionale (UNESCO), della tutela e della valorizzazione dei beni culturali pubblici e privati, anche immateriali e digitali, analizzando alcuni aspetti specifici relativi alla tutela e valorizzazione del brand “culturale”, della teoria del rischio applicata al patrimonio artistico, dell’art advisory, della custodia, conservazione e gestione del patrimonio artistico, delle copie e dei falsi in arte, dei furti di opere d’arte, del traffico illecito di opere d’arte e della loro esportazione definitiva al di fuori dei confini nazionali, con cenni ai sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR) come la mediazione e l’arbitrato per l’arte e i beni culturali.

Gianfranco Negri-Clementi è avvocato in Milano, professore a contratto di Corporate Governance presso il Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca e socio fondatore dello Studio Legale Associato Negri-Clementi, specializzato, tra le altre materie, in diritto dell’arte (con al suo interno un proprio dipartimento dedicato alla assistenza a clienti del settore).
Silvia Stabile è avvocato e professore a contratto di diritto dell’arte contemporanea al Master in Progettazione e Promozione di Eventi Artistici e Culturali, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali, e di diritto della fotografia al Master in Photography & Visual Design, NABA. È IP & ART Partner di Negri-Clementi Studio Legale Associato e autrice di numerose pubblicazioni su diritto d’autore, beni culturali, arte e proprietà intellettuale.

Collana: Saggi
Editore: Skira
Anno: 2014
ISBN: 885722627
Dimensioni: 16.5 x 24 cm
Pagine:288
Rilegatura: Cartonato

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Università Cattolica di Milano: aperte le iscrizioni al Master in comunicazione musicale

Sono aperte le iscrizioni al master in comunicazione musicale, il primo corso universitario post-laurea dedicato al mondo dell’industria della musica e dei media, che compie quindici anni e propone anche quest’anno la sua collaudata formula: artisti (tra tutti Omar Pedrini e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz), operatori del settore e docenti universitari salgono in cattedra per formare a 360 gradi i professionisti della musica di domani.

Il 6 luglio alle ore 18.00, all’interno dell’Open Evening post-graduate dedicato ai master dell’Università Cattolica di Milano, presso la sede di largo Gemelli 1 a Milano, verrà presentata l’edizione 2015/2016 del Master, alla presenza del responsabile del corso Gianni Sibilla. Quest’anno il termine per l’invio delle domande di ammissione è il 12 ottobre, i colloqui di selezione si svolgeranno il 22 e 23 ottobre, mentre le lezioni della quattordicesima edizione cominceranno il 9 novembre 2015.

Il master in Comunicazione musicale, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano, è stato il primo corso universitario in Italia, rivolto a laureati di tutte le facoltà e/o diplomati in Conservatorio, specificatamente dedicato all’industria della musica pop e al suo rapporto con il mondo della comunicazione. Il percorso prevede un periodo di stage finalizzato all’inserimento formativo del corsista nel contesto reale della comunicazione musicale presso aziende convenzionate che hanno maturato una consolidata collaborazione con il master, oltre ad altre che vengono ricercate ogni anno in base all’andamento del mercato del lavoro.

Per tutte le informazioni:
http://almed.unicatt.it/ComunicazioneMusicalewww.youtube.com/mastermusica; www.facebook.com/MasterComunicazioneMusicale; www.twitter.com/mastermusica; www.slideshare.com/mastermusica

Agibilità ex ENPALS: critiche alla nuova procedura INPS e richiesta di ripristino della vecchia procedura

Ripristinare per almeno tre mesi, quindi fino a settembre, le procedure per il certificato di agibilità per lo spettacolo (ex ENPALS): lo chiede all’INPS il tavolo Legalità e Sicurezza delle aziende del settore. Il punto è che, dallo scorso primo giugno, l’istituto di previdenza ha cambiato le procedure per questo documento, indispensabile per ogni attività, proseguendo sulla strada di unificazione dei servizi ex-ENPALS.

Innanzitutto, segnala il tavolo Legalità e Sicurezza, la nuova procedura non funziona bene (nei primi dieci giorni del mese era inutilizzabile, dal 12 giugno funziona a momenti alterni) e comunque non sembra compatibile con tutti i sistemi operativi. Più in particolare, si contesta la novità in base a cui la richiesta può essere inoltrata direttamente dall’artista o tecnico, perché comporta la «totale deresponsabilizzazione del datore di lavoro in merito agli obblighi di direzione e controllo, sicurezza, rispetto degli orari di lavoro e riposi».

Il punto è che non solo la nuova procedura implica una singola richiesta per ogni lavoratore (per esempio, una produzione con 30 musicisti prevederebbe 30 diversi certificati), ma sfugge al controllo del datore di lavoro, che è responsabile dei versamenti contributivi ENPALS. Si segnala una situazione particolarmente complicata per i lavoratori intermittenti, per i quali il certificato di agibilità sostituisce la comunicazione preventiva alla DTL (direzione territoriale del lavoro). Il datore di lavoro, se retribuisce un professionista dello spettacolo senza certificato di agibilità, rischia una sanzione di 800 euro.

La proposta, come detto, è quella di sospendere la nuova procedura per tre mesi, tornando alle vecchie modalità. Nel frattempo, il tavolo formula una proposta: limitare la delega al lavoratore alla sola pre-compilazione della richiesta, prevedendo poi una successiva autorizzazione o convalida del datore di lavoro.

Fonte: www.pmi.it

Di seguito il precedente comunicato del Tavolo Legalità e Sicurezza nello Spettacolo dell’8 giugno scorso.

Dal 1 gennaio 2015 gli adempimenti contributivi per il settore Spettacolo sono stati definitivamente trasferiti dall’Enpals all’INPS.

Tuttavia, il sistema flussi informatici dell’INPS ad oggi non è ancora in grado di elaborare le denunce UNIEMENS con i tutti i dati dei lavoratori dello spettacolo. Di conseguenza, la maggior parte delle aziende dello spettacolo non risulta in regola con le denunce proprio a causa dell’inadeguatezza dello stesso sistema informatico INPS.

Questo disservizio comporta gravi conseguenze sia per le aziende che per i lavoratori.Per le aziende comporta DURC interno negativo, con conseguente perdita di benefici contributivi oltre che problemi finanziari dovuti all’impossibilità di incassare dai clienti; per i lavoratori comporta l’assenza di dati contributivi negli archivi INPS con conseguente impossibilità di accedere alla NASPI o addirittura di andare in pensione.

Non bastasse questo disservizio, con il messaggio 3575 diffuso il 27 maggio 2015, l’INPS ha comunicato che dal 1 giugno (quindi solo tre giorni dopo l’avviso) sarebbero cambiate radicalmente le modalità di richiesta agibilità, il documento indispensabile per ogni attività di spettacolo.

Il messaggio prevede che un datore di lavoro, per il quale rimane sia l’obbligo sia la responsabilità dell’adempimento, possa abilitare i singoli lavoratori a effettuare la richiesta di agibilità per sé stessi, previo rilascio di una specifica delega e di una dichiarazione di responsabilità che va presentata all’INPS.

L’idea è buona: serve a snellire le procedure e assicura la “messa in regola” del lavoratore. Il problema è che, ancora una volta, il sito dell’INPS non è pronto.

Ergo, dal 1 giugno ci sono migliaia di lavoratori che rischiano di non andare a lavorare perché non hanno il certificato di agibilità per colpa dell’INPS, o che accettano di lavorare “in nero” perché in questo settore “the show must go on”. Non si possono cancellare il teatro, la musica, la danza e lo spettacolo dal vivo tanto atteso per colpa dell’incompetenza e arroganza di qualche funzionario.

Ancora più paradossale è la situazione dei lavoratori dello spettacolo intermittenti, per i quali il certificato di agibilità sostituisce la comunicazione preventiva alla DTL. Senza certificato di agibilità, il datore di lavoro che retribuisce in busta paga un intermittente, senza comunicarlo preventivamente, rischia 800,00 € di sanzione (più onerosa della sanzione per il lavoro “nero”).

L’INPS non risponde alle numerose richieste di spiegazioni per il blocco delle agibilità: potremmo ipotizzare che, poiché la richiesta del certificato è subordinata alla regolarità di tutti gli adempimenti contributivi, il sistema blocchi le richieste di agibilità proprio a causa del disservizio dello stesso INPS!

L’INPS, dopo aver incamerato milioni di utili della gestione Enpals, sta dimostrando ancora una volta la totale mancanza di rispetto per il lavoro dello spettacolo,decidendo di cambiare procedure in tre giorni senza testarne la validità e costringendo il settore alla paralisi, a costi burocratici insostenibili, e impedendo di fatto ai lavoratori di accedere a disoccupazione, malattia, maternità.

L’INPS deve rispettare i diritti dei lavoratori dello spettacolo, perché uno Stato che dichiara a parole di onorare l’arte ma dimentica di difendere gli artisti tradisce la sua storia oltre che i diritti dei lavoratori di oggi, costringendoli a cambiare lavoro – rinunciando così ai propri talenti dopo anni di studio – oppure a emigrare in paesi dove l’arte è davvero valorizzata: “Il vigore e la vitalità della creazione artistica dipendono soprattutto dal benessere materiale e intellettuale degli artisti in quanto individui e in quanto collettività” (Commissione Cultura del Parlamento Europeo, nella relazione approvata il 25 febbraio 1999)

Ci viene il dubbio che il fine di questo arrogante disprezzo per il settore sia quello di estendere l’applicazione dei voucher a tutte le attività di spettacolo, disconoscendone il valore economico e sociale, ma incassando al contempo milioni di contributi per prestazioni che artisti e tecnici dello spettacolo non vedranno mai.

Tavolo Legalità e Sicurezza nello Spettacolo