Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Copia privata: il decreto di rideterminazione dei compensi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Il decreto che ridetermina i compensi per copia privata è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 agosto scorso.

Il testo è presente nella nostra Banca Dati Leggi.

E qualcuno ha cominciato ad accorgersi che i compensi, invece di aumentare, sono diminuiti rispetto il precedente decreto, e lo abbiamo detto nel nostro video del 14 luglio scorso, che attualmente è il video con maggiori visualizzazioni del nostro canale YT.

Non è un “epic fail” di Franceschini, ma il frutto di una indagine ISTAT e di un’ampia istruttoria condotta dal Ministero.

L’ISTAT in particolare ha dimostrato, analizzando panieri di prodotti in periodi differenti, che “i prezzi non hanno subito variazioni attribuibili all’equo compenso“.

E poi il Ministero ha ritenuto che “l’aggiornamento non debba corrispondere in modo vincolato a un criterio puramente ricognitivo di dati aritmetici in ordine all’evoluzione tecnica, all’ingresso sul mercato e nell’uso comune di nuovi dispositivi, agli scostamenti nelle abitudini di impiego e/o della capacità di memoria degli apparecchi e dei supporti per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi di cui all’art. 71-sexies, ma debba tenere conto delle informazioni e dei dati acquisiti, nonché dei diversi punti di vista e delle proposte delle categorie interessate, al fine di definire un punto di equilibrio tra le opposte esigenze, di assicurare, da un lato, la giusta remunerazione dell’attività creativa e artistica degli autori e degli interpreti o esecutori, nonché dei produttori, con un’adeguata protezione giuridica dei diritti di proprietà intellettuale, e, dall’altro lato, un’incidenza proporzionata e ragionevole del meccanismo di prelievo alla fonte destinato ad alimentare il suddetto equo compenso“.

Facile concludere che quello che si è letto sui giornali nelle scorse settimane è… fuffa.

SFATIAMO i MITI del COPYRIGHT! Pillola Copyright #016

In questo video vogliamo sfatare qualche mito del copyright, e per mito intendiamo quelle credenze che si sentono dire in giro. Qui ne chiariamo alcune.
Al minuto 1:04: Mito 1 – 8 battute uguali di due canzoni sono un plagio
Al minuto 3:02: Mito 2 – Per tutelarmi devo depositare la mia opera
Al minuto 3:42: Mito 3 – In Internet è tutto libero
Al minuto 4:56: Mito 4 – Se ho pagato SIAE sono a posto
Al minuto 7:13: Mito 5 – L’arrangiatore che diventa co-autore della canzone
Al minuto 8:14: Mito 6 – Il fonico è produttore di fonogrammi
Al minuto 9:05: Mito 7 – In Italia c’è il fair use

Roberto Razzini, Dal vinile a Spotify. Quello che resta sono le canzoni

Roberto Razzini Dal Vinile a SpotifyDal vinile come oggetto di culto all’ascolto mordi e fuggi dello streaming, da Sanremo a X Factor: cambia la fruizione, ma le canzoni e gli autori restano. Roberto Razzini, Managing Director di Warner Chappell Music Italiana, racconta l’evoluzione della musica in questi anni – dai supporti ai metodi di fruizione e promozione – con lo sguardo privilegiato di chi è stato testimone e protagonista, dietro le quinte, di molti dei maggiori successi musicali di queste tre decadi.
Dagli esordi come ragazzo di bottega alle trasferte a Los Angeles, dal primo tour con Umberto Tozzi alla collaborazione con Burt Bacharach e tanti autori e interpreti, italiani e stranieri. La storia di una passione che si è fatta mestiere, sempre dalla parte delle canzoni. “State per leggere un racconto di vita, ma anche un piccolo manuale di storia recente della discografia italiana.
Dal vinile a Spotify, certo, ma passando per qualche decennio di rivoluzioni, che ogni volta sembravano dover distruggere e ricostruire il settore da capo.
Ritroverete le classifiche, le star del momento o le leggende eterne, anche con qualche gustoso dettaglio visto dal backstage: dalla costruzione dei grandi successi, alla scoperta di nuovi personaggi, alle colonne sonore delle pubblicità storiche. I momenti d’oro e quelli di crisi, del passato e del presente.” Dalla prefazione di Marta Cagnola.

Copertina flessibile: 144 pagine
Editore: People (25 giugno 2020)
Collana: Records
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8832089467
ISBN-13: 978-8832089462

 

5 COSE da SAPERE se sei un AUTORE di OPERE LETTERARIE Tutorial #011

In questo video ti svelo 5 SEGRETI per la tua carriera di autore di opere letterarie, se vuoi PUBBLICARE un LIBRO: 1. Quali caratteristiche deve avere il contratto di EDIZIONE per le stampe (dal minuto 0:45); 2. L’editore che vuole essere pagato non è… un editore! Come comportarsi allora? (dal minuto 4:18); 3. Ti serve iscriverti in SIAE? (dal minuto 5:36); 4. I compensi a favore degli autori per la reprografia e il prestito pubblico (ci sono, in pochi lo sanno: dal minuto 7:28); 5. L’agente letterario: perché ti serve (dal minuto 10:42).

Corte Costituzionale: legittimo il ricorso alla decretazione d’urgenza per disciplinare l’intermediazione del diritto d’autore

Il ricorso alla decretazione d’urgenza per disciplinare l’intermediazione del diritto d’autore anche in favore di organismi di gestione collettiva diversi dalla SIAE era sorretto da adeguate ragioni di necessità e urgenza.

È quanto ha affermato la Corte Costituzionale con la sentenza n. 149 depositata oggi (relatore Giuliano Amato), dichiarando perciò non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 19, comma l, del decreto legge n. 148 del 2017, convertito, con modificazioni, nella legge n. 172 del 2019, sollevata dal Tar del Lazio per violazione dell’articolo 77, secondo comma, della Costituzione (carenza dei presupposti di necessità e urgenza).

Con la disposizione censurata il Governo ha inteso eliminare il monopolio della SIAE nell’attività d’intermediazione dei diritti d’autore, che aveva già destato dubbi di compatibilità con il diritto europeo, non ancora tradotti in una procedura d’infrazione, che il Governo in questo modo ha evitato.

Né la disposizione violava i criteri di omogeneità previsti per la decretazione d’urgenza, in quanto rientrava tra gli oggetti esplicitamente previsti nella Premessa del decreto-legge.