Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Come funziona il Content ID di Youtube

Content ID è una funzionalità di Youtube che consente ai titolari del copyright di identificare e gestire facilmente i propri contenuti sulla piattaforma, e di monetizzarli.

I video caricati su YouTube vengono esaminati e confrontati con un database di file che abbiamo ricevuto dai proprietari dei contenuti.

Quando il sistema trova una corrispondenza, reagisce in base a quanto il detentore del copyright ha stabilito.

Infatti spetta al titolare del copyright decidere cosa fare nel caso in cui i contenuti di un video di YouTube corrispondano a una delle sue opere:

  1. Bloccare la visione dell’intero video,
  2. Monetizzare il video pubblicando annunci; talvolta condividendo le entrate con l’utente che ha caricato il video,
  3. Tracciare le statistiche sulle visualizzazioni del video.

Il vantaggio di ContentID è l’automazione, pertanto quando il contenuto originale entra nel database di Youtube, il sistema in automatico controlla le corrispondenze.

Se invece il contenuto, per una qualsiasi ragione, non può essere inserito nel database del ContentID, ciò non vuol dire che non possa essere monetizzato, ma la rivendicazione dovrà essere effettuata manualmente tramite il Content Manager di Youtube del canale.
Ti ricordo che per entrare nel sistema di monetizzazione bisogna raggiungere 1000 iscritti e 4000 ore di visualizzazioni utili.

YouTube ammette in Content ID solo i titolari del copyright che rispondono a criteri specifici. Per ottenere l’approvazione, i titolari devono essere in possesso dei diritti esclusivi di una parte consistente del materiale originale che viene spesso caricato dalla community dei creator di YouTube.

YouTube definisce inoltre una serie di linee guida sulle modalità di utilizzo di Content ID. L’utilizzo di Content ID e le contestazioni sono oggetto di regolari controlli finalizzati a verificare che le linee guida vengano rispettate.

Pertanto:

1.    Devi essere il titolare esclusivo del copyright.

Devi essere in possesso dei diritti di copyright esclusivi per il materiale contenuto nel file di riferimento per i territori in cui ne rivendichi la proprietà.

I seguenti esempi di contenuti non sono idonei per essere utilizzati come file di riferimento o all’interno di questi ultimi:

  1. Contenuti concessi in licenza non esclusiva da terze parti,
  2. Contenuti pubblicati con licenza Creative Commons o licenze aperte/gratuite simili,
  3. Filmati, registrazioni sonore od opere musicali di dominio pubblico,
  4. Clip di altre fonti utilizzate secondo i principi del fair use (per l’Italia richiamiamo le Eccezioni e Limitazioni al diritto d’autore),
  5. Filmati di gameplay (che non siano dell’editore del gioco).

2.    Tutti i contenuti di riferimento devono essere sufficientemente distinti.

Secondo le regole di Youtube, i seguenti esempi di contenuti non sono idonei per essere utilizzati come file di riferimento o all’interno di questi ultimi:

  1. Registrazioni di brani per karaoke, rimasterizzazioni, registrazioni di brani “sound-alike” e alcuni contenuti doppiati,
  2. Effetti sonori, tracce audio di sottofondo o loop di produzione.

3.    Devi fornire riferimenti individuali per ogni proprietà intellettuale.

I seguenti esempi di contenuti non sono idonei per essere utilizzati come file di riferimento o all’interno di questi ultimi:

  1. Compilation,
  2. DJ set continui,
  3. Mashup,
  4. Elenchi di brani in ordine di popolarità,
  5. Registrazioni audio di album interi,
  6. Anche se possiedi la proprietà esclusiva dei contenuti che rientrano in questi esempi in tutti i territori, devi suddividerli in componenti, brani o video individuali.

4.    I contenuti venduti o concessi in licenza su larga scala per l’incorporamento in altri lavori devono essere sottoposti a esame.

Per esempio, le corrispondenze delle raccolte di musiche di sonorizzazione “royalty-free”, di solito concesse in licenza per l’uso in colonne sonore di giochi, film, programmi TV o contenuti di altro tipo, devono essere sottoposte a esame manuale prima della rivendicazione.

5.    Devi compilare i metadati nel modo più specifico possibile.

Youtube richiede che le informazioni fornite da chi carica i video devono essere sufficienti per una comprensione corretta dei contenuti oggetto della rivendicazione e del relativo proprietario. Tutte le risorse devono comprendere un titolo informativo (per es. non “Traccia 4” o un numero di serie interno).

Inoltre, per ciascuna delle seguenti risorse, Youtube richiede che siano forniti almeno i seguenti metadati:

  1. se la risorsa è una registrazione audio o un video musicale, dovrai fornire titolo, artista e casa discografica,
  2. se la risorsa è una composizione musicale, dovrai fornire titolo e autore,
  3. se la risorsa è un episodio televisivo, dovrai fornire titolo del programma e titolo dell’episodio o numero dell’episodio,
  4. se la risorsa è un film, dovrai fornire titolo e registi,
  5. se la risorsa è una trasmissione sportiva, dovrai fornire nomi delle squadre (nomi degli atleti nel caso di sport individuali) e data dell’evento.

Ti consiglio di fornire tutti gli altri metadati che possono contribuire a identificare le tue risorse.

Infine il titolare dovrà sottoscrivere un contratto in cui si specifica esplicitamente che potranno essere utilizzati come riferimento solo i contenuti con diritti esclusivi.

Non sono ammessi:

  • mashup, “best of”, compilation e remix di altre opere,
  • video che mostrano il funzionamento di un videogioco, immagini di software, trailer,
  • musica e video senza licenza,
  • musica o video con licenza, ma senza esclusività,
  • registrazioni di spettacoli (inclusi concerti, eventi, discorsi e programmi).

Puoi guardare il video sull’argomento qui:

Laura Chimienti, Diritto di Autore 4.0. L’intelligenza artificiale crea?

Con legge 22 aprile 1941, n. 633, aggiornata, annotata e coordinata con il Regolamento di esecuzione

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Una nuova realtà stravolge gli equilibri del diritto d’autore: l’Intelligenza artificiale (AI) produce delle “Creazioni artificiali” (CA). Nasce così la necessità di proteggere nel contempo le CA e le tradizionali Opere preesistenti che sono utilizzate per “istruire” l’AI; si deve scegliere la branca del diritto che assicurerà la protezione, stabilire chi sono i titolari e quali esclusive verranno assicurate, nonché garantire i diritti d’autore preesistenti delle opere oggetto del deep learning e del machine learning.
Possibile una tutela nel diritto d’autore per garantire ingenti investimenti economici e tecnologici fatti per la realizzazione delle AI? «Diritto d’autore 4.0 cerca di individuare gli istituti giuridici più confacenti per assicurare una protezione rispettosa degli interessi economici sottostanti alle nuove creazioni artificiali…. Lo studio è accompagnato dalla pubblicazione della versione aggiornata e coordinata della Legge sul diritto d’autore e del suo Regolamento di esecuzione… che dovrà essere implementata per poter consentire l’ampliamento del suo raggio di azione per una protezione consona delle creazioni artificiali» (Giorgio Assumma).
Di interesse per studiosi di diritto d’autore e professionisti del settore; per MIBAC, società di gestione collettiva e associazioni di categoria (vista la regolamentazione di Copia privata/Equo compenso per “decompilazione”); per AGCOM, AGCM, Istituzioni europee, Istituto italiano per l’intelligenza artificiale.

Formato Kindle
Lunghezza stampa : 331 pagine
Editore : Pacini Editore (13 ottobre 2020)
Word Wise : Non abilitato
Lingua: : Italiano
ASIN : B08L5ND8S1
Da testo a voce : Abilitato
Miglioramenti tipografici : Abilitato

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Il recepimento della Direttiva Copyright e altri aggiornamenti sul diritto d’autore

Cosa succede nel mondo del diritto d’autore?
Aggiornamenti del 2 novembre 2020!

Recepimento Direttiva Copyright
Il 29 ottobre scorso il Senato ha dato il via libera (con 134 voti favorevoli, 64 contrari e 31 astenuti) al ddl di delegazione al Governo per il recepimento di ben 33 direttive comunitarie in vari campi. Tra queste anche la Direttiva Copyright 2019/790.
Si tratta del primo passo dell’iter del provvedimento, che passa ora all’esame della Camera.
Per quanto riguarda la Direttiva Copyright, ecco il testo dell’art.9 del disegno di ddl, con le indicazioni per il recepimento della Direttiva:

Art. 9.
(Princìpi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2019/790, sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mer- cato unico digitale e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE)
1. Nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/790, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui al l’articolo 32 della legge n. 234 del 2012, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) applicare la definizione di « istituti di tutela del patrimonio culturale », nell’accezione più ampia possibile, al fine di favorire l’accesso ai beni ivi custoditi;
b) disciplinare le eccezioni o limitazioni ai fini dell’estrazione di testo e dati di cui all’articolo 3 della direttiva (UE) 2019/790, garantendo adeguati livelli di sicurezza delle reti e delle banche dati nonché definire l’accesso legale e i requisiti dei soggetti
coinvolti;
c) esercitare l’opzione di cui all’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2019/ 790, che consente di escludere o limitare l’applicazione dell’eccezione o limitazione di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo, per determinati utilizzi o tipi di opere o altri materiali;
d) stabilire le procedure che permettono ai titolari dei diritti che non abbiano autorizzato gli organismi di gestione collettiva a rappresentarli di escludere le loro opere o altri materiali dal meccanismo di concessione delle licenze di cui all’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2019/790 o dall’applicazione dell’eccezione o limitazione di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo;
e) esercitare l’opzione di cui all’articolo 8, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2019/ 790, che consente di stabilire requisiti specifici per determinare se un’opera e altri ma teriali possano essere considerati fuori commercio;
f) individuare la disciplina applicabile nel caso l’opera, oltre ad essere fuori commercio ai sensi dell’articolo 8 della direttiva (UE) 2019/790, sia anche « orfana » e quindi soggetta alle disposizioni della direttiva 2012/28/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012;
g) prevedere, ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2019/790, ulteriori misure di pubblicità a favore dei titolari dei diritti oltre quelle previste dal paragrafo 1 del medesimo articolo;
h) prevedere, ai sensi dell’articolo 15 della direttiva (UE) 2019/790, che nel caso di utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi della società dell’informazione trovino adeguata tutela i diritti degli editori, tenendo in debita considerazione i diritti degli autori di tali pubblicazioni;
i) definire il concetto di « estratti molto brevi » in modo da non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni;
l) definire la quota adeguata dei proventi percepiti dagli editori per l’utilizzo delle pubblicazioni di carattere giornalistico di cui all’articolo 15, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2019/790, destinata agli autori, tenendo in particolare considerazione i diritti di questi ultimi;
m) definire la quota del compenso di cui all’articolo 16 della direttiva (UE) 2019/790 spettante agli editori nel caso l’opera sia utilizzata in virtù di un’eccezione o di una limitazione, tenuti in debito conto i diritti degli autori;
n) definire le attività di cui all’articolo 17, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2019/790, con particolare riferimento al livello di diligenza richiesto al fine di ritenere integrato il criterio dei « massimi sforzi », nel rispetto del principio di ragionevolezza;
o) individuare la disciplina relativa ai reclami e ai ricorsi di cui all’articolo 17, paragrafo 9, della direttiva (UE) 2019/790, ivi compreso l’organismo preposto alla gestione delle rispettive procedure;
p) stabilire le modalità e i criteri del meccanismo di adeguamento contrattuale previsto in mancanza di un accordo di contrattazione collettiva applicabile, di cui al l’articolo 20 della direttiva (UE) 2019/790;
q) stabilire le modalità e i criteri, anche variabili in base ai diversi settori e al genere di opera, per l’esercizio del diritto di revoca di cui all’articolo 22 della direttiva (UE) 2019/790.
Qui il provvedimento approvato: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01143637.pdf

Da ANSA.it
Gdf sequestra 11mila testi digitali illeciti, 2,3mln di multe
Oltre 11 mila testi in formato digitale oltre che un locale commerciale, vario materiale informatico, supporti di memoria, personal computer, telefoni cellulari e fotocopiatrici, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Perugia nel corso di un’operazione che ha portato alla denuncia di tre persone, due delle quali titolari di copisterie operanti nella zona universitaria del capoluogo umbro, ritenute responsabili di riprodurre e commercializzare illecitamente testi universitari protetti dal diritto d’autore.
Ai tre denunciati è stata comminata una sanzione complessiva di oltre 2,3 milioni di euro.
https://www.ansa.it/umbria/notizie/2020/10/19/gdf-sequestra11mila-testi-digitali-illeciti-23mln-di-multe_d17611a3-b3ff-48f9-9f19-674176253f0d.html

Streaming illegale durante il lockdown: la dichiarazione del presidente Agcom
Giacomo Lasorella, presidente Agcom, intervenuto in apertura del webinar “Dopo il lockdown: ripartire insieme dalla legalità”, organizzato da FAPAV, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali presenta, in stretta collaborazione con MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, ha dichiarato: “da tempo l’Autorità è impegnata a combattere la pirateria, la precedente consiliatura ha conseguito dei risultati molto importanti nella tutela della creatività. In particolare con l’adozione del regolamento in materia di tutela del diritto d’autore, un testo che ormai è riconosciuto come una best practice internazionale”.

WIPO ospita la terza seduta sulla proprietà intellettuale (IP) e Intelligenza Artificiale (AI). La sessione si svolgerà il 4 novembre 2020.
Qui per registrarsi: https://www.wipo.int/registration/en/form.jsp?registration_id=407

Editoria, Franceschini (Mibact): 5 milioni di euro per i traduttori
“Una quota pari a 5 milioni di euro del fondo emergenze imprese e istituzioni culturali, istituito con il decreto Rilancio, è destinata al sostegno dei traduttori editoriali”.
Lo ha detto il 16 ottobre scorso il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, firmando il decreto finalizzato a compensare l’impatto economico negativo su questa categoria di lavoratori, percettori di redditi derivanti da diritti d’autore, conseguente all’adozione delle misure di contenimento della pandemia.
Possono presentare domanda di contributo i soggetti appartenenti alla categoria dei traduttori editoriali, maggiorenni, residenti in Italia e percettori di reddito soggetto a tassazione in Italia che siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) Reddito complessivo lordo non superiore a 28.000 euro riferito all’anno 2019;
b) Reddito derivante da diritto d’autore pari ad almeno il 20% del reddito complessivo nel 2019 e comunque non inferiore a 1.000 euro riferito all’anno 2019.
Ai beneficiari è riconosciuto un contributo massimo pari al 25% del reddito percepito nel 2019 e comunque non superiore a 3.000 euro.
Entro cinque giorni dalla data di registrazione del decreto da parte degli organi di controllo, la Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore pubblicherà un apposito avviso con le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso al beneficio, nonché per le verifiche documentali e per l’assegnazione dei contributi.

Levi (AIE): “Il libro è un bene essenziale: ci appelliamo a tutte le istituzioni perché ne tengano conto”
“Il libro è un bene essenziale: ci appelliamo alle istituzioni di ogni livello perché preservino il valore della lettura anche in questo nuovo, difficile momento di chiusure e restrizioni per il commercio e l’economia nazionale”. Così il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo le ordinanze di alcune Regioni che prevedono la chiusura nei week end di grandi negozi e centri commerciali, ad esclusione della vendita di generi alimentari e altre tipologie merceologiche che però non includono i libri. Tali misure, al momento, costringono quindi moltissime librerie in tutto il Paese alla chiusura forzata.
“Voglio ricordare – conclude Levi – che nei decreti di aprile il libro era già stato classificato come bene essenziale e per questo le librerie erano state selezionate, dopo la fine del primo lockdown, come una delle prime attività a poter riaprire. Tutte le indagini di questi mesi, inoltre, ci dicono che gli italiani hanno trovato nel libro un alleato e un conforto per superare questi mesi difficili. Accogliamo con senso di responsabilità le scelte delle istituzioni per contenere la pandemia, ma crediamo anche che al libro vada riconosciuto un valore specifico, che va oltre a quello di oggetto di consumo”.

Plagio-contraffazione dell’opera dell’ingegno – aspetti sostanziali e rimedi processuali, 5 novembre 2020, online con Google Meet

Plagio-contraffazione dell’opera dell’ingegno
Aspetti sostanziali e rimedi processuali

Giovedì 05 novembre 2020

L’evento si terrà sulla piattaforma Google Meet

Programma:
14:50: Apertura collegamento
15:00: Inizio lavori
18:00: Chiusura lavori

Relatori:
Avv. Gianiuca Pojaghi
Le fonti del Diritto d’Autore. Protezione internazionale

Avv. Benedetta Quiriconi
Il plagio-contraffazione. Aspetti teorici

Avv. Paolo Binaschi
Il plagio-contraffazione dell’opera musicale e letteraria. Casi pratici

Avv. Simona Arena
Il plagio-contraffazione dell’opera fotografica

Avv. Anna laura Avanzi
Rimedi processuali e criteri risarcitori

Modera:
Avv. Enrico Cortesi
Avvocato del Foro di Bergamo
Componente COA Bergamo
Referente commissione “Diritto Penale” di Aiga Bergamo

Convegno in fase di accreditamento Iscrizione obbligatorio inviando una email a [email protected]

Che cosè il VALUE GAP – Tutorial Copyright #018

Che cos’è il VALUE GAP previsto dalla DIRETTIVA COPYRIGHT? E perché è connesso alla responsabilità del provider di servizi di condivisione di contenuti, come Youtube, Facebook e gli altri social? In questo video la mia lettura della Direttiva 790/2019/UE, di prossimo recepimento in ITALIA.