Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Presentato lo studio di EY e SIAE sull’industria creativa e culturale italiana

“L’Italia che crea, crea valore”: non è solo uno slogan ma è quanto è emerso il 24 gennaio scorso a Milano dalla presentazione della seconda edizione dello studio Italia Creativa, realizzato da EY (Ernst&Young) con il supporto delle principali Associazioni di categoria guidate da MIBACT e SIAE, alla presenza del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

Alla tavola rotonda per la presentazione dello studio, moderata dal giornalista Marco Fratini di LA7, sono intervenuti Filippo Sugar, presidente di SIAE; Donato Iacovone, AD di EY in Italia; Antonella Mansi, vice presidente di Confindustria; Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera; Manuel Agnelli, autore/artista; Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset.

L’indagine ha analizzato per il secondo anno consecutivo i dati relativi all’Industria della Cultura e della Creatività in Italia ponendo inoltre l’accento sulle minacce per il settore e sulle opportunità di crescita ancora da sfruttare.

Nel 2015 l’Industria della Cultura e della Creatività del nostro Paese ha registrato un valore economico complessivo di 47,9 miliardi di euro, pari al 2,96% del PIL, con un tasso di crescita rispetto all’anno precedente del 2,4% dei ricavi diretti (+951 milioni di euro). Un dato particolarmente edificante se consideriamo che il PIL italiano è aumentato dell’1,5%.

Questi valori evidenziano la centralità del diritto d’autore, che rappresenta il motore di questa industria”, ha commentato Filippo Sugar, Presidente di SIAE.

Dallo studio emerge inoltre che l’86% dei ricavi è rappresentato da ricavi diretti, derivanti cioè dalle attività della filiera creativa quali la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi, mentre il rimanente è dovuto a ricavi indiretti, ovvero quelli relativi ad attività collaterali o sussidiarie.
Altro dato particolarmente interessante è che nel 2015 la filiera creativa ha occupato oltre un milione di persone, circa il 4,6% della forza lavoro italiana, di cui l’86% nelle attività economiche dirette, con circa 880.000 posti di lavoro (+15 mila posti di lavoro, in aumento dell’1,7% rispetto al 2014). La crescita è risultata superiore rispetto alla variazione complessiva degli occupati in Italia, che nel 2015 ha segnato un +0,8%.

Questi numeri collocano l’industria creativa e culturale al terzo posto in Italia da un punto di vista occupazionale – ha aggiunto il presidente di SIAE – dopo il settore edile e quello della ristorazione e alberghiero. Grazie all’importante contributo intellettuale, il settore è caratterizzato da un’alta concentrazione di capitale umano e ha superato filiere quali le telecomunicazioni, l’energia, l’automotive e l’alimentare. Anche in termini di valore, l’Industria della creatività e della cultura si posiziona davanti a quella delle telecomunicazioni (38 miliardi di euro) e subito dopo l’industria chimica (50 miliardi di euro)”.

Le stime effettuate da EY nell’ambito della ricerca evidenziano che il valore economico odierno è pari solo a due terzi del valore che l’Industria della Cultura e della Creatività potrebbe generare se riuscisse a sfruttare le opportunità di crescita e a contrastare le minacce che incombono su di essa – ha spiegato Donato Iacovone, Amministratore Delegato di EY in Italia. – Nel 2015 il valore economico è stato di circa 48 miliardi di euro, il valore potenziale raggiunge i 72 miliardi di euro, con un valore ancora inespresso pari a circa 24 miliardi di euro. Senza dimenticare che, se l’Industria della Cultura e della Creatività riuscisse a raggiungere una maggiore valorizzazione, potrebbe arrivare ad oltre 500 mila posti di lavoro addizionali, passando dagli attuali 1,03 milioni (circa il 4,6% della forza di lavoro italiana) a 1,6 milioni di occupati”.

Una crescita davvero importante, superiore alla metà dei posti di lavoro del settore attuali in Italia. L’analisi messa a punto da EY – continua Donato Iacovone – evidenzia le sfide che questa industria deve affrontare e superare come quella della competitività italiana nel mondo e quella dell’innovazione e del digitale. Le nuove tecnologie possono, infatti, avere delle ricadute positive sull’intera area creativa, stimolando sinergie e contaminazioni tra i diversi settori, con ritorni economici positivi, sia sulla filiera creativa stessa che in settori contigui, come quello turistico. Inoltre è necessario che l’Industria Culturale e Creativa sia sostenuta dalle Istituzioni e che diventi sempre più capace di attrarre investimenti pubblici e privati”.

Dall’analisi dei dati emerge inoltre che nel 2015 i valori economici diretti di tutti i settori creativi e culturali risultano in crescita, ad eccezione del settore Quotidiani e Periodici, che registra un calo di poco superiore all’8% ascrivibile da un lato ad una importante riduzione dei ricavi da pubblicità, dall’altro dalle nuove sfide derivanti dal fenomeno crescente della digitalizzazione.

Il settore che invece è cresciuto maggiormente in termini di valori economici diretti, è quello della Musica, in aumento del 10% rispetto al 2014, mentre dal punto di vista occupazionale, il settore che ha registrato la crescita maggiore è quello dei Videogiochi, con un +7,8% rispetto all’anno precedente.

Quest’anno l’obiettivo dell’analisi condotta con Italia Creativa è stato anche quello di evidenziare ad operatori di settore e istituzioni le principali opportunità di crescita dell’Industria Culturale e Creativa – ha aggiunto Filippo Sugar – individuando le misure utili a contrastare i fenomeni che ne minacciano l’espansione. Tra questi fenomeni, insieme a tutte le Associazioni di categoria che hanno collaborato attivamente alla ricerca, ne abbiamo individuato in particolare due: il value gap e la pirateria”.

Il value gap è il divario tra quanto viene generato dai contenuti creativi in rete e quanto viene restituito a chi ha creato quei contenuti. I principali beneficiari del value gap sono gli intermediari tecnici, che nell’ultimo decennio hanno assunto modelli organizzativi e funzioni diverse: motori di ricerca, aggregatori di contenuti, social network, servizio cloud pubblico e privato.

Dallo studio emerge che non esistono stime precise del fenomeno value gap, tuttavia, è possibile fare un confronto tra, quanto riconoscono i canali tradizionali e digitali con forme di abbonamento all’Industria Culturale e Creativa, e quanto retrocedono gli intermediari tecnici. Diversamente dai canali tradizionali, gli intermediari tecnici potrebbero ancora retrocedere circa la metà del valore generato grazie all’utilizzo di contenuti culturali e spettante ai creatori di questi contenuti, che in termini economici significherebbe circa 200 milioni di euro. Il tema del value gap non richiede ai consumatori di iniziare a pagare o pagare di più per i contenuti di cui godono, ma dovrebbero essere gli intermediari tecnici a doversi interrogare sull’attribuzione di contenuti, in linea con gli investimenti e i costi sostenuti dall’industria creativa.

La pirateria riguarda invece ogni attività legata alla riproduzione, distribuzione e utilizzo illegale di prodotti dell’ingegno. Anche in questo caso non esistono stime esaustive; tuttavia possiamo quantificare il fenomeno pari a un valore compreso tra i 4,6 e gli 8,1 miliardi di euro. In questo ampio range, il valore più elevato appare il più probabile, dato che è più vicino allo scenario tecnologico attuale, in cui lo streaming e il download diretto sono prevalenti rispetto alle modalità di scambio peer-to-peer.

Con Italia Creativa ci siamo interrogati sulle possibili opportunità di crescita per l’Industria Culturale e Creativa e una volta individuate le principali leve su cui i singoli settori possono intervenire abbiamo voluto approfondire le possibili azioni con impatti positivi a livello intersettoriale – ha proseguito il Presidente di SIAE. – Per valorizzare al meglio il comparto, abbiamo evidenziato i principali ambiti di intervento: le iniziative volte ad aumentare il grado di internazionalizzazione e quelle legate ad aspetti gestionali, formativi, di innovazione e legate ad un miglioramento degli economics. Abbiamo quindi preso in considerazione alcune azioni e, tenendo conto della loro realizzabilità su un orizzonte temporale di medio periodo, abbiamo identificato e raccolto alcuni possibili interventi”.

Gli ambiti identificati da Italia Creativa e dalle Associazioni che hanno fornito i dati per realizzare lo studio, sono in primo luogo il tema normativo, con le iniziative volte a rafforzare il dialogo con le istituzioni sia italiane che europee affinché accolgano le richieste degli operatori di settore o intervengano per colmare eventuali lacune normative. Quindi sensibilizzazione su possibili attività di regolamentazione fiscale e di formazione (Tax credit, IVA, agevolazioni fiscali, estensione patent box, coinvolgimento del Miur per esigenze formative e soluzioni tecnologiche contro la pirateria). In secondo luogo puntare maggiormente sull’internazionalizzazione, attivando nuove sinergie con l’ICE, gli Istituti di Cultura, le Camere di Commercio. Senza dimenticare lo studio di progetti che possano portare verso un nuovo ruolo di Italia Creativa, come ad esempio il finanziamento di un prodotto creativo di artisti emergenti che abbia valenza e contenuto culturale.

Come prima azione concreta, oggi le 26 Associazioni di categoria firmano ufficialmente una lettera indirizzata al nostro Governo e ai parlamentari italiani, in cui chiediamo il sostegno nella difesa del settore da fattori che rappresentano delle concrete minacce allo sviluppo – ha concluso Filippo Sugar. – Un impegno nella protezione dei diritti dei titolari dei contenuti creativi e culturali in Europa. In particolare, auspichiamo che il contenuto del considerando 38 della proposta di Direttiva Copyright, che riguarda questo tema, diventi una vera e propria disposizione normativa collocata nell’articolato della Direttiva stessa. Su questa soluzione si sono già pronunciate due Commissioni del Senato italiano, in particolare la 14a Commissione (Politiche dell’Unione europea) e la 7a Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali), che hanno espresso proprio un chiaro parere in tal senso.
Il nostro obbiettivo è far sì che in Italia e in Europa si possa continuare a creare, contribuendo alla crescita dell’economia: un obbiettivo che vogliamo perseguire e condividere con il nostro Governo. Perché siamo l’Italia che crea e che crea valore e vogliamo continuare ad esserlo”.

Il diritto d’autore dell’era digitale nelle biblioteche, mediateche e videoteche, Mestre, 31 gennaio 2017

Il diritto d’autore dell’era digitale nelle biblioteche, mediateche e videoteche

Mestre, martedì 31 gennaio 2017
Centro Culturale Candiani
dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:00
corso tenuto dal prof. Roberto Caso

Seminario di formazione e aggiornamento organizzato dall’Associazione Videoteche e Mediateche Italiane AVI in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche AIB, la sezione Veneto dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana ANAI, il Centro Culturale Candiani di Mestre e la Mediateca di Cinemazero di Pordenone.

PRESENTAZIONE
Nei servizi rivolti all’utenza e alla cittadinanza, la corretta interpretazione della legislazione volta a garantire da una parte la libera circolazione del sapere e della fruizione dei contenuti, e dall’altra la tutela dei diritti d’autore e connessi di chi questi contenuti ha creato, non è né semplice né immediata.
L’era digitale, potenziando enormemente la capacità di diffusione della cultura e dell’informazione, ha creato non poche aspettative, nuove riflessioni e diversi problemi concreti riguardanti le modalità di fruizione e distribuzione dell’opera intellettuale.

FINALITÀ
Il corso intende fornire le principali e specifiche nozioni per una corretta interpretazione delle norme attualmente in vigore, utili all’organizzazione di servizi di risorse digitali.

A CHI È RIVOLTO
Responsabili e operatori di archivi, biblioteche, mediateche, videoteche e cineteche, sia pubbliche sia private, bibliotecari, conservatori e addetti di musei, ricercatori, operatori nel settore audio video e nel patrimonio culturale online, e in generale a quanti interessati alle tematiche del seminario.

Per maggiori informazione, programma e iscrizione:

http://www.avimediateche.it/it/c/ka5c3c/il_diritto_dautore_dell.html#ct_descr

Come si diventa editori? Il 21 e 22 febbraio AIE organizza il corso “Dalla passione all’impresa”

 

Che cosa significa aprire una casa editrice? Quali sono le normative, gli adempimenti da conoscere per svolgere al meglio il lavoro editoriale? Come funziona la promozione e la distribuzione nel settore librario? Come è possibile strutturare al meglio un’attività editoriale già avviata?
Per rispondere a queste e altre domande, l’Associazione Italiana Editori (AIE) organizza martedì 21 e mercoledì 22 febbraio il corso “Dalla passione all’impresa”, rivolto a chi è interessato a diventare editore e vuole trasformare la propria passione in un’idea imprenditoriale.

Tre esperti del settore presenteranno i diversi temi. Nella prima giornata Gianmarco Senatore (responsabile dell’Ufficio Legale di AIE) fornisce le prime basi relative alla contrattualistica editoriale e alla fiscalità del settore; nella seconda giornata Lino Apone (Amministratore Delegato dell’agenzia letteraria e di licensing Raimondi & Campbell Associates) e Giovanni Peresson (responsabile dell’Ufficio Studi di AIE e titolare dello Studio Livingstone) illustrano i luoghi in cui si realizza l’attività di vendita e come si svolgono i processi di produzione e distribuzione.

Il corso si svolge negli uffici AIE a Milano in corso di porta Romana 108.

Le iscrizioni chiudono il 1 febbraio, tutte le informazioni sono disponibili nella sezione Corsi del sito www.a

Co-design workshop DiDIY&Sistema Legale – Serie Generativa, Politecnico di Milano, 30 gennaio 2017

IDEActivity Center del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, invita a partecipare al secondo appuntamento della serie di workshop ‘Digital DIY inspiring future’ sviluppati nell’ambito del progetto europeo Digital Do It Yourself*.

Durante questo secondo incontro si proseguirà il percorso iniziato con la prima serie di workshop esplorativi in cui gli obiettivi principali erano: entrare in empatia con il contesto, individuare i fattori fondamentali alla base del Digital Do It Yourself e proporre una sfida progettuale da risolvere in modo collaborativo.

In questa giornata di workshop generativo a partire dalla condivisione di conoscenze ed esperienze personali sul tema della sfida specifica selezionata dal team di ricerca sarete condotti attraverso una serie di attività alla creazione e costruzione di un concept ben definito che includa i fattori fondamentali individuati nel workshop precedente e che risponda in modo innovativo alla sfida lanciata.

Durante il workshop inoltre si potrà collaborare e progettare con altri esperti del settore e diversi professionisti nell’ambito delle tecnologie digitali. Insieme al team si utilizzerà un processo di co-design per generare idee.
IDEActivity Center faciliterà i workshop con approccio e strumenti propri del co-design e del design thinking che, una volta esperiti, si potranno usare in autonomia.

L’obiettivo della serie di workshop è proprio quello di produrre linee guida per la Comunità Europea e un design toolkit da rilasciare in Creative Commons per facilitare la gestione del processo progettuale a chiunque voglia applicare le potenzialità del Digital DIY nel settore professionale di provenienza al fine di generare innovazione e nuove competenze.

E’ previsto un workshop generativo per ognuna delle aree interessate dal progetto DiDIY: educazione, lavoro, società creative e sistema legale

WORKSHOP GENERATIVi

30 Gennaio 2017 / Co-Design Workshop in DiDIY & Sistema legale

Orario: 10 – 17 con pranzo offerto da IDEActivity Center.

Il workshop sarà ospitato presso PoliFactory, Campus Bovisa del Politecnico di Milano.
Indirizzo: Via Candiani 72, Milano, Edificio B3.

La prenotazione è necessaria. Scrivere a [email protected] entro il 28 Gennaio.

Una volta iscritti sarà comunicato via mail quali sono le sfide selezionate da risolvere durante la sessione generative e alcune informazioni più dettagliate dei workshop. La partecipazione al workshop generativo è libera e gratuita.

La serie di workshop si chiuderà con un evento pubblico, in cui ogni team ha la possibilità di condividere la propria esperienza e presentare i risultati del proprio lavoro.

Per maggiori informazioni:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-co-design-workshop-didiysistema-legale-serie-generativa-31134917376

Siae presenta ricorso d’urgenza su caso secondary ticketing per evento U2

In merito al “caso della rivendita dei biglietti” dei concerti, il così detto “secondary ticketing”, che si sta riproponendo anche per l’evento degli U2, SIAE comunica di aver presentato oggi un ricorso d’urgenza al Tribunale Civile di Roma per tutelare sia i diritti dei propri associati che i consumatori che si ritrovano a pagare anche fino a 10 volte in più i ticket di ingresso sul mercato parallelo.

Dopo aver visto che alcuni siti ieri, dopo 25 minuti dall’apertura della vendita dei biglietti sui canali ufficiali, hanno messo in vendita sul mercato secondario i biglietti a prezzi notevolmente maggiorati per il concerto del 15 di luglio, abbiamo deciso di agire immediatamente – commenta Gaetano Blandini direttore generale di SIAE. – Anche in questo caso abbiamo ottenuto l’adesione di Federconsumatori, con cui SIAE ha siglato un protocollo d’intesa due anni fa, per intraprendere insieme tutte le azioni legali e mediatiche a tutela dei diritti dei consumatori”.

Fonte: sito SIAE

#Innovazione che piace. Come difendere le idee ed i contenuti originali, Milano, 20 gennaio 2017

L’Osservatorio “Italia in testa”  sulla tutela dei prodotti del Made in Italy, ha organizzato una Tavola Rotonda che sarà ospitata il 20 gennaio p.v. dalle ore 10,00 alle 17,00, nella Smart Arena presso il Samsung District, in Via Mike Bongiorno 9 – 20124 Milano dal titolo: #Innovazione che piace. Come difendere le idee ed i contenuti originali, una giornata di confronto sui temi dell’innovazione tecnologica e sull’analisi dei diritti violati e le tutele degli utenti presenti oggi in rete.

Infatti, la continua evoluzione tecnologica e della rete internet, manifestazioni più evidenti della nuova economia digitale, pongono una serie di problemi completamente nuovi, che comportano l’interazione di discipline diverse e la necessità di confrontare ed integrare le competenze dei consulenti e dei giuristi in proprietà industriale e con quella dei tecnici e degli esperti della rete.

Saranno presenti importanti attori della PA e dell’innovazione quali MISE, Guardia di Finanza, AGCOM, Tribunale di Roma, SIAE, MEDIASET, UNIVERSAL MUSIC, Politecnico di Milano, IIT, Clusit ed altri.

Per registrarsi confermare la presenza a [email protected].

La Cassazione chiude la vicenda Big Red contro Gabibbo

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 503 del 2017, mette la parola fine alla decennale vicenda che ha visto da una parte la Western Kentucky University, titolare dei diritti d’autore sul personaggio Big Red, e il Gabibbo dall’altra, ritenuto una imitazione della mascotte dell’università americana.

Dopo due giudizio di merito (Tribunale Ravenna e Corte di Appello di Bologna), la vicenda è approdata in Cassazione, la quale, con la citata sentenza, ha precisato da una parte che il giudizio di legittimità non è un giudizio di merito di terzo grado nel quale possano sottoporsi alla attenzione dei giudici della Corte di Cassazione elementi di fatto già considerati dai giudici del merito, al fine di pervenire ad un diverso apprezzamento dei medesimi, dall’altra che, nel caso di specie, la Corte d’appello, una volta ritenuto che il personaggio Big Red non era suscettibile di protezione sotto il profilo del diritto d’autore non raggiungendo quel livello minimo di creatività prevista dalle norme, ha completato la propria motivazione rilevando che, anche se in ipotesi Big Red fosse stato suscettibile di protezione ai sensi del diritto d’autore, in ogni caso Gabibbo non si sarebbe potuto considerare una contraffazione stante gli elementi di diversificazione in esso presenti.

La sentenza è disponibile per i nostri abbonati a questo link.

Francesco Chrisam, Le licenze sugli user-generated content. Click-wrap agreement, big data e circolazione online del diritto d’autore

Acquista su Amazon!

 

SINTESI
La ricerca propone un’indagine sui rapporti contrattuali tra providere user nel contesto del cosiddetto web 2.0. Tale espressione viene comunemente utilizzata per descrivere l’attuale dimensione dinamico-partecipativa di internet, laddove gli utenti non sono più meri fruitori passivi di contenuti digitali bensì autori. Spesso infatti sono oggetto di upload dati che integrano il requisito costitutivo del carattere creativo e sono pertanto protetti dal diritto d’autore. I contratti di erogazione dei servizi online prevedono allora tipicamente clausole con cui l’utente concede al provider una licenza sugli user–generated content. L’indagine su tali licenze conduce a una rilettura del principio del trasferimento limitato allo scopo nel contesto della contrattazione di massa online.

pagine: 200
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-9719-9
data pubblicazione: Novembre 2016
editore: Aracne
collana: Diritto e Policy dei Nuovi Media | 11

Acquista su Amazon!

Il 12 gennaio a Milano è Tempo di Asli Erdogan, con Pinar Selek

Dove ci sono libri lì vivono le idee, libere e in movimento. O almeno così dovrebbe essere. La prima delle anteprime di Tempo di Libri, che arricchiranno il percorso di avvicinamento alla nuova Fiera dell’Editoria Italiana (in programma a Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile 2017), invita a una riflessione civile sui contesti e i regimi che negano la libertà di pensiero e di stampa. E la affida alla sociologa turca Pinar Selek, antimilitarista e attivista per i diritti umani, che il 12 gennaio a Milano nella Sala Piccola del Teatro Dal Verme (ore 18.30) ne discuterà con Lirio Abbate in un incontro moderato da Marino Sinibaldi a partire dal libro Il mandarino meraviglioso (traduzione di Giulia Ansaldo, Keller editore) della scrittrice e giornalista turca Asli Erdogan, detenuta in carcere dal 19 agosto scorso e che rischia l’ergastolo.
Nell’alfabeto speciale di Tempo di Libri – ventisei lettere per altrettante parole chiave (più una, @), autentiche bussole per orientarsi fra temi e incontri – questo appuntamento rimanda alla lettera D come dissidente, come Asli Erdogan e la stessa Pinar Selek, sulla quale pure pende una richiesta di condanna all’ergastolo in Turchia e che da anni vive in Francia. Per Tempo di Libri racconterà cosa significa testimoniare con la propria vita contro violenze e ingiustizie, perché la libertà di opinione e la libertà di pubblicazione, in un mondo plasmato dalle parole, vengono forse ancora prima dell’alfabeto, sono l’orizzonte di possibilità per pensieri e azioni. Durante l’incontro, in risposta all’appello dell’editore turco di Asli Erdogan – che con la campagna Io leggo Asli Erdogan ha chiesto alle donne di tutto il mondo di offrire la propria testimonianza leggendo, nelle proprie lingue madri, frasi tratte dai suoi libri – Silvia Ballestra, Alessandro Bertante, Helena Janeczek, Federica Manzon, Alessandro Mari, Marco Missiroli e Bianca Pitzorno leggeranno un brano da Il mandarino meraviglioso e ne firmeranno le copie, come hanno fatto gli scrittori turchi all’ultima fiera dell’editoria di Istanbul.
Asli Erdogan è fra le più importanti rappresentanti della letteratura turca contemporanea: i suoi libri sono stati tradotti in 17 lingue, ha vinto molti importanti premi letterari in Turchia e in Europa, è stata candidata della rivista francese Lire come una dei “50 scrittori del futuro”, quelli che lasceranno il segno nel ventunesimo secolo, e recentemente si è aggiudicata il premio Tucholsky, presentato dal PEN svedese mentre era in prigione. Il 17 agosto scorso, infatti, subito dopo il fallito colpo di stato militare in Turchia, è stata arrestata insieme ad altri giornalisti del quotidiano filo-curdo Özgür Gündem (Agenda Libera) con l’accusa di “incitazione al disordine”, “propaganda terroristica” e “appartenenza a un’organizzazione terrorista” (il riferimento è al Partito dei lavoratori del Kurdistan, Pkk). Nelle lettere che continua a scrivere dalla prigione, Asli Erdogan lancia un monito all’Europa: “Non solo la libertà di pensiero, ma anche la coscienza è stata messa sotto giudizio”.
www.tempodilibri.it