Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Corte di Giustizia Europea: il titolare di una connessione internet non può esonerarsi dalla responsabilità indicando un familiare

La Corte di Giustizia Europea, con la Sentenza nella causa C-149/17 Bastei Lübbe GmbH & Co. KG / Michael Strotzer, ha stabilito che il detentore di una connessione internet, attraverso la quale siano state commesse violazioni del diritto d’autore mediante una condivisione di file, non può esonerarsi dalla propria responsabilità indicando semplicemente un suo familiare che aveva la possibilità di accedere alla suddetta connessione.
Secondo la Corte, i titolari di diritti devono disporre di una forma di ricorso effettivo o di strumenti che consentano alle autorità giurisdizionali competenti di ordinare la comunicazione delle informazioni necessarie

Questa la massima:
L’articolo 8, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, in combinato disposto con l’articolo 3, paragrafo 1, della stessa, da un lato, e l’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, dall’altro, devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, interpretata dal giudice nazionale competente, in forza della quale il titolare di una connessione internet, attraverso cui siano state commesse violazioni del diritto d’autore mediante una condivisione di file, possa non essere considerato responsabile qualora indichi almeno un suo familiare che avesse la possibilità di accedere alla suddetta connessione, senza fornire ulteriori precisazioni quanto al momento in cui la medesima connessione è stata utilizzata da tale familiare e alla natura dell’utilizzo che quest’ultimo ne abbia fatto.

La vicenda
La casa editrice tedesca Bastei Lübbe cita in giudizio il sig. Michael Strotzer dinanzi al Landgericht München I (Tribunale del Land, Monaco I, Germania), chiedendo il risarcimento dei danni derivanti dal fatto che un audiolibro sul quale essa è titolare dei diritti d’autore e dei diritti connessi è stato condiviso, perché potesse essere scaricato, con un numero illimitato di utenti di una piattaforma internet di condivisione (peer-to-peer) mediante la connessione internet della quale il sig. Strotzer è titolare.
Il sig. Strotzer contesta di aver violato personalmente il diritto d’autore. Inoltre, fa valere che i suoi genitori, conviventi con lo stesso, avevano parimenti accesso a tale connessione, senza tuttavia fornire ulteriori precisazioni quanto al momento in cui la medesima connessione è stata utilizzata dagli stessi e alla natura dell’utilizzo medesimo.
Secondo il Landgericht München I, risulta dalla giurisprudenza del Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania), che, alla luce del diritto fondamentale alla protezione della vita familiare, una siffatta difesa è sufficiente, nel diritto tedesco, per escludere la responsabilità del titolare della connessione internet.

Il Landgericht chiarisce al riguardo che si presume che il titolare di una connessione internet, per mezzo della quale sia stata commessa una violazione del diritto d’autore, sia l’autore di tale violazione, qualora sia stato identificato con esattezza attraverso il suo indirizzo IP e qualora nessun’altra persona avesse la possibilità di accedere alla connessione di cui trattasi al momento in cui la violazione in questione ha avuto luogo. Tuttavia, tale presunzione può essere invertita nel caso in cui altre persone potessero accedere alla medesima connessione. Inoltre, se un familiare di detto titolare aveva tale possibilità, quest’ultimo può sottrarsi alla propria responsabilità, sulla base del diritto fondamentale alla protezione della vita familiare, semplicemente indicando tale familiare, senza essere tenuto a fornire ulteriori precisazioni quanto al momento in cui la connessione internet è stata utilizzata da detto familiare e alla natura dell’utilizzo che quest’ultimo ne ha fatto.

In tale contesto, il Landgericht München I chiede alla Corte di giustizia di interpretare le disposizioni di diritto dell’Unione sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Con la sentenza C-149/17 del 18 ottobre 2018, la Corte afferma che il diritto dell’Unione osta a una normativa nazionale (come quella in parola, interpretata dal giudice nazionale competente), in forza della quale il titolare di una connessione internet, attraverso cui siano state commesse violazioni del diritto d’autore mediante una condivisione di file, possa non essere considerato responsabile qualora indichi un suo familiare che aveva la possibilità di accedere alla suddetta connessione, senza fornire ulteriori precisazioni quanto al momento in cui la medesima connessione è stata utilizzata da tale familiare e alla natura di tale utilizzo.

Secondo la Corte, occorre trovare un giusto equilibrio tra diversi diritti fondamentali, vale a dire il diritto ad un ricorso effettivo e il diritto di proprietà intellettuale, da una parte, e il diritto al rispetto della vita privata e familiare, dall’altra.
Un tale equilibrio viene meno qualora sia offerta una protezione quasi assoluta ai familiari del titolare di una connessione internet per mezzo della quale siano state commesse violazioni del diritto d’autore mediante una condivisione di file.
Infatti, se il giudice nazionale adito mediante un’azione per responsabilità non può esigere, su richiesta dell’attore, le prove relative ai familiari della controparte, l’accertamento dell’asserita violazione del diritto di autore nonché l’identificazione dell’autore della stessa sono resi impossibili e, conseguentemente, vengono violati in modo grave il diritto fondamentale ad un ricorso effettivo e il diritto fondamentale di proprietà intellettuale che spettano al titolare del diritto d’autore.
Sarebbe tuttavia diverso se, per evitare un’ingerenza ritenuta inammissibile nella vita familiare, i titolari dei diritti potessero disporre di un’altra forma di ricorso effettivo, che in un simile caso consentisse loro, ad esempio, di far riconoscere conseguentemente la responsabilità civile del titolare della connessione internet di cui trattasi.
Inoltre, spetta in ultima analisi al Landgericht München I verificare se, eventualmente, il diritto interno interessato offra altri strumenti, procedure e mezzi di ricorso che consentano alle autorità giurisdizionali competenti di ingiungere che siano fornite le necessarie informazioni atte a rendere possibile, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, l’accertamento della violazione del diritto d’autore nonché l’identificazione dell’autore di quest’ultima.

IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile.

La redazione

Call Artisti 2019, come ottenere un rimborso spese per suonare all’estero

Sono state pubblicate le Call 2019 dell’Italia Music Export, lo sportello di SIAE dedicato alla promozione e alla diffusione della musica italiana all’estero. I bandi offrono sostegno economico a fondo perduto per artisti e operatori del settore (manager, booking, uffici stampa, editori, produttori, ecc..) finalizzati al rimborso spese per l’organizzazione e la promozione di concerti all’estero  (un minimo di 1 e un massimo di 30 date all’interno di un intervallo massimo di 45 giorni), o per la partecipazione a showcase, festival internazionali, fiere e appuntamenti necessari per conoscere nuovi partner e stringere accordi commerciali.

Le spese rimborsabili comprendono viaggi, alloggi, trasporti, spese doganali, ingresso agli eventi (per gli operatori), ecc. È possibile richiedere un contributo massimo di 10.000€ per ogni domanda di partecipazione.

Le Call Operatori e Artisti 2019 si svolgeranno due volte l’anno: una prima fase dal 12 ottobre al 16 novembre e una seconda dal 10 aprile al 15 maggio.

Tutte le informazioni, le modalità di partecipazione e le domande di partecipazione sono disponibili sul sito di Italia Music Export a questo link: www.italiamusicexport.com/notizie/tag-notizie/finanziamenti/.

L’audiovisivo e le nuove evoluzioni. Diritti, proprietà, economie e nuovi business delle immagini e dei suoni in movimento, Milano, 23 ottobre 2018

C/O PALAZZO CASTIGLIONI, CORSO VENEZIA 47 – MILANO, SALA COLUCCI

Milano – 23 ottobre 2018

Sala Colucci, Palazzo Castiglioni, C.so Venezia – 47

Il convegno nasce con l’obiettivo di approfondire, anche tramite case history specifiche, il settore dell’audiovisivo dal punto di vista legale ed economico. L’audiovisivo che fino a qualche anno fa era “sinonimo” di cinema oggi abbraccia contenuti che nemmeno transitano dalle sale cinematografiche. Pensiamo non solo al fenomeno di Netfix, ma a tutte le produzioni per il web, documenti, filmati industriali, che sono un patrimonio economico per le imprese e deve essere tutelato. La conoscenza dei diritti di utilizzo dei contenuti e degli incentivi finanziari a disposizione sono ormai elementi imprescindibili non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per tutte le aziende che utilizzano, poi di fatto, queste produzioni. Durante l’incontro verranno esaminate opere audiovisive sia di tipo tradizionale sia innovativo e grazie agli esperti presenti in sala verranno analizzati gli aspetti legislativi, finanziari e fiscali di questo settore in costante crescita e quali potranno essere gli scenari futuri, le modalità di circolazione dei diritti dei contenuti e gli aspetti legislativi che li governano.

Programma

Ore 09.00 Accredito

Ore 09.30 Introduzione al tema
Umberto Bellini, Presidente Asseprim

La produzione audiovisiva tra diritti proprietari e nuove dinamiche di business

Davide Rossi, Avvocato e Consigliere Asseprim

Il punto di vista del Garante
Francesco Posteraro, Commissario Agcom

Case History
My Max – Massimo My

Minerva Pictures – Gianluca Curti

Ore 11.00 Coffe Break

Produzione e diritti di utilizzazione di contenuti audiovisivi
Stephanie Rotelli, Avvocato M&R Europe

Il tax credit per l’audiovisivo
Paolo Besio, Partner Bernoni Grant Thornton

Ore 12.30 Q&A

Ore 13.00 Chiusura lavori

Modera: Simona Lavagnini, partner Studio Legale LGV

Iscrizioni: http://www.asseprim.it/web/eventi/audiovisivo_e_nuove_evoluzioni.html

Nasce MIA-Musica Indipendente Associata, il network concreto della Musica Indipendente per creare valore

MIA – Musica Indipendente Associata è l’Associazione di categoria italiana che rappresenta e promuove gli interessi dei produttori fonografici, delle etichette discografiche e dei distributori musicali.

Nasce dall’unione trasversale di quelle realtà indipendenti che caratterizzano il moderno mercato musicale e che hanno deciso di condividere la loro capacità di dialogo costruttivo senza pregiudizio, per rispondere concretamente alle effettive esigenze della discografia indipendente italiana, da un lato sempre più protagonista nel mercato globale ma, per contro, troppo poco tutelata e rappresentata sia a livello istituzionale che nei confronti delle major discografiche e dei grandi provider internazionali.

L’acronimo MIA esprime il senso di appartenenza dell’associazione ad ogni nostro associato. Il nostro principio fondatore è la visione di un’associazione di categoria trasparente, moderna e polifunzionale – dichiara il Presidente Federico Montesanto – capace realmente di essere sempre in prima linea rispetto alle evoluzioni del mercato discografico globale, con particolare riferimento a quello digitale e di mettere al centro delle sue attività l’informazione, la crescita ed il benessere degli associati”.

Gli obbiettivi di MIA spaziano dal semplice informare correttamente e puntualmente gli associati e la categoria tutta sulle reali dinamiche in atto nel mercato musicale, fino al promuovere iniziative concrete a sostegno dell’industria discografica e della cultura musicale.

Tra queste attività ed obbiettivi ci sono certamente le attribuzioni analitiche per tutti i flussi economici che interessano il consumo e l’utilizzo di Musica in Italia, che necessitano di una maggiore trasparenza nei criteri di rilevazione dei dati ufficiali e nella stima del market share degli indipendenti, dell’introduzione di una classifica musicale “a valore” che includa tutti i principali servizi digitali e di un confronto costante e costruttivo con i principali organi di rappresentanza quali, società di collecting e provider di servizi digitali, ma anche con le Istituzioni, le Autorità, gli enti pubblici e privati nazionali, europei ed internazionali, al fine di promuovere iniziative a livello legislativo come la regolamentazione delle posizioni dominanti e dei fenomeni distorsivi della concorrenza e l’adeguamento della normativa IVA per i ricavi generati sui servizi digitali internazionali.

MIA – Musica Indipendente Associata

www.musicaindipendenteassociata.org

Perlego e il modello “Spotify” per i testi universitari

Gauthier Van Malderen e Oliviero Muzi Falconi sono due ragazzi  ex bocconiani  che provano a rivoluzionare il mondo dell’editoria digitale con la creazione della Start Up Perlego, attraverso una biblioteca universitaria che punta a una delle categorie che risente maggiormente del costo dei libri: gli iscritti all’università.

Una vera e propria biblioteca universitaria con 200 mila manuali testi d’esame in formato eBook; ma anche saggi, pubblicazioni, report e liste di libri arricchiti da diverse funzionalità, come la possibilità di evidenziare, prendere appunti, citare fonti.  E con l’imminente arrivo dell’App mobile e l’introduzione degli audiolibri sarà ancora tutto più flessibile, in linea con le abitudini delle nuove generazioni, votate alla dematerializzazione e alla portabilità totale dei contenuti.

La crescita rapida e risultati importanti di questi primi mesi sono certamente dovuti alla facilità con cui Perlego permette di accedere a contenuti illimitati (basta una connessione) al costo di 14 euro mensili e permettendo però di risparmiare tantissimi soldi su testi universitari costosi e spesso usati solo parzialmente. A loro, come raccontano, capitava di spendere oltre 400€ l’anno per l’acquisto dei libri. Spesso spendevano 50€ per un titolo secondario, per poi leggerne solo pochi capitoli. E una volta passato l’esame, tentavano di rivendere i libri meno importanti sperando che nel frattempo non fosse cambiata edizione. Una condizione che accomuna tantissimi studenti, ieri come oggi. Quanti programmi d’esame hanno una lista di 3-4 libri, se non di più? Impossibile o quasi comprarli tutti. Spesso si ricorre alle fotocopie, sfidando il copyright.

Non si è potuto prescindere da un accordo con gli editori che hanno accolto questo modello di business che mira a retribuirli con una restituzione dei profitti ricavati dalle subscription in base all’utilizzo mensile dei libri a una lista di prezzi “digitale”;  l’accordo si è rivelato efficace al punto che Perlego collabora con 1400 case editrici inclusi otto tra i dieci principali dell’editoria universitaria, collaborando, parallelamente, con Ingram (uno dei più importanti distributori di eBook al mondo).

La redazione

L’Unione Europea aderisce al Trattato di Marrakesh

L’Unione europea ha aderito al trattato di Marrakesh durante le riunioni delle Assemblee WIPO del 2018, tenutesi tra il 24 settembre e il 2 ottobre 2018 a Ginevra.

I rappresentanti dell’Unione Europea dei Ciechi possono finalmente gioire per l’accordo che facilita la creazione e il trasferimento oltre i confini nazionali di testi appositamente adattati per l’uso da parte di persone ipovedenti. L’adozione del trattato di Marrakesh dimostra infatti la capacità della comunità internazionale di trovare una soluzione politica comune a problemi molto pratici, come la grande carestia di libri che devono subire le persone ipovedenti ( solo una piccola percentuale, tra l’uno e il cinque per cento, di tutta la letteratura è accessibile a persone non vedenti e ipovedenti), di fronte alla mole di conoscenze ormai condivisibili a ogni livello.

Afferma il Direttore generale di WIPO, Francis Gurry: “La ratifica dell’UE segna un importante progresso per le persone ipovedenti che vivono all’interno dell’Unione europea e in altre parti contraenti del trattato di Marrakesh, consentendo loro di fruire di testi in formati accessibili attualmente disponibili in qualsiasi paese che abbia attuato le disposizioni del trattato “, e continua :”WIPO loda l’UE per il suo impegno nei confronti del trattato di Marrakesh e il suo impegno a garantire che il sistema multilaterale funzioni per il bene pubblico più ampio. Esortiamo un maggior numero di paesi a unirsi affinché possiamo rendere questo un trattato universale e mondiale in modo che le persone ipovedenti possano beneficiare di qualsiasi libro accessibile prodotto in qualsiasi angolo del globo“.
Il trattato entrerà in vigore per l’Unione europea il 1 ° gennaio 2019.

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La redazione