Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Beni culturali e diritti di riproduzione: tra diritto d’autore, codice dei beni culturali e diritto alla riservatezza, ANAI, corso online, 14-30 giugno 2021

L’Associazione Nazionale Archivistica Italiana organizza il corso online “Beni culturali e diritti di riproduzione: tra diritto d’autore, codice dei beni culturali e diritto alla riservatezza”, dal 14 al 30 giugno 2021.

Il corso si propone di offrire un supporto formativo agli operatori di beni culturali in materia di diritti sulle riproduzioni di beni culturali sul versante del codice dei beni culturali, delle norme sul diritto d’autore e delle norme poste a tutela della riservatezza. Nell’era di internet e del digitale è bene avere precisa contezza di quali siano i limiti e le possibilità garantiti dall’attuale normativa, in rapida e costante evoluzione, per prevenire eventuali rischi connessi alla violazione delle norme. Il tema delle licenze d’uso delle immagini al centro di questo corso risponde quindi essenzialmente a un’esigenza pratica sempre più avvertita tra gli operatori di beni culturali.

Tutte le informazioni al link http://www.anai.org/anai-cms/cms.view?numDoc=1692&munu_str=

Polizia di Stato: vasta operazione contro la pirateria audiovisiva delle IP TV illegali

Dal comunicato stampa della Polizia di Stato

La Polizia di Stato comunica di aver eseguito in data 14 maggio in diverse città italiane provvedimenti di sequestro e di aver impiegato nell’operazione più di 200 specialisti provenienti da 11 Compartimenti regionali della Polizia Postale (Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, Roma, Cagliari, Milano, Firenze, Venezia) che operando sul territorio di 18 province, hanno smantellato una complessa infrastruttura criminale, sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico.

La Procura Distrettuale di Catania ha coordinato approfondite indagini, durate diversi mesi, in materia di pirateria audiovisiva finalizzate al contrasto del fenomeno delle IP TV illegali, delegate alla Polizia postale e delle Comunicazioni che aveva segnalato l’esistenza di una complessa infrastruttura tecnologica operante a livello nazionale e responsabile della diffusione via Internet, attraverso numerosi siti, del segnale illegalmente captato di numerose piattaforme di contenuti televisivi a pagamento (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix etc.).

Lo studio tecnico informatico estremamente approfondito della diffusione dei segnali in streaming effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania con il coordinamento del Servizio polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha consentito di individuare le sorgenti dalle quali viene distribuito il segnale piratato.

Il Pubblico ministero titolare delle indagini, di competenza del gruppo di lavoro specializzato in materia di reati informatici (G 2) ha contestato a ben 45 indagati il delitto di associazione a delinquere finalizzato alla commissione dei delitti di accesso abusivo a sistema informatico protetto da misure di sicurezza (615 ter aggravato c.p.), di  frode informatica aggravata dall’ingente danno arrecato (art. 640 ter c.p.) e di abusiva riproduzione e diffusione a mezzo Internet di opere protette dal diritto di autore e opere dell’ingegno (art. 171 ter legge n. 633/1941 – legge sul diritto d’autore).

Una importante “centrale” è stata individuata nella città di Messina, la sua disattivazione e sequestro ha fatto rilevare che essa gestiva circa l’80% del flusso illegale IPTV in Italia.

L’associazione per delinquere si basa su uno schema piramidale e vede il sinergico operare di diversi soggetti i quali, pur non essendo personalmente noti gli uni agli altri, si legano stabilmente per costruire i vari tasselli della struttura illecita.

In tale modo, i contenuti protetti da copyright vengono, dapprima acquistati lecitamente, come segnale digitale, dai vertici dell’organizzazione (le c.d. “Sorgenti”) e, successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica ed organizzativa, vengono trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, trasmessi attraverso una fitta intelaiatura criminale ad una rete capillare di rivenditori ed utenti finali, dotati di connessione internet domestica ed apparecchiature idonee alla ricezione (l’ormai noto “Pezzotto”).

Le complesse indagini, compiute dalla Polizia Postale di Catania, fin dalle prime investigazioni avevano messo in luce la presenza su Telegram, in vari social network e in diversi siti di bot, canali, gruppi, account, forum, blog e profili che pubblicizzavano la vendita, sul territorio nazionale, di accessi per lo streaming illegale di contenuti a pagamento tramite IPTV delle più note piattaforme.

Le investigazioni si sono avvalse di complesse attività di analisi informatiche, documentali, riscontri bancari e servizi di osservazione ed appostamento.

Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico nonché i server ed i dispositivi illegali utilizzati per le connessioni e le attività di diffusione dello streaming. Nelle abitazioni di alcuni degli indagati è stato sequestrato denaro in contante per decine di migliaia di euro ritenuto provento dell’attività illecita.

Quello dell’IPTV illegale è un mondo criminale complesso ed assai insidioso, della cui dimensione e pericolosità non sempre chi le utilizza è avveduto e la cui pericolosità è dettata anche dal possibile utilizzo dei proventi verso nuove modalità criminali ben più lesive degli interessi dei cittadini.

L’attività fraudolenta che consta di circa 1.500.000 di utilizzatori, che pagano €10 al mese, ha prodotto un volume d’affari per la criminalità pari a € 15.000.000 mensili, ed al contempo ha determinato un ben superiore mancato introito per i fornitori di servizi televisivi a pagamento.

Nel sentire comune si ritiene che in fondo fruire di un sistema pirata non è un crimine, al massimo si sottraggono pochi soldi ad un colosso della comunicazione. Ma se si guarda il fenomeno nella sua complessità, e non solo nel singolo utilizzo, ci si rende conto che nella realtà non è così, un intero sistema produttivo viene messo in crisi.

SIAE e Centro ASK Università Bocconi presentano i numeri dello spettacolo dal vivo nel 2020

Comunicato SIAE

Il 2020 è stato un anno molto difficile per tutti i settori dello spettacolo dal vivo. Dall’analisi dei cali medi condotta dai ricercatori del gruppo ASK dell’Università Bocconi di Milano sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE emerge una contrazione del 69% nel numero di spettacoli, del 72% degli ingressi, del 77% dei ricavi al botteghino e del 76% della spesa del pubblico. Diversi sono i fattori che hanno portato a questi risultati: le politiche di chiusura definite dai diversi DPCM, i numeri ridotti di ingressi dovuti alle misure di distanziamento, il rallentamento delle nuove produzioni in tutte le filiere e naturalmente le reazioni dei singoli, lato domanda e lato offerta.

Per inquadrare le trasformazioni in atto, lo studio ha analizzato in maggiore dettaglio i dati con l’obiettivo di riflettere su quattro temi: come si stavano muovendo i settori prima della pandemia, quanto è stata veloce la ripartenza dopo le riaperture, che cosa è successo nei diversi territori e il ruolo del digitale.

Prima della pandemia, gli operatori del settore si sono orientati progressivamente verso una strategia finalizzata all’aumento dell’occupancy a spettacolo e l’innalzamento dei prezzi medi a spettatore e di quelli per servizi aggiuntivi in modo da sostenere gli incassi medi. L’offerta culturale ha registrato invece una progressiva concentrazione in termini di numero di operatori e di presenza territoriale, mentre l’evoluzione dei gusti del pubblico e le diverse scelte degli operatori a livello locale hanno portato ad una ridefinizione del peso relativo dei diversi comparti nei settori dello spettacolo dal vivo.

Lo sviluppo della crisi collegata alla pandemia ha determinato il crollo improvviso dell’offerta e del consumo di spettacolo ed intrattenimento, mostrando una accelerazione dei fenomeni di concentrazione geografica nelle poche settimane di attività. In una prospettiva di graduale riapertura anche delle attività dal vivo, questa è una tendenza che va contrastata per quanto possibile, perché il depauperamento del tessuto culturale a livello locale riduce drasticamente la qualità del capitale sociale da un lato e l’attrattività di un territorio dall’altro. Inoltre, da un punto di vista economico, per chi opera a livello territoriale (sia esso un operatore commerciale, turistico o di servizi) lo spettacolo dal vivo rappresenta un volano prezioso il cui valore nel 2019 era pari a 4.992.083.695 euro.

I dati relativi alle temporanee riaperture rivelano la fragilità delle strutture dal vivo e la difficoltà oggettiva a replicare le strategie che hanno funzionato nelle crisi precedenti. In previsione della ripresa delle attività, non sarà perciò sufficiente ritoccare i prezzi al rialzo per compensare il calo dell’occupancy, pena un drastico calo della domanda.

Da sottolineare che la pandemia ha spostato – nell’arco di un anno – il peso del digitale fino all’80% della remunerazione di artisti e editori, rendendo però la posizione per ora insostenibile per molti autori, dati i meccanismi di remunerazione e di incentivo delle piattaforme streaming, che contribuiscono a polarizzare ulteriormente la visibilità e la remunerazione.

Un cambiamento di contesto così repentino ha rappresentato anche un’opportunità per lo sviluppo di nuovi generi e l’emergere di nuovi autori. La crisi pandemica ha evidenziato che l’atteggiamento del pubblico e degli operatori si va orientando verso lo sviluppo di modelli ibridi che presuppongono – accanto ad un’offerta culturale in presenza – un’offerta digitale su un numero crescente di piattaforme e con formati in parte in esplorazione. C’è da aspettarsi dunque uno sviluppo strutturale di una strategia multicanale da parte degli operatori e l’emergere di nuovi formati, di nuovi autori e prodotti di punta accanto al consolidamento di generi che utilizzano combinazioni di forme espressive, piattaforme e metodi di pagamento in modi articolati ed originali per soddisfare bisogni di grandi segmenti di pubblico.

Anche i dati dell’Annuario dello Spettacolo SIAE confermano purtroppo il prezzo altissimo pagato alla pandemia nel 2020 dall’intera filiera – dagli autori ed editori agli artisti, dai produttori ai distributori e ai promoter, dai gestori di locali ai tecnici e alle maestranze – mentre il pubblico è stato privato di svago e arricchimento culturale.

Una prima disaggregazione dei dati evidenzia come il settore dell’attività concertistica sia stato quello che in assoluto ha sofferto più di tutti le norme anti Covid, facendo registrare le peggiori performance per gli ingressi (-82,88%) e per la spesa al botteghino (-89,13%) nel 2020, anno che sarà senza dubbio ricordato dagli operatori del settore per la totale assenza dei grandi concerti live estivi. Invece il comparto che ha sofferto relativamente meno degli altri è stato quello delle attrazioni dello spettacolo viaggiante, che ha potuto contare sulle parziali riaperture estive, che coincidono storicamente con il periodo di maggiori ingressi e incassi per queste attività: il numero di spettacoli è diminuito del 42,27% mentre la spesa del pubblico è scesa del 64,04%. Neanche l’attività cinematografica è riuscita a contenere le perdite: gli ingressi si sono ridotti del 70,98%, le presenze sono diminuite dell’82,18%, la spesa al botteghino ha registrato un calo del 71,62% e la spesa del pubblico ha perso il 73,21%.

La brusca interruzione della stagione 2019-2020, con la dichiarazione del primo lockdown generale dell’8 marzo 2020 e la mancata ripartenza della nuova stagione 2020-2021 per effetto della seconda ondata epidemica, ha compromesso del tutto lo svolgimento dell’attività teatrale: il numero degli spettacoli è diminuito del 64,81% e gli ingressi si sono ridotti del 70,41%. Stessa sorte per entrambi gli indicatori economici: -77,78% per la spesa al botteghino e -76,47% per la spesa del pubblico. Particolarmente colpiti la lirica, con un tracollo della spesa al botteghino dell’85,35% e del numero di ingressi dell’81,20%, e il balletto, con una perdita dell’80,02% degli ingressi.

La crisi provocata dalla pandemia ha travolto anche lo sport che, a partire da marzo 2020, ha visto la sospensione di eventi e competizioni di ogni ordine e disciplina e successivamente una ripresa graduale delle attività, anche se quasi sempre senza la presenza del pubblico. Di conseguenza, gli ingressi si sono ridotti del 77% mentre la spesa al botteghino è diminuita dell’84%.

In negativo anche i dati dell’attività di ballo e trattenimenti musicali a causa soprattutto della mancanza quasi totale dell’attività di ballo mentre l’attività dei trattenimenti musicali nei pubblici esercizi è stata quasi sempre concessa, nel rispetto delle norme sanitarie previste: complessivamente -71,36% per il numero degli spettacoli, -72,53% per le presenze e -73,94% per la spesa del pubblico.

In linea con gli altri comparti è stata la perdita registrata dal settore delle fiere e delle mostre culturali, i cui ingressi sono diminuiti rispettivamente dell’83% (con una perdita di circa 10 milioni di visitatori) e del 72%. La mostra che ha esercitato il maggior richiamo, pur potendosi ritagliare uno spazio ristretto a cavallo tra i due lockdown e dovendo fare i conti con gli ingressi contingentati a prenotazione obbligatoria, è stata quella dedicata a Raffaello Sanzio in occasione del cinquecentesimo anno dalla sua morte, presso le Scuderie del Quirinale a Roma, che ha registrato oltre 134.000 visitatori.

Il settore dell’attività con pluralità di generi ha registrato una quasi totale scomparsa del numero di spettacoli (-87,54%), delle presenze (-92,58%) e della spesa del pubblico (-91,26%).

Dall’analisi della quantità e della distribuzione geografica dei luoghi di spettacolo, che nel 2020 sono stati 56.645, è emerso che l’impatto del Covid ha prodotto la chiusura totale del 51,6% dei locali rispetto al 2019. Analogo risultato si riscontra sulla quantità e sulla distribuzione geografica degli organizzatori di spettacoli, che nel 2020 sono stati 39.489, con una perdita del 51,2% rispetto all’anno precedente.

Novità di questa edizione dell’Annuario dello Spettacolo SIAE è la presenza del macroaggregato degli eventi trasmessi in streaming su piattaforme digitali a pagamento. Questa tipologia di evento, nata durante l’emergenza sanitaria, ha visto molti operatori attivarsi per avviare una sperimentazione con la creazione di salevirtuali” speculari a quelle “fisiche” sia durante la chiusura delle sale sia nelle fasi di riapertura a capienza ridotta. Nel 2020 sono stati censiti 8.396 eventi. La distribuzione mensile dei valori evidenzia che questa tipologia di spettacolo ha iniziato a manifestarsi nel mese di maggio e ha ripreso vigore dal mese di ottobre, quando si è verificata la seconda ondata della pandemia. In questo aggregato l’indicatore rappresenta il numero di utenti che hanno effettuato l’accesso, acquistando un biglietto valido. Vista la particolare natura del servizio, non si può parlare di spettatori poiché non è dato sapere il numero effettivo di persone che, attraverso il collegamento attraverso un dispositivo, fruiscono dello spettacolo. L’analisi mensile evidenzia che settembre ha registrato l’incasso maggiore, poiché in questo mese si è tenuto l’evento “Heroes”, organizzato con l’intento di supportare il fondo “Covid-19 Sosteniamo la Musica” a favore dei lavoratori dello spettacolo. Il 6 settembre 2020 l’Arena di Verona ha visto la presenza contemporanea di 3.498 spettatori mentre 35.512 persone erano collegate all’evento in streaming.

La scommessa, per gli esercenti teatrali e gli organizzatori di concerti, è dunque quella di riuscire ad integrare l’offerta e sviluppare una genuina strategia multicanale: se la performance artistica non può fare a meno del pubblico in sala è anche suggestivo pensare che in un prossimo futuro alcuni grandi eventi possano raggiungere contemporaneamente sia un pubblico presente che un pubblico connesso.

L’analisi che presentiamo oggi riveste una particolare importanza in un periodo così difficile per tutti e in particolare per alcuni settori, come quello dello spettacolo dal vivo, che ha registrato perdite gravissime dall’inizio della pandemia – ha dichiarato il Presidente SIAE Giulio Rapetti MogolLe conseguenze sono devastanti dal punto di vista economico, occupazionale e sociale, al netto di quelle più strettamente culturali. In questo momento è necessaria perciò una visione sistemica e un’idea di sviluppo condivisa per attivare una vera ripartenza con un’attenzione particolare ai lavoratori creativi e alle loro specifiche esigenze”.

I numeri del rapporto SIAE sono crudi e ci danno veramente il segno dell’uragano che si è abbattuto sul mondo dello spettacolo. Tutti i settori sono stati colpiti dalla crisi ma lo spettacolo dal vivo molto di più e questo conferma le ragioni del forte impegno economico con cui il Governo è intervenuto a sostegno del settore sin dai primo giorni della pandemia – ha detto il Ministro della Cultura Dario FranceschiniGli aiuti continueranno anche in presenza di riaperture parziali e stiamo definendo un nuovo intervento normativo per ampliare le tutele dei lavoratori anche rendendo permanenti alcune delle protezioni introdotte in emergenza”.

Molti operatori stanno sviluppando progetti multicanale e sperimentando formati di intrattenimento, divulgazione e ricerca. E’ importante riconoscere, misurare e sostenere lo sforzo imprenditoriale in questi settori così ‘trasversalmente importanti’ per il nostro Paese” ha commentato la Professoressa Paola Dubini.

È fondamentale immaginare un futuro anche per lo spettacolo: se c’è un momento in cui si può elaborare un piano industriale per la cultura è questo – ha detto il Direttore Generale SIAE Gaetano BlandiniLo spettacolo dal vivo ritornerà e non c’è motivo che non ritorni. È irrealistico però pensare che la pandemia sia destinata a non lasciare traccia: bisogna prestare attenzione ai cambiamenti in atto e cercare di cogliere tutte le opportunità offerte da questa nuova situazione per garantire la sostenibilità economica del settore”.

Per la consultazione dell’Annuario e il download: https://www.siae.it/sites/default/files/SIAE_Annuario_dello_Spettacolo_2020.pdf

La legge di delegazione europea, Legge 22 aprile 2021, n. 53, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 aprile scorso

La legge di delegazione europea, Legge 22 aprile 2021, n. 53, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 aprile scorso (Serie Generale n. 97).
Entra in vigore il prossimo 8 maggio.

Il testo ufficiale dei due articoli 8 e 9 con i criteri di recepimento delle due Direttive Europee 2019/789 e 2019/790 sul diritto d’autore:

Art. 8.
Princìpi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2019/789, che stabilisce norme relative all’esercizio del diritto d’autore e dei diritti connessi applicabili a talune trasmissioni on-line degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici e che modifica la direttiva 93/83/CEE del Consiglio
1. Nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/789 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge n. 234 del 2012, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) definire in modo restrittivo i «programmi di produzione propria che sono finanziati interamente dall’organismo di diffusione radiotelevisiva» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b) , punto ii), della direttiva (UE) 2019/789, in particolare riconducendo il concetto di «produzione propria» alla nozione di «produzione interna»;
b) individuare i requisiti degli organismi di gestione collettiva autorizzati a rilasciare le licenze obbligatorie di cui all’articolo 4 della direttiva (UE) 2019/789, tenendo in considerazione quanto disposto dall’articolo 8 del decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35.
2. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei compiti derivanti dall’esercizio della delega di cui al presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 9.
Princìpi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2019/790, sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE
1. Nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, il Governo osserva, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 32 della legge n. 234 del 2012, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) applicare la definizione di «istituti di tutela del patrimonio culturale», nell’accezione più ampia possibile, al fine di favorire l’accesso ai beni ivi custoditi;
b) disciplinare le eccezioni o limitazioni ai fini dell’estrazione di testo e dati di cui all’articolo 3 della direttiva (UE) 2019/790, garantendo adeguati livelli di sicurezza delle reti e delle banche dati, nonché definire l’accesso legale e i requisiti dei soggetti coinvolti;
c) esercitare l’opzione di cui all’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2019/790, che consente di escludere o limitare l’applicazione dell’eccezione o limitazione di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo, per determinati utilizzi o tipi di opere o altri materiali;
d) stabilire le procedure che permettono ai titolari dei diritti che non abbiano autorizzato gli organismi di gestione collettiva a rappresentarli di escludere le loro opere o altri materiali dal meccanismo di concessione delle licenze di cui all’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2019/790 o dall’applicazione dell’eccezione o limitazione di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo;
e) esercitare l’opzione di cui all’articolo 8, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2019/ 790, che consente di stabilire requisiti specifici per determinare se un’opera e altri materiali possano essere considerati fuori commercio;
f) individuare la disciplina applicabile nel caso in cui l’opera, oltre ad essere fuori commercio ai sensi dell’articolo 8 della direttiva (UE) 2019/790, sia anche «orfana» e quindi soggetta alle disposizioni della direttiva 2012/28/ UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012;
g) prevedere, ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2019/790, ulteriori misure di pubblicità a favore dei titolari dei diritti oltre quelle previste dal paragrafo 1 del medesimo articolo;
h) prevedere, ai sensi dell’articolo 15 della direttiva (UE) 2019/790, che nel caso di utilizzo on-line delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi della società dell’informazione trovino adeguata tutela i diritti degli editori, tenendo in debita considerazione i diritti degli autori di tali pubblicazioni;
i) definire il concetto di «estratti molto brevi» in modo da non pregiudicare la libera circolazione delle informazioni;
l) definire la quota adeguata dei proventi percepiti dagli editori per l’utilizzo delle pubblicazioni di carattere giornalistico di cui all’articolo 15, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2019/790, destinata agli autori, tenendo in particolare considerazione i diritti di questi ultimi;
m) definire la quota del compenso di cui all’articolo 16 della direttiva (UE) 2019/ 790 spettante agli editori nel caso in cui l’opera sia utilizzata in virtù di un’eccezione o di una limitazione, tenuti in debito conto i diritti degli autori;
n) definire le attività di cui all’articolo 17, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2019/790, con particolare riferimento al livello di diligenza richiesto al fine di ritenere integrato il criterio dei «massimi sforzi», nel rispetto del principio di ragionevolezza;
o) individuare la disciplina relativa ai reclami e ai ricorsi di cui all’articolo 17, paragrafo 9, della direttiva (UE) 2019/790, ivi compreso l’organismo preposto alla gestione delle rispettive procedure;
p) stabilire le modalità e i criteri del meccanismo di adeguamento contrattuale previsto in mancanza di un accordo di contrattazione collettiva applicabile, di cui all’articolo 20 della direttiva (UE) 2019/790;
q) stabilire le modalità e i criteri, anche variabili in base ai diversi settori e al genere di opera, per l’esercizio del diritto di revoca di cui all’articolo 22 della direttiva (UE) 2019/790.

Innovazione e concorrenza nelle piattaforme, webinar LUISS, 26 aprile 2021

Innovazione e concorrenza nelle piattaforme  

Webinar organizzato dal Master in Diritto della concorrenza e dell’innovazione insieme a OPICC-Osservatorio di Proprietà Intellettuale, Concorrenza e Comunicazioni/Luiss DREAM e alla Cattedra Jean Monnet in EU Innovation Policy dell’Università Europea di Roma in occasione della Giornata mondiale della Proprietà intellettuale e della pubblicazione del Volume a cura di G. Ghidini e C. Cavani “Proprietà intellettuale e concorrenza”, Zanichelli 2021.

Programma:

Indirizzi di saluto
Paola Severino Vice Presidente, Luiss Guido Carli
Antonio Lirosi DG per la tutela della proprietà industriale, MISE

I Sessione: Relazioni istituzionali
Marcella Panucci Capo di Gabinetto, Ministero Funzione Pubblica e Luiss Guido Carli
Angelo Vitale Capo del Settore Legislativo, Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale
Laura Aria Commissario, AGCOM

II Sessione: Relazioni scientifiche

Il potere delle grandi piattaforme: nuove frontiere giuridiche
Gustavo Ghidini Direttore OPICC, Luiss Guido Carli e Professore Emerito Università degli Studi di Milano

Le nuove responsabilità “organizzative” delle piattaforme
Valeria Falce Jean Monnet Professor in EU Innovation Policy, Università Europea di Roma

L’enforcement dei diritti IP sulle piattaforme
Paolo Catallozzi Consigliere, Corte di Cassazione

Nuova regolazione delle piattaforme
Filippo Donati Presidente, European Network of Councils for the Judiciary e Consiglio Superiore della Magistratura

III Sessione: Il punto di vista degli stakeholders

Gina Nieri CDA Mediaset
Enzo Mazza CEO, FIMI
Marco Del Mastro Direttore del Servizio Economico-Statistico, AGCOM
Giovanni Calabrò Direttore Generale Tutela del Consumatore, AGCM

Presiede e conclude
Gustavo Olivieri Direttore del Master in Diritto della Concorrenza e dell’Innovazione, Luiss School of Law

Iscrizione a questo link

Il recepimento della Direttiva Copyright è alle porte!

Con 215 voti favorevoli, 19 contrari e una astensione, martedì 20 aprile l’Assemblea del Senato ha licenziato definitivamente il ddl n. 1721-B, Legge di delegazione europea 2019-2020, già approvato dal Senato in prima lettura e modificato dalla Camera.
Questo l’iter: in data 14 aprile 2021 è stato concluso l’esame da parte della 14a Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea).
Precedentemente, il 31 marzo l’Assemblea della Camera dei deputati aveva concluso l’esame del disegno di legge di delegazione europea 2019-2020 (C. 2757), apportando una modifica al testo già approvato in prima lettura al Senato.
Nel corso dell’esame in prima lettura al Senato erano state apportate diverse modifiche, inclusa quella del Titolo della legge, modificato in “Delegazione europea 2019-2020”, al fine di inserirvi il riferimento all’anno in corso; erano inoltre stati inseriti nove nuovi articoli, dal 21 al 29, modificati numerosi articoli e inserite nell’Allegato A sei direttive.
L’articolo 8 della legge reca i principi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/789, che stabilisce norme sull’esercizio del diritto d’autore e diritti connessi, volte a promuovere la fornitura transfrontaliera di servizi online accessori a determinati tipi di programmi radiotelevisivi, nonché l’agevolazione della ritrasmissione di determinati programmi televisivi e radiofonici provenienti da altri Stati membri, effettuata da soggetti diversi rispetto all’organismo di diffusione che ha emesso la trasmissione iniziale. A tal fine, la direttiva provvede a estendere il principio del «paese d’origine» ai servizi online accessori, nonché a introdurre l’obbligo di gestione collettiva per i diritti di ritrasmissione.
L’articolo 9 contiene i principi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/790, la Direttiva Copyright, a tutela del diritto d’autore e diritti connessi nel mercato unico digitale.
Lo scorso 17 marzo 2021 Franceschini aveva dichiarato che l’Italia rispetterà i termini di recepimento della Direttiva Copyright (giugno 2021).
E ora? La legge di delegazione deve essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale, dopodiché pare che il Decreto Legislativo per il recepimento della Direttiva sia già pronto, dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il recepimento comporterà la modifica di diversi articoli, e anche l’introduzione di nuovi, della legge sul diritto d’autore italiana, secondo i principi enunciati in Direttiva.
Vi teniamo aggiornati!

Tavola rotonda online “L’avvocato nel mondo dello spettacolo” il 16 aprile

L’AVVOCATO NEL MONDO DELLO SPETTACOLO
16 APRILE 2021 ORE 16:30
Tavola rotonda

in diretta sui canali social SIEDAS

Programma

Saluti istituzionali
Maria Masi – Presidente Consiglio Nazionale Forense

Modera
Davide Varì – Direttore “Il Dubbio”

Introduce
Filippo Danovi – Vice Capo Ufficio legislativoMinistero della Giustizia

Conclude
Fabio Dell’Aversana – Presidente SIEDAS Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo

Intervengono professionisti del settore
Gianfranco Barbieri
Filomena Cusano
Giovanni d’Ammassa
Deborah De Angelis
Francesca Ferrari
Beatrice Ingenito
Geo Magri
Marcello Mustilli
Gianpietro Quiriconi
Ferdinando Tozzi
Giorgio Tramacere

Per iscrizioni
[email protected]

Segreteria scientifica: Prof. Avv. Fabio Dell’Aversana
[email protected]

Ufficio stampa: Dott.ssa Francesca Salvato
[email protected]

Agli avvocati partecipanti sarà riconosciuto 1 credito formativo giusta delibera del CNF.

EU Copyright Law – State of Play and Future Directions, conferenza online, 26 maggio 2021

To celebrate the publication of The Routledge Handbook of EU Copyright Law, edited by IFIM Director, Prof Eleonora Rosati, IFIM is delighted to host an online conference to discuss the current state and future of EU copyright law together with the authors of the individual chapters of the Handbook.

Join us on Wednesday, 26 May 2021 for a day of discussions of the most relevant issues facing this area of the law, including recent legislation and case law.

The event will be held online (Zoom).

Here’s the programme of the day:

11:15-11:20 Welcome (Per Jonas Nordell)

11:20-11:30 Introductory remarks (Eleonora Rosati)

11:30-12:00 Copyright and related rights: when does and should protection arise?

12:00-12:55 The scope of exclusive rights and liability for the doing of unauthorized acts

12:55-13:15 Q&As

13:15-13:40 Break

13:40-14:40 The state of copyright exceptions and limitations

14:40-15:00 Q&As

15:00-15:10 Break

15:10-15:50 Copyright enforcement: the technological and cross-border dimensions

15:50-16:05 Q&As

16:05-16:15 Break

16:15-17:15 The law and policy of EU harmonization and the role of the CJEU

17:15-17:30 Q&As

17:30-17:40 Break

17:40-18:20 What lies ahead for EU copyright? General discussion

18:20-18:30 Concluding remarks (Eleonora Rosati)

La partecipazione è gratis, ma è necessario registrarsi a questo indirizzo:

https://www.eventbrite.se/e/eu-copyright-law-state-of-play-and-future-directions-tickets-147083202819

Digitalizzazione e proprietà intellettuale del patrimonio degli enti culturali, Formazione online, 18 e 25 marzo 2021

CORSO DI FORMAZIONE ONLINE

DIGITALIZZAZIONE E PROPRIETÀ INTELLETTUALE DEL PATRIMONIO DEGLI ENTI CULTURALI

Nuove tecnologie – Diritto d’autore – Utilizzo delle risorse informatiche e «mercato unico digitale»
Giovedì 18 marzo 2021, ore 10.00 – 13.00
Giovedì 25 marzo 2021, ore 10.00 – 13.00

PRESENTAZIONE
La transizione al digitale ha interessato in maniera rilevante le biblioteche, le videoteche, gli archivi e – in generale – tutti gli enti culturali, che sono tenuti a individuare soluzioni organizzative, funzionali e tecnologiche per erogare i servizi con l’utilizzo delle nuove tecnologie.
La proprietà intellettuale e l’information technology sono i nuovi tratti distintivi delle istituzioni culturali.

In particolare, in questa fase di emergenza sanitaria, lo sfruttamento delle risorse informatiche appare di fondamentale importanza per l’attività di biblioteche, mediateche, archivi ed enti culturali. Di grande impatto nel settore sono le novità introdotte dalla nuova direttiva dedicata al «mercato unico digitale».

Il corso di formazione online è rivolto ai responsabili di enti culturali, ai bibliotecari, agli archivisti incaricati della gestione di patrimoni audiovisivi, al personale responsabile della gestione delle biblioteche, alle mediateche, alle videoteche e alle cineteche (sia pubbliche sia private), ai conservatori e al personale di musei, agli addetti all’organizzazione e alla promozione di iniziative culturali, agli addetti e responsabili della cultura degli enti locali e delle fondazioni bancarie. La direzione scientifica del corso di formazione online è affidata all’avv. prof. Andrea Sirotti Gaudenzi.

Primo modulo webinar
Giovedì 18 marzo 2021 – dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Docente – Andrea Sirotti Gaudenzi
LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE NELLA «SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE»
La disciplina del diritto d’autore e della proprietà intellettuale e industriale: le fonti
L’adeguamento dell’ordinamento italiano alla disciplina «comunitaria»
La nuova direttiva 2019/790 e le norme espresse dalle fonti dell’Unione europea
Le opere dell’ingegno e l’autore
Arte e creatività
La disciplina di opere letterarie, opere musicali, opere fotografiche, opere cinematografiche, software e banche dati
Copyright e copyleft: modelli a confronto
La classificazione dei diritti. I diritti patrimoniali e i diritti morali
I titolari dei diritti connessi
Il ruolo e le funzioni della SIAE e delle c.d. «collecting societies»
Gli strumenti di protezione delle opere dell’ingegno
Le eccezioni ai diritti nella società dell’informazione
Gli enti culturali alla prova dell’emergenza sanitaria da Covid-19
Il diritto d’autore nelle sedi culturali (Università, scuole, biblioteche, mediateche, archivi)
Le biblioteche scolastiche e universitarie e le biblioteche delle fondazioni bancarie
Gli archivi storici
Copie di salvataggio, proiezioni pubbliche, consultazioni interne
Il prestito dei libri e del materiale culturale
Riproduzione dei materiali e fotocopie
La comunicazione o la messa a disposizione a scopo di ricerca o di studio
Proiezioni e reading
Il document delivery
Le «opere orfane»
Pubblicazioni scientifiche, tesi e ricerche: questioni controversie

Secondo modulo webinar
Giovedì 25 marzo 2021 – dalle ore 10,00 alle ore 13,00
Docente – Andrea Sirotti Gaudenzi
L’OPERA DIGITALE E LA SUA TUTELA NEL «MERCATO UNICO DIGITALE»
L’oggetto tecnologico e la sua disciplina
Inquadramento giuridico delle nuove tecnologie
Regolamentazione tecnica e principi giuridici
Firme elettroniche e documento informatico
Dalla «società dell’informazione» al «mercato unico digitale»
La protezione dell’opera digitale
La digitalizzazione dell’opera culturale
Software, banche dati e opere audiovisive: diritti d’autore e diritti connessi
La disciplina delle comunicazioni elettroniche
La rete Internet e i social network
Profili giuridici del sito web, delle pagine in rete e del nome a dominio
Link e violazione dei diritti
Il sito web dell’istituto culturale
Note legali e modelli di disclaimer
La pubblicazione in rete di immagini, di documenti e di opere audiovisive
La consultazione di opere tramite la rete
L’utilizzo di materiali provenienti da privati (foto, ritratti, corrispondenza epistolare,
registrazioni audio, pellicole, audiovisivi)
La tutela della privacy alla luce del regolamento UE 2016/679 e del d. lgs. n. 101/2018
L’informazione in rete e la protezione dell’identità personale: il diritto all’oblio
La digitalizzazione e gli adempimenti nel settore culturale
La consultazione di siti web e delle unità informative nei locali delle biblioteche, delle mediateche e degli altri centri culturali
Creative commons e nuovi modelli contrattuali
Invenzioni e opere dei dipendenti, dei collaboratori e dei ricercatori
Know how, patti di riservatezza e non disclosure agreement

DESTINATARI DELL’OFFERTA FORMATIVA
Bibliotecari e archivisti, responsabili e operatori di biblioteche, mediateche, videoteche e cineteche sia pubbliche sia private, operatori culturali in generale di enti pubblici e privati, responsabili culturali delle fondazioni bancarie e del terzo settore, consulenti, avvocati.

IL DOCENTE E RESPONSABILE SCIENTIFICO DEL CORSO
Andrea R. Sirotti Gaudenzi è avvocato cassazionista, docente universitario e direttore di trattati giuridici. Si occupa da anni di questioni relative alla protezione della proprietà intellettuale e del diritto delle nuove tecnologie in ambito nazionale e internazionale. Ha ottenuto provvedimenti di rilievo davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea e alla Corte europea dei diritti dell’uomo. È autore di centinaia di interventi scientifici e di numerose pubblicazioni. Ha scritto decine di libri, tra cui «Trattato breve di diritto della rete» (Maggioli, 2002), «Guida al diritto dell’arbitrato» (Il Sole 24 Ore, 2006), «Opere dell’ingegno e diritti di proprietà industriale» (Utet, 2008), «I contratti nel diritto d’autore e nel diritto industriale» (Utet, 2010), «Comunicazioni elettroniche e concorrenza» (Utet, 2010), «La riforma del codice della proprietà industriale» (Utet, 2011), «Il nuovo diritto d’autore» (decima edizione, Maggioli, 2018), «Manuale pratico dei marchi e brevetti» (settima edizione, Maggioli, 2019), «Proprietà intellettuale, diritto industriale e information technology» (Il Sole 24 Ore, 2020). È inserito nell’elenco degli arbitri abilitati dal Registro del ccTLD “it” ed è saggio del CRDD – Centro Risoluzione Dispute Domini di Roma. Ha diretto il Trattato dedicato alla proprietà intellettuale e al diritto della concorrenza edito da Utet. Magistrato sportivo, attualmente è Presidente della Corte d’appello federale della Federazione Ginnastica d’Italia. È stato responsabile scientifico di vari enti, tra cui ADISI (Lugano) e l’Istituto Nazionale per la Formazione Continua (Roma). Ha insegnato in vari Atenei ed è stato membro dei comitati direttivi di Master e corsi di alta formazione. Collabora stabilmente con le testate del gruppo «Il Sole 24 Ore».

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Iscrizione 1 Modulo: Euro 50,00 + IVA (se dovuta)
Iscrizione 2 Moduli: Euro 95,00 + IVA (se dovuta)

Corso in fase di accreditamento al C.N.F.

Per informazioni:
Accademia Europea Società Cooperativa
Piazzale Falcone e Borsellino 21 Forlì (FC)
Tel. 0543 1981501 Pec [email protected]
www.accademiaeuropea.net