Giovanni d'Ammassa

Avvocato con studio in Milano dal 1997, coltiva sin dall'Università lo studio e l’insegnamento del diritto d’autore. Fonda Diritttodautore.it nel 1999. Appassionato chitarrista e runner.

Videogames: Copyright and Competition challenges, Roma, Università Europea, 3 aprile 2024

The Jean Monnet Chair in Digital Transformation and AI Policy with the Innovation, Regulation and Competition Policy Centre (ICPC) of the Università Europea di Roma and Centro di ricerca di eccellenza per il diritto d’autore (CREDA) and with PRIN 2020 E-Agorà: Online platform contracts

together with

ALAI Italia
Gruppo italiano dell’Association Littèraire et Artistique Internationale

Presentano

VIDEOGAMES: COPYRIGHT AND COMPETITION CHALLENGES

3 APRILE 2024, ORE 10,00 – 12,30
AULA MAGNA
II PIANO – UNIVERSITÀ EUROPEA DI ROMA – VIA DEGLI ALDOBRANDESCHI 190

INTRODUCTORY REMARKS
VALERIA FALCE (JEAN MONNET PROFESSOR IN DIGITAL TRANSFORMATION AND AI POLICY, EUROPEAN UNIVERSITY OF ROME)
MARIA LETIZIA BIXIO (PROFESSOR OF LAW AND SENIOR RESEARCHER AT INNOVATION, REGULATION AND COMPETITION POLICY CENTRE, EUROPEAN UNIVERSITY OF ROME)

KEYNOTE ON NEW LEGAL CHALLENGES
GAETANO DIMITA (SENIOR LECTURER IN INTERNATIONAL INTELLECTUAL PROPERTY LAW QUEEN MARY SCHOOL OF LAW, UNIVERSITY OF LONDON)

DISCUSSANT
STEFANIA ERCOLANI (PRESIDENT ALAI ITALIA)

DEBATE AND CONCLUSIONS

Il seminario potrà essere seguito in forma mista (tramite piattaforma Teams)

La partecipazione, sino ad esaurimento dei posti, è gratuita previa iscrizione all’indirizzo: uerjeanmonnetchair@gmail.com

Scatti d’autore e diritto d’autore. Semplicemente Milano: viaggio nell’arte e nelle fotografie di Andrea Cherchi, Milano, Palazzo di Giustizia, 10 aprile 2024

Mercoledì 10 aprile 2024 ore 15.30 – 17.30
Biblioteca “Avv. Giorgio Ambrosoli” – Palazzo di Giustizia, Milano

Scatti d’autore e diritto d’autore
Semplicemente Milano: viaggio nell’arte e nelle fotografie di Andrea Cherchi

Il giornalista e fotografo Andrea Cherchi condurrà i partecipanti in un viaggio fotografico nella sua Milano, alla scoperta della magia e dell’arte dei suoi scatti, capaci di catturare l’istante che diventa eternità.
Poi, nella seconda parte sarà affrontato il tema della tutela delle fotografie e dei diritti spettanti all’autore, con un focus specifico rivolto alla pubblicazione online delle opere e all’impatto che l’AI generativa avrà sulle stesse.

Programma:

Saluti istituzionali
Avv. Antonino La Lumia, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano
Dott. Carmelo Ferraro, Direttore dell’Ordine degli Avvocati di Milano

Introduce
Avv. Patrizia Capodicasa, Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Milano

Modera
Avv. Antonio Caterino, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Coordinatore della Commissione Innovazione

Relatori
Andrea Cherchi, Giornalista e fotografo
Avv. Gabriele Cartella, Componente della Commissione Innovazione dell’Ordine degli Avvocati di Milano
Avv. Giulia Leoni Ferrari, Componente della Commissione Innovazione dell’Ordine degli Avvocati di Milano

L’evento si terrà in presenza.
Evento gratuito, organizzato dall’Ordine attraverso la Fondazione Forense, nell’ambito del programma di formazione continua per gli Avvocati.
La partecipazione all’evento consente l’attribuzione di n. 2 crediti formativi.
Per le iscrizioni da Sfera: https://www.scuolaforensemilano.it/formasfera/

AUTOPUBBLICAZIONE: P.IVA si o no? Facciamo CHIAREZZA

Vorrei autopubblicare la mia opera letteraria, vorrei autopubblicare la mia registrazione musicale, senza intermediari (editori, case discografiche, ecc.). Lo posso fare? Fiscalmente come mi regolo? Le risposte in questo video.
Da vedere insieme a:
Il REGIME FISCALE del DIRITTO d’AUTORE: https://youtu.be/qq3hS-JxM7Q?si=B8xD0zxfHnYrNCvT
LA DIFFERENZA tra AUTORE, ARTISTA e PRODUTTORE di FONOGRAMMI: https://youtu.be/reTeKhFHsjE?si=ihxQBs3m5ykxNZED

Corte di Giustizia Europea: la normativa italiana che esclude dalla gestione dei diritti d’autore le società indipendenti stabilite in un altro Stato membro è incompatibile con il diritto dell’Unione

Con sentenza del 21 marzo, causa C-10/22, la Corte di Giustizia Europea, Sez. V, ha stabilito che la normativa italiana che esclude dalla gestione dei diritti d’autore le società indipendenti stabilite in un altro Stato membro è incompatibile con il diritto dell’Unione, e costituisce una restrizione alla libera prestazione dei servizi che non è né giustificata né proporzionata.

La vicenda riguarda le modalità di attuazione della Direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi (cd. Direttiva Barnier), ove nell’art. 180 della legge sul diritto d’autore, sono state escluse le entità di gestione indipendente. LEA, organismo di gestione collettiva italiano, ha chiesto al Tribunale di Roma che fosse ordinato a Jamendo, entità di gestione indipendente con sede in Lussemburgo, di cessare la sua attività di intermediazione in materia di diritti d’autore in Italia.

Secondo la normativa italiana (art. 180 l.d.a.), tale attività è infatti riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori nonché agli altri organismi di gestione collettiva, come LEA, mentre le entità di gestione indipendenti sono escluse (ma non dalla gestione dei diritti connessi al diritto d’autore).

Il Tribunale di Roma ha chiesto alla Corte di Giustizia se la Direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d’autore ostasse a una normativa di uno Stato membro che esclude in modo generale e assoluto la possibilità per le entità di gestione indipendenti stabilite in un altro Stato membro di prestare i loro servizi nel primo di tali Stati membri.

Con la sua sentenza, la Corte risponde che la normativa nazionale di cui trattasi, nella misura in cui non consente alle entità di gestione indipendenti stabilite in un altro Stato membro di prestare in Italia i loro servizi di gestione  dei diritti d’autore, costituisce una restrizione alla libera prestazione dei servizi.

Sebbene tale restrizione possa in linea di principio essere giustificata dall’imperativo consistente nel tutelare i diritti di proprietà intellettuale, essa non è proporzionata poiché preclude in modo generale e assoluto a qualsiasi entità di gestione indipendente stabilita in un altro Stato membro di svolgere la sua attività nel mercato di cui trattasi. La Corte sottolinea che misure meno lesive della libera prestazione dei servizi consentirebbero di conseguire l’obiettivo perseguito. Di conseguenza, la Corte rileva che la normativa italiana contestata non è compatibile con il diritto dell’Unione.

Il testo della sentenza è già pubblicato nella nostra Banca Dati a questo indirizzo.

Regolamento AI Act e diritto d’autore

Il nuovo Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, appena approvato, contiene alcune indicazioni sul rispetto della normativa del diritto d’autore da parte dei fornitori di modelli di intelligenza artificiali per finalità generali, e alcuni obblighi informativi. Vediamo insieme quali.
L’entrata in vigore dell’ AI Act (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prevista per maggio 2024) sarà graduale:
– dopo sei mesi, saranno applicabili le disposizioni generali e i divieti;
– dopo dodici mesi le norme saranno applicabili alle AI generative, che dovranno rispettare alti standard di trasparenza, sicurezza informatica e condivisione della documentazione tecnica;
– dopo ventiquattro mesi entrerà in vigore per intero;
– alcune norme dedicate ai sistemi ad alto rischio si applicheranno dopo trentasei mesi.
Per agevolare l’applicazione del Regolamento la Commissione UE ha previsto l’AI Pact, un sistema per promuovere l’attuazione anticipata dell’AI Act su base volontaria.

Ti presento il mio DIZIONARIO sul Diritto d’Autore – Pillola Copyright #024

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Con oltre 450 voci, il Dizionario dei Termini di Diritto di Autore ambisce a essere uno strumento di rapida consultazione per far accostare al diritto d’autore tutti coloro che, interessati per motivi professionali o meno, non hanno il tempo o la voglia di affrontare la lettura di un manuale.
La lettura di una singola voce, isolata dal contesto generale, puà aiutare a far comprendere i principi cardini della materia e ad avvicinare alla lettura degli articoli della legge regolatrice 22 aprile 1941, n. 633 (e successive modificazioni). Infatti il dizionario elenca la maggior parte delle fattispecie previste nella norma, con il rinvio all’articolo specifico.
L’edizione 2023, la terza del dizionario, è frutto di un nuovo lavoro di revisione, correzione e inserimento di nuove voci.
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EU conference on music: Challenges, needs and opportunities of the European music ecosystem, 22 febbraio 2024, Bruxelles

La conferenza UE sulla musica: “Sfide, esigenze e opportunità dell’ecosistema musicale europeo” si svolge il 22 febbraio 2024, nell’edificio Carlo Magno della Commissione europea, a Bruxelles.

Iliana Ivanova, Commissario europeo per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, aprirà l’evento.

La Commissione europea organizza la conferenza nel contesto del dialogo in corso con il settore musicale iniziato nel 2023, nell’ambito dell’iniziativa Music Moves Europe (MME). Dopo la crisi del Covid-19, la Commissione europea ha deciso di rafforzare il dialogo con il settore musicale, per aiutare il settore musicale a coordinarsi e parlare con una sola voce quando si tratta di questioni politiche dell’UE.

Come seguire l’evento
La partecipazione alla conferenza è solo su invito. L’evento sarà però trasmesso in streaming.

Maggiori informazioni e il form per la registrazione per ricevere il link per seguire l’evento in streaming si trovano a questo link.

I contratti imposti dalle piattaforme e la mancanza di regolamentazione delle piattaforme di streaming musicale

Due notizie molto interessanti ma passate in secondo piano, forse perché oggi l’argomento di tendenza è l’intelligenza artificiale.

Il 6 novembre scorso è stato pubblicato lo studio “Buyout contracts imposed by platforms in the cultural and creative sector“, commissionato dal Dipartimento tematico per i diritti dei cittadini e gli affari costituzionali del Parlamento Europeo, su richiesta della Commissione JURI.
Lo studio fornisce un’analisi dei contratti di buyout imposti dalle piattaforme del settore culturale e creativo nel diritto dell’UE, delle pratiche di buyout con la valutazione dell loro impatto economico e culturale sul settore creativo.
Le raccomandazioni politiche sono formulate in relazione alla protezione dei creatori dell’UE, alla luce delle implementazioni dell’UE e degli Stati membri.
Si scarica qui:
https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/IPOL_STU(2023)754184

La seconda notizia: martedì 28 novembre 2023 la commissione Cultura ha chiesto norme dell’UE per garantire un ambiente equo e sostenibile per lo streaming musicale e per promuovere la diversità culturale.
Tale richiesta deriva dal fatto che le piattaforme di streaming dominano il mercato musicale, ma nessuna normativa UE le regolamenta, e i ricavi generati dal mercato europeo dello streaming musicale non sono distribuiti equamente. Dall’altra parte, il diritto dell’UE dovrebbe garantire che le opere europee siano visibili e che gli algoritmi siano trasparenti.
Con queste premesse, in una risoluzione adottata con 23 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astensione, i deputati della commissione Cultura e Istruzione hanno richiesto che si affrontino gli squilibri nel settore, poiché attualmente la maggioranza degli autori riceve compensi molto basse. I “tassi di royalty pre-digitali” attualmente applicati devono essere rivisti, dicono, condannando i sistemi di pagamento che costringono gli autori ad accettare ricavi inferiori o nulli in cambio di maggiore visibilità.
Anche se le piattaforme di streaming dominano il mercato musicale e sono cresciute costantemente negli ultimi otto anni, non esistono norme UE che regolano il settore, sottolineano i deputati. La situazione è aggravata dal calo del valore complessivo dei prodotti musicali, con i ricavi concentrati nelle mani delle grandi etichette e degli artisti più famosi, dall’aumento dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale e, secondo gli studi, dalle frodi streaming (ovvero i bot che manipolano i numeri dello streaming), manipolazione e utilizzo illegittimo di contenuti musicali da parte delle piattaforme.
I deputati chiedono un disegno di legge dell’UE che obblighi le piattaforme a rendere trasparenti i loro algoritmi, e strumenti di raccomandazione per garantire che le opere europee siano visibili e accessibili. Dovrebbe includere anche un indicatore di diversità per valutare la gamma di generi e lingue disponibili e la presenza di autori indipendenti.
Le norme dovrebbero obbligare le piattaforme di streaming a identificare i titolari dei diritti attraverso la corretta assegnazione dei metadati, per facilitare la scoperta delle loro opere e per impedire per esempio le frodi dello streaming utilizzate per ridurre i costi e diminuire il valore. Un’etichetta dovrebbe informare il pubblico sulle opere generate esclusivamente dall’intelligenza artificiale.
Infine, i deputati chiedono all’UE di investire maggiormente nella musica europea, includendo artisti locali e di nicchia o provenienti da comunità vulnerabili per offrire un repertorio più diversificato, nonché di sostenere gli autori nella trasformazione digitale dei loro modelli di business.
“La storia di successo dei servizi di streaming musicale ha i suoi paradossi. La maggior parte degli autori e degli interpreti, anche quelli con centinaia di migliaia di riproduzioni ogni anno, non ricevono una remunerazione che consenta loro di permettersi una vita dignitosa. È di fondamentale importanza riconoscere il ruolo svolto dagli autori nel settore musicale, rivedere il modello di distribuzione delle entrate utilizzato dai servizi di streaming ed esplorare soluzioni proporzionate ed efficienti, per promuovere la diversità culturale“, ha affermato il relatore Ibán García Del Blanco (S&D, ES) .
Il voto in plenaria sulla risoluzione non legislativa è previsto per la sessione di Strasburgo di gennaio 2024.
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2023-0388_IT.html

Il mercato discografico italiano, con Enzo Mazza

Dodicesimo appuntamento delle conversazioni di diritto d’autore, con Enzo Mazza, CEO di FIMI e Presidente SCF.
Enzo ci racconta i numeri e le dinamiche del mercato discografico italiano, e della raccolta dei diritti a compenso a favore dei produttori discografici.