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Costanza Ruggiero

Avvocato civilista, collabora con lo Studio legale d'Ammassa & Partners. Cantante di una rock band, corista e solista gospel, appassionata di disegno libero.

Gli associati SIAE hanno diritto di accesso agli atti amministrativi relativi ai procedimenti disciplinari a loro carico: la sentenza del Tar Lazio

La Sezione Prima Quater del Tar del Lazio, con Sentenza pubblicata in data 25 giugno 2019, ha confermato l’orientamento già espresso dalla Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n.7 del 2012 che riconosce agli associati Siae la titolarità del diritto di accesso agli atti amministrativi nei confronti della Società.

Ciò in applicazione dell’art. 22 comma 1 lettera b) della legge n. 241 del 1990 che ricomprende tra gli enti obbligati a garantire l’esercizio del diritto all’accesso anche i soggetti di diritto privato, limitatamente alla loro attività di interesse pubblico.

Il Tar specifica, in particolare, che “la Società italiana degli autori ed editori, ente pubblico economico a base associativa, gestore di servizi pubblici attinenti alla tutela dei diritti d’autore, in forza della legge numero 2 del 2008, deve ritenersi obbligata a garantire il diritto d’accesso a tutti gli atti e documenti inerenti l’attività a rilevanza pubblicistica indicata”.

Nel caso di specie la Siae aveva svolto un procedimento disciplinare nei confronti di suoi associati i quali, assistiti dagli Avvocati Giorgio Tramacere e Mara Bergomi, hanno presentato ricorso avanti il Tar del Lazio a seguito del diniego di Siae all’accesso agli atti relativi al procedimento a loro carico, conclusosi con l’applicazione di sanzioni pecuniarie.

I procedimenti disciplinari –  prosegue il Tar – rientrano nell’attività di tutela dei diritti d’autore svolta dalla Siae, la quale è, dunque, “vincolata a garantire la trasparenza nella gestione del procedimento disciplinareconsentendo ai suoi associati il pieno accesso alla relativa documentazione, non già limitato solamente a parte di essa.

La Ferrari 250 GTO è opera d’arte protetta dalla legge sul diritto d’autore

La Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Bologna ha riconosciuto al modello Ferrari 250 GTO di casa Maranello, creato dal Maestro Sergio Scaglietti, la tutela accordata dalla Legge 633/1941 in quanto opera d’arte.

Il Tribunale, nell’ambito di una causa civile che vede la casa di Maranello contro una società di Modena per la tentata riproduzione della Ferrari 250 GTO, ha sottolineato come “la spiccata personalizzazione delle linee, delle forme e degli elementi estetici, hanno fatto della Ferrari 250 GTO un unicum nel suo genere, una vera e propria icona automobilistica“.

I figli di Audrey Hepburn vincono nuovamente in Tribunale: condannata la società che ha commercializzato t-shirt con l’immagine della nota attrice

Con Sentenza n. 940/2019 il Tribunale di Torino ha condannato la società 2223 S.A.S. per l’utilizzo illecito dell’immagine di Audrey Hepburn su capi di abbigliamento commercializzati dalla stessa società senza il consenso all’uso del ritratto dell’attrice da parte dei soggetti legittimati.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 93 e 96 della Legge 633/1941 il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa ovvero, dopo la morte, senza il consenso dei suoi eredi.

Il Tribunale, in motivazione, richiama inoltre l’art. 10 del codice civile che, sotto la rubrica “abuso dell’immagine altrui” dispone che “Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.

L’art. 97 L.d.a. pone un limite al predetto divieto nel caso in cui la riproduzione dell’immagine sia giustificata “dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali” quando, però, “la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico”.

La liceità dell’utilizzo dell’immagine altrui senza il consenso del soggetto è configurabile, dunque, solo qualora sussisti un interesse pubblico di informazione, circostanza certamente non riscontrabile nel caso di specie.

Inoltre, l’utilizzazione dell’immagine di persona notoria, in mancanza del relativo consenso, configura responsabilità extracontrattuale derivante dall’annacquamento dell’immagine per la perdita di valore commerciale della stessa. Nel caso in esame tale “annacquamento”, specifica il Tribunale, si evince dalle fotografie delle magliette che riproducono Audrey Hepburn con il dito medio alzato o ricoperta da tatuaggi o, ancora, con gomme da masticare in bocca, ricorrendo, dunque, anche l’ipotesi di cui all’art. 97 comma 2 L.d.a. ai sensi del quale  “Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla riputazione od anche al decoro nella persona ritrattata

Di seguito il link alla Sentenza https://www.giurisprudenzadelleimprese.it/wordpress/wp-content/uploads/2019/03/20190227_RG12322-2017-1.pdf

Utilizzato nel film Black Panther di Marvel il Kente, disegno ghanese tutelato come espressione culturale tradizionale del paese.

Il Consiglio Nazionale del Folklore del Ghana, che fa capo al Ministero del Turismo, delle Arti e della Cultura, ha comunicato di voler portare al tavolo delle trattative gli studi di produzione Marvel per discutere sul risarcimento per l’utilizzo da parte della società americana dei disegni del Kente, tipici della cultura e della tradizione del Paese africano, utilizzati nel film Black Panther, uscito nelle sale nel 2018 e vincitore di un Academy Award.

Il Kente è una tipica tessitura a strisce intrecciate, originaria dell’etnia Akan, ed è protetto come “folklore” ai sensi del Copyright Act del 2005 del Ghana. In particolare, la Sezione 4 del Copyright Act protegge il Kente e altre espressioni del folclore dalla riproduzione, dalla comunicazione al pubblico, dall’adattamento e da altre trasformazioni. I relativi diritti sono conferiti al Presidente a nome del popolo del Ghana.

Trattasi, dunque, di tutela di “espressioni” che nell’ambito della proprietà intellettuale sono state definite “traditional cultural expressions (TCEs) e “traditional knowledge” (TK) e che da sempre generano un dibattito sull’adeguatezza e sull’applicazione della loro tutela.

Fonte: IPKat

È furto l’appropriazione di opere d’arte gettate dall’artista nella spazzatura

Recentemente il Tribunale distrettuale di Colonia (Germania) ha riconosciuto colpevole di furto un uomo tedesco che si è appropriato di quattro opere d’arte gettate nella spazzatura dall’artista di fama mondiale Gerhard Richter nel luglio 2016.

Il Gerhard Richter Archive era stato contattato dall’uomo con una richiesta di rilascio di certificati di autenticità, prima di tentarne la vendita all’asta. Il responsabile dell’Archivio, a tale richiesta, si era insospettito poiché gli schizzi, benché autentici, erano insolitamente senza cornice e senza firma. L’uomo aveva sostenuto di averli ricevuti da un pittore, che a sua volta li avrebbe ottenuti da Richter.

L’Archivio ha, pertanto, informato l’artista, che a sua volta ha denunciato l’uomo per furto, chiedendo, altresì, la distruzione dei lavori.

Il Tribunale di Colonia ha dichiarato che – sebbene i lavori siano stati scartati e gettati via – appartenevano ancora all’artista, e pertanto ha multato l’imputato per il furto e le opere, valutate circa 60.000,00,  sono state sequestrate. L’artista, una volta recuperate le stesse, ha deciso di consegnarle a un impianto di smaltimento dei rifiuti per la loro distruzione.

CD e DVD pirati: l’ambito di applicazione della sentenza “Schwibbert” della Corte di Giustizia Europea

Con Sentenza n. 16153 pronunciata dalla III Sezione Penale della Corte di Cassazione e pubblicata in data 15 aprile 2019, la Suprema Corte conferma il proprio orientamento in materia di diritto d’autore secondo cui la non opponibilità ai privati della normativa sul contrassegno SIAE comporti unicamente il venir meno dei reati caratterizzati dalla sola mancanza del contrassegno medesimo, continuando, invece, ad essere “vietata e sanzionata penalmente qualsiasi attività che comporti l’abusiva diffusione, riproduzione o contraffazione delle opere d’ingegno”.

La Corte, dunque, ribadisce che la c.d. sentenza “Schwibbert” della Corte di Giustizia europea trova applicazione solo nel caso in cui la violazione si riferisca alla mancanza del contrassegno SIAE  e non anche qualora la violazione sia riferibile, come nel caso di specie, anche all’abusiva riproduzione o duplicazione delle opere tutelate dal diritto d’autore.

La forma della Vespa Piaggio tutelata dal diritto d’autore

La Corte d’Appello di Torino, con Sentenza n. 677 del 2019, ha rigettato l’appello promosso dalle società cinesi Zhejang Zhongneng Industry Group Co. Ltd e Taizhou Zhongneng Import And Export Co. Ltd, attive nella produzione e commercializzazione di motocicli, avverso la Sentenza n. 1900/2017 del Tribunale di Torino che si è pronunciato a favore della azienda italiana Piaggio riconoscendo la tutela del marchio Vespa ed accogliendo, altresì, la domanda riconvenzionale della società italiana avente ad oggetto l’accertamento dell’avvenuta violazione da parte delle società cinesi del diritto d’autore del famoso scooter in quanto opera di disegno industriale tutelata.

La vicenda trae origine dal sequestro di tre modelli scooter, prodotti dalle due società cinesi, avvenuto in occasione della fiera Eicma tenutasi a Milano nel 2013 a seguito di esposto-denuncia presentati da Piaggio & C. S.p.A., trattandosi di modelli costituenti una contraffazione del marchio tridimensionale di cui è titolare Piaggio.

Nel primo grado di giudizio l’azienda italiana, contestando le avverse domande di inesistenza di contraffazione e nullità del marchio Vespa per assenza del carattere di novità e carenza di capacità distintiva , faceva valere non solo la tutela accordata dall’art. 2598 c.c. del marchio tridimensionale “forma scooter”, ma anche la circostanza che la Vespa è un’opera di design industriale tutelata dal diritto d’autore ai sensi del dell’art. 2 n. 10 Lda in quanto presenta “di per sé carattere creativo e valore artistico”.

Le società cinesi contestavano in appello la sussistenza di un diritto d’autore sulla “forma della Vespa” deducendo in particolare che:

            – il diritto d’autore non protegge singole caratteristiche di una forma complessa ma un’opera nell’insieme comprensiva di tutti gli elementi che costituiscono l’originale creazione e l’individuale rappresentazione del suo autore;

            – che le caratteristiche della forma della Vespa ritenute rilevanti in primo grado per la sussistenza del diritto autoriale sarebbero caratteristiche comuni in molti altri modelli di concorrenti e comunque caratteristiche della forma funzionali e/o standardizzate in relazione al prodotto scooter;

            – che non sarebbe possibile parlare di un unico diritto d’autore che protegga tutte le diverse forme di modelli Vespa succedutesi nel tempo per il solo fatto di avere in comune singole caratteristiche costruttive;

            – che il creatore della “Vespa” non avrebbe voluto creare un’opera d’arte o una forma dotata di volare estetico e pertanto la Vespa non costituirebbe “un’espressione di lavoro intellettuale” così come previsto dall’art. 6 Lda.

In merito la Corte di Appello di Torino ha confermato il giudizio del Tribunale il quale osservava che la forma della Vespa  “è senz’altro nata come oggetto di design industriale, tuttavia, nel corso dei decenni, ha acquisito una tale mole di riconoscimenti dall’ambiente artistico che ne hanno celebrato grandemente le qualità creative e artistiche da diventare un’icona simbolo del costume e del design artistico italiano” sottolineando come il carattere creativo ed artistico della Vespa sia confermato dai plurimi ed eccezionali riconoscimenti da parte di numerosi ed importanti istituzioni culturali che la annoverano tra le espressioni più rilevanti del design, e che proprio alla stregua del riconoscimento collettivo debbano essere valutati il carattere creativo ed artistico di un’opera di design.

La Corte d’Appello ha, altresì, evidenziato la sussistenza della tutela autoriale non solo del modello “storico” di Vespa, oggetto dei plurimi riconoscimenti quale opera di design, ma anche delle successive elaborazioni dell’opera originaria, così come previsto dagli artt. 4, 12 comma 2 e 18 comma 2 della Legge sul diritto d’autore, rilevando, inoltre, l’infondatezza della tesi delle società cinesi secondo la quale non sarebbe tutelabile l’opera di design in esame poiché difetterebbe nel suo autore la consapevolezza di porre in essere un’opera d’arte.

Sospeso per questione di legittimita’ costituzionale il giudizio pendente avanti il Tar del Lazio promosso da SIAE contro AgCom e nei confronti di Lea e Soundreef

Il Tar del Lazio, con ordinanza del 20 marzo 2019, pubblicata in data 16 aprile 2019, ha sospeso il giudizio promosso dalla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE) contro l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e nei confronti dell’Associazione Liberi editori e Autori (LEA) e Soundreef S.p.A., avendo ritenuto rilevanti e non manifestatamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate da SIAE, dell’art. 19 del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni in legge 4 dicembre 2017, n. 172, per contrasto con l’art. 77 comma 2 della Costituzione, rimettendo pertanto tale questione al vaglio della Corte Costituzionale.

Con il D.L. 148/2017 il Legislatore ha inteso liberalizzare in parte l’attività di intermediazione del diritto d’autore, in precedenza riservata alla SIAE, legittimando a svolgere tale attività anche altri organismi di gestione collettiva (detti anche OGC). In particolare l’art. 19 del predetto Decreto Legge ha modificato gli articoli 15-bis e 180 Lda estendendo la riserva di attività prevista dall’art. 180 ai commi 1 e 2 agli altri OGC che “come finalità unica o principale gestiscano diritti d’autore o diritti connessi ai diritti d’autore per conto di più di un titolare di tali diritti, a vantaggio collettivo di questi” ed alternativamente siano “detenuti o controllati dai propri membri ” ovvero “non perseguano fini di lucro”.

Nel merito la controversia è sorta in quanto, secondo SIAE, LEA non sarebbe in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 8 del d.lgs. n. 35 del 2017 necessari per essere inserita nell’elenco degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendenti pubblicato sul sito istituzionale dell’AGCom il 24 gennaio 2018. 

L’AGCom, nonostante le ripetute segnalazioni di SIAE, avrebbe, quindi, inserito LEA nel predetto elenco senza svolgere alcuna istruttoria volta ad accertare se l’Associazione fosse in possesso dei predetti requisiti.

Ai sensi dell’art. 40 comma 3 del D.lgs. n. 35 del 2017 e dell’art. 5, comma 1 dell’Allegato A alla Delibera n. 396/11/CONS adottata da AGCom il 19.10.2017, un’impresa può essere inserita nel predetto elenco a condizione che abbia comunicato l’inizio dell’attività e, come indicato, sia in possesso dei requisiti previsti all’articolo 8 del d.lgs. n. 35 del 2017, in particolare: (a) la costituzione in una forma giuridica prevista  dall’ordinamento italiano o di altro Stato membro dell’Unione  europea  che  consenta l’effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti; (b) il rispetto della normativa vigente in  relazione  alla  forma giuridica prescelta; (c)  un’organizzazione conforme ai principi organizzativi previsti per le O.G.C. sempre dal predetto Decreto Legislativo.

Secondo SIAE l’Associazione LEA non sarebbe in possesso di tali requisiti in quanto:

– la forma giuridica non sarebbe idonea a consentire, come richiede la norma, “l’effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti” poiché alle elezioni per la nomina dei nuovi organismi associativi, prevista per giugno 2019, avranno diritto di voto solamente i 12 fondatori di LEA, in quanto lo Statuto dell’associazione prevede, ai fini dell’esercizio di voto, un rapporto associativo pari o superiore a 18 mesi (Lea è stata costituita a dicembre del 2017);

– l’attività di LEA sarebbe, poi, svolta nell’esclusivo interesse di Soundreef, in quanto priva di un repertorio amministrato in via diretta, e ciò in contrasto con l’art. 4 comma 1 del d.lgs. n. 35 del 2017 che prevede che “gli organismi di gestione collettiva agiscono nell’interesse dei titolari dei diritti da essi rappresentati”.

SIAE, inoltre, sostiene che l’iscrizione di LEA nell’elenco impugnato sarebbe, comunque, illegittima in quanto la sua costituzione avrebbe carattere artificioso, avendo lo scopo di consentire a Soundreef di conseguire un vantaggio indebito dalla trasposizione nell’ordinamento italiano della Direttiva Barnier.

Il Tar del Lazio ha ritenuto, ai fini della valutazione della fondatezza delle domande proposte da SIAE, di rimettere alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’art. 19 del D.L. 148/2017, in quanto norma che ha legittimato l’esercizio del potere amministrativo di AGCom contestato da SIAE.

In particolare il Tar ritiene tale norma in contrasto con il contenuto dell’art. 77 della Costituzione che consente al Governo di emanare atti con forza di legge solo in casi eccezionali caratterizzati da straordinaria necessità ed urgenza, non riscontrabili nella materia di “Liberalizzazione in materia di collecting”.

Di seguito il link al testo completo dell’Ordinanza.

https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=tar_rm&nrg=201803784&nomeFile=201904930_08.html&subDir=Provvedimenti

#ioleggoperché – Edizione 2019

Un’iniziativa nazionale, promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE), con il supporto di SIAE ed in collaborazione con il MIUR ed altre Associazioni, volta a incoraggiare i giovani a far diventare la lettura un’abitudine quotidiana, grazie alla creazione e al potenziamento delle biblioteche scolastiche.

Sino al 20 settembre le scuole italiane (primarie, secondarie di primo e secondo grado e scuole d’infanzia) potranno iscriversi e, successivamente, potranno raccontare sul sito ufficiale del progetto (www.ioleggoperche.it) le attività avviate grazie ai libri ricevuti.

Dalla fine del mese di aprile anche le librerie potranno partecipare all’iniziativa, e dal 19 al 27 ottobre 2019 si potrà acquistare in libreria un libro da donare per contribuire alla biblioteca di una scuola precisa, con cui la libreria sarà “gemellata”.

Al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva, che verranno anch’essi agli Istituti scolastici che ne faranno richiesta attraverso il portale.

UE: previsto per la prossima settimana il voto definitivo sulla Direttiva destinata a riformare il diritto d’autore in Europa

Il 13 febbraio scorso il Parlamento europeo, la Commissione UE e il Consiglio Europeo hanno trovato un accordo sulla nuova Direttiva che si propone l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali.

I punti più salienti dell’accordo:

  • diritti di negoziazione più forti per autori ed artisti: Maggiori possibilità per i titolari di diritti, quali musicisti, interpreti, autori ed editori di notizie, di negoziare migliori accordi di remunerazione per l’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme online.
  • Gli autori e gli artisti interpreti potranno richiedere un compenso aggiuntivo al distributore che sfrutta i loro diritti quando la remunerazione, inizialmente concordata, è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici derivati al distributore.
  • collegamenti ipertestuali ad articoli di notizie, accompagnati da “singole parole o estratti molto brevi”, possono essere condivisi liberamente, così come i Meme e i GIF. L’accordo contiene, tuttavia, disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa indennità.
  • diritto dei giornalisti di ottenere una quota di tutte le entrate relative al copyright dei loro articoli ottenute dalla casa editrice.
  • diverse piattaforme online escluse dall’applicazione della nuova normativa. Il testo della Direttiva specifica che il caricamento delle opere su enciclopedie online non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, non saranno interessati dalla normativa.
  • Anche le piattaforme di Start-up saranno soggette a obblighi meno restrittivi.

Di seguito il link del comunicato stampa del Parlamento Europeo:

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20190212IPR26152/agreement-reached-on-digital-copyright-rules

Il testo definitivo approda in Parlamento nella seduta plenaria di settimana prossima, tra il 25 e il 28 marzo.

Per Chi Crea: aperte le candidature per partecipare ai nuovi bandi

Sino al 5 aprile 2019 è possibile presentare la propria candidatura per partecipare ad uno dei seguenti quattro bandi promossi dal progetto Per Chi Crea del Mibac, gestito da SIAE, che destina il 10% dei compensi per copia privata a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori under 35 e residenti in Italia.

1. “Nuove Opere” – finanzia progetti di produzione artistica volti alla realizzazione e promozione di opere inedite di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori. La proposta progettuale potrà riguardare la produzione e la promozione di una nuova opera avente carattere inedito realizzata in uno dei seguenti settori artistici: Arti visive, performative e multimediali – Cinema – Danza – Libro e lettura – Musica – Teatro.

2. “Residenze artistiche” – promuove la formazione e la creazione artistica mediante il sostegno alla realizzazione di residenze artistiche destinate a giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori. La proposta progettuale dovrà riguardare la realizzazione di un percorso formativo-creativo in una residenza artistica teso a dare luogo ad una o più opere in uno dei seguenti settori: Arti visive, performative e multimediali – Cinema – Danza – Libro e lettura – Musica – Teatro.

3. “Formazione e promozione culturale nelle scuole” – finanzia progetti volti al rafforzamento della formazione e della promozione culturale nelle scuole pubbliche italiane, eventualmente in collaborazione con altri soggetti specializzati. Un’attenzione particolare verrà riservata alle scuole situate nelle “periferie urbane”. La proposta progettuale potrà riguardare la realizzazione o il rafforzamento di un percorso formativo-creativo in uno dei seguenti settori artistici: Arti visive, performative e multimediali – Cinema – Danza – Libro e lettura – Musica – Teatro.

4. “Live e promozione nazionale e internazionale” – finanzia due tipologie di attività svolte da giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori: progetti volti alla realizzazione di spettacoli pubblici (live tour o rassegne), sia in Italia che all’estero, nei settori Danza – Musica – Teatro e i progetti volti alla traduzione in altre lingue e relativa distribuzione all’estero, nei settori Cinema – Libro e lettura.

I bandi sono rivolti a privati, aziende, scuole, enti e associazioni.

Maggiori informazioni sul sito dedicato: www.perchicrea.it